Domanda di Rantideva Dasa
Con i miei più cordiali saluti a @Manonatha Dasa Vanacari TLSP, ho una domanda: come si interpreta la relazione tra l’uccisione di Bali da parte di Rama e la morte di Krishna per mano di Jara dal punto di vista del dharma e del karma, considerando che entrambi sono incarnazioni di Vishnu? Perché Rama compie un’azione discutibile contro Bali, e poi Krishna sembra subire una conseguenza simile?
Ho letto che Jara stesso è un’incarnazione di Bali, che Ramachandra uccise combattendo contro il Maharaja Sugriva (nella storia del Ramayana).
Risposta ita
Hare Krishna Rantideva Prabhu
Sri Ramacandra non avrebbe mai potuto fare un atto riprovevole. Egli era il Re perfetto. Se lo ha fatto, aveva le sue buone ragioni.
Vediamo quali.
Kiskindha, il territorio dei Vanara, era nel regno di Kosala, che all’epoca era governata da Bharata, il fratello di Rama. Bharata attuava come monarca rappresentate di Rama fino al suo ritorno.
Quindi Ramacandra aveva il diritto e il dovere di amministrare giustizia.
In questa veste puni’ Vali per avere rapito, contro la sua volonta’, la moglie di Sugriva, Ruma. Sugriva era ancora vivo, quindi fu un atto criminoso.
Secondo le leggi vediche, questo peccato e’ punibile con la morte.
Pero’ perche’ in quel modo vile, nascosto dietro degli alberi mentre Vali era occupato in combattimento contro Sugriva?
Per rispondere a questa domanda si deve andare a consultare il Brahma Purana, dove si racconta che Brahma aveva benedetto Vali a poter prendere meta’ del valore del suo antagonista durante qualunque combattimento.
Cosi’ Rama, per rispettare alla benedizione di Brahma, non pote’ mostrarsi mentre lanciava le frecce.
Prima di lasciare il corpo, Vali parlo’ a Rama, criticandolo per cio’ che aveva fatto. Cosi’ Sri Ramacandra gli promise che un giorno avrebbe avuto la sua vendetta.
Durante l’incarnazione di Krishna, Vali nacque come Jara, che “uccise” Krishna, e cosi’ Vali ebbe la sua vendetta.
Manonatha Dasa (ACBSP)

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