Quando Sri Caitanya era Nimai…..

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La festa a casa di Chandrashekhara

Su richiesta di Nimai, Buddhimanta Khan organizzò uno spettacolo di teatro-danza a casa di Chandrashekhara. Nimai stesso assegnò i ruoli per i suoi compagni principali: Srivasa recitava la parte di Narada, Haridasa e Murari Gupta facevano le “guardie di Vaikuntha”, con turbanti e grossi baffi. Tutti erano arrivati per assistere alla rappresentazione, comprese madre Saci e Vishnupriya. L’evento cominciò con un kirtana, in cui i devoti cantarono, “cantate Rama Krishna, Hari Gopala Govinda”.

Nimai aveva pensato di recitare la parte di Lakshmi Devi, ma entrò in scena nel sentimento di Rukmini, che è però l’incarnazione di Lakshmi manifestata durante la Krishna lila per diventare la prima delle regine di Krishna a Dvaraka. Gadadhara prese dunque a danzare come Lakshmi Devi. Da Vaikuntha, il sentimento degli attori si spostò a Vrindavana e Gadadhara entrò in scena vestito come una gopi e accompagnato da Brahmananda vestito come la sua anziana compagna Suprabha. Poi Nimai entrò nel sentimento di Radha e Nityananda recitò la parte della nonna Paurnamasi, e infine Nimai entrò nel sentimento regale della Dea Madre mentre Gopinatha recitava la parte di Vishnu e i devoti cominciarono a offrire molte preghiere a Lakshmi e Chandi Durga.

L’episodio è riportato anche da Lochana nel Chaitanya mangala, in cui si riferisce a Durga come Adya Shakti. Seduto sull’asana, Nimai si manifestò come Chandi e Katyayani, e benedisse tutti i devoti. Poi prese Haridasa sulle ginocchia, come fa una madre con il proprio bambino, e si mise a cullarlo. In quella occasione, Nimai ordinò ai suoi devoti di non mancare mai di rispetto ai Deva, specialmente alla Dea Madre.

Vrindavana Dasa riporta queste preghiere nel suo Chaitanya Bhagavata:

“Tutte le glorie alla Madre universale, Mahamaya Devi.

Ti preghiamo di dare il rifugio dei tuoi piedi di loto alle povere anime condizionate che soffrono in questo mondo materiale. Tu sei il potere che controlla l’intero universo materiale, e appari in ogni yuga per proteggere i principi della religione.

Persino Brahma, Vishnu e Shiva sono incapaci di descrivere pienamente i tuoi illimitati poteri, che dire delle persone ordinarie.

Tu sei la fede, la compassione, la modestia, e la personificazione della pura devozione a Sri Vishnu, Krishna, perciò tutti i rami della conoscenza sono manifestazioni della tua persona. I Veda ti descrivono come l’energia primordiale, e tu sembri essere presente in questa natura materiale che consiste dei tre guna, ma sei in realtà la loro causa, e dunque sei sempre situata in una posizione trascendentale.

Tu sei la potenza eterna, immutabile, suprema, il rifugio e il fondamento di tutti gli esseri viventi, la Madre universale che sostiene tutti, senza eguali e senza rivali. Tu sei l’acqua che sostiene la vita, e ricordandoti si possono facilmente tagliare i legami dell’illusione materiale.

Tu appari anche come Madre Lakshmi, l’eterna consorte del Signore Narayana, che si manifesta nella casa delle persone dharmiche, ma per i peccatori e gli offensori ti manifesti come la morte che tutto divora.

Sei tu che crei l’universo, e coloro che ti ignorano evitando di offrirti adorazione vengono puniti dalle tre forme di sofferenza. Ai devoti ispiri pura fede, e perciò ti preghiamo di darci rifugio all’ombra dei tuoi piedi di loto. La tua potenza illusoria affascina l’intera creazione, perciò se tu non mi proteggi, chi potrà farlo?

La tua apparizione nel mondo materiale ha lo scopo di liberare le anime condizionate, e ricordandoti si raggiunge ogni perfezione. O Madre, tutti noi ci sottomettiamo completamente a te: ti preghiamo, guardaci con benevolenza, perché possiamo rimanere con la mente fissa ai tuoi piedi di loto.

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