Prabhupada, 31 Novembre 1972, Iskcon Bombay

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(stralcio di una lettera scritta dal segretario di Sua Divina Grazia)

“Ho ricevuto la vostra lettera e sono lieto di avere notizie dell’Occidente. Nessuna di queste cose erano sconosciute a Srila Prabhupada.

Una cosa particolarmente interessante era quella che riguardava la separazione fra donne e uomini nel Tempio di New York. Srila Prabhupada ha ricevuto una lettera al riguardo nello stesso giorno in cui è arrivata la vostra. Quando ha sentito che alle donne era permesso l’ingresso al Tempio solo in certi momenti perché sennò i brahmacari si sentivano agitati, Sua Divina Grazia ha commentato che i brahmacari potevano andare sulle montagne. Non è possibile avere queste regole in un Tempio. In una lettera a Ekayani, Srila Prabhupada disse:

“Non so da dove provengano queste invenzioni. Noi abbiamo già il nostro standard Vaishnava. Se è andato bene a tutti i grandi santi e acarya della nostra linea, perché dovrebbe essere inadeguato per i miei discepoli? Forse per far sì che possano inventare cose nuove? Questo non è consentito. Chi ha introdotto queste cose, che le donne non possono cantare japa nel Tempio, che non possono fare l’arati e altre cose del genere? Se i brahmacari si sentono agitati, fateli andare nelle foreste, ma io non ho mai insegnato tutto ciò. Se i brahmacari non riescono a stare davanti a una donna nel Tempio, fateli andare nelle foreste, non possono rimanere a New York City, dove ci sono così tante donne. Come è possibile evitare di vedere le donne? Se diventano agitati così facilmente, la cosa migliore è mandarli nelle foreste in modo che non vedano nessuna donna. Ma allora nessuno li vedrà, e come faremo a mandare avanti la nostra predica?

 

Questa è una sezione del libro “Prabhupada Meditazione”, in lingua italiana.

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