{"id":34225,"date":"2020-01-19T00:21:45","date_gmt":"2020-01-19T05:21:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/?p=34225"},"modified":"2022-01-19T00:22:31","modified_gmt":"2022-01-19T05:22:31","slug":"filosofie-dellindia-il-vaishnavismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/filosofie-dellindia-il-vaishnavismo\/","title":{"rendered":"Filosofie dell&#8217;India &#8211; Il Vaishnavismo"},"content":{"rendered":"<p>Il Vaishnavismo<\/p>\n<p>1) la filosofia<\/p>\n<p>Senza ombra di dubbio, la Vaishnava \u00e8 la tradizione spirituale pi\u00f9 ricca di letteratura, di filosofia, di religione e di straordinari momenti storici.<\/p>\n<p>Il vaishnavismo \u00e8 la dottrina della devozione a Vishnu, il Dio Ultimo e Assoluto. La supremazia di Vishnu su tutti gli altri dei del pantheon vedico \u00e8 proclamato dai Veda stessi; \u00e8 infatti dai pori della Sua pelle che emanano gli universi materiali, da Lui proviene Brahma, dal quale viene poi generato Shiva, ed \u00e8 da una delle Sue espansioni che scaturiscono poi tutti gli Avatara divini. Ma il fatto che Vishnu sia la Persona Suprema non proibisce di provare un qualsiasi sentimento di devozione, talvolta persino superiore, per una delle tante divinit\u00e0 di cui i Veda parlano. Il sentimento \u00e8 soggettivo e quindi si pu\u00f2 essere devoti di Shiva, di Brahma, di Indra, delle Shakti, di Varuna o di Ganesha, sempre che si sia coscienti che il Dio Supremo \u00e8 Vishnu. Om tad vishnu paramam padam, afferma il Rig-Veda: nulla \u00e8 pi\u00f9 elevato che prendere rifugio ai Suoi piedi.<\/p>\n<p>La dottrina della devozione a Vishnu, la Vishnu-bhakti, \u00e8 straordinariamente variegata e complessa, in quanto Egli ama assumere un numero praticamente illimitato di aspetti. In altre parole, Vishnu si espande in personalit\u00e0 diverse con le quali svolge particolari funzioni. Basti leggere il Primo Canto della Srimad-Bhagavatam per rendersene conto.<\/p>\n<p>Si dice che Vishnu assuma soltanto dieci forme (Dashavatara), ma questo \u00e8 vero solo parzialmente. In realt\u00e0 quelle dieci sono solo alcune, da una certa prospettiva forse le principali, ma certamente non le uniche. Infatti nelle Scritture \u00e8 detto che \u201cle Sue incarnazioni sono tanto numerose quanto le onde dell\u2019oceano\u201d. Tra i Dashavatara troviamo i celeberrimi Krishna e Buddha; il primo in India \u00e8 il pi\u00f9 celebre tra gli Avatara.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 ognuno, in accordo ai propri gusti spirituali, pu\u00f2 scegliere<\/p>\n<p>126<\/p>\n<p>di essere un devoto di Vishnu (diventando cos\u00ec un Vaishnava) venerando una qualsiasi delle personalit\u00e0 divine con le quali periodicamente Egli scende in questo universo materiale. Cos\u00ec abbiamo devoti di Krishna, di Rama, di Nrishinga, di Kurma, di Varaha, di Matsya e di tanti altri. Nel corso dei millenni queste tradizioni hanno sviluppato una letteratura propria, generalmente molto vasta, una propria dottrina, una particolare pratica devozionale spesso anche diversa dalle altre, pur rimanendo tutte tradizioni Vaishnava. Si pu\u00f2 cos\u00ec immaginare quale vastit\u00e0 abbia l\u2019argomento che andiamo a trattare.<\/p>\n<p>L\u2019accusa di politeismo che gli studiosi occidentali muovono alle religioni di origine vedica scaturisce dalla profonda ignoranza di questi, i quali forse non si sono mai accorti che nessun testo vedico ha mai celebrato l\u2019esistenza di diversi Dei Supremi. C\u2019\u00e8 un Dio solo, tutti gli altri Gli sono subordinati. I Vaishnava venerano e amano forme diverse dello stesso Dio, a seconda del loro sentimento naturale.<\/p>\n<p>Generalmente nelle universit\u00e0 occidentali il vaishnavismo storico viene presentato come diviso in due movimenti distinti: il Bhagavata e il Pancaratra. Tale divisione viene presentata come una sorta di scissione ideologica interna. Ma anche questo non \u00e8 esatto. Infatti le Pancaratra sono particolari scritture che indicano i canoni di comportamento a quei Vaishnava che provano una particolare attrazione verso la vaidhi-bhakti (cio\u00e8 la devozione caratterizzata dallo spirito di sottomissione). A chi si sente attratto all\u2019idea di Vishnu visto come il Creatore di tutto, il Signore immenso e opulento, la Divinit\u00e0 dei pianeti Vaikuntha, studieranno le Pancaratra e praticheranno le loro regole.<\/p>\n<p>I Bhagavata, invece, amano quelle scritture che indicano i modi grazie ai quali \u00e8 possibile sviluppare la raganuga-bhakti, cio\u00e8 il servizio devozionale in un sentimento diverso, certamente pi\u00f9 intimo, in cui si pu\u00f2 vedere Vishnu come amico, come amante, come parente.<\/p>\n<p>Dunque i Pancaratra accettano Vishnu come origine di tutto e studiano in modo particolare il Vishnu Purana, mentre i Bhagavata venerano Krishna come l\u2019origine di ogni cosa, Vishnu compreso.<\/p>\n<p>127<\/p>\n<p>Questi ultimi accettano come massima autorit\u00e0 filosofica la Bhagavad-gita e la Srimad-Bhagavatam.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, dal punto di vista dottrinale, non c\u2019\u00e8 contesa tra di loro, ma una rapporto di compenetrazione reciproca.<\/p>\n<p>Procediamo ora a discutere i punti salienti della filosofia Vaishnava.<\/p>\n<p>Sistemi atei come il Karma-mimamsa e il Sankhya-nirishvara considerano gli dei come esseri generati dal karma e ritengono che il cosmo sia retto da una legge impersonale. I Vaishnava, invece, in perfetta sintonia con il Vedanta, affermano che l\u2019Essere Supremo non pu\u00f2 essere soggetto a nessuna legge.<\/p>\n<p>Dio esiste, ed \u00e8 Vishnu, o Krishna. Per quanto riguarda la precisa identificazione di questo Essere Supremo, se \u00e8 l\u2019uno o l\u2019altro, alcuni sostengono che Krishna sia una delle incarnazioni di Vishnu, mentre altri affermano il contrario, e cio\u00e8 che il Supremo sia Krishna e che Vishnu \u00e8 una delle Sue espansioni plenarie. Dopo discussioni che per la verit\u00e0 non sembrano ancora esaurite, pare certo che tutte le scritture accettate come autentiche siano concordi nel sostenere<\/p>\n<p>la seconda ipotesi (krsnas tu bhagavan svayam, isvara paramah krsna). Krishna \u00e8 dunque l\u2019origine di tutto ci\u00f2 che esiste, sia del mondo materiale che del mondo spirituale. Una delle ragioni del suo \u201cespandersi\u201d in forme secondarie (come per l\u2019appunto Vishnu), \u00e8 che Egli non vuole mai venire in contatto con la Sua creazione materiale, per cui preferisce far assolvere ai Suoi diversi e numerosi Avatara<\/p>\n<p>i compiti necessari al mantenimento degli universi e alla salvezza delle anime cadute.<\/p>\n<p>In accordo al Bhagavatam ci sono sei tipi di Avatara.<\/p>\n<p>Ora, cosa \u00e8 Dio? E\u2019 personale o impersonale? I Vaishnava si considerano i veri rappresentanti della filosofia Vedanta, e non quella falsata di Shankara, bens\u00ec quella insegnata da Vyasa, l\u2019autore del Brahma-sutra (chiamato anche Vedanta-sutra).<\/p>\n<p>Dio non \u00e8 affatto impersonale, bens\u00ec \u00e8 una eterna Persona Trascendentale. L\u2019energia impersonale (brahma-jyoti) \u00e8 una delle Sue tante energie e caratteristiche. Affermare che Krishna sia una persona non significa affatto porgli dei limiti, al contrario lo comporterebbe la negazione. L\u2019idea dell\u2019impersonalismo \u00e8 alla base<\/p>\n<p>128<\/p>\n<p>della mayavada (o advaita-vada), teoria aspramente combattuta dai maestri Vaishnava come Ramanuja, Madhva, Nimbarka, Caitanya, Bhaktivedanta Svami Prabhupada e da tutti gli altri.<\/p>\n<p>Quando i Veda dicono che Krishna \u00e8 una Individualit\u00e0 Unica, un Uno-Tutto, non vogliono intendere che Egli sia un monolito energetico: al contrario la Sua personalit\u00e0 divina \u00e8 eccezionalmente variegata. Il Supremo Vishnu possiede numerose energie. Le tre principali sono l\u2019energia spirituale (con i quali crea il mondo spirituale), l\u2019energia materiale (con la quale genera il cosmo) e l\u2019energia marginale (le anime individuali).<\/p>\n<p>Questa energia marginale \u00e8 la nostra culla. Noi siamo jiva, parti di Dio, della Sua energia. Come tali, la nostra uguaglianza con il Supremo consiste in qualit\u00e0, ma certamente non in quantit\u00e0. Poich\u00e9 siamo fatti di natura divina, senza tuttavia essere Dio, possiamo cadere vittime di maya, dell\u2019energia inferiore; ci\u00f2 a causa dell\u2019attrazione che subiamo nei confronti delle idee di potenza e di indipendenza. Per questa ragione entriamo in diversi corpi materiali, nei quali ci identifichiamo.<\/p>\n<p>Il contatto con quegli elementi di natura tanto diversa dalla nostra ci inebria di sensazioni, che proviamo grazie ai sensi che continuamente \u201ctoccano\u201d i rispettivi oggetti. E l\u2019anima tende a sprofondare sempre pi\u00f9 nell\u2019avidya, nell\u2019ignoranza esistenziale che ci porta a dimenticare chi veramente siamo e da dove realmente veniamo.<\/p>\n<p>Tutta quella pirotecnica serie di azioni causa karma, cio\u00e8 delle reazioni che generano ulteriori azioni, e cos\u00ec via, in una ruota viziosa che sembra non poter avere mai fine. Tutto ci\u00f2 fa s\u00ec che vediamo costruirsi attorno a noi una coscienza di un certo tipo, che \u00e8 del tutto simile a una seconda personalit\u00e0. Questo \u201cfalso senso di essere\u201d ci conduce in corpi sempre diversi, in accordo allo stato di coscienza che abbiamo al momento della morte di un particolare corpo. Ci ritroviamo di nuovo in un altro anello della ruota chiamata samsara, il ciclo delle nascite e delle morti, per cui mai cessiamo di prendere nuovi involucri fisici nelle numerose specie viventi.<\/p>\n<p>La sofferenza che si prova in una vita fatta di dimenticanza di Dio e a contatto con una natura opposta alla nostra, \u00e8 difficilmente<\/p>\n<p>129<\/p>\n<p>descrivibile. E, per la maggior parte dei casi, \u00e8 proprio questo disagio che, a un certo momento, ci porta a desiderare di conoscere ci\u00f2 che \u00e8 sempre stato nostro ma che abbiamo dimenticato. Questo anelito \u00e8 percepito da Paramatma, una delle forme di Vishnu presente nel nostro cuore, che ci ha accompagnato nel tragico viaggio lungo le vie del mondo materiale. Lui ci suggerisce di andare alla ricerca della Verit\u00e0. Questa voce interiore ci conduce a cercare qualcuno in grado di illuminarci, di dirci come stanno veramente<\/p>\n<p>le cose. Chi \u00e8 sincero e determinato nella sua ricerca trova un vero Vaishnava, un maestro spirituale autentico (un guru), il quale ci d\u00e0 tutte le istruzioni necessarie per percorrere la strada che conduce alla perfezione.<\/p>\n<p>Due sono i doni fondamentali che il guru offre: diksha e shiksha. Il primo \u00e8 l\u2019iniziazione formale, in cui il discepolo viene ufficialmente ammesso nella tradizione spirituale (sampradaya). Il secondo \u00e8 la conoscenza, l\u2019educazione alla teoria, che non \u00e8 solo strumentale ma anche un elemento di purificazione sostanziale.<\/p>\n<p>I principi basilari della disciplina Vaishnava possono essere divisi in ci\u00f2 che deve essere fatto (le ingiunzioni positive, le vidhi) e ci\u00f2 che non deve essere fatto (le proibizioni, le nisheda). I primi riguardano elementi come la recitazione dei mantra, l\u2019adorazione delle Murti, la venerazione e l\u2019obbedienza al maestro spirituale, il vivere in luoghi sacri (siano essi in India, come Vrindavana<\/p>\n<p>o Mayapura, ma anche dovunque si svolgano attivit\u00e0 di natura spirituale). Un verso importante della Srimad-Bhagavatam (7.5.23 e<\/p>\n<p>24)\tafferma:<\/p>\n<p>\u201cPrahlada Maharaja disse: (1) Ascoltare e (2) cantare del Santo<\/p>\n<p>Nome, della forma, delle qualit\u00e0, di tutto ci\u00f2 che Lo circonda, dei divertimenti trascendentali del Signore Vishnu, (3) ricordarli, (4) servire i piedi di loto, (5) offrire al Signore adorazione rispettosa usando sedici tipi di strumenti, (6) offrire preghiere al signore, (7) diventare i Suoi servitori, (8) considerarlo come il proprio migliore amico e (9) sottomettere ogni cosa a Lui (e cio\u00e8 servirlo con tutto il proprio corpo, la mente e le parole), questi nove processi sono accettati come puro servizio devozionale.<\/p>\n<p>Chi ha dedicato la sua vita al servizio di Krishna e che sempre<\/p>\n<p>130<\/p>\n<p>si impegna in queste nove discipline devozionali \u00e8 la persona pi\u00f9 erudita, perch\u00e9 (grazie ad esse) acquisisce conoscenza completa.\u201d<br \/>\nPer quanto riguarda le proibizioni, anche queste sono numerose. Le principali riguardano il mangiare la carne (il pesce compreso), le uova, le sostanze intossicanti e la vita sessuale sregolata. Si dovrebbe anche evitare di intrattenere stretta compagni con persone materialistiche, parlare di futilit\u00e0, mangiare cibo non offerto in sacrificio a Vishnu. Ma fra le tante discipline spirituali spicca la meditazione sul Santo Nome di Krishna (il famoso mantra Hare Krishna). Secondo Sri Caitanya nulla \u00e8 tanto importante quanto cantare il mantra.<\/p>\n<p>In questo modo, il devoto purifica il proprio cuore da ogni attaccamento alla materia e ricomincia ad avvertire il fascino cos\u00ec naturale nei confronti del Signore Supremo, Sri Krishna. A seconda del tipo di relazione (rasa) che fa parte della sua natura, riprende<\/p>\n<p>a servire il Signore nel modo che gli \u00e8 eternamente congeniale e spontaneo. Alla fine della vita ritorna nei pianeti spirituali, dove per l\u2019eternit\u00e0 gode di una vita eterna, caratterizzata da una piena conoscenza e beatitudine (sat-cit-ananda).<\/p>\n<p>Siamo coscienti che queste poche parole certamente non rendono piena giustizia alla vastit\u00e0 e alla bellezza della filosofia Vaishnava, ma siamo fiduciosi che tutti ne avranno compreso la profondit\u00e0 e la purezza.<\/p>\n<p>2) le basi: la Bhagavad-gita e la Srimad-Bhagavatam<\/p>\n<p>Le basi scritturali del vaishnavismo sono la Bhagavad-gita e la Srimad-Bhagavatam, ma certamente ce ne sono di altrettanto importanti. Per cominciare menzioniamo i Purana, molti dei quali parlano in modo completo di Krishna e di Vishnu. Tra questi,<\/p>\n<p>il Padma Purana e il Vishnu Purana sono probabilmente i pi\u00f9 importanti. Il primo descrive maggiormente la personalit\u00e0 e le attivit\u00e0 di Krishna, mentre nel secondo si mette in maggiore rilievo l\u2019importanza e la personalit\u00e0 di Vishnu.<\/p>\n<p>Vanno ricordate anche la Brahma-samhita, il Maha-bharata (di cui la Bhagavad-gita \u00e8 un capitolo) e il Ramayana. Ma i testi<\/p>\n<p>131<\/p>\n<p>Vaishnava sono cos\u00ec numerosi che \u00e8 difficile poterli qui ricordare tutti. Della Bhagavad-gita abbiamo gi\u00e0 parlato nel capitolo dedicato al Vedanta, per cui qui ora tratteremo della Srimad-Bhagavatam.<\/p>\n<p>Considerato il diciannovesimo Purana, \u00e8 un lavoro indubbiamente notevole, essendo costituito da ben 18.000 versi sanscriti. Si comprenda quanto sia difficile per noi riassumere in poche parole una tale vastit\u00e0 di argomenti filosofici, storici e di cultura spirituale.<\/p>\n<p>Posto per iscritto da Krishna Dvaipayana Vyasa, in seguito viene ripetuto dal figlio Shukadeva sulle rive del Gange al morituro re Parikshit. Tra il pubblico di saggi e persone pie si trova anche il celebre Rishi Suta Gosvami, il quale poi avrebbe ripetuto lo stesso messaggio ai saggi della foresta di Naimisha. E il racconto inizia proprio con l\u2019arrivo di Suta nella celebre foresta.<\/p>\n<p>Dopo aver offerto rispettosi omaggi a Krishna, che \u00e8 il Dio Supremo, Vyasa spiega la natura del libro usando queste parole:<br \/>\n\u201cQuesto Bhagavata Purana propone la verit\u00e0 pi\u00f9 alta, che pu\u00f2 essere compresa solo da quei devoti che hanno il cuore puro&#8230;<\/p>\n<p>questo meraviglioso Purana, compilato da Sri Vyasadeva, pu\u00f2 da solo conferire la realizzazione di Dio. Appena uno ascolta in modo attento e sottomesso il messaggio contenuto nel Bhagavatam, diventa attaccato al Signore Supremo.\u201d (Srimad-Bhagavatam 1.1.2)<\/p>\n<p>Il terzo verso continua affermando:<\/p>\n<p>\u201cQuesto Srimad-Bhagavatam \u00e8 il frutto maturo dell\u2019albero della letteratura vedica. Proviene dalla labbra di Sri Shukadeva Gosvami e per questa ragione il frutto di gi\u00e0 cos\u00ec nettareo \u00e8 gustato ancora di pi\u00f9 dalle anime liberate.\u201d<\/p>\n<p>Poi va avanti a raccontare le circostanze che hanno portato alla narrazione di questo splendido gioiello letterario. E\u2019 anche chiamato il Purana immacolato, in quanto non tratta di altro che delle attivit\u00e0 di Dio, delle Sue incarnazioni e dei Suoi devoti pi\u00f9 puri. Dunque, nulla che non sia perfettamente trascendentale \u00e8 descritto in questo testo.<\/p>\n<p>Ma vediamo gli argomenti principali. Secondo lo Srimad-<\/p>\n<p>Bhagavatam stesso (2.10. versi 1 e 2), i soggetti affrontati sono dieci:<\/p>\n<p>1. la creazione generale, cio\u00e8 la descrizione particolareggiata<\/p>\n<p>132<\/p>\n<p>degli ingredienti che compongono il cosmo e dei meccanismi che portano alla sua genesi,<\/p>\n<p>2.\tla creazione secondaria, quella condotta da Brahma, una volta che ne ottiene le capacit\u00e0,<\/p>\n<p>3.\tcome Vishnu mantiene l\u2019universo<\/p>\n<p>4.\til favore speciale che il Signore usa nei confronti dei Suoi devoti,<\/p>\n<p>5.\tl\u2019impeto per la creazione,<\/p>\n<p>6.\ti principi regolatori necessari a dare la liberazione dalla materia, che \u00e8 la perfezione dell\u2019esistenza umana,<\/p>\n<p>7.\ttutte le informazioni riguardanti la Suprema Personalit\u00e0 di Dio, le Sue incarnazioni e le attivit\u00e0 dei Suoi devoti,<\/p>\n<p>8.\tla dissoluzione degli universi materiali,<\/p>\n<p>9.\tla liberazione delle anime condizionate<\/p>\n<p>10.\tla trascendenza, o tutto ci\u00f2 che riguarda i mondi spirituali. Prima di concludere questa sezione purtroppo breve che<\/p>\n<p>riguarda la filosofia Vaishnava, ricordiamo che i devoti di Krishna danno un\u2019importanza del tutto particolare al Decimo Canto del Bhagavatam, nel quale viene descritto in ogni particolare la vita e gli insegnamenti del Signore.<\/p>\n<p>Passiamo ora a vedere le teorie dei principali Vaishnava della storia. Va premesso che mai come nel caso del vaishnavismo<br \/>\nle testi variano di cos\u00ec poco. Le differenze sono sulle enfasi e non nei contenuti di fondo. Qualcuno pu\u00f2 aver enfatizzato la differenziazione della materia e dello spirito (tesi dvaita di Madhva), mentre un altro pu\u00f2 aver dare importanza maggiore all\u2019adorazione di una particolare divinit\u00e0 piuttosto che a un\u2019altra, ma in definitiva tutti accettano Vishnu o Krishna come Dio e che l\u2019unico modo<\/p>\n<p>per realizzare la perfezione somma sta nel servirlo con amore e devozione.<\/p>\n<p>3) Vyasadeva<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 trattare di vaishnavismo e neanche di letteratura vedica se non si parla del pi\u00f9 fulgido intelletto che la storia dell\u2019umanit\u00e0 abbia mai avuto: Sri Vyasadeva. Figlio del saggio<\/p>\n<p>133<\/p>\n<p>Parashara e di Satyavati (colei che avrebbe poi dato due figli al celebre re Shantanu), Vyasa \u00e8 una figura fondamentale e i momenti salienti della sua vita vengono narrati in una delle sue stesse opere, il Maha-bharata. Chi desidera conoscere meglio la figura di questo potente saggio deve leggere questo libro.<\/p>\n<p>Prima della sua venuta nessuna scrittura veniva messa per iscritto. Fu lui a inaugurare il sistema di assicurare la conoscenza in questo modo, osservando con occhi profetici quanto la gente di Kali-yuga (la nostra era, quella pi\u00f9 degradata) avrebbe perso le sue naturali facolt\u00e0 mnemoniche. Dando un ordine e una forma a una conoscenza che discendeva da millenni prima di lui, trascrisse i quattro Veda, i Purana, le Upanishad e compil\u00f2 la sconfinata epica chiamata Maha-bharata. Ma questi non sono i soli testi che preserv\u00f2 da una sicura distruzione. Vyasadeva fu un perfetto commentatore di tutto lo scibile umano e divino. La parte filosofica \u00e8 trattata nel Vedanta-sutra, l\u2019opera filosofica pi\u00f9 discussa della storia del pensiero indiano.<\/p>\n<p>Per gli ignoranti la sua vita \u00e8 pura leggenda, ma non possono esibirne le prove. Se non altro i Vaishnava hanno dalla loro le parole delle scritture le quali, tra le altre informazioni, dicono che egli sia ancora vivo sulle Himalaya, ancora impegnato a mettere per iscritto un sapere che proviene dai mondi trascendentali.<\/p>\n<p>Le sue tesi sono indiscutibilmente di stampo Vaishnava: per nulla si discostano dalle tesi promosse dai devoti di Krishna. Avvalora questa tesi il fatto che il testo basilare di questa tradizione<\/p>\n<p>\u00e8\tlo Srimad-Bhagavatam, che Vyasadeva ha definito \u201cil frutto maturo dell\u2019albero dei Veda\u201d. Infatti egli stesso non si dichiarava soddisfatto del mastodontico lavoro che aveva fin l\u00ec svolto, organizzando i Veda, i Purana e le Upanishad. Il suo maestro, Narada, gliene spieg\u00f2 le ragioni (ci si riferisca al libro Bhakti-yoga, dello stesso autore).<br \/>\nA ragione dunque i Vaishnava affermano che tutta la conoscenza vedica o, per meglio dire, il suo siddhanta, le sue conclusioni pi\u00f9 corrette, si possono trovare nel Bhagavata.<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe obiettare: se Vyasa avesse voluto indicare Krishna come il Dio supremo, non avrebbe potuto essere pi\u00f9 esplicito? Perch\u00e9 ha poi scritto il Vedanta-sutra, dove forse si arriva<\/p>\n<p>134<\/p>\n<p>alle stesse conclusioni (come hanno dimostrato i maestri Vaishnava come Madhva, Ramanuja e Baladeva Vidyabhushana) ma attraverso sentieri interpretativi molto tortuosi? Il Bhagavatam e il Vedanta-sutra sembrano provenire da autori diversi, tanto il loro stile differisce. La risposta \u00e8 che ogni maestro insegna non per se stesso ma per una platea, e il suo scopo \u00e8 condurre verso le medesime conclusioni differenti tipi di persone, che necessitano linguaggi e tipi di approccio diversi. Questa \u00e8 la ragione per la tanta differenza esistente tra i testi vedici.<\/p>\n<p>4) Ramanuja<\/p>\n<p>Di famiglia brahminica, visse a Kanci e a Srirangam in un periodo che va dal 1017 al 1137 circa. La sua lingua era il tamil. Fin da piccolo visse in un ambiente dove si respirava un\u2019intensa atmosfera di fede per Vishnu. Impar\u00f2 un tipo di dottrina che tendeva ad unire in una sintesi il Vedanta, le Upanishad, il Vishnu Purana<\/p>\n<p>e i testi Pancaratra, dove si parla dell\u2019amore per Vishnu secondo il sentimento di vaidhi-bhakti.<\/p>\n<p>Il suo maestro spirituale fu Yamunacarya, il quale era stato un importante imperatore indiano che poi, disgustato dai piaceri materiali, aveva abbandonato la vita mondana per darsi all\u2019ascesi. Faceva parte della Sri-sampradaya. Come continuatore dell\u2019opera del maestro, egli si impegn\u00f2 in modo particolare a combattere la filosofia impersonalistica di Shankara e a questo scopo scrisse ottimi commenti sui Brahma-sutra e sulla Bhagavad-gita.<\/p>\n<p>La sua dottrina rispecchia appieno la filosofia Vaishnava. Il termine tecnico con il quale veniva designata era vishistadvaita, cio\u00e8 un monismo dal punto di vista della qualit\u00e0. E\u2019 vero, dice Ramanuja, che esiste un solo ente che \u00e8 al di l\u00e0 di tutto, ma allo stesso tempo c\u2019\u00e8 anche il \u201cdifferente\u201d, che \u00e8 Sua energia, e cio\u00e8 le anime individuali e la materia. Tutte queste ultime sono delle qualit\u00e0 (vishesha) divine. Per questa ragione tutto \u00e8 dipendente da Dio. Le qualit\u00e0 in un certo senso sono uguali alla loro origine, ma allo stesso tempo sono distinte, proprio perch\u00e9 particelle.<\/p>\n<p>Dunque la molteplicit\u00e0 non \u00e8 affatto illusoria come dice<\/p>\n<p>135<\/p>\n<p>Shankara, ma \u00e8 reale, in quanto \u00e8 modo o realt\u00e0 (prakara) di Dio.<\/p>\n<p>Questo vale sia per le anime individuali che per la natura materiale.<\/p>\n<p>Dio \u00e8 sicuramente una persona ed \u00e8 attraverso le Sue energie che riesce a compenetrare tutto. La salvezza suprema si ottiene solo grazie alla bhakti, cio\u00e8 al servizio devozionale offerto a Vishnu, riconosciuto come la Persona Suprema. Grazie a questa pratica \u00e8 possibile ritrovare il corpo spirituale originale e godere di eterna beatitudine.<\/p>\n<p>Il Ramanujiya (il movimento spirituale inaugurato dal maestro Ramanuja, organizzazione ancora viva e attiva nel sud dell\u2019India), ha due punti di vista che talvolta si compenetrano e altre volte invece causano dei veri conflitti. I rappresentanti di queste due opinioni si chiamano vadakalai e tenkalai. I primi (vadakalai significa via della scimmia) affermano che per ottenere la liberazione il discepolo deve partecipare attivamente, come la scimmietta che si aggrappa al collo della madre ma che deve tenersi ben stretta. I secondi (tenkalai vuol dire via della gatta) insegnano che \u00e8 Dio che si prende cura dell\u2019anima inerme, senza che egli debba fare nulla, come la gatta prende nella sua bocca il cucciolo senza che esso debba fare alcunch\u00e9. Questo tipo di abbandono \u00e8 particolarmente consigliato per le classi inferiori della societ\u00e0, che non hanno capacit\u00e0 di impegnarsi in complessi sacrifici vedici. A questi viene consigliata la prapatti (l\u2019abbandono con fede).<\/p>\n<p>5) Madhva<\/p>\n<p>Le date della vita di Madhva (conosciuto anche coi nomi di Purnaprajna e Anandatirtha), sono alquanto incerte. Alcuni dicono che visse dal 1199 al 1278, altri invece affermano che nacque nel 1239 e che mor\u00ec nel 1319. Noi crediamo che la seconda datazione sia quella corretta.<\/p>\n<p>Visse principalmente a Udupi, importante citt\u00e0 del Karnataka, nel sud dell\u2019India. Il suo maestro iniziatore era un seguace di Shankara, per cui quando lo sent\u00ec spiegare il Bhagavatam secondo l\u2019ottica mayavada se ne distacc\u00f2 e part\u00ec per un lungo viaggio. A Badarikashrama incontr\u00f2 Vyasadeva, dal quale ottenne le<\/p>\n<p>136<\/p>\n<p>istruzioni per dare un senso (da lui giudicato corretto) alla filosofia vedanta. Scrisse trentasette opere, tra le quali dei commenti a varie Upanishad, al Maha-bharata, al Bhagavata Purana e al Vedanta-sutra.<\/p>\n<p>Il sistema filosofico da lui proposto si chiama Dvaita, della dualit\u00e0. In esso enfatizza in modo particolare il concetto di divisione reale tra Dio e l\u2019anima, tra anima e anima, tra materia e spirito. Questo tipo di dualismo mirava a continuare l\u2019opera di demolizione delle teorie shankarite che prima di lui Ramanuja aveva avviata.<\/p>\n<p>Per il maestro ci sono tre entit\u00e0 che agiscono per determinare il divenire cosmico: Dio, la jiva e la materia. Tutte queste sono differenti l\u2019una dall\u2019altra. Ma solo Vishnu \u00e8 autonomo, mentre tutto il resto Gli \u00e8 dipendente. Madhva riprende la teoria per cui ci sono jiva liberate e non liberate e ripropone la bhakti come il processo di purificazione pi\u00f9 valido.<\/p>\n<p>6) Nimbarka<\/p>\n<p>La devozione a Krishna era per Nimbarka la cosa pi\u00f9 importante, la sua vita stessa, tanto che si spost\u00f2 dal suo paese natale nel sud dell\u2019India (Mungera-patana) e and\u00f2 a vivere a Vrindavana. Egli fond\u00f2 un importante movimento spirituale che era il ramo autentico della Kumara-sampradaya. Ai suoi tempi si diffuse enormemente, ma dopo la sua morte tutto cominci\u00f2 a declinare. L\u2019epoca esatta in cui visse \u00e8 incerta.<\/p>\n<p>Tra i tanti lavori che scrisse, si ricordano un breve commento ai Brahma-sutra (l\u2019opera si chiama Parijata-bhashya o Vedanta-parijata-saurabha-bhashya) e un poemetto in dieci strofe, chiamato Dashashloki, che riassumeva i punti principali della sua dottrina. I pi\u00f9 importanti commentatori di Nimbarka sono Srinivasa (14 secolo), suo diretto discepolo e Keshava Kashmir (16 secolo), divenuto famoso fra i Gaudiya-Vaishnava per aver incontrato direttamente Sri Caitanya ed esserne stato sconfitto in una contesa filosofica.<\/p>\n<p>La dottrina di Nimbarka \u00e8 definita Bhedabheda (differenziazione indifferenziata) o anche Dvaitadvaita (dualit\u00e0 non-duale), che sta ad intendere che tutto \u00e8 uguale al Signore nel senso che tutto e tutti<\/p>\n<p>137<\/p>\n<p>proviene da Lui; ma credere che ogni cosa possa diventare uguale a Krishna \u00e8 sbagliato. Lui \u00e8 Brahman stesso, e non un\u2019incarnazione. Krishna \u00e8 la Suprema Personalit\u00e0 di Dio in Persona. Radha \u00e8 la sua compagna eterna, anche se nel Bhagavatam non viene menzionata se non in rare occasioni.<\/p>\n<p>7) Vishnusvami<\/p>\n<p>Nasce a Pandya, nel sud dell\u2019India. Purtroppo di lui si sa poco. Egli era un discendente spirituale della Rudra-sampradaya e scrisse un famoso commento al Vedanta-sutra chiamato Sarvajna-bhashya. Tra i suoi discendenti spirituali pi\u00f9 famosi ricordiamo Sridhara Svami, che scrisse un commento allo Srimad-Bhagavatam tenuto in grande considerazione dai Vaishnava di tutte le sampradaya<\/p>\n<p>e Bilvamangala Thakur, divenuto celebre per essere riuscito a distaccarsi dalle gioie della materia grazie agli insegnamenti della prostituta con la quale di tanto in tanto si accompagnava. Costui, per non correre il rischio di rimanere ancora affascinato alle forme del mondo, si tolse la vista. Celeberrimo \u00e8 anche l\u2019acarya Vallabha, di cui andremo a parlare fra breve.<\/p>\n<p>Il sistema filosofico di Vishnusvami \u00e8 detto Shuddhadvaita.<\/p>\n<p>8) Vallabha<\/p>\n<p>Grande erudito e devoto di Bala-Krishna (Krishna-bambino), come la maggior parte dei maestri Vaishnava, nasce nel 1479 nel sud dell\u2019India, in un posto chiamato Trailanga; muore all\u2019et\u00e0 di 52 anni. Ma sia sulla data che sul paese di nascita esistono differenti opinioni.<\/p>\n<p>Da giovane si trasferisce a Varanasi (Benares) e l\u00ec per undici anni frequenta una scuola. Poi prende a viaggiare, impegnandosi sempre (e con esiti puntualmente positivi) in discussioni riguardanti le conclusioni delle scritture. Infine si stabilisce a Adaila, vicino Prayaga (Allahbad).<\/p>\n<p>Celebri sono divenuti i suoi incontri a Prayaga e a Jagannath Puri con Sri Caitanya, che ammirava profondamente. Caitanya Mahaprabhu, fondatore del Vaishnavismo Gaudiya, teneva<\/p>\n<p>138<\/p>\n<p>Vallabha in grande considerazione e lo rispettava molto, anche se in diverse circostanze ha dovuto riprenderlo con vigore. Questi, infatti, era diventato troppo fiero della sua erudizione, tanto che giunse a dichiarare pubblicamente che il suo commento allo Srimad-Bhagavatam (il Subhodini-tika) era superiore a quello di Sridhara, suo predecessore nella linea di Vishnusvami. Ci\u00f2<\/p>\n<p>\u00e8\tcontrario ai principi di umilt\u00e0 e di rispetto nei confronti dei superiori, per cui gli cost\u00f2 la momentanea emarginazione dalla compagnia dei devoti. L\u2019incidente venne appianato da Caitanya stesso, che lo ricondusse sulla retta via dell\u2019etica Vaishnava. E\u2019 detto nella Caitanya-Caritamrita che, dopo quell\u2019incidente, Vallabha accett\u00f2 come maestro spirituale Gadadhara Pandita, un seguace di Caitanya. Vallabhacarya era un grande devoto di Krishna e fond\u00f2 un movimento devozionale ancora vivo e palpitante. Come la maggior parte dei maestri Vaishnava, scrisse molto; tra gli altri ricordiamo il commento al Brahma-sutra chiamato Anu-bhashya. E anche i suoi discendenti hanno lasciato un vasto tesoro di conoscenza spirituale. La sua scuola, infatti, divenne famosa per aver lanciato un forte fervore letterario in lingue diverse, quali il sanscrito, l\u2019hindi e il gujarati. Il movimento di Vallabha \u00e8 nella linea di Vishnusvami e quindi \u00e8 parte della Rudra-sampradaya.<\/p>\n<p>Il termine tecnico col quale viene designata la dottrina del maestro \u00e8 Shuddhadvaita-mata, cio\u00e8 puro monismo, in quanto afferma che Brahma, la Persona Trascendentale, non \u00e8 mai \u201ctoccato\u201d da maya. Questo Brahma \u00e8 Krishna, l\u2019incarnazione divina apparsa a Mathura. Anche per lui il mondo materiale \u00e8 una trasformazione di Dio, il quale si manifesta in tre forme, che sono Brahman (l\u2019energia spirituale onnipervadente e impersonale), Paramatma (il Dio che ci accompagna in questo mondo) e Bhagavan (la Persona Suprema, origine di ogni cosa).<\/p>\n<p>Tutto va messo al Suo servizio: questa \u00e8 la bhakti, il servizio devozionale, metodo che conduce alla pi\u00f9 alta perfezione. Questa Meta Ultima \u00e8 il raggiungimento di Goloka, il pianeta trascendentale dove Krishna vive per l\u2019eternit\u00e0. Vallabha chiamava questo sentiero Pushti-marga, la via della devozione.<\/p>\n<p>139<\/p>\n<p>9) Caitanya<\/p>\n<p>Sri Krishna Caitanya nacque nel 1485 a Mayapur (una frazione di Navadvipa) e scomparve da questo mondo nel 1533.<\/p>\n<p>Il Suo paese natale, a quel tempo, era divenuta la fucina della logica, un rimodernamento dell\u2019antico Nyaya di Gautama Muni. In questo ambiente di grandi dibattiti filosofici, a ventiquattro anni accett\u00f2 l\u2019ordine di rinuncia (sannyasa) e per otto anni viaggi\u00f2 per tutta l\u2019India, predicando la Krishna-bhakti. I rimanenti diciotto anni li trascorre a Jagannath Puri, una delle pi\u00f9 importanti citt\u00e0 dell\u2019Orissa, nell\u2019India orientale.<\/p>\n<p>Numerosissimi furono i suoi seguaci, che lo riconoscevano non solo come un grande maestro, ma addirittura come Dio stesso, una delle pi\u00f9 importanti incarnazioni di Krishna. E non solo ai Suoi tempi, ma anche oggigiorno gli insegnamenti del Mahaprabhu hanno segnato in modo indelebile il corso del pensiero spiritualistico dell\u2019India e del mondo intero. Infatti Caitanya avrebbe sempre avuto una importanza fondamentale nel vaishnavismo di tutti i tempi.<\/p>\n<p>Egli non ha scritto praticamente nulla, ma lo hanno fatto in modo abbondante i suoi discepoli, tra i quali i pi\u00f9 importanti sono Rupa, Sanatana, Jiva, Svarupa Damodara e Ramananda Raya. Ma i Suoi studenti sono stati cos\u00ec tanti e tale importanza avrebbero avuto nella storia del vaishnavismo che \u00e8 un peccato non poterli nominare tutti.<\/p>\n<p>La filosofia di Caitanya \u00e8 chiamata acintya bhedabheda-tattva, ed \u00e8 un perfezionamento della dottrina di Nimbarka. Nella predica contro le dottrine mayavada, buddhista e tutte quelle correnti pseudo-Vaishnava che non seguivano strettamente i dettami degli acarya precedenti, Egli si infervorava in modo particolare. La sua ortodossia era strettissima.<\/p>\n<p>Grandissimo erudito, si incontr\u00f2 e sconfisse in pubblici dibattiti moltissimi studiosi, fra i quali ricordiamo Keshava Kashmiri (della Nimbarka Sampradaya) e Sarvabhuma Bhattacarya (della Shankara-sampradaya).<\/p>\n<p>Egli non si discostava per nulla dalle basi della dottrina Vaishnava, ma il suo sentimento di adorazione per Krishna era speciale. Il tipo e l\u2019intensit\u00e0 di amore per Dio che egli provava era<\/p>\n<p>140<\/p>\n<p>eccezionalmente profondo, tecnicamente chiamato maha-bhava. Ad eccezione di Madhavendra Puri, nessun altro maestro prima di lui aveva mai mostrato tali sintomi di estasi, n\u00e9 si era avventurato ad affrontare argomenti di tale profondit\u00e0.<\/p>\n<p>Va aggiunto anche che la Sua predica era particolarmente efficace, anche grazie a un esempio di vita perfetto, che gli valse una tale popolarit\u00e0 come mai era avvenuto nella storia. Nella tradizione dei devoti di Krishna, Caitanya occupa di certo una posizione preminente.<\/p>\n<p>10) Il vaishnavismo moderno in occidente<\/p>\n<p>Non solo il vaishnavismo esiste ancora, ma \u00e8 vivo e attivo anche in occidente, sotto forma di organizzazioni spirituali di varia natura. Il pi\u00f9 celebre e autentico di tutti \u00e8 il Movimento Hare Krishna, fondato da Bhaktivedanta Svami Prabhupada, un discepolo di Bhaktisiddhanta Sarasvati. Certamente rappresenta in modo straordinariamente fedele quel vaishnavismo ortodosso che fu fondato da Vyasa e continuato da Ramanuja, da Madhva, da Caitanya e da Baladeva Vidyabhushana.<\/p>\n<p>I primi cenni del travaso culturale li abbiamo nei primi anni del nostro secolo, con un testo in lingua inglese di Bhaktivinoda Thakura, (Sri Caitanya Mahaprabhu: His Life and Precepts). Egli era un importante magistrato originario del Bengala e grande devoto di Krishna. Spinto dal desiderio di far conoscere il Signore e la sua filosofia agli occidentali, sped\u00ec uno dei suoi libri all\u2019universit\u00e0 di McGill, in Canada.<\/p>\n<p>Suo figlio, Bhaktisiddhanta Sarasvati, fond\u00f2 la Gaudiya Math, un movimento che avrebbe aperto numerosi centri in tutta l\u2019India, predicando la Krishna-bhakti proprio come viene insegnata nelle scritture vediche. Egli tent\u00f2 di far aprire ai suoi discepoli anche dei templi in Occidente. In effetti alcuni di loro tentarono l\u2019impresa, trasferendosi in alcune grandi citt\u00e0 europee, come Londra e Berlino. Ma non riuscirono nell\u2019impresa.<\/p>\n<p>Solo uno dei suoi pi\u00f9 cari studenti, che poi sarebbe stato conosciuto come Bhaktivedanta Svami Prabhupada, riusc\u00ec<\/p>\n<p>141<\/p>\n<p>pienamente nell\u2019impresa. Nel 1965, anziano, da solo, e con pochi mezzi si trasfer\u00ec in America, dove fond\u00f2 il Movimento Hare Krishna. Fino al giorno della sua scomparsa, il 14 novembre 1977, egli scrisse e insegn\u00f2 senza soste. Ha compilato una settantina di libri, tra cui la traduzione e la spiegazione della Bhagavad-gita, un commento purtroppo incompleto dei Dodici Canti che compongono lo Srimad-Bhagavatam, i diciassette volumi del Caitanya-Caritamrita, e altri.<\/p>\n<p>Ma non soltanto ha pubblicato libri di valore eccezionale, ma \u00e8 anche riuscito a convertire al puro vaishnavismo migliaia di giovani occidentali di tutte le nazionalit\u00e0, viaggiando per tutto il mondo. La sua filosofia \u00e8 quella di Vyasa, di Caitanya, ma allo stesso momento ha cercato di mediare con gli usi e i costumi degli occidentale.<\/p>\n<p>Ma non ha compromesso sui principi di base: il suo scopo era di creare una classe di santi ed eruditi devoti che potessero infondere istruzioni sacre per il benessere della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Anche dopo la sua scomparsa, il movimento di Prabhupada ha continuato ad esistere ed ancora oggi i suoi libri sono studiati con grande interesse e rispetto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Vaishnavismo 1) la filosofia Senza ombra di dubbio, la Vaishnava \u00e8 la tradizione spirituale pi\u00f9 ricca di letteratura, di filosofia, di religione e di straordinari momenti storici. 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