Coincidenze e il linguaggio, una carta d’identita’

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Sono andato a rileggere il messaggio scritto a
proposito delle
“coincidenze” ed effettivamente poteva sembrava irriguardoso nei
confronti del messaggio e dell’autore, il caro amico virtuale Manuele.
Ovviamente non era quella l’idea: avevo solo “colto la palla al balzo”
per dire qualcosa al riguardo di
alcune superficialita’ senza
necessariamente volermi riferire al messaggio da cui prendevo spunto. Ai
gruppi di discussione qualche volta si scrive di getto, in modo
spontaneo, senza badare troppo a quello che si scrive. In ogni caso
chiedo scusa e lo facc
io volentieri.
Tornando all’argomento in questione e riferendomi a Manuele, dici bene.
Non sempre la conoscenza va data in modo circostanziato e approfondito,
senno’ si rischia di diventare pedanti. Qualche volta si gettano
informazioni cosi’… Io li chiam
o “semi di dibattito”. Poi si deve
anche circostanziare e approfondire per essere credibili di fronte all’
“ambiente scientifico” della societa’. Tutti e due vanno fatti. Visto
che abbiamo sia il Gruppo di Discussione che il Giornale, possiamo
sfruttarli p
er tutti e due. Cosi’ ogni tanto allietaci con articoli nel
campo della linguistica. Non aspettiamo altro. Questa è l’Accademia
Vaishnava. Ci vorrebbe un gruppo di studiosi che si occupi di questa
materia.
Credo che nella lingua ci sia la cultura del popol
o, il suo modo di
vivere e di vedere la vita. Basti vedere il sanskrito e l’idea del
popolo brahminico di altre epoche si materializza nella nostra mente. Il
suono è il mattone primo della creazione. Brahma creo’ mormorando le
lettere dell’alfabeto sanskri
to e la potenza di quei suoni furono
sufficienti per smuovere gli elementi primordiali che iniziarono ad
organizzarsi. Cosi’ la nostra mente si modifica in base ai suoni che
ascoltiamo. Il sanskrito è la lingua degli dei, parlata nei pianeti
celesti, ed e’
fatta apposta per ingentilire e purificare la mente.
Anche la liberazione (mukti) e addirittura il fine ultimo della vita, la
devozione (bhakti) è eccitata dai mantra vedici, come Pranava (Om) e il
piu’ importante di tutti, il maha

mantra Hare Krishna.

Di
ci: Noterai la differenza di posizione che ho preso davanti a quello
che ho scritto su (Domande sullo S.B.), parlando del dodicesimo canto,
ho scritto e ho fatto domande… non perché io non sappia, ma per il solo
piacere di sentire parlare delle scritture,
degli Sastra e di Krishna…
trovo tutto ciò puro nettare… Rispondo: esatto. Anche Arjuna poneva le
domande pur sapendone le risposte. Lo faceva per beneficiare gli altri
grazie sia alle domande stesse che alle risposte che le sue domande
generavano.
Grazie
per l’autorizzazione alla pubblicazione del Brihat Parasara Hora Sastra di Sri
Parasara Muni e della tua disponibilita’ alla consulenza astrologica. Nel prossimo numero
uscira’ la prima tranche, anche abbastanza corposa, in modo da “costringerti” ad andare
avanti con il lavoro di traduzione…
Hare Krishna

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