Il sacrificio dei serpenti

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Adhyaya 51

Il sacrificio dei serpenti

Sauti disse:

I ministri espressero la loro approvazione e Janamejaya fu sempre piu’ convinto che voleva fare la cosa giusta, cioe’ celebrare un sacrificio per uccidere tutti i serpenti del mondo.

Il Signore della terra, il migliore dei Kuru, il figlio di Pariksit, chiamò i Brahmana e i vari Ritvija.

E quell’abile oratore parlò del compimento del suo grande compito.

Janamejaya:

Devo vendicare mio padre, uccidendo il disgraziato Taksaka. Ditemi cosa devo fare. Conoscete qualche yajna con cui posso gettare Taksaka con tutti i suoi amici e parenti nel fuoco ardente? Voglio bruciare il peccaminoso serpente cosi’ come ha bruciato mio padre con il suo veleno.

I Ritvija dissero:

O re, c’è un sacrificio consigliato dai celesti per te. È conosciuto come Sarpa-satra e se ne parla nei Purana.

 

Sarpa-satra vuole dire “Il Sacrificio dei Serpenti”.

 

Ritvija:

Un sacerdote ministro, o, secondo alcuni, il Ritvij che è anche il Hota – termine che segue nel testo – il sacerdote che presenta effettivamente l’oblazione, o che invoca o convoca le divinità alla cerimonia, secondo la parola derivato da hu, sacrificare, o hve, chiamare.

 

O re, tu solo puoi realizzarlo, e nessun altro. Coloro che sono dotti nei Purana ci dissero che un tale sacrificio esiste.

Sauti disse:

Quelle parole convinsero il re che Taksaka era come se fosse già nel fuoco ardente e gia’ ridotto in cenere.

Janamejaya disse ai Brahmana, eruditi nella scienza dei mantra, le seguenti parole.

Janamejaya:

“Voglio celebrare il Sarpa-satra. Ditemi cosa devo fare e tutte le cose che sono necessarie.

Sauti:

O migliore dei Brahmana, allora i suoi saggi Ritvija, dotti negli Sastra, misurarono, secondo le ordinanze, un lembo di terra per la piattaforma sacrificale.

Quella terra venne santificata dalla presenza di molti puri Brahmana; era addobbato con ricchezze preziose; era pieno di gioielli e risaie. Su una piattaforma sacrificale, rispettando tutti i riti, installarono il re nel sacrificio dei serpenti.

Ma prima che avvenisse l’inizio del sacrificio accadde un incidente che presagi’ la presenza di un ostacolo. Quando la piattaforma sacrificale fu costruita, un uomo di casta Suta, che conosceva bene i Purana ed era dotto nell’arte della muratura e della posa di fondamenta, disse:

Il Suta:

Il terreno su cui è stata montata la piattaforma e il momento in cui è stata misurata indicano che questo sacrificio non sarà terminato. Un Brahmana sarà la sua causa.

 

La cerimonia avrebbe avuto luogo ma non potra’ essere terminata. La causa sara’ che un Brahmana la interrompera’.

 

Sauti:

Udito questo, il re, prima di essere insediato nel sacrificio, ordinò ai guardiani, dicendo:

Janamejaya:

“Nessuno deve poter entrare qui senza il mio permesso.”

 

Astika Parva, Adhyaya 51, è composto da 17 versi.

 

 

Questa è una sezione del libro

Il MAHA-BHARATA, ADI PARVA ** Verso per verso con le spiegazioni Bhaktivedanta ** Vol. 1 di 4”, in lingua italiana.

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