Il sistema delle caste

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Domande

Caro Manonatha Prabhu

***

qualche tempo fa ho mandato un articolo in cui veniva fornita una spiegazione dell’esistenza delle caste da un punto di vista tradizionale e spirituale, dove non solo se ne giustificava l’istituzione, ma veniva addirittura evidenziato come queste siano necessarie per armonizzare la vita sociale di tutti gli esseri umani, in rispetto alle leggi del karma e delle volontà divine; tutto ciò quindi in contrasto con una diffusa mentalità occidentale che giudica le caste come una grossa ingiustizia sociale che stride fortemente con il rispetto dei diritti umani, e forse ai giorni nostri il senso delle caste è effettivamente degenerato in questa direzione, come d’altronde sostiene lo stesso autore di quell’articolo che però ne ribadisce una fondamentale purezza da un punto di vista tradizionale, di quando cioè gli uomini erano ancora ad un livello spirituale molto alto; l’autore si riferisce a tradizioni molto antiche, addirittura preistoriche, tra le quali quella Vaishnava: a questo punto vorrei gentilmente chiederti qul’e l’opinione dei moderni devoti di Krishna e di Srila Prabhupada in particolare in merito a tale argomento.

ti ringrazio per l’attenzione. spidey

26/09/2002

 

Risposte

Gentile amico,

quello che oggi viene conosciuto come il sistema delle caste è la degenerazione abbietta e spesso criminale dell’originale sistema sociale proposto all’origine dei tempi dal Signore Supremo stesso. Questo sistema era chiamato varnashrama-dharma.

E’ un argomento complesso. Qui sintetizzerò.

La Bhagavad-gita è stata parlata circa 120 milioni di anni fa da Vivasvan a suo figlio Manu, e lì già vi troviamo accenni a questo sistema.

catur-varnyam maya srstam 

guna-karma-vibhagasah 

tasya kartaram api mam 

viddhy akartaram avyayam (4.13)

Le quattro divisioni della società umana sono state create dal Signore stesso e si basano sulle qualità naturali e sulle attività che ne scaturiscono.

In questo versetto per due volte Sri Krishna dice di esserne l’autore con i termini maya e kartara. Da qui comprendiamo l’origine divina del sistema sociale varnashrama.

Ma la parte che a noi interessa per smascherare i numerosi impostori che si approfittano della religione per accumulare vantaggi materiali sono le due parole “guna” e “karma”. Guna significa qualità naturale, karma vuol dire l’azione che ne scaturisce. In altre parole, se si nasce con una natura da religioso e studioso risulterà perfettamente naturale agire in quel modo.

Sarà qualcosa che difficilmente se ne potrà farne a meno, perchè si tratta della natura di nascita (sva-dharma) che si accumula con le azioni compiute nelle vite precedenti.

In definitiva si diventa parte di una data classe sociale in base alle reali qualità naturali.

La storia di Karna – che trovate nel Mahabharata – ben illustra il punto. Adottato in una famiglia di suta, il cui dovere sociale è prendersi cura alle armi e agli strumenti dei guerrieri, egli era in realtà nato in una famiglia reale, e nessuno conosceva questo segreto.

Nonostante ciò, sebbene fosse fin dall’infanzia e ripetutamente educato nei doveri della sua casta egli sempre si comportò da guerriero (kshatriya).

Dunque la natura di nascita difficilmente può essere controvertita.

Una cosa importante nel versetto della Bhagavad-gita è che si dice guna e karma (qualità e azioni); non dice janma (nascita).

In altre parole, non si diventa parte di una certa casta per nascita ma appunto per qualità e azione naturali. Molti oggi, specie in India, pretendono di appartenere a una data casta perchè nati in una certa famiglia, pur non avendone alcuna qualità. Ovviamente per mantenere i privilegi che questa offre. Ciò causa la distruzione della società intera. Immaginate il figlio di un chirurgo che tipo di disastri potrebbe combinare se pretendesse di operare senza aver studiato ed essersi qualificato.

Va aggiunto anche, però, che questa idea di appartenenza a una classe sociale per nascita non è priva di base storica.

Infatti nelle ere passate chi nasceva in una data famiglia era perchè ne condivideva la natura per “karma” precendente alla nascita. Il Bhagavatam dice che dipendendo dalla coscienza dei genitori al momento del concepimento nasce un figlio di medesima natura. Ovviamente questi doveva studiare per ottenere il riconoscimento e l’autorizzazione ad esercitare, ma per costui sarà completamente naturale perchè nato già con quella natura.

Tuttavia questo ragionamento non vale per Kali-yuga (la presente era di discordie e degradazioni) dove il sistema delle nascite è completamente sconvolto e non è detto che da una buona famiglia nasca un buon figlio.

Kali-yuga è un’era difficile, dove tutto è incerto.

Perciò l’idea che chi nasce in una data famiglia ne abbia diritti e qualità deve essere rigettata.

La società deve essere costruita sull’impegno di persone che vengono indirizzate da esperti a mettere le proprie qualità naturali materiali (sva-dharma) in servizio devozionale dove, purificandole, diventino sanatana-dharma, ovverossia atti spirituali che conferiscono la pace sociale e ultimamente la liberazione dall’illusione materiale.

Manonatha Dasa – 26/09/2002

 

Questa è una sezione del libro “Il Microfono di Dio”, in lingua italiana.

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Jaya, risposta meravigliosa Guru Maharaja. Hare Krishna