{"id":8626,"date":"2020-06-16T16:30:50","date_gmt":"2020-06-16T20:30:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/?p=8626"},"modified":"2020-06-16T16:50:58","modified_gmt":"2020-06-16T20:50:58","slug":"8626-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/8626-2\/","title":{"rendered":"Gundicha a Jagannatha Puri"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.holydham.com\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Deities-of-Lord-Jagannatha-Baldev-Subhadra-Devi1.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"284\" \/><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\" style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;font-size: 16px\"><br \/>\nI Gaudiya Vaishnava onorano Gundicha come Vrindavana, il luogo sacro di bellezza e semplicit\u00e0 in cui Krishna trascorse i primi anni della sua infanzia giocando con i suoi genitori adottivi e specialmente con i suoi amici intimi, i gopa e le gopi. In questa prospettiva, i Gaudiya Vaishnava considerano il Ratha yatra la rievocazione del viaggio di Krishna, Baladeva e Subhadra che durante la Krishna lila partirono dalla loro capitale Dvaraka Puri e andarono a Kurukshetra in occasione dell&#8217;eclisse di sole e incontrarono gli abitanti di Vrindavana, che si erano a loro volta recati nello stesso luogo per quell&#8217;occasione propizia. Vedendo il loro amato Krishna, le gopi furono sopraffatte dal desiderio d&#8217;amore di riportarlo a Vrindavana, e afferrate le redini del carro, cercarono di trascinare via Krishna.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\" style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;font-size: 16px\">Il tempio di Gundicha \u00e8 pi\u00f9 piccolo del Sri Mandira (il tempio principale di Jagannatha) ma ha un bellissimo giardino pieno di alberi, compreso lo Yajna Bata, cio\u00e8 l&#8217;albero baniano vicino al quale il re Indradyumna avrebbe installato originariamente Jagannatha.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\" style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;font-size: 16px\">La Grand Road tra Gundicha e il tempio di Jagannatha \u00e8 lunga esattamente 2.688,0696 metri. Circa a met\u00e0 tra il Sri Mandira e Gundicha c&#8217;era un fiume dalle rive sabbiose, chiamato Sarada Bali. In quel punto c&#8217;era un guado, e un tempo le Divinit\u00e0 venivano spostate dal carro su una riva a un altro carro sulla riva opposta. Approfittando dell&#8217;occasione, gli abitanti della zona presentavano varie offerte alle Divinit\u00e0; la tradizione viene osservata ancora oggi, e il luogo specifico \u00e8 caratterizzato da due punti di riferimento importanti &#8211; il tempio di Mausima e i giardini Jagannatha Vallabha. Per facilitare la cerimonia del Ratha yatra, il famoso re Narasimha Deva I (1239-1265) costru\u00ec un ponte e gradualmente il fiume fu ostruito dalla sabbia (in lingua oriya, bali significa appunto \u201csabbia\u201d). Ancora oggi questa zona \u00e8 particolarmente soggetta ad allagamenti durante la stagione delle piogge.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\" style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;font-size: 16px\">Il tempio di Gundicha ha due portoni, entrambi sullo stesso lato rivolti verso il Sri Mandira. Il secondo portale della Gundicha ghara \u00e8 chiamato Nakachana dvara, poich\u00e9 si dice che la regina di Chodaganga Deva (Gundichora) vendette il proprio anello da naso (nakachana) per finanziarne la costruzione. Sull&#8217;angolo del muro esterno di Gundicha, verso il tempio di Yajna Nrisimha, troviamo un minuscolo padiglione con un piccolo Jagannatha (con due mani) in piedi su un piedestallo di loto, e Tulasi Devi (chiamata anche Vrinda, che gli abitanti di Puri identificano con Radha) inginocchiata di fronte a lui a mani giunte (e con una pianta di Tulasi sulla testa). All&#8217;interno, i muri della sala del tempio sono decorati di immagini dalla lila di Krishna e Rama. Ci sono anche delle statue di argilla o diorama (immagini che non vengono adorate) di Sadbhuja Gauranga con due devoti impegnati nel sankirtana, e separatamente statue simili di Krishna e Balarama a cavallo come nella Kanchi abhijana lila, con due file di brahmana di fronte a loro. Ci sono anche parecchi pannelli di bassorilievi con varie scene della Krishna lila a Vrindavana.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\" style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;font-size: 16px\">Come abbiamo gi\u00e0 detto, questo tempio \u00e8 particolare perch\u00e9 non ha Divinit\u00e0 permanenti, e quindi \u00e8 chiamato Ghara o \u201ccasa\u201d piuttosto che Mandira, ma costituisce il centro delle celebrazioni durante il festival del Ratha yatra, quando Jagannatha, Balabhadra, Subhadra, Sudarshana, insieme alle vijaya murti di Madana Mohana, Sridevi, Bhudevi e Rama Krishna lasciano il Sri Mandira e vanno a Gundicha, dove rimangono per sette giorni consecutivi.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Gaudiya Vaishnava onorano Gundicha come Vrindavana, il luogo sacro di bellezza e semplicit\u00e0 in cui Krishna trascorse i primi anni della sua infanzia giocando con i suoi genitori adottivi e specialmente con i suoi amici &hellip; <a class=\"kt-excerpt-readmore\" href=\"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/8626-2\/\" aria-label=\"Gundicha a Jagannatha Puri\">Read More<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":8634,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-8626","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italiano"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-05-03 11:43:16","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8626","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/wp-json\/wp\/v2\/users\/40"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8626"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8626\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8634"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8626"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8626"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8626"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}