{"id":58457,"date":"2025-01-14T01:49:25","date_gmt":"2025-01-13T20:19:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/?p=58457"},"modified":"2025-01-14T00:20:19","modified_gmt":"2025-01-13T18:50:19","slug":"visvamitra-narro-la-sua-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/visvamitra-narro-la-sua-storia\/","title":{"rendered":"Visvamitra narr\u00f2 la sua storia."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-58458\" src=\"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/wp-content\/uploads\/images-14-8.jpeg\" alt=\"\" width=\"312\" height=\"390\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Durante il viaggio i tre arrivarono nell&#8217;eremo di Vamadeva e Visvamitra narr\u00f2 la sua storia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Finalmente Visvamitra, Rama e Laksmana arrivarono nello stupendo luogo dove il saggio viveva e svolgeva le sue austerit\u00e0 e i suoi sacrifici. L\u00ec c&#8217;erano molti asceti impegnati nei servizi pi\u00f9 disparati, e tutti emanavano una luce di purezza e di serenit\u00e0. Quasi tutti vestiti di semplici stoffe di cotone arancione, avevano i capelli raggruppati in cima alla testa. La scena era idilliaca e Rama si sent\u00ec felice e risollevato. Quanta spiritualit\u00e0 emanava da quel luogo! Quando un uomo stanco delle illusioni della vita materialistica desiderava volgersi dentro di s\u00e9 per trovare il vero senso della propria esistenza, andava in uno di questi ashrama, o luoghi dove si praticava la vita spirituale. Gradualmente il bruciore dei desideri, della collera e dell&#8217;invidia si placava e una nuova coscienza sorgeva dal cuore. Era la coscienza di Dio, quella che rendeva realizzati nel s\u00e9. Nell&#8217;ashrama di Visvamitra si respirava una forte atmosfera spirituale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Visvamitra non voleva indugiare ancora e cominci\u00f2 i preparativi per lo yajna. In poco tempo tutto fu pronto e la cerimonia ricominci\u00f2. Rama e Laksmana si misero in guardia con attenzione, guardandosi intorno costantemente. Non mangiarono n\u00e9 dormirono per sei giorni e sei notti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Al sesto giorno si ud\u00ec un sordo brontolio provenire dal cielo. E mentre gli asceti continuarono imperterriti a recitare i mantra vedici e a gettare ghi nel fuoco sacro, Rama e suo fratello capirono che i demoni erano in arrivo. Si scambiarono uno sguardo di intesa. E dal cielo cominciarono a cadere oggetti immondi: pezzi di carne, sangue, interiora, urina, escrementi e ogni altro genere di sudiciume. Si ud\u00ec una violenta e agghiacciante risata e la pioggia demoniaca aument\u00f2. Rama reag\u00ec cominciando a scagliare frecce verso l&#8217;alto con una tale velocit\u00e0 da creare una gigantesca cupola fatta di frecce attraverso la quale niente poteva filtrare. Maricha e Subahu si stupirono di ci\u00f2 che stava accadendo e cominciarono a far cadere enormi macigni. Ma Rama respinse anche quelli. A quel punto i Raksasa capirono di avere a che fare con un avversario degno di seria considerazione e smisero di giocare. Attaccarono dunque i due giovani principi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Dopo un violento combattimento Rama uccise Subahu e scaravent\u00f2 Maricha a molti chilometri di distanza, utilizzando l&#8217;arma chiamata vayavya-astra, che creava un vento impetuoso. L&#8217;ultimo suono che si sent\u00ec fu il grido di rabbia di Maricha. I Raksasa erano sconfitti, da quel giorno in quella foresta la vita dei Rishi sarebbe stata molto pi\u00f9 tranquilla.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">I santi personificano i principi della religione e quando questi sono in pericolo Vishnu si incarna e li protegge. Questa \u00e8 la sua solenne promessa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Rama e Laksmana erano contenti della riuscita del loro compito e quando il sacrificio fu terminato si presentarono davanti al saggio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">\u201cQuegli esseri malvagi sono stati sconfitti e non vi recheranno pi\u00f9 alcun disturbo. Dicci, cosa possiamo fare ancora per te?\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Visvamitra sorrise e chin\u00f2 la testa in avanti esprimendo la sua felicit\u00e0 per il successo ottenuto e approvazione per l&#8217;atteggiamento umile dei principi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">\u201cSapete, il re di Mithila, Janaka, sta per eseguire un grande sacrificio. Egli ha un arco che una volta era l&#8217;arma personale di Shiva. Poi il Dio la dette al re Devarata, che in seguito lo don\u00f2 a Janaka. Ma non era un arco normale. Nessuno riesce neanche a impugnarlo, che dire di usarlo. Miei valorosi principi, se volete possiamo andare a Mithila ad ammirare l&#8217;arco di Shiva.\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Di buon grado i due principi accettarono la proposta, e cos\u00ec ripartirono. Passando per favolose foreste, attraversando freschi ed incontaminati fiumi e ruscelli, parlavano di antiche storie di saggi e di Deva. Visvamitra raccont\u00f2 vicende del suo albero genealogico e la stupenda storia della sua vita. Una notte raccont\u00f2 anche la storia del fiume Gange e della sua discesa nei pianeti mediani e inferiori. Poi il piccolo gruppo arriv\u00f2 nell&#8217;eremo dove viveva ancora Ahalya. Visvamitra raccont\u00f2 la sua storia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">\u201cMolto tempo fa questo eremo apparteneva al santo Gautama che, assistito dalla moglie Ahalya, praticava severe austerit\u00e0. A quei tempi non esisteva donna pi\u00f9 bella di lei, tanto che persino Indra, il re dei pianeti celesti, se ne invagh\u00ec. Un giorno in cui Gautama si era allontanato dall&#8217;eremo, Indra decise di prendere le sue sembianze pensando di ingannare Ahalya, ed entr\u00f2 nella capanna.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">\u201cIndra chiese alla donna di giacere con lui. Ahalya lo guard\u00f2. Si era accorta che non era suo marito, e aveva anche capito che si trattava di Indra, ma accett\u00f2. Dopo il rapporto sessuale Indra si sent\u00ec preso dal panico per paura che Gautama potesse tornare e trovarlo l\u00ec. Si alz\u00f2 velocemente e fece per fuggire, ma inutilmente: Gautama era tornato, era gi\u00e0 l\u00ec, dietro la porta. Vedendo Indra fuggire, cap\u00ec l&#8217;accaduto e lo maled\u00ec con violenza:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">\u201cTu sei entrato nel mio ashrama e prendendo le mie sembianze hai goduto del corpo di mia moglie. Per questo atto vile tu diventerai impotente.\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">\u201cMentre Indra fuggiva, Gautama si volse verso la moglie che tremava come una foglia per la paura. Guardandola intensamente, disse:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">\u201cE tu, cara moglie, tu non mi sei stata fedele. Tuttavia il mio sentimento per te non \u00e8 mutato. Ti purificherai dal tuo peccato vivendo per molti anni in questo eremo con un corpo invisibile agli occhi degli uomini e mangerai solo aria. Dormirai in un letto di cenere e soffrirai di un rimorso senza limiti. Ma quando Rama, il figlio di Dasaratha, visiter\u00e0 questo luogo tu sarai libera dalla mia maledizione e torneremo a vivere insieme.\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">\u201cAhalya fu felice di poter purificare cos\u00ec la sua colpa,\u201d continu\u00f2 Visvamitra, \u201ce di poter tornare un giorno a vivere felicemente con il marito. Indra riacquist\u00f2 la capacit\u00e0 sessuale dopo molto tempo e fatica, ma Ahalya ancora aspetta di essere liberata dalle sue pene. Spetta a te ridarle la pace. Entra quindi nell&#8217;eremo.\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Appena Rama fu entrato vide davanti a s\u00e9 una stupenda donna che lo guardava con occhi riconoscenti. Pochi istanti dopo apparve il saggio Gautama, che ringrazi\u00f2 di cuore il principe e poi, insieme, scomparvero.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Non erano trascorsi molti giorni dalla partenza quando entrarono a Mithila, decorata e pervasa da una grande aria di festa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Visvamitra li condusse subito all&#8217;arena del sacrificio del re Janaka e si annunciarono. Pochi istanti dopo videro Janaka, accompagnato dai suoi ministri pi\u00f9 importanti, uscire per riceverli personalmente. Offr\u00ec un puja al santo Visvamitra e gli lav\u00f2 i piedi con grande umilt\u00e0. Dopodich\u00e9 furono fatti accomodare. Janaka si rivolse a Rama.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">\u201cCaro giovane principe, tu conosci la storia dell&#8217;arco di Shiva?\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Rama assent\u00ec.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">\u201cS\u00ec. Visvamitra me ne ha parlato e sono anzi curioso di vederlo\u201d, rispose.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">\u201cQuesto arco \u00e8 cos\u00ec pesante,\u201d raccont\u00f2 Janaka, \u201cche nemmeno i re pi\u00f9 potenti della terra sono stati neanche in grado di spostarlo. Io sono deciso a dare mia figlia Sita in sposa a chi riuscir\u00e0 a impugnarlo e a porgli la corda.\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Il re raccont\u00f2 in breve la storia della nascita della figlia e poi la fece chiamare. Quando Sita entr\u00f2, Rama la guard\u00f2, come folgorato. Aveva gi\u00e0 sentito parlare di lei, ma non si aspettava una donna simile. Sita risplendeva di una bellezza che non era di questo mondo, ma che proveniva dal mondo dove le forme non hanno difetti o limitazioni. Non aveva mai visto una donna tanto bella. Oltre alla bellezza fisica, da Sita emanava una luce profonda di castit\u00e0 e di santit\u00e0 e questo la rendeva ancora pi\u00f9 irresistibilmente attraente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">E Sita guard\u00f2 Rama; e appena lo vide il suo cuore cominci\u00f2 a battere impetuosamente. Il principe era meraviglioso: aveva gli occhi simili ai petali dei fiori di loto, i capelli neri e lunghi che gli scendevano lungo le spalle, e ogni sua fattezza era un inno alla bellezza. Come i loro sguardi si incontrarono l&#8217;amore eterno che li legava si risvegli\u00f2 e inond\u00f2 i loro cuori. Vishnu e Lakshmi si incontravano in un&#8217;altra circostanza, in un&#8217;altra situazione, uniti dallo scopo divino che era il fine di quella loro incarnazione. Castamente, Sita abbass\u00f2 la testa e arross\u00ec. In cuor suo sper\u00f2 che Rama desiderasse provare a sollevare l&#8217;arco e che ci riuscisse. Rama contemplava colei che era la sua compagna eterna e non riusciva a distogliere lo sguardo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">\u201cSe me lo concedi vorrei vedere il sacro arco di Shiva,\u201d disse poi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Janaka ordin\u00f2 che l&#8217;arco fosse portato nel salone. Dopo poco, l\u2019arma fu introdotta su un gigantesco carro tirato da dieci uomini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">\u201cGuarda, o figlio di Dasaratha,\u201d proclam\u00f2 Janaka. \u201cIo ti ripeto l&#8217;offerta che ho gi\u00e0 annunciato a tanti prima di te: se riuscirai a impugnarlo e a fissare la corda, io ti dar\u00f2 mia figlia Sita in sposa.\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Rama cerc\u00f2 con lo sguardo il permesso di Visvamitra, il quale sorridendo mosse la testa affermativamente. Il principe si avvicin\u00f2 all&#8217;arco, lo guard\u00f2, lo tocc\u00f2, gli offr\u00ec rispettosi omaggi e poi lo afferr\u00f2. Tutti trattennero il respiro. E tra lo stupore di tutti, Rama lo sollev\u00f2 senza alcuno sforzo apparente. Nei pianeti celesti Shiva danz\u00f2 in estasi e tutti i Deva manifestarono la loro gioia. Poi, per mettergli la corda, lo pieg\u00f2 in modo cos\u00ec energico che con un boato assordante l&#8217;arco si spezz\u00f2 in due. Tutti persero coscienza, eccetto i saggi presenti, Janaka, Rama e Laksmana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Con grande felicit\u00e0 il re concesse Sita a Rama.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Il matrimonio di Sita e Rama<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">La notizia dell&#8217;accaduto arriv\u00f2 presto ad Ayodhya. Dasaratha fu felice che suo figlio sposasse la bellissima e casta Sita, famosa in tutto il mondo per le sue qualit\u00e0, e fu anche felice di allearsi con un re potente e virtuoso come Janaka. Con le sue mogli, i suoi figli, i suoi ministri e con molti soldati, Dasaratha part\u00ec per Mithila.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Cos\u00ec Rama spos\u00f2 Sita, e Laksmana spos\u00f2 la sorella di Sita. Janaka aveva un fratello di nome Kusadhvaja, il quale aveva due figlie. Bharata e Satrughna si unirono alle due figlie di Kusadhvaja.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Dopo che il matrimonio fu celebrato, Dasaratha salut\u00f2 calorosamente Janaka e ripart\u00ec con il suo seguito, i suoi figli e le loro rispettive spose.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff; font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Questa \u00e8 una sezione del libro \u201cIl\u00a0Ramayana\u201d, in lingua italiana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\"><span style=\"color: #0000ff;\">Per acquistare il libro completo,<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">\u00a0<a style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\" href=\"https:\/\/www.kadachaeditions.com\/art\/ramayana-italiano\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">clicca qui sopra<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Durante il viaggio i tre arrivarono nell&#8217;eremo di Vamadeva e Visvamitra narr\u00f2 la sua storia. 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