Prefazione, di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati al “Bhajana Rahasya”

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Lo Sri Bhajana-rahasya fu compilato da Srila Bhaktivinode Thakura. Con questo libro, il grande maestro ci da un accenno del proprio metodo di bhajana, una guida per i suoi seguaci sinceri. Il sottoscritto akincana, alcuni anni fa, lo osservò attentamente recitare gli slokas contenuti in questo testo e gustare contemporaneamente l’estasi travolgente dell’amore di Dio.

Il regno della Bhakti offre l’arcana a coloro che sono nistha a livello di kanistha. È talvolta difficile per molti comprendere la differenza che esiste tra arcana e bhajana. Ecco perché la parola arcana è fraintesa con bhajana. L’esecuzione della navadha- bhakti è alla base del bhajana. L’arcana è compresa nella navadha-bhakti ed è quindi ammessa quale parte del bhajana. Si può concludere, dunque, che essendo l’arcana parte del bhajana nell’insieme non può equivalergli.

Si è vincolati da un sentimento misto a reverenza, timore e sottomissione, quando si adora il Signore Supremo mediante l’arcana. Servire il Signore Supremo in un sentimento di timore o sottomissione con l’impiego di articoli vari per l’adorazione è detta arcana. Servendo invece sulla piattaforma della fraternità, l’intensità dei raggi del servizio, nel timore e nella sottomissione, si attenua. Nessuno può rifiutare il rinfrescante chiaro di luna, la dolcezza di questo puro amore. Una sintesi dell’arcana paddhati (regole dell’arcana) è stata inclusa come appendice di quest’opera.

Rivelando i segreti del bhajana, questo libro spiega che nel processo dell’arcana rimane più o meno forte il legame con il corpo grossolano e sottile. L’anima incarnata, nel regno del bhajana, libera dalle designazioni grossolane e sottili, s’impegna direttamente nel servizio alla Persona Suprema. Chi s’impegna sinceramente nel bhajana ed è completamente libero dalle identificazioni materiali, realizza, mediante i propri sensi spirituali, qualcosa che è al di là della sfera materiale. La realizzazione che acquisisce lo avvicina all’advaya-jnana tattva dove egli serve su una piattaforma che trascende il tempo ed i sensi materiali.
Quella conoscenza unica, rivelata dal guru alle persone con una fede assoluta, è detta rahasya. Nel Bhakti-rasamrta-sindhu, quando sono descritte le diverse parti (sessantaquattro) del sadhana-bhakti, è scritto che dopo aver ricevuto istruzioni sulla coscienza di Krsna da un guru autentico, il terzo passo è praticare l’adorazione con sentimenti fraterni seguendo le orme dei sadhu (sadhu vartmanuvartanam). Questa è conosciuta come la pratica del bhajana rahasya.

Coloro che non possiedono nulla e si dedicano all’adorazione del Signore Supremo tramite il metodo del bhajana, sono liberi da ogni legame materiale. Essi sono completamente liberi dall’associazione di persone tendenti alla mondanità, vincolate da vari desideri materiali in contrasto con la coscienza di Krsna. L’attitudine a servire la Persona Suprema in ogni momento, ventiquattrore su ventiquattro (asta-kala), si manifesta solo in questo stadio. Quei puri devoti ansiosi di impegnarsi nel servizio, considerano l’associazione dei non devoti – dediti alla rinuncia o materialisti – un grosso ostacolo per raggiungere il fine ultimo desiderato. Coloro che hanno desideri non in relazione a Krsna – karmi e jnani – non provano gusto per il bhajana rahasya. Essi, dunque, non sono qualificati ad accedere al regno del asta-kala- bhajana che si manifesta sulla piattaforma della conoscenza trascendentale. Questo libro non sarà mai apprezzato da persone del genere.

Se si divide il giorno di ventiquattro ore in otto parti, ogni parte (tre ore circa) è detta yama. Entrambi il giorno e la notte consistono di tre yama, inclusi l’alba e il tramonto – di uno yama ciascuno – quindi abbiamo un totale di otto yama. Solo un puro Vaisnava può compiere il Krsna bhajana in ogni momento e circostanza con intensa determinazione. Questo bhajana continuo non è attuabile da chi è soggiogato da un senso di egotismo materiale. L’entità vivente che attribuisce concetti materiali ad oggetti che sono in relazione ad Hari, non può liberarsi dalla schiavitù materiale e ottenere la liberazione. I Vaisnava devoti al bhajana che hanno ottenuto la loro forma spirituale (svarupa), sono sempre impegnati nel servizio di Krsna.

Gli otto versi composti da Sri Gaurasundara nei Siksastaka coincidono con gli asta-yama. Gli undici versi composti da Sri Rupa Gosvami (smarana-mangala-stotram) e in seguito altre canzoni composte da altri mahajana, basate su un intenso desiderio per l’asta-kala bhajana, consigliano il bhajana continuo. E’ opportuno, dunque, che il servitore sincero del maestro spirituale completamente libero dai concetti di tempo, luogo e corpo materiale, parli sempre di questo bhajana-rahasya.

Sri-Hari-jana-kinkara
(Servitore dei devoti di Hari, il Signore)
Dasa Sri Siddhanta Sarasvati
Kanpur 13 Novembre 1927

 

 

Questa è una sezione del libro “Bhajana-Rahasya” di Srila Bhaktivinode Thakura, in lingua italiana.

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