La teoria dell’eterna dannazione

La teoria dell’eterna dannazione contraddice in modo evidente l’idea di un Dio dalla Bontà Infinita. Se Egli è infinitamente amorevole nei confronti di tutti, come può permettere che chiunque soffra all’inferno per gli errori o le debolezze di una vita? O anche di cento, mille o di un milione? Con la reincarnazione invece a chi sbaglia viene data una punizione educativa che porterà a una sicura evoluzione spirituale.

Il passaggio dell’anima da un corpo a un altro è un fenomeno conseguenziale alla spiritualita’ dell’essere. Se l’anima è eterna, dove va quando il rapporto con il corpo è diventato impossibile a causa del suo deterioramento naturale?

La legge naturale che regola il passaggio dell’anima in nuovi corpi o in nuove dimensioni di vita è chiaramente esposta nella Bhagavad-gita (8.6) da Sri Krishna al suo amico e discepolo Arjuna:

yam yam vapi smaran bhavam

tyajaty ante kalevaram

tam tam evaiti kaunteya

sada tad-bhava-bhavitah

“Qualsiasi stato di esistenza si ricordi nel momento in cui si abbandona il corpo, O figlio di Kunti, quello stesso stato certamente verrà ottenuto.”

Durante la vita l’essere vivente persegue determinati desideri e sviluppa uno stato di coscienza di simile qualità. Al momento della morte la persona è pervasa da quello stato di coscienza, che gli causerà un nuovo corpo compatibile alla sua natura interiore. Da notare che non è quello che si pensa al momento della morte a procurare un nuovo corpo, ma lo stato di coscienza. Qualcuno pensa, “adesso lasciami vivere come mi va, che poi alla fine della vita penserò a Dio e mi salverò”.

Questa idea ipocrita non è accettabile. E’ lo stato di coscienza, cio’ che siamo al momento della morte, che verra’ preso in esame dalla natura, e non un pensiero artificiale e calcolato. Lo stato di coscienza è la risultanza di innumerevoli atti, pensieri, sensazioni, emozioni, esperienze portate avanti durante tutta la vita e non c’è modo – se non in casi eccezionali – di averne un’altro nell’istante fatidico. Dunque, se la vita che abbiamo condotto sarà umana otterremo un altro corpo umano, se sarà stata animalesca un corpo animale e cosi’ via.

Naturalmente questo è un principio generale, la cosa è comprensibilmente piu’ complessa di come la stiamo esponendo.

 

Questa è una sezione del libro “Infiniti segmenti di esistenza”, in lingua italiana.

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