{"id":57360,"date":"2023-10-01T00:26:52","date_gmt":"2023-10-01T04:26:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/?p=57360"},"modified":"2023-09-30T00:44:58","modified_gmt":"2023-09-30T04:44:58","slug":"che-cosa-significa-vegetariano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/che-cosa-significa-vegetariano\/","title":{"rendered":"Che cosa significa vegetariano"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa significa vegetariano<\/p>\n<p>di Parama Karuna<\/p>\n<p>Di solito si tende a fare confusione tra vegetariano, crudista, igienista, macrobiotico, biologico, naturale, o addirittura erbivoro, frugivoro\u2026 e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, \u201cvegetariano\u201d \u00e8 chi non mangia mai, per una scelta precisa, corpi di animali \u2014 di qualsiasi animale (quindi niente carne di bovini, ovini, equini, suini, polli, uccelli, conigli, selvaggina o animali esotici, n\u00e9 salumi, cervello, sangue, ossa, midollo, fegato, interiora, testicoli, strutto, lardo, gelatina animale, caglio animale, estratti di carne, n\u00e9 pesce, tonno, acciughe o pasta di acciughe, insetti, molluschi o \u201cfrutti\u201d di mare) e tutti i loro derivati o composti.<\/p>\n<p>Ma cosa mangia un vegetariano? Gli alimenti vegetali non sono soltanto frutta e verdura, come alcuni pensano: nella categoria rientrano generalmente anche radici, tuberi e varie altre parti di vegetali commestibili e i loro derivati \u2014 tra cui cose apparentemente \u201cdiverse\u201d come la salsa di pomodoro, lo zucchero, i differenti tipi di t\u00e9, gli aromi e le spezie da cucina, gli estratti vegetali per brodo, le olive, l\u2019olio d\u2019oliva, i funghi, gli antipasti vegetali, le alghe, le patatine fritte e via dicendo) ma soprattutto cereali (il cibo fondamentale e universale per l\u2019essere umano, trasformabile in pane, pasta, prodotti da forno, e migliaia di altri piatti diversi), tutti i legumi, semi (tra cui anche noci, arachidi, mandorle, ecc.) e persino fiori (come i fiori di zucca e molti altri). Generalmente questi ingredienti vengono combinati tra loro per ottenere una variet\u00e0 praticamente infinita di piatti squisiti, che va dalle\u00a0<span id=\"hilite\" class=\"spnSearchHighlight\">ricette<\/span>\u00a0\u201cdietetiche\u201d a basso contenuto calorico fino agli intingoli e ai dolci succulentissimi che popolano i sogni dei golosi. Inoltre gli ingredienti vegetali possono essere trasformati con tecniche piuttosto semplici fino ad ottenere l\u2019equivalente di hamburger, bistecche, spezzatini, polpette, pat\u00e9, e mille altri piatti apparentemente non vegetariani.<br \/>\nLa \u201cfrutta e verdura\u201d consigliata nelle diete disintossicanti e dimagranti \u00e8 dunque da intendersi fresca, cruda e possibilmente poco lavorata, ma certamente il vegetariano medio non \u00e8 tenuto a vivere solo di frutta e verdura crude. Vegetarianesimo quindi non significa una vita di privazioni, o una dieta monotona o rigida, o tanto meno poco nutriente, come alcuni ancora credono.<br \/>\nUn vegetariano pu\u00f2 anche, a seconda delle sue scelte e delle sue esigenze, usare o non usare latticini o miele, e\/o seguire una dieta crudista e\/o igienista e\/o biologica e\/o macrobiotica e\/o dimagrante ecc. ecc. Passiamo ora a chiarire meglio questi punti.<\/p>\n<p>I lacto-vegetariani aggiungono agli alimenti strettamente vegetali, che abbiamo elencato sopra, anche una quantit\u00e0 variabile (si consiglia comunque di non esagerare) di latticini (preferibilmente freschi) e spesso anche di miele. Escludono quindi l\u2019uso di uova (di qualsiasi animale, compresi i pesci), che rappresentano il corpo (o il possibile corpo, o il mancato corpo) della prole dell\u2019animale stesso. Mentre molti vegetariani fanno delle distinzioni tra uova fecondate e uova non fecondate, i lacto-vegetariani ne escludono l\u2019uso completamente, evitando di scoprire troppo tardi (quando la \u201cfrittata\u201d \u00e8 gi\u00e0 fatta) che hanno preso l\u2019uovo sbagliato (!) e allo stesso tempo evitando di promuovere con tale distinzione degli allevamenti lager di galline alle quali \u00e8 totalmente negata una vita naturale. Neppure i cosiddetti allevamenti \u201cfree range\u201d possono garantire uova non fecondate e allo stesso tempo una vita decente per le galline. Per quanto riguarda latte e latticini \u00e8 invece possibile ottenere una moderata quantit\u00e0 di latte dagli animali (mucche, capre, pecore) pur permettendo loro di nutrire ed allevare naturalmente la prole, anche se con margini di profitto molto inferiori per gli allevatori. Anche dal punto di vista igienico e nutrizionale il latte \u00e8 decisamente preferibile all\u2019uovo.<\/p>\n<p>I lacto-vegetariani sono la \u201cfamiglia\u201d di vegetariani pi\u00f9 antica e pi\u00f9 diffusa; erano lacto-vegetariani i Pitagorici, i filosofi ind\u00f9 e gli yogi dell\u2019antica India (persino i primi cristiani e molti gruppi ebraici) e sono attualmente lacto-vegetariani, oltre agli induisti osservanti, ai Buddhisti e ai Jainisti, anche la maggior parte dei movimenti moderni New Age o neoreligiosi o di \u201ccrescita interiore\u201d. Alcuni di questi gruppi, specialmente le scuole tradizionali dello yoga, richiedono ai loro aderenti anche di evitare il consumo di sostanze stimolanti, fumo, alcol e sostanze psicotrope (droga), e persino di aglio, cipolle, funghi, spezie e cibi piccanti, che vengono considerati dannosi per la chiarezza interiore, il controllo della mente e lo sviluppo spirituale. Questi ingredienti non possono comunque essere considerati non-vegetariani, in quanto provenienti dal regno vegetale e non da quello animale.<\/p>\n<p>Secondo la definizione universalmente riconosciuta, un vegano o vegetaliano esclude dalla propria alimentazione ogni prodotto o sottoprodotto di origine animale, e quindi oltre alla carne, al pesce e alle uova, evita anche il latte e i latticini e il miele, che sono considerati \u201cprodotto\u201d dello sfruttamento innaturale degli animali. Il miele pu\u00f2 essere sostituito con altri dolcificanti vegetali (malti e melasse) oltre al normale zucchero, e latte e latticini possono essere sostituiti brillantemente dai cosiddetti \u201clatti vegetali\u201d, ricchissimi di sostanze nutritive, come il latte di soia, il latte di cocco, il latte di mandorle, il latte di riso e cos\u00ec via, che possono essere usati sia per il consumo diretto che per la cucina: in particolare, dal latte di soia si possono ottenere numerosi derivati come vari tipi di formaggio di soia, yogurt, creme e budini ecc. L\u2019uovo pu\u00f2 essere sostituito in cucina da altri leganti molto efficaci, come la farina di ceci per i salati (polpette, ripieni, pastelle e persino frittate), oppure l\u2019amido o l\u2019arrow root o la schiuma del latte di soia per i dolci (torte, pasticcini ecc.). Non si pu\u00f2 dire dunque che manchino gli ingredienti per una buona gastronomia e una nutrizione soddisfacente, anche se il problema principale dei vegani per scelta \u201cetica\u201d rimane quello di evitare gli ingredienti non vegetali nascosti nei prodotti industriali, anche se in piccole quantit\u00e0: additivi dalla sigla misteriosa, grassi \u201calimentari\u201d, lecitine \u2026. che potrebbero essere estratte tanto dalla soia quanto dall\u2019uovo, e via dicendo. Una sensibilizzazione generale del pubblico riguardo alla natura e alla provenienza di ingredienti e additivi alimentari sarebbe comunque auspicabile anche per i non vegani e i non vegetariani, considerando i danni effettivi prodotti alla salute dalle varie sostanze chimiche pi\u00f9 o meno cancerogene attualmente presenti sul mercato.<\/p>\n<p>Un macrobiotico invece segue una particolare dieta, messa a punto negli anni 50\/60 da un medico giapponese, il dott. Oshawa, e che tende a riequilibrare l\u2019armonia generale dell\u2019organismo introducendo una maggiore quantit\u00e0 di cereali integrali e diminuendo ingredienti \u201cpoveri\u201d nutrizionalmente come lo zucchero bianco, le patate, e via dicendo. Pur riconoscendo i benefici di un\u2019alimentazione prevalentemente vegetariana, Oshawa non esclude completamente il pesce e talvolta persino la selvaggina, perci\u00f2 la dieta macrobiotica in generale non potrebbe essere classificata correttamente come vegetariana, anche se moltissimi macrobiotici sono allo stesso tempo anche vegetariani o vegani. Chi per\u00f2 si trovasse a mangiare con persone che seguono rigidamente la dieta macrobiotica deve sapere che non avr\u00e0 frutta fresca o insalate o verdure crude, n\u00e9 zucchero o miele o dolci (come dolcificante si usa solo il malto \u2014 di riso, di orzo ecc. \u2014 o in casi speciali della frutta essiccata, come uvette, mele secche ecc.), n\u00e9 bibite fresche o gelati (tutto va introdotto nell\u2019organismo a una temperatura almeno equivalente a quella dell\u2019organismo stesso), n\u00e9 verdure della famiglia delle solanacee come pomodori, patate, peperoni o melanzane, e neppure latte o latticini. Sono banditi anche i cereali raffinati (pane bianco, pasta bianca, riso bianco, farina bianca ecc.) e alcune spezie e aromi (si usano invece moltissimo aglio cipolla e zenzero). E\u2019 consolante comunque sapere che la maggior parte dei macrobiotici non sono affatto rigorosi nella loro pratica quotidiana, e che ogni individuo tende ad interpretare l\u2019idea macrobiotica con maggiore o minore rigidit\u00e0 a seconda della sua visione personale dell\u2019alimentazione.<\/p>\n<p>Bisogna inoltre aggiungere che la dieta macrobiotica ha introdotto nel patrimonio gastronomico occidentale un\u2019infinit\u00e0 di altri prodotti interessantissimi, come la soia e i suoi derivati \u2013la salsa di soia (shoyu e tamari), il tofu, il tempeh e altri ancora\u2013 il seitan, le alghe, e altre specialit\u00e0 alimentari tradizionali in Estremo Oriente. Tra gli altri preziosi contributi della cucina macrobiotica possiamo citare le tecniche di cottura veloce (dette nituk\u00e9), utili per conservare il pi\u00f9 possibile i valori alimentari, e il concetto \u201cfilosofico\u201d dello yin e dello yang che vuole insegnarci ad armonizzare la nostra alimentazione con le nostre condizioni psicofisiche, con il clima e con la stagione\u2026 concetto elementare purtroppo spesso dimenticato dalla societ\u00e0 consumistica. Ad esempio, d\u2019inverno e nei climi freddi \u00e8 meglio consumare cibi \u201cche scaldano\u201d come grano saraceno, avena, noci, zenzero, mentre d\u2019estate o nei climi caldi possono risultare salutari e graditi i cibi \u201cche raffreddano\u201d come lo zucchero, la frutta, le patate, le insalate, i latticini e cos\u00ec via. Siccome generalmente nei paesi industrializzati il clima \u00e8 spesso freddo e il consumo di cibi \u201cfreddi\u201d (cio\u00e8 yin) \u00e8 prevalente, \u00e8 possibile risolvere molte patologie e irregolarit\u00e0 di funzionamento dell\u2019organismo (raffreddori frequenti, febbri, reumatismi, artrosi, ecc.) dando la preferenza ai cibi yang, quelli appunto preferiti dai macrobiotici.<\/p>\n<p>Il concetto di \u201cbiologico\u201d \u00e8 tuttora abbastanza vago in Italia, visto che non esiste ancora una precisa legislazione che favorisca la diffusione degli alimenti ottenuti senza l\u2019uso di concimi chimici e pesticidi. La denominazione \u201clotta integrata\u201d che porta come simbolo commerciale la coccinella significa che la coltivazione si \u00e8 avvalsa di aiuti naturali contro i parassiti (come appunto le coccinelle, o alcuni tipi di uccelli, che sono nemici naturali degli insetti infestanti). Il termine \u201cbiodinamico\u201d invece, garantito in Italia dal marchio Demeter (creato dalla scuola antroposofica Steineriana) indica che la coltivazione, oltre a non usare concimi chimici o pesticidi, segue i ritmi antichi e naturali della terra, avvalendosi delle migliori condizioni stagionali ed astrali per ottenere un prodotto il pi\u00f9 possibile vivo e vitale.<\/p>\n<p>Purtroppo il \u201cbiologico\u201do il \u201cbiodinamico\u201d non sempre vanno d\u2019accordo con l\u2019etica vegetariana, in quanto alcune tecniche di coltivazione biodinamica steineriana prevedono l\u2019uso di concimi \u201cviolenti\u201d come sangue, polvere di ossa ecc. Spesso i formaggi \u201cbiodinamici\u201d e \u201cnaturali\u201d si vantano di contenere caglio animale (ottenuto raschiando lo stomaco di vitellini o agnellini appena nati). Comunque il pi\u00f9 importante contributo del movimento biodinamico \u00e8 rappresentato senza dubbio dalla maggiore sensibilizzazione del pubblico nei confronti dei pericoli collegati all\u2019uso indiscriminato in agricoltura di sostanze chimiche \u2014 che ormai sono state ampiamente riconosciute come cancerogene \u2014 dei conservanti e delle altre sostanze sintetiche usate nella lavorazione degli alimenti, e anche dell\u2019uso dell\u2019ingegneria genetica applicata all\u2019agricoltura, sempre pi\u00f9 diffusa: potr\u00e0 dare dei prodotti belli esteticamente ma il contenuto nutritivo e \u201cvitale\u201d ne pu\u00f2 soffrire molto. La parola \u201cbiologico\u201d infatti vuole sottolineare che la componente forse pi\u00f9 importante di un alimento \u00e8 la sua \u201cvitalit\u00e0\u201d. Alimenti coltivati con concimi chimici, sottoposti a procedimenti industriali e pieni di additivi chimici, non possono essere molto vitali.<\/p>\n<p>I termini \u201cnaturale\u201d e \u201cnaturista\u201d sono molto vaghi, e possono creare equivoci pericolosi. Poich\u00e9 ormai il pubblico ha acquisito una maggiore consapevolezza nelle scelte alimentari, tendendo verso un\u2019alimentazione pi\u00f9 sana e naturale, \u00e8 comprensibile che alcune industrie, grandi e piccole, tentino di usare questo termine per invogliare la clientela ad acquistare dei prodotti peraltro normalissimi. Certo, l\u2019uso di zucchero integrale invece dello zucchero bianco, l\u2019eliminazione degli aromi artificiali e dei conservanti e degli additivi di vario genere, l\u2019uso di farine pi\u00f9 o meno integrali o di germe di cereali o di crusca, l\u2019uso di grassi vegetali non idrogenati o di burro non additivato e via dicendo pu\u00f2 decisamente giustificare la definizione \u201cnaturale\u201d e migliorare decisamente la salute dei consumatori\u2026 cosa che naturalmente non pu\u00f2 che essere di beneficio a tutti.<\/p>\n<p>Gli igienisti seguono invece una pratica di igiene naturale che non si limita all\u2019alimentazione vegetariana ma favorisce alimenti crudi o poco trattati, frutta e verdura fresche, ricotta fresca o latte acido, riservando una particolare attenzione alle combinazioni alimentari pi\u00f9 efficaci per aiutare la digestione e combattere le varie patologie. Gli igienisti praticano anche il digiuno terapeutico e diversi tipi di medicina naturale. Ovviamente i crudisti sono quegli igienisti che sostengono la necessit\u00e0 di cibarsi di alimenti crudi (oltre a frutta e verdura, anche semi germogliati ecc.) e i fruttariani sono quelli che preferiscono mangiare frutta fresca, noci e semi. Questi tipi di dieta sono intesi per\u00f2 principalmente come soluzione temporanea a una condizione di scarsa salute dell\u2019organismo, e sebbene alcuni ne rimangano cos\u00ec soddisfatti da sceglierli come pratica normale di vita, possono essere seguiti da chiunque, anche solo per brevi periodi.<\/p>\n<p>Mentre le varie diete macrobiotiche sono relativamente recenti, l\u2019idea del biologico \u00e8 semplicemente un ritorno a metodi pi\u00f9 naturali e meno chimici. L\u2019igienismo pu\u00f2 essere considerato una specie di medicina naturale, una riforma salutare della nostra dieta, ma la tradizione vegetariana \u00e8 sempre stata diffusa in tutto il mondo sin dall\u2019antichit\u00e0 non solo per le sue motivazioni igieniche e salutiste, ma anche per motivi etici. Escludere o limitare l\u2019ingestione di parti del corpo di animali uccisi rappresenta comunque un grosso passo in avanti verso un\u2019alimentazione pi\u00f9 sana e naturale, anche se la teoria e la pratica vegetariana in generale non escludono la libert\u00e0 di scelta individuale sugli ingredienti. Usare burro, olio o margarina vegetale (pi\u00f9 o meno idrogenata) o decidere di non usare affatto grassi; usare zucchero bianco, zucchero integrale o malto d\u2019orzo o glucosio oppure non mangiare dolci per niente; usare cibi conservati, in scatola o surgelati oppure solo cibi rigorosamente freschi; cereali integrali o raffinati, trattati industrialmente oppure semi germogliati in casa\u2026 \u00e8 tutto lasciato ai gusti, alle preferenze, alle esigenze di ogni individuo, anche nella grande famiglia dei vegetariani.<\/p>\n<p>MOTIVI AMBIENTALI, ECONOMICI, SOCIALI<\/p>\n<p>E\u2019 importante far comprendere alla gente l\u2019urgenza e l\u2019importanza dell\u2019informazione vegetariana, specialmente per quanto riguarda i motivi ambientali, sociali ed economici, che si fanno ogni giorno pi\u00f9 stringenti. Le associazioni ambientaliste hanno gi\u00e0 ampiamente informato i loro sostenitori che il massiccio consumo di carne \u00e8 il maggiore responsabile della distruzione delle foreste pluviali, oltre a rappresentare una importante causa di inquinamento e di spreco di risorse. Ogni giorno enormi appezzamenti di foresta pluviale (il polmone del nostro pianeta) scompaiono per far posto a pascoli per \u201chamburger e bistecche\u201d e nel giro di pochi anni diventano desertici, perch\u00e9 lo strato di humus di quei terreni \u00e8 molto sottile e richiede una grande attenzione nel mantenere l\u2019equilibrio ecologico. Questo delicato equilibrio viene sconvolto senza speranza di recupero: dopo che sono passate le multinazionali della bistecca, la foresta amazzonica diventa una distesa di polvere nel giro di pochi anni, e a quel punto non si pu\u00f2 pi\u00f9 rimediare. La tragedia riguarda anche a breve termine anche le popolazioni della zona, che perdono l\u2019uso della terra (la loro unica ricchezza) e sono costrette a migrare continuamente in cerca di zone ancora fertili. Centinaia di migliaia di specie vegetali e animali vengono annientate in questa distruzione, e si estinguono completamente, privando il pianeta di importanti caselle di equilibrio ecologico, e derubando tutta la popolazione del pianeta di ricchezze inestimabili, non solo a livello estetico ed ecologico, ma anche nel campo della ricerca medica e scientifica.<\/p>\n<p>A lungo termine (un termine che si calcola comunque nell\u2019arco di decenni e non di secoli o millenni) la distruzione della foresta pluviale comporter\u00e0 una diminuzione della produzione di ossigeno e un aumento di anidride carbonica con il conseguente effetto-serra, una diminuzione generale delle precipitazioni con desertificazione di vaste zone, un aumento generale della temperatura del globo con riduzione delle calotte polari e innalzamento del livello degli oceani. Ovviamente questi bruschi cambiamenti porterebbero per reazione anche ad altri disastri geologici e climatici, la cui discussione esula dall\u2019ambito del nostro libretto.<\/p>\n<p>Se vogliamo davvero fare qualcosa di semplice, alla nostra portata, per contribuire a salvare la foresta pluviale (e quindi evitare le terribili conseguenze che deriverebbero a tutto il pianeta dalla sua progressiva distruzione) dovremmo come minimo diventare subito vegetariani, e convincere gli altri a fare altrettanto. Il tempo stringe, ogni minuto la situazione peggiora.<\/p>\n<p>Per definire l\u2019impatto socio-economico del consumo di carne \u00e8 sufficiente far rilevare che il consumo di risorse (alimenti vegetali pregiati come soia, grano, mais, arachidi, grandi appezzamenti di terreno ora destinati a pascolo o a foraggio, ma anche acqua, concimi, lavoro di uomini e macchinari con il conseguente consumo di carburanti eccetera, le energie usate per l\u2019allevamento, il trasporto, la macellazione e la preparazione del \u201cprodotto\u201d carneo, senza contare l\u2019inquinamento prodotto dagli allevamenti intensivi, dai mattatoi eccetera) impiegate per \u201cprodurre\u201d un chilo di carne \u00e8 da 10 a 35 volte superiore alla quantit\u00e0 di risorse necessaria per produrre un chilo di proteine vegetali al alto valore biologico (come la soia, ad esempio). Ne consegue che il principale responsabile della fame nel mondo \u00e8 proprio il consumo di carne da parte del 20% della popolazione mondiale, che divora cos\u00ec l\u201980% delle risorse dell\u2019intero pianeta. La nostra bilancia dei pagamenti con l\u2019estero sarebbe alquanto alleviata da una ulteriore riduzione del consumo di carne e dalla cessazione dei tentativi da parte dello Stato (che continua ad agire con sussidi e finanziamenti speciali all\u2019industria e al commercio della carne) di riportare questo consumo al livello degli anni 70 e 80. La stragrande maggioranza delle carni sul mercato italiano proviene dall\u2019estero: nella bilancia dei pagamenti italiana le importazioni di carne sono al secondo posto, subito dopo le importazioni di petrolio.<\/p>\n<p>Che dire dell\u2019inquinamento idrico dovuto ai grandi allevamenti di bestiame (pari a quello delle grandi citt\u00e0 di esseri umani), dove non \u00e8 pi\u00f9 considerato conveniente utilizzare le deiezioni del bestiame per concimare la terra? Il disastro delle alghe nell\u2019Adriatico e della morte di tanti fiumi e laghi \u00e8 stato provocato, oltre che dalle varie sostanze chimiche di scarto dell\u2019industria, dagli scarichi degli allevamenti intensivi nella valle padana, che producono una quantit\u00e0 esagerata di \u201cconcime\u201d nell\u2019acqua, incoraggiando la crescita eccessiva delle alghe e di altri microorganismi che a loro volta \u201csoffocano\u201d il ricambio di ossigeno e la vita degli altri esseri acquatici. I dati su questo problema sono moltissimi ed esulano dal campo di questo libretto, ma le associazioni ambientaliste possono fornire informazioni molto interessanti ed allarmanti a questo proposito. In particolare, i paesi in via di sviluppo subiscono pesantemente le conseguenze ambientali del consumo e della produzione di carne, specialmente di quella prodotta nei paesi occidentali industriali.<\/p>\n<p>E\u2019 risaputo infatti che i terreni migliori e i migliori raccolti dei paesi poveri (tra cui anche quelli afflitti da frequenti carestie come l\u2019Etiopia) vengono regolarmente accaparrati dalle ricche multinazionali della carne, che importano in occidente enormi quantit\u00e0 di lenticchie, arachidi, soia e altri preziosi alimenti vegetali destinati agli allevamenti intensivi occidentali, e che dovrebbero servire invece a nutrire la popolazione indigena. Naturalmente il denaro del pagamento di questi generi alimentari va a finire regolarmente nelle tasche sbagliate. In altri paesi, dove le estensioni di terreno fertile sono maggiori, enormi appezzamenti di terreno vengono usati come pascolo per animali, che verranno poi esportati per il consumo dei paesi pi\u00f9 ricchi. Se consideriamo poi lo spreco di risorse connesso con la \u201cproduzione\u201d di carne, risulta evidente che la soluzione del problema della fame nel mondo \u00e8 strettamente subordinato a un indispensabile calo dei consumi di prodotti animali. Attualmente, il modello di vita dei paesi industrializzati rappresenta per i paesi in via di sviluppo una meta da imitare e raggiungere. Ora, se il 20% del mondo sta gi\u00e0 divorando l\u201980% delle risorse del pianeta, cosa succeder\u00e0 se il rimanente 80% della popolazione mondiale cercher\u00e0 di adeguare i propri livelli di consumo allo standard occidentale? In altre parole, quali pressioni demografiche e politiche ci troveremo a dover affrontare nei prossimi anni?<\/p>\n<p>Questo ci porta alla considerazione degli aspetti sociali e politici del problema, a livello internazionale. E\u2019 evidente che moltissimi paesi non sviluppati, incapaci di mantenere i loro abitanti al livello di \u201cbenessere\u201d dei paesi industriali, vedono aumentare la pressione demografica sulle loro scarse risorse e crescere a dismisura i problemi di ordine pubblico e di economia. Senza un adeguato nutrimento le popolazioni sprofondano nella miseria, nell\u2019ignoranza, nel caos, nella guerra, nell\u2019emigrazione in massa, nel degrado culturale e morale, nella delinquenza \u2026 come dimostrano chiaramente tanti esempi nella storia passata e presente.<\/p>\n<p>Per cominciare a risolvere questi problemi in modo semplice ed efficace, la cultura vegetariana si affida all\u2019ottimizzazione delle risorse locali, alla permacoltura (pianificazione ecologica autosufficiente di aree coltivate con piante perenni o infestanti utili al consumo umano), alla rivalutazione delle tradizioni alimentari pi\u00f9 popolari e soprattutto indica come obiettivo prioritario la lotta contro il mito del consumo di carne come status symbol per i paesi meno sviluppati. Anche i paesi industrializzati possono trarre grossi vantaggi da questo nuovo modo di affrontare il problema perch\u00e9 il debito dei paesi poveri potrebbe diminuire considerevolmente o anche solo non aumentare vertiginosamente come succede a tutt\u2019oggi, invece di diventare la molla nascosta di emigrazioni di massa o addirittura di guerre globali.<\/p>\n<p>Anche la pressione sociale nei paesi cosiddetti ricchi (che purtroppo tendono a diventare sempre meno ricchi) potrebbe essere notevolmente alleviata da una politica nutrizionale diversa: l\u2019alleggerimento della bilancia dei pagamenti con l\u2019estero e del bilancio dei sussidi che sostengono l\u2019industria della carne, il miglioramento della salute generale del pubblico grazie ad un\u2019alimentazione pi\u00f9 sana (e quindi una riduzione delle spese per la salute pubblica), la riduzione dei rischi ambientali (riducendo la produzione di alimenti vegetali di bassa qualit\u00e0 destinati a foraggio per gli allevamenti intensivi e favorendo invece la produzione di alimenti vegetali biologici di alta qualit\u00e0, necessari in minore quantit\u00e0 per il consumo diretto), lo sviluppo di nuove opportunit\u00e0 nel mondo del lavoro e dell\u2019economia che favoriscano una maggiore qualit\u00e0 rispetto alla quantit\u00e0 dei consumi. Capitali, strutture e personale dell\u2019industria della carne e della ristorazione convenzionale possono essere riconvertiti alla produzione e alla distribuzione di derivati della soia, ad esempio, che rappresentano un apporto nutrizionale addirittura superiore a quello della carne, con un costo iniziale della materia prima 35 volte inferiore. In molti paesi industrializzati questa riconversione \u00e8 gi\u00e0 stata attuata (come negli Stati Uniti, ad esempio) e incontra grande favore tra il pubblico, dove il numero dei vegetariani \u00e8 in continuo aumento (oltre dieci milioni di vegetariani censiti attualmente negli Stati Uniti).<\/p>\n<p>Ma chi sono i vegetariani? Di che fetta di mercato stiamo parlando? Nell\u2019immaginazione del carnivoro medio, il tipico vegetariano \u00e8 generalmente un ricco annoiato alla ricerca di strane nuove esperienze, oppure un vecchio \u201chippy\u201d o un appartenente a qualche oscura setta esoterica orientale, oppure un maniaco della salute che si sottopone a una dieta austera, insipida e sgradevole (che pu\u00f2 dare le stesse gioie della pulizia del colon) per \u201cessere sempre in forma\u201d. Non \u00e8 affatto cos\u00ec. Moltissimi vegetariani sono amanti della buona cucina (e nel campo del vegetarianesimo si possono cucinare cose molto buone) e non necessariamente si preoccupano rigidamente delle calorie o dei grassi contenuti nella loro dieta. Le motivazioni etiche della scelta vegetariana sono per molti sufficienti in s\u00e9 stesse a decidere di non mangiare il corpo di animali morti, e le controindicazioni igieniche al consumo di carne non sono necessariamente legate al computo delle calorie o delle fibre alimentari.<\/p>\n<p>Moltissimi vegetariani hanno effettivamente una preparazione culturale non violenta e \u201cigienista\u201d derivante spesso dalla cultura e spiritualit\u00e0 orientali (e specialmente giapponese e indiana \u2014 in Giappone la carne \u00e8 quasi sconosciuta e in India ancora oggi i mattatoi sono praticamente sconosciuti), ma numerosissimi sono anche i cristiani vegetariani, gli ebrei vegetariani, gli agnostici vegetariani, i teosofi o gli antroposofi vegetariani, e persino gli atei vegetariani. Oltre naturalmente alla stragrande maggioranza di vegetariani per motivi di salute o per spirito di emulazione di personaggi importanti che si sono dichiarati vegetariani. Chi non acquista oggi le riviste di \u201cCucina naturale\u201d, \u201cAlimentazione naturale\u201d, \u201cSalute naturale\u201d e via dicendo? Chi non segue o ha seguito dei corsi di yoga, tecniche new age, e simili? Tutte queste persone sono gi\u00e0 vegetariane o lo sono tendenzialmente, e rappresentano il mercato destinatario dei vari tipi di prodotti \u201cvegetariani\u201d.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la storia dell\u2019umanit\u00e0, molti affermano che l\u2019uomo delle caverne era carnivoro o piuttosto onnivoro, e che quindi se vogliamo tornare alla natura dovremmo tornare anche a quella dieta primordiale. Ma da dove proviene esattamente l\u2019idea della carne come alimento? Quando ha cominciato, l\u2019essere umano, a mangiare animali morti? Per natura, ancora oggi tutti i nostri sensi sono attratti da un albero carico di frutti maturi, mentre la vista e l\u2019odore di un animale non ci stimolano particolarmente l\u2019appetito. Certo, mangiare carne non \u00e8 naturale. I bambini piccoli fanno molta fatica ad abituarsi a mangiare carne, e per \u201cimbrogliarli\u201d la carne deve essere camuffata il pi\u00f9 possibile (in forma di polpette, pat\u00e9, eccetera) in modo che l\u2019istinto non riesca a riconoscerla come tale. Anche gli adulti trovano spesso difficile mangiare la carne cruda\u2026<\/p>\n<p>Facciamo dunque un po\u2019 di antropologia spicciola applicata\u2026 Come possiamo osservare ancora oggi in alcune culture primitive, la cultura carnivora nasce generalmente dal concetto di base del cannibalismo: l\u2019uomo si nutriva misticamente della potenza del capobranco, immagine e incarnazione della forza magica della natura e della madre terra (cervo, bisonte, toro, ecc.) per acquisire le sue stesse qualit\u00e0, cosa che fanno normalmente anche i cannibali, per i quali mangiare il fegato o il cuore dei nemici coraggiosi aumentava il proprio valore in battaglia, o inghiottire la cenere e le ossa polverizzate dei parenti defunti permetteva loro di continuare a vivere nei loro discendenti viventi. Quest\u2019idea primitiva sopravvive ancora nei luoghi comuni moderni come \u201cla carne fa sangue\u201d, \u201cmangiare il cervello fa diventare pi\u00f9 intelligenti\u201d, eccetera. Fortunatamente questa idea \u00e8 stata rifiutata sul piano cosciente dalla maggior parte degli esseri umani civilizzati, ma a livello subconscio continua a sopravvivere in molte persone, anche se deviata in modo pi\u00f9 \u201cinnocuo\u201d, socialmente, verso gli animali \u201cda carne\u201d.<\/p>\n<p>Un altro argomento interessante \u00e8 la relazione tra vegetarianesimo e non violenza. E\u2019 stato dimostrato che il consumo regolare di carne accresce l\u2019aggressivit\u00e0 e l\u2019irritabilit\u00e0. Oltre alla propria adrenalina e alle proprie tossine, chi consuma carne deve smaltire anche quella contenuta nei tessuti degli animali uccisi, e le tossine accumulate dall\u2019organismo dell\u2019animale. Inoltre, la mancanza di rispetto verso la vita e la sofferenza altrui, caratteristiche coscienti o subconscie di chi mangia carne, portano molto facilmente a prevaricare anche sugli esseri umani pi\u00f9 deboli. Questo succede anche nel regno animale: i carnivori e i predatori attaccano pi\u00f9 volentieri le prede deboli, malate o indifese, oppure si radunano in branchi per braccare le prede pi\u00f9 grosse, mentre gli erbivori e i frugivori, pur non essendo deboli e paurosi, attaccano violentemente soltanto per difesa. Cos\u00ec qualche ignorante potrebbe pensare che un vegetariano sia per forza un imbelle o un debole di carattere\u2026 ma meglio non fare troppo affidamento su un\u2019idea del genere: elefanti, bufali, bisonti, tori, rinoceronti, ippopotami, gorilla, non molestano nessuno senza necessit\u00e0, ma diventano estremamente pericolosi se provocati.<\/p>\n<p>Cerchiamo ora di capire la posizione etica dei vegetariani nei confronti degli animali. Naturalmente ogni vegetariano ha diritto a professare opinioni pi\u00f9 o meno diverse da quelle degli altri vegetariani, ma in genere un vegetariano \u201cetico\u201d ha delle motivazioni fondamentali molto precise. Dobbiamo per\u00f2 fare una distinzione tra \u201camici degli animali\u201d e animalisti.<\/p>\n<p>\u201cZoofilo\u201d \u00e8 il cosiddetto \u201camico degli animali\u201d come la gattara o l\u2019appassionato di film o libri che parlano della vita degli animali. Nulla gli impedisce di amare un tipo di animali e disprezzare o maltrattare un altro tipo di animali, e quindi di mangiarseli tranquillamente. In genere gli zoofili (cinofili, ecc.) non ci pensano due volte a nutrire i loro beniamini con carne di altri animali. Il \u201cprotezionista\u201d si preoccupa degli animali cosiddetti \u201cda compagnia\u201d, ma non s\u2019interessa generalmente di argomenti come gli allevamenti intensivi o la caccia e la pesca. Questo tipo di protezione degli animali \u00e8 estremamente limitato, e non considera i sentimenti o le esigenze naturali degli animali in questione, ma soltanto il loro valore (le condizioni generali di salute) e la loro relazione con il \u201cpadrone\u201d umano (antropocentrismo).<\/p>\n<p>Il \u201cconservatorista\u201d si preoccupa di conservare la \u201cricchezza faunistica planetaria\u201d, combattendo contro l\u2019estinzione di specie animali come panda, balene, cetacei, foche monache, aquile, rapaci, eccetera. E\u2019 gi\u00e0 qualcosa: lascia in pace gli animali, a vivere nel loro ambiente naturale, e cerca di impedire che venga fatta loro violenza, ma continua a considerare gli animali come oggetti, come \u201cbeni\u201d se non di propriet\u00e0 di qualche individuo, comunque di propriet\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 nel suo insieme.<\/p>\n<p>Un \u201canimalista\u201d \u00e8 invece una persona che riconosce l\u2019animale come un essere vivente, senziente, capace di soffrire e di gioire, e come tale dotato per nascita del diritto a vivere, ad avere una famiglia, a cercare per s\u00e9 e per i propri cari la felicit\u00e0, la tranquillit\u00e0 e la sicurezza. Per lui gli animali non sono soltanto un \u201cbene prezioso\u201d da salvaguardare per la salute ecologica del pianeta, ma esseri viventi e senzienti che hanno il diritto alla felicit\u00e0 e all\u2019autodeterminazione, cio\u00e8 a scegliere la vita che preferiscono vivere, accanto all\u2019uomo (semprech\u00e9 questi sia d\u2019accordo da parte sua a vivere con quell\u2019animale, naturalmente) o lontano da lui, e con quali esseri umani preferiscono vivere. Questi diritti sono oggi difficilmente riconosciuti persino ai bambini (vedere ad esempio le cause di affidamento nei divorzi o le adozioni in cui i desideri dei bambini non vengono tenuti in nessuna considerazione) ma affermare i diritti degli animali come esseri senzienti e capaci di soffrire pu\u00f2 aiutare molto la causa di tutti gli esseri umani minorenni, minoritari, minorati, o semplicemente sminuiti, che possono essere considerati anch\u2019essi semplicemente come esseri senzienti e capaci di sofferenza.<\/p>\n<p>Un vero animalista non si considera \u201cpadrone\u201d di un animale, ma soltanto \u201camico\u201d o \u201cprotettore\u201d; non considera l\u2019animale come un oggetto ma come un soggetto, sia che si tratti di un cane, di un gatto, di una mucca, di un pappagallo, di una tigre o di un topo. Per l\u2019animalista non dovrebbero esistere \u201cnegozi\u201d di animali cos\u00ec come non dovrebbero esistere \u201cmercati\u201d di schiavi. Un animale non va \u201cprodotto\u201d, \u201ccommercializzato\u201d o \u201cscartato\u201d sulla base delle esigenze del profitto. Piuttosto, l\u2019animalista auspica la trasformazione dei negozi di animali in \u201ccentri di affido e adozione\u201d e degli allevamenti in \u201crifugi\u201d con criteri differenti da quelli odierni, e che tengano in maggiore considerazione i sentimenti degli animali. Questo non significa per\u00f2 che un animalista non sappia discernere con intelligenza tra le relazioni possibili e le relazioni impossibili tra le varie specie o tra i vari individui. E\u2019 ovvio che con ogni tipo diverso di soggetto \u00e8 necessario un comportamento adeguato, proprio come succede tra esseri umani. Cos\u00ec come \u00e8 opportuno premunirsi e difendersi contro ladri, assassini e violentatori, e legittimo rifiutarsi di convivere con loro e di mantenerli, cos\u00ec \u00e8 logico prendere misure preventive o difensive nei confronti di animali aggressivi, pericolosi o dannosi, ma questo non ci d\u00e0 il diritto assoluto di disporre a nostro piacimento della vita e del dolore altrui, specialmente su esseri innocenti, inoffensivi e indifesi che sono pi\u00f9 spesso solo vittime dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Va bene, diranno molti, voi siete vegetariani perch\u00e9 avete fatto una scelta. Ma perch\u00e9 date fastidio a chi invece vuole mangiare o vendere carne? Perch\u00e9 i vegetariani vogliono imporre la propria opinione? Perch\u00e9 non sono pi\u00f9 democratici e tolleranti?<\/p>\n<p>Come tutti ben sappiamo, i nostri diritti terminano dove iniziano quelli di un altro. I sostenitori della dieta carnea avrebbero dunque il diritto di versare senza necessit\u00e0 il sangue di miliardi di creature innocenti e indifese, di esporne liberamente in vetrine su strada e nei locali pubblici e nelle pubblicit\u00e0 su riviste e in televisione i cadaveri pi\u00f9 o meno manipolati (presentandoli ingannevolmente come un alimento sano e indispensabile all\u2019uomo), di rovinare e inquinare la terra l\u2019acqua e l\u2019aria (che sono patrimonio di tutti), di sfruttare i popoli pi\u00f9 poveri affamando intere nazioni, di distruggere il patrimonio ambientale dell\u2019intero pianeta, di contaminare pi\u00f9 o meno nascostamente (con sangue, ossa, raschiature dello stomaco di agnellini appena nati, insetti polverizzati, cartilagini ecc.) anche cibi apparentemente vegetariani (come il pane il formaggio lo zucchero e il vino)? Se i \u201ccarnivori\u201d devono avere il diritto di fare tutto questo senza che nessuno possa protestare, allora perch\u00e9 proibire il fumo nei locali pubblici? Perch\u00e9 considerare reato gli schiamazzi, le vendite abusive, l\u2019accattonaggio, l\u2019esibizionismo sessuale, il vagabondaggio, l\u2019evasione fiscale, la prostituzione? Perch\u00e9 mettere fuorilegge il consumo di sostanze stupefacenti? Perch\u00e9 censurare i film pi\u00f9 o meno pornografici e il materiale considerato \u201cosceno\u201d? Perch\u00e9 mettere dei limiti di velocit\u00e0 alla circolazione delle automobili? Lo stesso tipo di democrazia invocato dai carnivori dovrebbe permettere a tutti di fare qualsiasi cosa, nonostante il disagio e il pericolo altrui.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, invece, sembrerebbe logico che, come tutti i cittadini dello Stato, i vegetariani abbiano il diritto di mangiare e non mangiare quello che preferiscono (e di educare i propri figli secondo le loro scelte ed esperienze personali) senza essere per questo tacciati di incoscienza, di stupidit\u00e0 o simili, senza soggiacere alle intimidazioni di una pubblicit\u00e0 tendenziosa e sfacciata, senza essere costantemente discriminati o messi in ridicolo o talvolta persino privati della patria potest\u00e0 in nome di una informazione falsa e tendenziosa. I vegetariani hanno il diritto di essere informati correttamente (e di informare correttamente il pubblico), di risparmiarsi la vista di cadaveri di animali e di animali prigionieri oscenamente esposti in luoghi pubblici come negozi e supermercati, pubblicazioni non specifiche e vetrine di macellerie che danno sulla strada pubblica. Inoltre, come \u00e8 ovvio, i vegetariani hanno il diritto di difendere le proprie opinioni e le proprie scelte pubblicamente.<\/p>\n<p>Inoltre, poich\u00e9 l\u2019informazione al pubblico deve essere obiettiva, gli organismi di informazione pubblica hanno il dovere di concedere ai sostenitori dell\u2019alimentazione vegetariana almeno spazi uguali a quelli riservati ai sostenitori dell\u2019alimentazione carnea. Questo purtroppo ancora non succede, perch\u00e9 gli interessi legati al consumo di carne e simili sono troppo forti e influenzano facilmente anche gli organi di informazione, come i quotidiani, le riviste, la radio e la televisione. La soluzione? Modificare le richieste del mercato, come \u00e8 stato fatto innumerevoli volte in passato per creare nuovi \u201cbisogni\u201d nel consumatore. In questo modo il gioco degli interessi cambia.<\/p>\n<p>Parlando di sociologia e di economia, alcuni potrebbero obiettare che il diffondersi della filosofia e della pratica del vegetarianesimo nelle sue varie accezioni metterebbe sul lastrico una quantit\u00e0 di onesti lavoratori (macellai, allevatori industriali, pellicciai, conciatori, pescatori, vivisettori ecc.). A questa obiezione vorremmo rispondere ricordando che il progresso umano ha sempre cancellato gradualmente alcune nicchie occupazionali creandone allo stesso tempo delle altre, anche pi\u00f9 importanti e utili. Dove sono oggigiorno i mercanti di schiavi, i carnefici, i fabbricanti di cilici e di cinture di castit\u00e0? Chi ne sente la mancanza? Che fine hanno fatto gli spazzacamini, i palafrenieri, i taglialegna, i mugnai, i conciapelli, i cocchieri, i maniscalchi, gli araldi, gli scudieri? Di quanti braccianti ha bisogno l\u2019industria agricola oggigiorno? Sicuramente tutte queste persone e i loro discendenti avranno ben cambiato mestiere, e magari ci hanno anche guadagnato. Probabilmente avranno dovuto migliorare la propria cultura per adeguarsi a nuove professioni, e all\u2019inizio avranno tutti mugugnato un po\u2019 per l\u2019automazione, i nuovi tipi di riscaldamento, la sostituzione dei cavalli e delle carrozze con automobili, autobus, treni e aerei, ma la situazione si \u00e8 normalizzata abbastanza alla svelta. La societ\u00e0 cambia costantemente, e senza questi cambiamenti oggi non avremmo la quantit\u00e0 enorme di nuove professioni che sono sorte negli ultimi decenni (tecnici elettronici, informatici, programmatori, piloti d\u2019aereo, meccanici, disk-jockey, presentatori televisivi, calciatori, cineasti, e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta). Se non fossero cambiati i tempi e la societ\u00e0, tutte queste persone dovrebbero probabilmente ancor oggi limitarsi a zappare la terra e vivere in una societ\u00e0 feudale.<\/p>\n<p>Parliamo ora delle motivazioni personali, etiche, filosofiche o religiose, che sostengono la validit\u00e0 della scelta vegetariana. In un certo senso, anche queste motivazioni possono iscriversi nella valutazione socio-economica globale, in quanto dei cittadini con una chiara visione etica, filosofica o religiosa possono essere molto pi\u00f9 utili alla societ\u00e0 rispetto a coloro che si preoccupano soltanto dei propri profitti.<\/p>\n<p>La violenza inutile, perpetrata sui deboli e sugli indifesi, porta chi la compie a soffocare in s\u00e9 il rispetto verso la vita, la sensibilit\u00e0, la compassione, il senso della misura, il senso della giustizia. Le terribili condizioni di vita e di morte imposte oggi a miliardi di animali \u201cda macello\u201d (segregazione, riproduzione artificiale, modificazioni genetiche, allevamenti intensivi, trasporti, mattatoi) non sono diverse da quelle imposte nei lager e non hanno nessuna vera necessit\u00e0 tranne quella del profitto: perci\u00f2 rappresentano per i vegetariani \u201cetici\u201d un vero e proprio crimine.<\/p>\n<p>Difendere i diritti degli animali non significa, come pensano molti, trascurare i diritti dell\u2019uomo. Anzi. Pi\u00f9 l\u2019uomo diventa cosciente dell\u2019importanza della vita, dell\u2019evoluzione della sensibilit\u00e0, della cultura, e di un sistema di vita non violento e rispettoso dei diritti di tutti i viventi, pi\u00f9 diventa sensibile verso le sofferenze dei suoi simili e pronto ad operare per alleviarle. Il genere di sopraffazione che si esercita nei confronti di un animale innocente \u00e8 molto simile a quello che si rivolge contro un bambino, un malato, un minorato, una persona indifesa che dipende da noi. Riconoscere il diritto alla felicit\u00e0 a tutti coloro che possono sperimentare felicit\u00e0 e sofferenza, non importa quali siano le loro capacit\u00e0 di espressione, di ribellione, di difesa, comporta una valutazione completamente diversa dell\u2019etica. Non molto tempo fa gli schiavi negri erano considerati oggetti senza alcun diritto, prodotti che si potevano vendere e comprare senza alcuna vergogna. Anche tra gli uomini di chiesa, moltissimi consideravano del tutto normale la pratica dello schiavismo.<\/p>\n<p>I diritti delle donne non sono stati ancora realizzati compiutamente nella pratica; pur essendo riconosciuti sulla carta, \u00e8 ancora facile imbattersi in situazioni terribili, in cui la donna \u00e8 ancora trattata come un oggetto. La stessa cosa si pu\u00f2 dire dei bambini, e a maggior ragione. Combattere per i diritti degli indifesi, di chi soffre, \u00e8 ugualmente valido. Si risentirebbero forse i popoli amazzonici nel vedere che qualcuno combatte per i diritti dei curdi? Una simile battaglia non sarebbe affatto contraria ai loro diritti, anzi \u00e8 molto probabile che una persona abituata a rispettare gli esseri viventi che rivestono una forma animale riescano pi\u00f9 facilmente a rispettare bambini, donne, malati e minoranze etniche.<\/p>\n<p>Tutte le grandi religioni consigliano all\u2019uomo di non nutrirsi di morte. Tra i cristiani di oggi gli avventisti, il movimento cattolico antispecista e tutti quei gruppi che cercano di tornare al cristianesimo delle origini (vita universale ecc.); tra gli ebrei numerosi maestri tra cui Pinchas Peli, come spiegano ampiamente diversi libri pubblicati dalla Jewish Vegetarian Society. E naturalmente i buddhisti, i jainisti e infine gli induisti, che sono vegetariani da millenni e che rappresentano la maggioranza dei vegetariani etici sul pianeta. Tanto che negli ultimi trent\u2019anni i vari movimenti filo-induisti (Hare Krishna, Haidakhandi Samaj, Ananda Marga, Osho, Maharishi MT, Divine Light Mission, Aurobindo, eccetera) hanno diffuso notevolmente il vegetarianesimo etico in occidente. Ma anche molti filosofi e pensatori di ieri e di oggi si sono schierati dalla parte dei vegetariani. Menzioniamo solo alcuni dei pi\u00f9 illustri: Besant, Bloch, Buddha, Calvino (il riformatore religioso), Celso, Clemente di Alessandria, Darwin, Diogene, Dostoiewsky, Duns Scoto, Edison, Einstein, Franklin, Fromm, Gandhi, Ges\u00f9, Giamblico, Giordano Bruno, Goethe, Herder, Hume, Kakfa, Krishna, Lamartine, Leonardo da Vinci, Leibniz, Lessing, Locke, Lorenz, Lutero, Mahavira, Marcuse, Mazzini, Michelet, Montaigne, Montessori, Newton, Ovidio, Origene, Pascal, Pitagora, Platone, Plotino, Plutarco, Porfirio, Regan, Rousseau, Russel, San Basilio, San Francesco d\u2019Assisi, Sant\u2019Antonio Abate, Schelling, Schopenhauer, Schweitzer, Seneca, Shaw, Shelley, Singer, Socrate, Spinoza, Tagore, Tertulliano, Thoreau, Tolstoi, Vedavyasa, Virgilio, Voltaire, Wagner, Whitehead. C\u2019\u00e8 poi una lunghissima lista di personaggi famosi che si sono dichiarati apertamente vegetariani e comprende sia attori che attrici, musicisti, sportivi, uomini politici, scrittori, tra cui gli araldi della \u201cnuova cultura\u201d come George Harrison, Paul McCartney, Bob Dylan, Sting, Peter Gabriel, gli Smith, Nina Hagen.<\/p>\n<p>Qualche citazione. Pitagora, famoso matematico e filosofo, iniziatore del vegetarianesimo \u201cculturale\u201d in occidente (tanto che fino al 1800 i vegetariani erano chiamati \u201cpitagorici\u201d) ebbe a dire: \u201cAmici miei, evitate di corrompere il vostro corpo con cibi impuri; ci sono campi di frumento, mele cos\u00ec abbondanti da piegare i rami degli alberi, uva che riempie le vigne, erbe gustose e verdure da cuocere; c\u2019\u00e8 il latte e il miele odoroso di timo; la terra offre una grande quantit\u00e0 di ricchezze, di alimenti puri, che non provocano spargimento di sangue n\u00e9 morte.\u201d Il biografo Diogene scrive che Pitagora era solito mangiare pane e miele al mattino e verdura cruda la sera, e che talvolta pagava i pescatori perch\u00e9 ributtassero in mare i pesci appena catturati.<\/p>\n<p>In un saggio dal titolo Sul mangiare carne, l\u2019autore latino Plutarco scriveva: \u201cVi state chiedendo perch\u00e9 Pitagora si astenesse dal mangiare carne? Io, da parte mia, mi domando piuttosto per qualche ragione o con quale animo un uomo, per primo, abbia potuto avvicinare la sua bocca al sangue coagulato e le sue labbra alla carne di una creatura morta; come abbia potuto mettere sulla propria mensa cadaveri di animali e definire cibo e nutrimento quegli esseri che fino a poco prima muggivano o belavano, si muovevano, vivi. Come abbia potuto sopportare la vista del massacro, la gola squarciata, la pelle scuoiata, gli arti staccati; sopportare la puzza\u2026 come abbia fatto a non provare ribrezzo a contatto delle piaghe degli altri esseri succhiandone addirittura succhi e siero dalle ferite! L\u2019uomo non si nutre certo di leoni o di lupi, per autodifesa\u2026 ma al contrario, uccide creature innocue, mansuete, prive di pungiglioni o di zanne. Per un pezzo di carne, l\u2019uomo le priva del sole, della luce, della durata naturale della vita alla quale hanno diritto per il fatto di essere nate\u2026 Se sostenete che la natura vi ha destinato questo tipo di nutrimento, ebbene, allora uccidete voi stessi, da soli, quel che volete mangiare, ma fatelo con le sole vostre forze, senza clava, senza mazza o altre armi\u201d.<\/p>\n<p>Leonardo da Vinci, grande pittore, scultore, inventore, promotore del Rinascimento, scriveva, \u201cColui che non rispetta la vita, non la merita.\u201d Leonardo considerava i corpi dei carnivori come tombe, cimiteri degli animali che essi mangiavano. Il filosofo francese Jean Jacques Rousseau, sostenitore dell\u2019ordine naturale delle cose e padre dell\u2019illuminismo moderno, consigliava di non permettere ai macellai di testimoniare in tribunale o di sedere in una giuria. (En passant, possiamo citare il diritto canonico antico, che escludeva i figli dei macellai dal ministero sacerdotale). E, sempre per inciso, modificare la nomenclatura del mestiere non cambia la sua natura.<\/p>\n<p>Nell\u2019opera The Wealth of Nations l\u2019economista Adam Smith, altro sostenitore del vegetarianesimo, scriveva: \u201cIn realt\u00e0 ci si pu\u00f2 domandare se, in qualche parte del mondo, la carne sia necessaria per la sopravvivenza\u2026 mentre cereali e vegetali, con latte, formaggio e burro, oppure l\u2019olio (dove il burro non si pu\u00f2 conservare) sono in grado di fornire l\u2019alimentazione pi\u00f9 completa ed energetica, perch\u00e9 non esiste un solo luogo dove l\u2019uomo debba per forza nutrirsi di carne.\u201d Considerazioni di questo tipo spinsero anche Benjamin Franklin a diventare vegetariano fin dall\u2019et\u00e0 di sedici anni, quando si accorse che ci\u00f2 gli procurava una maggiore chiarezza intellettuale e facilit\u00e0 nell\u2019imparare. Nella sua autobiografia, defin\u00ec il consumo di carne \u201cun delitto ingiustificato\u201d. Il poeta Shelley, divenuto vegetariano, lasci\u00f2 scritto nel saggio A Vindication of Natural Diet: \u201cSi dovrebbe imporre una prova decisiva ai sostenitori della dieta carnivora: fargli strappare coi denti, come dice Plutarco, le carni di un agnello vivo, fargli affondare la testa nei suoi organi vitali, fargliene bere il sangue\u2026 se supereranno tale prova allora saranno stati coerenti con la loro teoria.\u201d Nel suo poema Queen Mab, Shelley descrive un mondo ideale dove gli uomini non uccidono animali per procurarsi il cibo: \u201cOra l\u2019uomo non uccide pi\u00f9 l\u2019agnello dai dolci occhi; ha smesso di divorarne le carni macellate che, per vendetta delle violate leggi natural, sprigionavano nel suo corpo putridi umori, tutte le malefiche passioni, i vani pensieri, l\u2019odio e la disperazione, la ripugnanza, e nella sua mente i germi della sofferenza, della morte, della malattia e del crimine.\u201d<\/p>\n<p>Lo scrittore Leone Tolstoi divenne vegetariano nel 1885, abbandon\u00f2 la caccia e si fece promotore del pacifismo vegetariano che condannava l\u2019uccisione di ogni animale, fosse anche una formica. Si rendeva conto che il naturale progredire della violenza avrebbe inevitabilmente portato la guerra nella societ\u00e0 umana. Nel saggio Il primo passo, scriveva che mangiare carne \u201c\u00e8 semplicemente immorale, perch\u00e9 comporta un\u2019azione che \u00e8 contraria al sentimento morale, quella di uccidere. Uccidendo, l\u2019uomo sopprime anche in s\u00e9 stesso le pi\u00f9 alte capacit\u00e0 spirituali, l\u2019amore e la compassione per altre creature viventi, e sopprimendo questi sentimenti, diventa crudele\u201d.<\/p>\n<p>Nella sua opera Walden, Henry David Thoreau scriveva, \u201cE\u2019 vergognoso che l\u2019uomo sia carnivoro. E\u2019 vero: egli pu\u00f2 vivere, e vive sfruttando gli altri animali, ma questo \u00e8 un ben misero modo di vivere, come sanno coloro che mettono in trappola conigli o uccidono agnelli, e colui che insegner\u00e0 all\u2019uomo a convertirsi a una dieta sana e non violenta sar\u00e0 considerato un benefattore dell\u2019umanit\u00e0. Per la mia esperienza, io non ho alcun dubbio che fa parte del progresso umano arrivare a smettere di nutrirsi di carne, cos\u00ec come molte trib\u00f9 di selvaggi hanno smesso il cannibalismo quando sono venute a contatto di popoli pi\u00f9 civili\u201d.<\/p>\n<p>Il commediografo George Bernard Shaw si accost\u00f2 al vegetarianesimo per la prima volta a venticinque anni, convinto a ci\u00f2, come scrisse nella sua autobiografia, da Shelley. I medici gli predissero che quella dieta lo avrebbe ucciso. Quando, dopo molti anni, qualcuno gli chiese come mai non fosse tornato da quei medici, lui rispose, \u201cAvrei voluto farlo, ma il fatto \u00e8 che loro sono tutti morti!\u201d Scrisse anche, \u201cChe cosa ci si pu\u00f2 aspettare da gente che si nutre di cadaveri? Noi preghiamo la domenica che la luce illumini il nostro cammino! Siamo stanchi di guerre, non vogliamo combattere, e tuttavia ci nutriamo di morte.\u201d<\/p>\n<p>H.G. Wells accenn\u00f2 al vegetarianesimo in A Modern Utopia, un libro sul mondo futuro. \u201cIn Utopia non c\u2019\u00e8 carne. C\u2019era, un tempo\u2026 ma ora non riusciamo neanche a pensare ai mattatoi.\u201d Il premio Nobel per la letteratura Isaac Bashevis Singer (di religione ebraica) divenne vegetariano nel 1962, all\u2019et\u00e0 di cinquantacinque anni, e diceva, \u201cNaturalmente mi dispiace di non averlo fatto prima, ma \u00e8 meglio tardi che mai. Siamo tutti creature di Dio, e non ha senso che Gli chiediamo clemenza e giustizia se poi continuiamo a nutrirci di animali uccisi per noi\u2026. Anche se si dimostrasse oggettivamente che la carne \u00e8 un buon nutrimento, io certo non ne mangerei comunque. Alcuni filosofi e capi religiosi convincono i loro discepoli che gli animali non sono altro che macchine senz\u2019anima e senza sentimenti, ma chiunque abbia vissuto con un animale, un cane o un uccello, o anche un topo, sa che questa \u00e8 solo una bugia per giustificare la crudelt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Quasi tutte le religioni hanno sempre predicato di astenersi dalla carne, a cominciare da diversi gruppi di sacerdoti egizi, che con la dieta vegetariana trovavano pi\u00f9 facile mantenere il voto di castit\u00e0 necessario alla loro preparazione interiore. Essi rifiutavano anche le uova, che definivano \u201ccarne liquida\u201d. Sebbene il Vecchio Testamento, la base del Giudaismo, contenga qualche accenno al mangiare carne, chiarisce tuttavia che la situazione ideale \u00e8 il vegetarianesimo. Nella Genesi (1:29) Dio dice: \u201cGuarda, Io ti ho dato ogni erba con il suo seme, e su tutta la terra ogni albero con il suo frutto, che contiene il seme di ogni albero: questo sar\u00e0 il tuo cibo.\u201d All\u2019inizio della creazione, secondo quello che afferma la Bibbia, sembra che neppure gli animali si cibassero di carne (1:30): \u201cE a ogni animale della terra, a ogni uccello del cielo, a ogni essere che striscia sul suolo, dovunque ci sia una forma di vita, a tutti Io ho dato ogni erba per nutrirsi, e cos\u00ec sia.\u201d Sempre nella Genesi (9:4) troviamo un comandamento specifico contro il consumo di carne: \u201cMa non mangerai carne con la sua vita dentro, con il suo sangue\u2026 E sicuramente il sangue della tua vita richieder\u00f2: lo richieder\u00f2 per mano di ogni bestia.\u201d Negli ultimi libri della Bibbia, anche i profeti condannano l\u2019uso della carne. Isaia (1:5) afferma: \u201cDice il Signore: Mi avete sacrificato un gran numero di ovini e di bovini, ma a Me non d\u00e0 piacere il sangue dei manzi, degli agnelli o dei capretti; quando voi alzate le mani, Io distolgo gli occhi da voi e quando pregate non vi ascolto, perch\u00e9 le vostre mani sono sporche di sangue\u201d. Secondo Isaia (66:3) \u00e8 particolarmente grave uccidere le mucche: \u201cColui che uccide un bue pecca come chi uccide un uomo\u201d. La Bibbia riporta anche la storia di Daniele che, prigioniero in Babilonia, rifiut\u00f2 di mangiare la carne offertagli dai carcerieri, preferendo nutrirsi di erbe.<\/p>\n<p>Molti cristiani sono stati tratti in inganno da alcuni passi del Nuovo Testamento dove si dice che Cristo mangi\u00f2 carne. In realt\u00e0 Ges\u00f9 apparteneva alla comunit\u00e0 ebraica degli Esseni, che erano vegetariani e seguivano una pratica di vita molto sobria; inoltre risulta da diversi passi dei Vangeli che aveva fatto voto di Nazireato (che comporta tra l\u2019altro l\u2019astensione da cibi non vegetariani, i frequenti digiuni e pratiche di purificazione, il non tagliarsi capelli e barba, il non indossare abiti lussuosi). Studi accurati sugli antichi manoscritti greci hanno rivelato che le parole tradotte nelle versioni successive come \u201ccarne\u201d sono in realt\u00e0 trophe e brome, che significano solo \u201ccibo\u201d o \u201catto del mangiare\u201d in senso lato. Ad esempio, nel Vangelo di San Luca (8:55) si legge che Ges\u00f9 resuscit\u00f2 una donna dalla morte e \u201cordin\u00f2 di darle della carne\u201d. La parola greca originale tradotta come \u201ccarne\u201d \u00e8 phago, che significa semplicemente \u201ccibo\u201d. Quindi ci\u00f2 che Cristo disse, in realt\u00e0, fu \u201cdatele da mangiare\u201d. La parola greca che indica la \u201ccarne\u201d \u00e8 kreas, e non viene mai usata in riferimento a Cristo; quindi neanche nel Nuovo Testamento \u00e8 mai detto che Cristo mangi\u00f2 carne. Questo, d\u2019altronde, coincide con la famosa profezia di Isaia sulla comparsa di Ges\u00f9: \u201cUna vergine concepir\u00e0 e generer\u00e0 un figlio, e il suo nome sar\u00e0 Dio \u00e8 con noi. Burro e miele saranno il suo cibo, perch\u00e9 sapr\u00e0 rifiutare il male e scegliere il bene.\u201d<\/p>\n<p>Clemente di Alessandria, un padre della Chiesa, cita l\u2019esempio dell\u2019apostolo Matteo, che \u201csi cibava di semi, noci e vegetali, senza carne.\u201d San Gerolamo, un altro padre dell\u2019antica Chiesa cristiana, che autorizz\u00f2 la versione latina della Bibbia tuttora in uso, scriveva, \u201cCucinare vegetali, frutta e legumi \u00e8 facile ed economico\u201d, e suggeriva questa dieta a chi voleva diventare saggio. San Giovanni Cristostomo considerava il consumo di carne innaturale e crudele da parte dei Cristiani: \u201cCi comportiamo come lupi, come leopardi\u2026 anzi peggio di loro, perch\u00e9 la natura ha previsto che essi si nutrissero in quel modo, ma noi, ai quali Dio ha dato la parola e il senso della giustizia, siamo diventati peggio di belve feroci.\u201d San Benedetto, fondatore dell\u2019ordine dei Benedettini, prescrisse ai suoi monaci una dieta essenzialmente vegetale. Anche ai Trappisti era vietato, fin dalla fondazione dell\u2019ordine nel diciassettesimo secolo, mangiare carni e uova, e bench\u00e9 con il Concilio Vaticano del 1960 il divieto sia stato tolto, ancora oggi molti frati trappisti si attengono alle leggi originali.<\/p>\n<p>Anche la Chiesa cristiana Avventista raccomanda ai suoi membri di essere vegetariani. Pochi lo sanno, ma l\u2019enorme industria della \u201cprima colazione\u201d americana nacque in un luogo di cura naturale condotto dal dottor John H. Kellogg, membro attivo della Chiesa Avventista, il quale era costantemente alla ricerca di breakfast a base di vegetali per i ricchi malati della sua stazione climatica; fu lui l\u2019ideatore dei fiocchi di mais integrale che avrebbe poi distribuito in tutto il Paese. Con il passare degli anni, a poco a poco il dottor Kellogg separ\u00f2 gli affari dalla religione e costitu\u00ec l\u2019industria che ancora oggi porta il suo nome.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 grande numero di vegetariani si trova in India, patria del buddhismo, del jainismo e dell\u2019induismo. Il buddhismo, nella fattispecie, nacque come reazione all\u2019enorme sterminio di animali che si compiva nell\u2019antichit\u00e0 in nome di perversi rituali religiosi. Il Buddha pose fine a queste pratiche, proponendo la sua dottrina dell\u2019Ahimsa, cio\u00e8 della non violenza. I suoi seguaci, emigrati in tutto l\u2019Oriente, lavorarono umilmente e instancabilmente per convertire al vegetarianesimo teorico e pratico intere popolazioni, arrivando al punto di aprire ristoranti vegetariani all\u2019interno dei templi buddhisti e di inventare nuovi alimenti simili alla carne, come seitan, tempeh ecc.<\/p>\n<p>Le antiche Scritture vediche dell\u2019India, che risalgono a tempi molto precedenti al buddhismo, accentuano la non violenza come principio fondamentale del vegetarianesimo. La Manu-samhita, l\u2019antico codice indiano di leggi, stabilisce: \u201cPer avere carne \u00e8 sempre necessario ferire delle creature viventi e questo \u00e8 un ostacolo per il raggiungimento della beatitudine celeste; si eviti dunque di mangiare carne\u2026 Considerata la disgustosa origine della carne e la crudelt\u00e0 di incatenare e uccidere delle creature, \u00e8 necessario astenersi dal mangiare carne.\u201d Bhaktivedanta Swami Prabhupada, che ha tradotto e commentato oltre cinquanta volumi dei classici della filosofia e della religione indiana, scrive, \u201cNella Manu-samhita \u00e8 sancito il principio che una vita vale una vita, osservato praticamente in tutto il mondo. Cos\u00ec, ci sono altre leggi che stabiliscono che si \u00e8 colpevoli anche se si uccide solo una formica: poich\u00e9 noi non possiamo creare, non abbiamo il diritto di togliere la vita a nessun essere vivente. Secondo la legge divina, uccidere un animale \u00e8 grave come uccidere un uomo e chi non segue questo principio segue delle leggi di comodo. Anche nei dieci Comandamenti \u00e8 scritto, Non uccidere. Questa legge \u00e8 perfetta, ma l\u2019uomo la interpreta in modo sbagliato, pensando, Non uccider\u00f2 nessun uomo, ma potr\u00f2 uccidere un animale. Cos\u00ec la gente s\u2019inganna e crea dolore per s\u00e9 e per gli altri\u2026. Tutti siamo creature di Dio, in qualunque corpo alberghiamo e qualunque abito indossiamo. Dio \u00e8 il nostro Padre supremo. Un padre pu\u00f2 avere molti figli, alcuni intelligenti e altri no; ma se un figlio intelligente dice al padre, Mio fratello non \u00e8 molto intelligente, lascia che io lo uccida; pensate voi che il padre possa essere d\u2019accordo? Allo stesso modo, se Dio \u00e8 il nostro Padre supremo, perch\u00e9 dovrebbe essere contento di vederci uccidere gli animali, che sono anch\u2019essi Suoi figli?\u201d<\/p>\n<p>PERCHE\u2019 VEGETARIANI: MOTIVI IGIENICO-MEDICI<\/p>\n<p>La scelta vegetariana \u00e8 ormai condivisa da centinaia di migliaia di persone in Italia e milioni di persone in tutto il mondo, anche da illustri medici e scienziati. Esistono numerosi elenchi di medici vegetariani, che possono essere consultati per consigli e raccomandazioni. L\u2019alimentazione vegetariana \u00e8 stata adottata in modo massiccio da vaste aree della popolazione mondiale, compresa l\u2019Italia che ha storicamente una tradizione di \u201cdieta mediterranea\u201d, tanto glorificata attualmente dalla classe medica americana, che da tempo ha smesso di raccomandare al pubblico il consumo di carne. Non soltanto il corpo umano pu\u00f2 fare benissimo a meno della carne, ma addirittura il non mangiare carne porta enormi benefici alla salute.<\/p>\n<p>Pensiamo soltanto a che cos\u2019\u00e8 la carne: il cadavere di un animale, vissuto e morto spesso in condizioni di sofferenza e di stress, poi tagliato a pezzi e conservato con una quantit\u00e0 di sostanze chimiche indispensabili per evitare che il consumatore rimanga disgustato dal suo normale e naturale aspetto.<\/p>\n<p>Alcuni affermano ancora che nel caso della carne \u201cla quota di alimento effettivamente assorbita e utilizzata \u00e8 la pi\u00f9 alta possibile\u201d: questo significa soltanto che la carne, a differenza dei vari alimenti vegetali, non contiene assolutamente fibre alimentari (ormai vendute in farmacia a caro prezzo) e quindi provoca disagi all\u2019apparato digerente. Il contenuto \u201cnutritivo\u201d della carne \u00e8 invece scarso (circa il 70% di acqua, 10\/20% circa di proteine complesse e quindi laboriose da digerire, e circa 10% di grassi ad alto contenuto di colesterolo). Niente fibre alimentari, niente glucidi o carboidrati (le sostanze che danno energia al corpo), che sono invece preponderanti negli alimenti vegetali, insieme ad un contenuto vario di proteine, grassi, acqua, vitamine, sali minerali ed enzimi vitali, in una miscela perfettamente studiata dalla Natura per nutrire il nostro organismo. Basta mettere a confronto le tabelle nutrizionali sui vari alimenti (fornite generalmente dalle associazioni vegetariane o anche semplicemente dalle organizzazioni sanitarie) per rendersi conto al primo colpo d\u2019occhio della superiorit\u00e0 nutrizionale degli alimenti vegetali.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la digeribilit\u00e0 delle proteine della carne, vorremmo spiegare brevemente come funziona la digestione e l\u2019assimilazione delle proteine, e il lettore giudicher\u00e0 da solo\u2026 Il nostro organismo non \u00e8 in grado di assimilare le proteine cos\u00ec come sono (potremmo paragonarle a un muro fatto di mattoni cementati tra loro), ma durante la digestione le deve scomporre in aminoacidi essenziali (paragonabili ai mattoni o alle pietre da costruzione), che verranno poi utilizzati per costruire i \u201cmuri\u201d della nostra casa (il nostro corpo), cio\u00e8 i tessuti di vario genere che il nostro organismo ha bisogno di rinnovare o creare. La scomposizione delle proteine complesse (animali) \u00e8 molto pi\u00f9 laboriosa di quella delle proteine semplici (vegetali), come \u00e8 pi\u00f9 difficile smantellare e riutilizzare i componenti di un muro molto complesso, composto da materiali svariati, e ben cementato, rispetto a quelli di un semplicissimo muro di mattoni e argilla. Proprio per questo l\u2019uso di proteine complesse d\u00e0 origine inevitabilmente a tossine dannose per il nostro organismo (che possono essere paragonate ai calcinacci e alle macerie varie). A lungo andare, le capacit\u00e0 di adattamento e di reazione del corpo possono venirne intaccate, anche geneticamente. Si possono avere quindi generazioni di persone che partono gi\u00e0 dall\u2019inizio della loro vita pi\u00f9 deboli di salute, con un metabolismo pi\u00f9 inefficiente e meno energie fisiche e mentali.<\/p>\n<p>Il fatto che le proteine animali (oggigiorno chiamate complesse piuttosto che \u201cnobili\u201d come erano definite una volta) contengono molti amminoacidi essenziali non \u00e8 un argomento decisivo, in quanto nessuno mangia esclusivamente carne (tranne appunto gli animali carnivori, dei quali parleremo pi\u00f9 avanti) o si ciba esclusivamente di un solo alimento vegetale. Un\u2019alimentazione vegetariana equilibrata, in cui siano presenti grano, riso o altri cereali (meglio se integrali) e una piccola quantit\u00e0 di legumi e semi \u2014 tutte buone fonti di proteine vegetali \u2014 consente facilmente di fornire all\u2019organismo tutti gli amminoacidi essenziali, con grandi vantaggi rispetto alla dieta carnea. Ad esempio, i comunissimi ceci, a parit\u00e0 di peso, contengono una media del 30% di proteine, e la soia fino al 50% (e la soia contiene tutti gli amminoacidi essenziali, come la carne), mentre la carne arriva al massimo a un 20%. Anche le altre variet\u00e0 di legumi (fagioli ecc.) hanno alte percentuali di proteine. La soia non \u00e8 l\u2019unico alimento vegetale che contenga tutti gli amminoacidi essenziali: anche le arachidi sono egualmente complete dal punto di vista di amminoacidi, come pure l\u2019ortica, l\u2019alga spirulina, il lievito di birra e il polline. Ricordiamo che non \u00e8 necessario consumare grandi quantit\u00e0 di tutti gli amminoacidi essenziali (qui non vale il concetto \u201cpi\u00f9 ce n\u2019\u00e8 meglio \u00e8\u201d); il fabbisogno quotidiano di tali elementi \u00e8 veramente bassissimo e pu\u00f2 essere soddisfatto con quantit\u00e0 moderate di alimenti. L\u2019eccesso di proteine pu\u00f2 essere addirittura pi\u00f9 dannoso che la carenza, specialmente nell\u2019alimentazione di adulti, anziani e malati (specialmente di tumori). Per quanto riguarda l\u2019alga spirulina, il lievito di birra e il polline, sono considerati ormai da molti anni ottimi integratori alimentari per qualsiasi dieta, e sono gi\u00e0 utilizzati ampiamente dalla \u201cnuova\u201d industria farmaceutica naturale.<\/p>\n<p>Comunque, a beneficio dei coltivatori e dell\u2019industria, possiamo suggerire un nuovo prodotto proteico gi\u00e0 abbastanza diffuso in alcuni paesi (presentato ufficialmente nel 1993 a un congresso internazionale sull\u2019alimentazione naturale): la \u201ccagliata d\u2019erba\u201d. Le fattorie biologiche e la<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa significa vegetariano di Parama Karuna Di solito si tende a fare confusione tra vegetariano, crudista, igienista, macrobiotico, biologico, naturale, o addirittura erbivoro, frugivoro\u2026 e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta. 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