L’arrivo degli eserciti

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 Anche il Re di Madra, il famoso Salya, fratello di Madri e quindi zio dei Pandava, era venuto a sapere che questi ultimi avevano terminato il periodo del loro esilio. Naturalmente aveva deciso di unirsi a loro. Accompagnato dal valoroso figlio Rukmiratha e dal suo grande esercito, era già partito per Upaplavya.

 Quando le spie lo informarono che Salya stava già in viaggio, Duryodhana escogitò un piano per costringerlo a combattere per lui. Lungo la strada che il sovrano avrebbe percorso, fece erigere velocemente dei luoghi di ristoro e d’intrattenimento, dando istruzioni agli inservienti di trattare gli uomini con la massima attenzione, senza badare a spese e soprattutto evitando con accortezza di rivelare chi era stato a organizzare tutto.

 Allorchè Salya e i suoi uomini si furono rifocillati con piena soddisfazione ed ebbero riposato in letti sontuosi, il Re, certo che quella fosse stata un’iniziativa di Yudhisthira, disse:

 “Riferite al vostro sovrano che gli sono riconoscente per quanto è stato fatto, e che mi impegno di combattere dalla sua parte.”

 Appena Duryodhana venne a sapere della promessa del Re di Madra, corse da lui, e lo ringraziò per l’aiuto che gli aveva offerto. Salya era costernato, non aveva la minima intenzione di combattere per quell’essere invidioso e peccatore, ma aveva dato la sua parola e non poteva più tirarsi indietro. 

Dopo aver promesso al Kurava che sarebbe tornato presto, andò a Upaplavya.

 Salutò i nipoti e raccontò loro ciò che era accaduto. Yudhisthira fu profondamente rattristato all’idea di avere contro suo zio.

 “Non preoccupatevi,” disse loro Salya. “Anche se sono stato ingannato da Duryodhana, sarò lo stesso utile alla vostra causa. Vi prometto che quando Arjuna incontrerà Karna nel duello decisivo, mi procurerò di essere alla guida del suo carro e gli parlerò in un modo tale da fargli perdere ogni entusiasmo e sicurezza nei suoi mezzi. Sono tanti coloro che, pur dovendo combattendo per conto di Duryodhana, vorrebbero essere qui ora, insieme a voi, ad affrontare quelle forze del male: siate certi che tutte queste persone si batteranno senza entusiasmo. Ciò contribuirà di molto alla vostra vittoria.”

 Dopo aver parlato a lungo coi nipoti, Salya ripartì.

 Nei giorni che seguirono, nei due luoghi di raduno, cominciarono ad affluire gli alleati con le rispettive truppe.

 A Upaplavya, accompagnati da un akshauhini a testa, arrivarono Satyaki, Drishtaketu, Jayatsena (il figlio di Jarasandha), i fratelli Kekaya, Drupada e Virata. I rimanenti alleati, uniti insieme, ne costituivano un altro. In totale potevano disporre di sette akshauhini.

 Ad Hastinapura, invece, arrivarono Bhagadatta, Salya, Bhurisrava, Kritavarma, Jayadratha, Sudakshina, i fratelli Vinda e Anuvinda e i fratelli Avanti, ognuno alla testa di un akshauhini. Le rimanenti milizie sommate insieme formavano tre ulteriori akshauhini, per un totale di undici.

 Le due città erano letteralmente scosse da un fermento febbrile.

 Poi, qualche giorno dopo, l’esercito di Duryodhana si spostò in direzione del Gange, ove attese gli eventi finali.

 

Questa è una sezione del libro “Maha-Bharata Vol. 1”, in lingua italiana.

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