{"id":34217,"date":"2020-01-19T00:17:35","date_gmt":"2020-01-19T05:17:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/?p=34217"},"modified":"2022-01-19T00:18:32","modified_gmt":"2022-01-19T05:18:32","slug":"filosofie-dellindia-il-jainismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/filosofie-dellindia-il-jainismo\/","title":{"rendered":"Filosofie dell&#8217;India &#8211; Il Jainismo"},"content":{"rendered":"<p>Il Jainismo<\/p>\n<p>1) la nascita del Jainismo<\/p>\n<p>In accordo alla versione dei Purana, il sistema jaina nasce con il re Rishabha, figlio di Nabhi e Merudevi. I calcoli che riguardano l\u2019epoca della sua permanenza in questo mondo ci conducono a tempi antichissime. Secondo il Bhagavata Purana, egli era una delle numerose incarnazioni di Vishnu.<\/p>\n<p>Il momento culminante della sua vita fu quando confer\u00ec il perfetto insegnamento ai suoi figli, durante il quale li mise in guardia contro le illusioni della materia. Rishabha afferm\u00f2 che non si deve sprecare la propria preziosa vita umana dietro le cose di questo mondo, ma che ci si dovrebbe totalmente estraniare da esse. Per dare il buon esempio, alla fine della vita egli divenne un avadhuta (una persona socialmente morta) e lasci\u00f2 le sue spoglie mortali nell\u2019incendio della foresta nella quale trascorreva gli ultimi anni della sua vita.<\/p>\n<p>Gli insegnamenti di Rishabha vennero praticati e insegnati ad altri dal figlio Bharata, il quale divenne cos\u00ec famoso e rispettato che dai suoi giorni quella che noi oggi conosciamo come India venne chiamata Bharata-varsha (ancora oggi l\u2019appellativo favorito degli indiani per la loro nazione \u00e8 Bharata). La dottrina di Rishabha e Bharata non si discostava affatto dai fondamentali precetti vedici, ma sottolineava in modo particolare l\u2019importanza dell\u2019austerit\u00e0 e della non-violenza.<\/p>\n<p>In seguito il sacro insegnamento venne ripreso e modificato da un certo re Arhat, il quale visse ai tempi di Rishabha e che lo aveva conosciuto personalmente. In seguito questo monarca cadde vittima dell\u2019illusione materialistica e modific\u00f2 la dottrina in quel sistema ateo e comunque contrario ai Veda che oggi conosciamo come jainismo. Nel Vishnu Purana c\u2019\u00e8 la storia di come nacque il movimento eretico jaina.<\/p>\n<p>Secondo invece la versione degli adepti moderni, la dottrina<\/p>\n<p>104<\/p>\n<p>jaina ricevette forma definitiva dal tirthankara (preparatore del guado) Vardhamana, pi\u00f9 conosciuto come Mahavira. Certamente il Mahavira storico non poteva essere n\u00e9 Rishabha, n\u00e9 l\u2019ateo Arhat, in quanto le epoche sono decisamente lontane.<\/p>\n<p>Comunque Mahavira nacque vicino Videha, presumibilmente attorno al 450 a.C. e si dice fosse imparentato con Bimbisira, il re di Magadha, che era stato uno dei pi\u00f9 importanti patroni del Buddha.<\/p>\n<p>Condusse vita normale fino a 30 anni. Poi, alla morte dei genitori, abbandon\u00f2 ogni cosa e inizi\u00f2 a viaggiare per tutta l\u2019India. Presto divenne famoso come Mahavira (o Jina, il vittorioso). I suoi genitori erano stati seguaci di Parshva, che era stato il predecessore di Mahavira, il quale fin da piccolo venne educato agli ideali jaina. Ma egli non si accontent\u00f2 di osservare le regole insegnategli dai genitori, ma riprese e modific\u00f2 un po\u2019 tutta l\u2019ideologia.<\/p>\n<p>Certamente all\u2019inizio il jainismo si svilupp\u00f2, come il contemporaneo buddhismo, come forma di protestantesimo, una fiera opposizione nei confronti dei Veda. Vista la particolare degenerazione della classe brahmanica del tempo, non ebbe particolari difficolt\u00e0 ad affermare le sue idee.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi dice che egli incontr\u00f2 il Buddha, altri dicono che i due non si videro mai. Comunque stiano le cose, Mahavira predic\u00f2 tra i Magadha e i Videha e fu in perenne contrasto col fatalista Goshala, quest\u2019ultimo dotato di una dialettica forse pi\u00f9 brillante e di una personalit\u00e0 pi\u00f9 attraente. Con tutta probabilit\u00e0 mor\u00ec nel 468 a.C. a Pawa, presso Garibhaja.<\/p>\n<p>2) la dottrina<\/p>\n<p>Mahavira non ha scritto nulla. Le idee che gli vengono attribuite sono contenute in un canone scritto in lingua prakrita. Si ritiene che, nei secoli successivi, vi siano state indebitamente aggiunte parecchie teorie nuove. Fino a quel momento gli insegnamenti jaina erano state tramandate oralmente. La lingua usata in parte era prakrita, ma anche il sanscrito venne largamente utilizzato.<\/p>\n<p>Nell\u201980 d.C. avvenne un importante scisma tra le file jainista, i quali si divisero in svetambara (lett. coloro che si vestono di<\/p>\n<p>105<\/p>\n<p>bianco) e i digambara (lett. coloro che si vestono di cielo, cio\u00e8 che fanno voto di nudit\u00e0). In accordo alla storiografia moderna, tutto ci\u00f2 avviene durante l\u2019epoca del Candragupta della dinastia Gupta.<\/p>\n<p>Il canone attuale jaina viene riconosciuto solo dagli svetambara, mentre gli altri affermano che il canone originale sia andato perduto. Ma \u00e8 rilevante dire che le due confessioni divergono solo su punti minori. Uno dei pochi scritti su cui tutti si ritrovano d\u2019accordo<\/p>\n<p>\u00e8\til Tattavarthadigama-sutra (Guida all\u2019Intendimento della Vera Relazione tra le Cose) di Umasvati (forse quarto o quinto secolo dell\u2019era cristiana).<\/p>\n<p>Ma vediamo i punti fondamentali della dottrina.<\/p>\n<p>Secondo i jaina esistono sette elementi fondamentali, che sono:<\/p>\n<p>1.\tjiva, l\u2019anima spirituale,<\/p>\n<p>2.\tajiva, l\u2019inanimato, cio\u00e8 la materia,<\/p>\n<p>3.\tasrava, gli influssi che gravano sulla jiva,<\/p>\n<p>4.\tbandha, i legami che la legano all\u2019illusione,<\/p>\n<p>5.\tsamvara, la difesa dalle influenze negative<\/p>\n<p>6.\tnirjara, l\u2019estirpazione del male e<\/p>\n<p>7.\tmoksha, la liberazione.<\/p>\n<p>Le prime due sono le sostanze che concorrono al divenire della vita, mentre le altre cinque sono differenti situazioni con le quali la jiva deve confrontarsi.<\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 una jiva e quali sono le sue caratteristiche?<\/p>\n<p>Mahavira non riesce a discostarsi dai Veda quanto il Buddha e afferma che essa \u00e8 eterna e individuale, intelligente e attiva. Tutte le anime fanno parte della stessa natura spirituale. Idee dunque prettamente vediche.<\/p>\n<p>Invece per quanto riguarda l\u2019ajiva, l\u2019inanimato, la sostanza di materia, essa \u00e8 formata da tre specie di etere, che \u00e8 lo spazio (akasha), il movimento (dharma) e l\u2019inerzia (adharma); e oltre a queste ce ne sono altre due aggiuntive che sono il tempo (kala) e la materia grossolana (pudgala). Quest\u2019ultima \u00e8 formata da atomi sottilissimi che permettono la manifestazione di tutti i generi di forme esistenti.<\/p>\n<p>Ora, un\u2019idea originale promossa dal Jina fu che la materia e lo spirito potevano compenetrarsi in modo totale. E\u2019 da questo contatto<\/p>\n<p>106<\/p>\n<p>che segue una contaminazione che comporta il totale o parziale velarsi delle propriet\u00e0 naturali dell\u2019anima e il formarsi di un essere, cio\u00e8 quello che noi siamo al presente. Dunque l\u2019uomo sarebbe una specie di miscuglio di anima e corpo.<\/p>\n<p>Affetto dai corpi materiali che assume, vaga senza meta per il samsara, alla ricerca di felicit\u00e0. Le anime passano in diversi tipi di corpi, quali possono essere quegli degli dei, dei demoni, degli uomini, degli animali e delle piante. Ma nella logica di questa compenetrazione non esiste materia inerte in assoluto e anche gli oggetti materiali come le zolle di terra e le pietre possiedono anime e sono perci\u00f2 viventi.<\/p>\n<p>In seguito al movimento di attrazione fra le due energie, la materia viene attirata dentro l\u2019anima e l\u00ec diviene karma. Ma come avviene questo processo di graduale contaminazione? E\u2019 qualcosa di simile a una scala con otto gradini, composta da:<\/p>\n<p>la materia<\/p>\n<p>velando<\/p>\n<p>1)\tla conoscenza e<\/p>\n<p>2)\tla vista (cio\u00e8 la coscienza di ci\u00f2 che \u00e8 vero) dell\u2019anima; producendo<\/p>\n<p>3)\til senso del piacere e del dolore;<\/p>\n<p>e\tturbando<\/p>\n<p>4)\tla vera fede e la retta condotta; conferendo<\/p>\n<p>5)\tun\u2019esistenza limitata nelle varie specie viventi; rivestendo<\/p>\n<p>6)\tl\u2019essere vivente empirico di determinate propriet\u00e0 fisiche e psichiche;<\/p>\n<p>determinando<\/p>\n<p>7)\tla situazione che spetta ad ognuno alla nascita (secondo il rispettivo karma);<\/p>\n<p>e\tostacolando<\/p>\n<p>8)\tl\u2019energia che \u00e8 propria della jiva per sua natura.<\/p>\n<p>Questo meccanismo ad otto momenti vengono descritti e classificati dai filosofi jaina in modo tale che ne scaturiscano centoquarantotto sottospecie. Dunque qui la concezione vedica<\/p>\n<p>107<\/p>\n<p>secondo cui un\u2019azione procura reazioni funeste trova una formulazione decisamente scientifica.<\/p>\n<p>Anche se la materia entra nell\u2019essere stesso della jiva spirituale, la verit\u00e0 ultima rimane sempre di natura superiore. L\u2019energia spirituale rimane sempre la verit\u00e0 e la materia il suo opposto. E\u2019 la qualit\u00e0 dell\u2019azione che origina l\u2019afflusso di un karma positivo o negativo, attraverso il quale l\u2019anima si lega (bandha) a una situazione falsa. Dunque il saggio deve impedire al karma di penetrare dentro di s\u00e9 e nel contempo allontanare quello che si \u00e8 gi\u00e0 insediato nel proprio intimo. Per evitare nuovi danni, viene raccomandata la pratica di una vita virtuosa attraverso l\u2019adempimento di doveri morali. Tutto ci\u00f2 serve alla difesa (samvara). Invece le pratiche ascetiche sono utili all\u2019estirpazione (nirjara) del karma gi\u00e0 presente.<\/p>\n<p>I jaina osservano quattro voti di ordine morale, che sono: 1) non danneggiare la vita (e neanche gli oggetti, in quanto anche questi ultimi hanno un\u2019anima), 2) dire sempre la verit\u00e0, 3) non rubare, 4) non accumulare ricchezze.<\/p>\n<p>Per gli asceti ci sono altri due voti aggiuntivi che sono: 5) la castit\u00e0 e 6) la nudit\u00e0. Importantissima \u00e8 la non-violenza e il rispetto verso la vita. I jaina dovrebbero essere infatti strettamente vegetariani.<\/p>\n<p>Ma per l\u2019ascesi sono necessarie anche delle austerit\u00e0, che vengono categorizzate in due tipologie: interne ed esterne. Le prime consistono nel digiuno, nello yoga, nella meditazione e nelle asana; il tutto in un luogo nascosto. Le seconde sono costituite dalla contemplazione intensiva. Con questi mezzi il karma \u00e8 annientato e l\u2019anima si libera.<\/p>\n<p>I jaina adorano quelli che vengono chiamati i Tre Gioielli, che sono: la retta fede, la retta azione e la retta morale.<\/p>\n<p>Chi ha saputo eliminare le cause della schiavit\u00f9 col mondo (che sono la fede in qualcosa di errato, la dissolutezza e la passione) e chi<\/p>\n<p>\u00e8\tstato in grado di purificarsi da ogni forma di karma, conquista in questa stessa vita la santit\u00e0 e la liberazione.<\/p>\n<p>Tale essere perfetto, sebbene sia ancora dentro un corpo fatto di elementi materiali, \u00e8 chiamato sayogi kevalin, un onnisciente dotato ancora di attivit\u00e0 terrene. Se al momento della morte ha saputo<\/p>\n<p>108<\/p>\n<p>eliminare totalmente ogni karma, egli sale al vertice del mondo e si ritrova nel luogo dove sono gli esseri privi di difetti, spiriti senza corpo. L\u00ec si ottiene la completa beatitudine della quiete.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 cos\u00ec perch\u00e9 questo \u00e8 l\u2019insegnamento dei santi realizzati.<\/p>\n<p>3) alcuni commenti<\/p>\n<p>Per difendersi dagli attacchi dei loro detrattori, che li accusavano di eccessiva dogmaticit\u00e0, fin dall\u2019antichit\u00e0 i jaina dovettero occuparsi anche di problemi di logica e di dialettica. Celebre \u00e8 infatti la teoria della relativit\u00e0 nota come syadvada, che dice che il reale ha un numero infinito di attributi e che perci\u00f2 pu\u00f2 essere vera sia una cosa che il suo esatto opposto. Questa syadvada era un\u2019arma tanto tagliente che poteva benissimo ritorcersi contro chi la usava.<\/p>\n<p>Come per molti fra i pi\u00f9 importanti sistemi indiani, il jainismo fa fatica a distaccarsi completamente dalla sua origine vedica, che risulta abbastanza evidente. La cosa che pi\u00f9 di tutte colpisce \u00e8 l\u2019assenza quasi totale di una menzione dell\u2019elemento divino, cio\u00e8 di un Dio. Per questa ragione i vedantisti li giudicano, al pari dei sankhya e dei buddhisti, atei e macchiati di forti tinte mayavadi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Jainismo 1) la nascita del Jainismo In accordo alla versione dei Purana, il sistema jaina nasce con il re Rishabha, figlio di Nabhi e Merudevi. 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