La costruzione del ponte

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Pochi giorni dopo arrivarono sulle rive dell’oceano. Rama osservò il vasto corpo d’acqua, un enorme e insormontabile mare che lo separava da Lanka. Come attraversare tale distanza? Un intero esercito, poi, come l’avrebbe attraversato? Sembrava un problema irrisolvibile. L’unica soluzione era che l’oceano stesso li facesse passare.

“Io chiederò a Varuna di apparire di fronte a me,” pensò Rama, “e poi gli chiederò il favore di lasciarci passare.”

Rama raccolse dell’erba kusha e ne fece un cuscino. Sopra quell’erba santa si sedette in meditazione. Così stette interi giorni e notti, meditando e chiedendo a Varuna di apparire. Passarono diversi giorni, ma il Deva non appariva. Agitato al pensiero di Sita, il desiderio di rivederla e di liberarla gli rendeva insopportabile quell’attesa inerte. Perse la calma e sentì la furia crescergli nel cuore.

“Se Varuna non appare, io distruggerò l’oceano con tutti i suoi abitanti!”

Estraendo dalla faretra enormi frecce, egli prese a scagliarle senza interruzioni, una dopo l’altra, con violenza inaudita, uccidendo una moltitudine di pesci. Le acque si agitarono così tanto che l’oceano straripò in più punti e ci fu una terribile tempesta. Ovunque era caos. 

Ma Varuna ancora non si decideva ad apparire. 

E Rama prese la terribile arma presieduta dal mantra a Brahma e la fissò sull’arco. Solo allora, vedendo prossima la sua distruzione, Varuna emerse dalle acque tempestose e si inginocchiò davanti a Rama con le mani giunte.

“Perdona la mia offesa verso di te, o Rama,” disse in tono di preghiera. “Io vi lascerò passare senza alcun dubbio. Chiama Nala, il figlio di Visvakarma, e digli di costruire un ponte sopra le mie acque. Non preoccuparti. Io sorreggerò il vostro peso.”

La costruzione del ponte

Gioiosamente i forti Vanara cominciarono a prendere degli enormi macigni, dei picchi di montagna, alberi, o qualsiasi altra cosa che potesse far volume nella costruzione del ponte, e dopo aver scritto il nome sacro di Rama su di esse, li gettarono nelle acque. E come per miracolo, nonostante il peso, non affondarono. Ben presto, sotto l’esperta direzione di Nala, il ponte fu ultimato. Gioiosamente, i Vanara cominciarono la traversata.

 

Questa è una sezione del libro “Il Ramayana”, in lingua italiana.

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