Alcune domande sulla reincarnazione

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Domande da email privata –

To: Accademia Vaishnava ; Accademia Vaishnava Sent: Sunday, July 01, 2001 5:52 AM

Subject: Reincarnazione

Buongiorno.

Scusate se mi rivolgo a voi, pur non avendo mai frequentato il vostro ambiente, ma forse avete la risposta alle mie domande: chi muore di morte prematura e violenta è automatico che abbia una seconda possibilità? Se si tratta di un gatto, può reincarnarsi in un altro micio o sarà un animale diverso? E’ possibile capire che si tratta sempre di lui? E’ passato del tempo, ma non riesco a rassegnarmi, lo amavo moltissimo e sono caduta in depressione. So che per la maggior parte delle persone ci sono cose + importanti e forse anche per voi, ma io non distinguo i sentimenti e il dolore in serie A e serie B.

Vi ringrazio delle eventuali risposte e scusate ancora per il disturbo.

Distinti saluti

luglio 2001 – n.781

 

Risposta a

“Alcune domande sulla reincarnazione” (n.781)

luglio 2001 – n.782

Cara amica,

ci dispiace per il tuo dolore perché, come sottolinei tu stessa, il dolore è dolore.

La Bhagavad-gita ci insegna alcuni principi di vita utilissimi per affrontare le disgrazie e vederle da un’ottica diversa. Questo puo’ far si’ che le pene non sopraggiungano o se ci sono già che scompaiano.

In primo luogo nella Bhagavad-gita ci viene detto che l’essere è di natura spirituale e mai materiale. Cio’ implica che il gatto a cui sei tanto affezionata era in realtà un’anima spirituale e non il corpo. L’anima è eterna e per questa ragione egli non è morto ma sta ora da qualche altra parte. D’altro canto il corpo non era mai vissuto, nel senso che era uno strumento di vita che riceveva vita dall’anima e, non essendo mai vissuto, non è mai morto.

Questo fenomeno che tanto ci turba (la morte) nasce da un concetto errato di esistenza basato sul materialismo. Chi ha questo tipo di coscienza dovra’ necessariamente soffrire perche’ ogni cosa in questo mondo va e viene in continuazione. Ogni cosa a cui siamo attaccati prima o poi scomparirà. La morte non è altro che il distacco dell’anima dal corpo. Parafrasando la Bhagavad-gita “il saggio che ha una visione perfetta non si lamenta ne’ per il vivo ne’ per il morto” perche’ conosce la verità delle cose. Tale persona e’ imperturbabile e non soffre le pene dell’esistenza materiale.

Tu stessa, dunque, non hai ragione di lamentarti perche’ il tuo gatto non è morto ma sta da qualche altra parte.

Certamente, il dolore della separazione da una cosa cara c’è sempre, ma lo sapevi fin dall’inizio che lui non sarebbe vissuto in eterno. E’ meglio dunque studiare la scienza dell’anima in modo da acquisire una visione delle cose veritiera e vivere una vita piu’ reale.

Ora la seconda parte della questione e’ dove il tuo gatto sia in questo momento. E’ impossibile sapere nel caso

specifico dove sia, ma ci sono delle regole di base che venogno esposte nei testi vedici. Secondo i Veda, gli animali al momento della morte accedono a un livello di vita superiore nella scala delle forme viventi, ma se si muore di morte provocata da altri si puo’ rinascere nella stessa specie per terminare il periodo che si doveva vivere in quel corpo. E’ difficile e raro riconoscersi perche’ al momento di assumere un corpo nuovo si dimentica tutto della vita precedente.

Un consiglio che possiamo darti – se ce lo consenti – è di cercare persone e oggetti che facciano parte di una realtà spirituale, che non subiscano le leggi crudeli del tempo che porta via ogni cosa. La Coscienza di Krishna è quel tipo di vita che ci permette l’accesso al mondo di Dio dove tutto, compreso i rapporti interpersonali, sono eterni.

Saremmo contenti di apprendere che questa lettera ha anche lievemente attutito il tuo dolore.

Saluti Manonatha Dasa

PS: la tua email, cosi’ come la nostra risposta, saranno pubblicate sul Forum, con l’omissione di ogni tuo dato personale in quanto ci hai scritto usando indirizzi email privati

 

 

 

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