{"id":34193,"date":"2020-01-19T00:03:55","date_gmt":"2020-01-19T05:03:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/?p=34193"},"modified":"2022-01-19T00:04:53","modified_gmt":"2022-01-19T05:04:53","slug":"filosofie-dellindia-i-darshana-il-vedanta-part-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/filosofie-dellindia-i-darshana-il-vedanta-part-1\/","title":{"rendered":"Filosofie dell&#8217;India &#8211; I Darshana: Il Vedanta, part 1"},"content":{"rendered":"<p>8<\/p>\n<p>I Darshana: Il Vedanta<\/p>\n<p>1) introduzione<\/p>\n<p>La parola Vedanta significa \u201cci\u00f2 che sta alla fine dei Veda\u201d. Tutte quelle idee che mirano a spiegare lo scopo vero, il significato filosofico reale, ci\u00f2 che i testi vedici vogliono intendere, possono essere definite Vedanta.<\/p>\n<p>Come sappiamo, i Veda sono un\u2019ampia raccolta di libri che trattano numerosissimi argomenti. La funzione del Vedanta, nella logica totale del Darshana, \u00e8 quella di darne il siddhanta, o la conclusione filosofica autentica. Naturalmente non possono mancare i contrasti ideologici, per cui oggi ci sono diversi sistemi che si definiscono Vedanta. Il problema \u00e8 stabilire quale sia quello giusto.<\/p>\n<p>Le correnti di pensiero pi\u00f9 importanti, e che si sono dati lunga battaglia, sono due: quella personalistica di Badarayana (meglio conosciuto come Krishna Dvaipayana Vyasa), che \u00e8 il compilatore di tutti i Veda e del Vedanta-sutra, assertore convinto del dualismo spiritualistico, e quella di Shankara, l\u2019autore del Shariraka-bhashya, che sostiene l\u2019idea del monismo spiritualistico. Vedremo meglio questi due autori in seguito.<\/p>\n<p>In origine il termine Vedanta stava ad indicare le Upanishad, scritte allo scopo specifico di dare un commento di tipo filosofico ai Veda; queste furono compilate dello stesso autore, Vyasa, cosa che conferiva alle Upanishad la massima autorit\u00e0 universalmente accettata. Poi il significato del termine \u201cVedanta\u201d and\u00f2 allargandosi a tutte quelle dottrine che ammettevano un principio cosmico supremo. Insomma, tutte quelle filosofie che giungevano alla medesima conclusione dei Veda e delle Upanishad.<\/p>\n<p>Oggi, tuttavia, vige l\u2019errata consuetudine di usare l\u2019espressione Vedanta per riferirsi al sistema Advaita di Shankara, in quanto nel corso dei secoli ha riscosso enorme popolarit\u00e0. Ma ovviamente<\/p>\n<p>la paternit\u00e0 del vero sistema Vedanta va assegnata al suo autore originale.<\/p>\n<p>9<\/p>\n<p>Secondo questo sistema, un ente reale per eccellenza da cui tutto proviene esiste, ma da questa convinzione di base possono sorgere diversi punti di vista. I principali sono tre:<\/p>\n<p>1. tutti gli esseri viventi e le cose sono delle manifestazioni di un unica essere divino originale che si estrinseca in molteplicit\u00e0;<\/p>\n<p>2. la molteplicit\u00e0 \u00e8 solo apparente, e solo lo spirito \u00e8 reale: la Verit\u00e0 Ultima \u00e8 fissa in una eterna e immobile quiete;<\/p>\n<p>3. non c\u2019\u00e8 una Verit\u00e0 unica. Tutto ci\u00f2 di cui siamo testimoni e anche ci\u00f2 che \u00e8 al di l\u00e0 della nostra esperienza, proviene da una pluralit\u00e0 di sostanze, all\u2019origine separate tra di loro.<\/p>\n<p>Oggi dunque il Vedanta non rappresenta un sistema unitario, ma abbraccia invece una quantit\u00e0 di opinioni dottrinali; i principali sono per\u00f2 concordi nell\u2019accettare un Principio Assoluto Unico e le Upanishad come autorit\u00e0 indiscussa.<\/p>\n<p>2) le Upanishad<\/p>\n<p>Secondo le tesi generalmente accettate negli ambienti degli studiosi di \u201ccose indiane\u201d, questi testi potrebbero essere divisi in: Upanishad antiche (che risalirebbero al primo millennio a.C.),<\/p>\n<p>e Upanishad del periodo medio (che comincerebbero a essere concepite agli inizi dell\u2019era cristiana). Al primo gruppo farebbero parte la Brihadaranyaka, la Chhandogya, la Taittiriya, l\u2019Aitareya e la Kaushitaki. Al secondo le altre, come la Katha, la Isha, la Shvetashvatara e via dicendo.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 tale divisione \u00e8 arbitraria e priva di qualsiasi fondamento. Le Upanishad fanno parte di antichissime tradizioni, ed \u00e8 particolarmente difficile datarle. Il solo modo \u00e8 di risalire al periodo in cui sono vissuti i protagonisti, e l\u2019unica autorit\u00e0 in materia sono le scritture stesse. Le datazioni che ci vengono offerte dagli studiosi occidentali sono totalmente inattendibili proprio perch\u00e9 non seguono questo principio, ma tendono a basarsi su metodi che spesso sfiorano addirittura il ridicolo.<\/p>\n<p>Abbiamo scelto alcune Upanishad per dare un\u2019idea dei loro contenuti, rimandando a dopo i commenti.<\/p>\n<p>10<\/p>\n<p>2a) la Katha Upanishad<\/p>\n<p>Il suo nome proviene dal fatto che originalmente fu parlata da un Rishi di nome Katha. Scritture teiste per eccellenza, tutte le Upanishad iniziano sempre offrendo rispettosi omaggi al Signore Supremo Brahman e al maestro spirituale dell\u2019autore. Tali premesse chiamano le benedizioni che sono sempre necessarie quando si vanno a discutere argomenti di questo genere.<\/p>\n<p>La Katha Upanishad racconta la storia del giovane Naciketa. Un giorno egli assiste a uno dei sacrifici del saggio Uddalaka Aruni, suo padre, e nota che la liturgia prevede l\u2019uccisione di alcuni animali. Il giovane comincia a contestare la validit\u00e0 di tali atti, e lo fa con tale insistenza che il padre, evidentemente contrariato, in un atto d\u2019ira condanna il figlio alla stessa sorte degli animali, e cio\u00e8 a perdere la vita.<\/p>\n<p>A quei tempi i brahmana possedevano tali poteri che le loro maledizioni non potevano mai cadere nel vuoto, per cui Naciketa abbandona le sue spoglie mortali e si dirige verso il regno del deva della morte, Yama. Giunto a destinazione, non lo trova, e decide di attendere il suo ritorno. Quando l\u2019essere celeste che dispone del destino delle anime dopo la loro morte guarda il viso del giovane, capisce di avere a che fare con un brahmana dalle grandi qualit\u00e0 spirituali, per cui si sente in colpa per averlo fatto aspettare.<\/p>\n<p>Cos\u00ec dice: \u201cGiovane Naciketa, chiedimi tre benedizioni e io te le accorder\u00f2\u201d.<\/p>\n<p>Contento, Naciketa chiede prima di tutto di poter riguadagnare l\u2019amore di suo padre, poi di acquisire perfetta conoscenza dei mezzi necessari a raggiungere i pianeti celesti, ed infine di imparare da lui l\u2019eterna scienza dell\u2019anima e il meccanismo che regola le trasmigrazioni.<\/p>\n<p>Le prime due benedizioni potevano facilmente essere accordate, mentre la terza richiedeva di dover accertare le qualit\u00e0 dell\u2019aspirante discepolo. Cos\u00ec Yama mette alla prova il virtuoso ragazzo, mettendogli a disposizione tutte le fantastiche gioie che i pianeti celesti offrono: una vita lunghissima, bellissime donne, il potere, e tante altre cose continuamente ricercate dai materialisti. Ma Naciketa declina tutte le offerte: \u201cCosa vuoi che ci faccia con quel tipo di<\/p>\n<p>11<\/p>\n<p>benedizioni? Le gioie della materia logorano il vigore dei sensi e della mente, durano poco, e quando sono passate non lasciano traccia se non la frustrazione. Infine dobbiamo morire. Dunque, qual \u00e8 la loro utilit\u00e0?\u201d<\/p>\n<p>Yama ribatte: \u201cHai ragione. Non sempre ci\u00f2 che piace \u00e8 buono. Quando l\u2019uomo agisce, pu\u00f2 avere in mente due fini diversi: o cerca ci\u00f2 che gli piace, o cerca ci\u00f2 che gli \u00e8 di beneficio. Colui che sceglie il bene agisce bene, mentre chi sceglie il piacevole si allontana dalla vera destinazione della vita. E\u2019 necessario imparare a distinguere. Tu oggi hai rifiutato i piacere sensoriale che volevo offrirti e hai dato cos\u00ec prova di possedere una conoscenza corretta. Chi \u00e8 saggio non cade vittima dell\u2019ignoranza. Io ora ti accetto come discepolo perch\u00e9 sei veramente determinato nella ricerca della verit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cNel mondo dell\u2019ignoranza ci sono degli stolti che credono di sapere molto, e invece girano attorno alle parole all\u2019infinito, senza mai arrivare a nessuna conclusione giusta. Costoro dicono che esiste solo questo mondo, che al di l\u00e0 di esso nulla esiste: l\u2019unico risultato che ottengono \u00e8 di cadere sotto il mio dominio (cio\u00e8 di morire).<\/p>\n<p>\u201cFortunato \u00e8 colui che riceve la grazia di poter capire l\u2019Anima Suprema. Quanto costui deve essere ammirato e lodato! Chi non si \u00e8 realizzato grazie alla scienza dello Spirito non pu\u00f2 capire la Verit\u00e0. Certamente non ci si arriva con le argomentazioni futili e le esercitazioni logiche; infatti la Suprema Personalit\u00e0 di Dio non pu\u00f2 essere capita solo col proprio sforzo indipendente. Questi premi (cio\u00e8 il raggiungimento della conoscenza e di altre gratificazioni materiali) sono di natura inferiore, e come tali verranno prima o poi distrutti dalla potenza del Supremo. Pensa: anche il mio regno<\/p>\n<p>\u00e8 temporaneo. Appena i risultati delle austerit\u00e0 che ho compiuto saranno esauriti, abbandoner\u00f2 questa posizione cos\u00ec elevata e qualcun altro verr\u00e0 al mio posto.<\/p>\n<p>\u201cInvece tu hai gi\u00e0 rinunciato a ogni gratificazione dei sensi, raggiungendo cos\u00ec il favore della Suprema Persona che \u00e8 nascosta nella parte pi\u00f9 intima del cuore. Questo stadio \u00e8 cosa molto rara da ottenere. Chi si riconosce come parte della Sua natura spirituale, pu\u00f2 entrare nel reame fatto di eterna beatitudine.\u201d<\/p>\n<p>A queste parole, Naciketa chiede: \u201cCos\u2019\u00e8 ci\u00f2 che trascende la<\/p>\n<p>12<\/p>\n<p>realt\u00e0 materiale? Al di l\u00e0 dei rapporti di causa ed effetto, cosa o chi esiste? Chi o cosa non cade mai vittima del passato, del presente e del futuro?\u201d<\/p>\n<p>Yama risponde: \u201cQuesto reame giace nella sillaba Aum, che \u00e8 la rappresentazione sonora della Realt\u00e0 Suprema. Vibrando questo mantra e identificandosi nella Sua qualit\u00e0 spirituale, si realizza anche l\u2019Aspetto Personale di Dio, e alla fine \u00e8 possibile giungere nel Suo regno eterno. E\u2019 di fondamentale importanza comprendere la propria natura spirituale. Vede male chi pensa di poter uccidere o di poter essere ucciso. Anche se l\u2019io individuale \u00e8 piccolo, colui che realizza la propria natura spirituale diventa grande, e in questo modo si libera da ogni forma di pena e di dolore.<\/p>\n<p>\u201cQuesto (l\u2019essere individuale) \u00e8 diverso dall\u2019Essere Supremo, che si muove e allo stesso tempo non si muove. Privo di corpo materiale, vive in tutte quelle creature che possiedono un involucro composto di natura inferiore. Egli vive all\u2019interno di tutto ci\u00f2 che<\/p>\n<p>\u00e8 transitorio. Solo i saggi conoscono questo Atma Supremo. Ma non Lo si pu\u00f2 realizzare solo con lo studio o con l\u2019erudizione, bens\u00ec agendo nella giusta maniera e servendolo con devozione. Altrimenti Egli rimane al di l\u00e0 della nostra possibilit\u00e0 di percezione. La differenza che esiste tra la luce e l\u2019ombra \u00e8 la stessa che passa fra i seguaci del rituale vedico e i veri conoscitori del Brahman. Senza conoscenza vera e realizzata non lo si pu\u00f2 conoscere.<\/p>\n<p>\u201cIl corpo \u00e8 come un carro. L\u2019anima Suprema vi \u00e8 sopra. L\u2019intelletto \u00e8 il guidatore, e la mente \u00e8 le redini. I sensi sono i cavalli e gli oggetti dei sensi sono paragonabili alla strada. I saggi che sanno discriminare correttamente vedono la natura spirituale dell\u2019io come la fonte della gioia della vita. Invece quando ci si identifica col corpo, la mente diventa irrequieta come un cavallo imbizzarrito e l\u2019uomo perde se stesso.<\/p>\n<p>\u201cTuttavia quando la mente \u00e8 sotto pieno controllo, si acquista la discriminazione, che \u00e8 perfetta conoscenza. Allora l\u2019uomo giunge a conseguire la vittoria sul ciclo delle morti e delle rinascite; solo allora realizza e si ricongiunge al Signore Originale Vishnu.<br \/>\n\u201cNulla esiste al di l\u00e0 del Purusha, che \u00e8 l\u2019aspetto personale della Verit\u00e0 Assoluta. Questo \u00e8 l\u2019apice di ogni realizzazione. Dio si rivela<\/p>\n<p>13<\/p>\n<p>solo ai puri di cuore; per questa ragione devi cercare la compagnia dei saggi illuminati e imparare da loro. Questo sentiero \u00e8 difficile e pericoloso, ed \u00e8 come camminare sul filo affilato di un rasoio.<\/p>\n<p>\u201cPrivo di qualit\u00e0 materiali \u00e8 l\u2019Anima Suprema; chi la realizza si libera per sempre dalle fauci della morte.<\/p>\n<p>\u201cI sensi materiali sono stati creati dal Signore con la tendenze naturale di andare a cercare all\u2019esterno. Ma quella persona rara che ambisce alla liberazione deve rivolgersi al proprio interno dove, nel cuore, scopre l\u2019Anima Suprema. Questo livello di realizzazione non \u00e8 differente da quello di Brahman.<\/p>\n<p>\u201cIn realt\u00e0 tutto \u00e8 Lui, perch\u00e9 tutto \u00e8 Sua energia. In questo senso non esiste alcuna diversit\u00e0 nell\u2019universo. Chi crede che esista qualcosa che sia indipendente da Brahman, viaggia di morte in morte, in quanto smarrisce l\u2019uno dietro ai molti. Questa realizzazione si ottiene concentrando la mente su un oggetto spirituale. Dunque il puro atma (cio\u00e8 l\u2019entit\u00e0 individuale non suprema) si riunisce con il Brahman Assoluto, tornando a consistere di sola essenza spirituale.<\/p>\n<p>\u201cQuando il tempo di cui si dispone in questa vita \u00e8 terminato, in accordo al proprio karma si assumono nuovi corpi, che possono essere di tipo superiore, inferiore, o della stessa specie. Ma le gioie e i dolori sono tutte illusorie, e nessun uomo saggio ne prover\u00e0 diletto.\u201d<\/p>\n<p>Naciketa chiede: \u201cCome possiamo allora realizzare l\u2019Eterno?\u201d<\/p>\n<p>Yama risponde: \u201cL\u2019universo tutto trova il suo sostegno e la sua ragione nel Brahman; chi Lo conosce diventa immortale. Solo chi realizza il Supremo si libera dal ciclo delle rinascite. Regolando le attivit\u00e0 del corpo e meditando continuamente nell\u2019essenza trascendentale del Purusha, che \u00e8 per sempre puro e immortale, si realizza l\u2019Essere Supremo da cui tutto scaturisce.\u201d<\/p>\n<p>Facendo tesoro di quegli insegnamenti e praticando con grande seriet\u00e0 le discipline dello yoga, Naciketa trascese ogni condizionamento materiale e ottenne la liberazione.<\/p>\n<p>2b) la Isha Upanishad (o Shri Ishopanishad)<\/p>\n<p>Nonostante sia composta di soli diciotto versi, questa \u00e8<\/p>\n<p>14<\/p>\n<p>considerata una delle Upanishad pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p>Fin dal primo verso, si definiscono le qualit\u00e0 della Personalit\u00e0 di Dio. Viene detto che Egli \u00e8 perfetto e completo, che nulla Gli manca. Di conseguenza, con le dovute proporzioni e tenendo conto delle rispettive funzioni, tutto ci\u00f2 che emana da Lui \u00e8 similmente perfetto e completo. Ma nell\u2019atto creativo Egli non perde nulla di se stesso, non si annulla nella Sua creazione, e dunque rimane sempre completo e indipendente.<\/p>\n<p>Ogni cosa che esiste, animata o inanimata che sia, \u00e8 controllata dal Signore e a Lui appartiene. Sapendo ci\u00f2, nessuno deve prendere pi\u00f9 di ci\u00f2 che gli \u00e8 necessario alla sopravvivenza. Se agisce con questa coscienza potrebbe anche a vivere per centinaia di anni, perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 soggetto alle terribili leggi del karma. Questo \u00e8 il modo corretto di comportarsi in questo mondo. Colui che \u201cuccide l\u2019anima\u201d vive e induce altri a vivere nell\u2019ignoranza: chiunque egli sia, entra nei bui pianeti dove non esiste la conoscenza.<\/p>\n<p>Sebbene non abbandoni mai la Sua dimora, La Suprema Personalit\u00e0 di Dio \u00e8 pi\u00f9 veloce di ogni cosa e nessuno, neanche i deva pi\u00f9 potenti, gli si possono avvicinare con i loro poteri materiali. Egli li controlla tutti. Nessuno \u00e8 potente come Lui. Egli cammina<\/p>\n<p>e non cammina; molto lontano, \u00e8 anche molto vicino; allo stesso tempo \u00e8 dentro e fuori ogni cosa.<\/p>\n<p>Chi vede tutto in relazione al Supremo Signore, chi vede tutte le entit\u00e0 viventi come parti della Sua energia divina, chi Lo vede dentro ogni cosa, non odia nulla e nessuno. Egli vede tutte le entit\u00e0 viventi come scintille spirituali, in qualit\u00e0 per nulla dissimili al Signore: sapere ci\u00f2 \u00e8 vera conoscenza.<\/p>\n<p>Costui non conosce l\u2019illusione e l\u2019ansiet\u00e0. Questi conosce realmente \u201cil pi\u00f9 grande di tutti\u201d, che non possiede un corpo materiale, che non conosce l\u2019errore, che non ha vene come noi, che<\/p>\n<p>\u00e8 puro e incontaminato, il filosofo che non necessita di nulla e di nessuno, che da sempre soddisfa i desideri di tutti.<\/p>\n<p>Coloro che coltivano l\u2019ignoranza entrano nelle pi\u00f9 oscure regioni dell\u2019ignoranza, ma peggiore ancora \u00e8 il destino di chi coltiva la falsa conoscenza. Infatti i risultati che provengono dalla conoscenza sono ben diversi da quelli che si ottengono dalla<\/p>\n<p>15<\/p>\n<p>nescienza. Solo chi \u00e8 in grado di conoscere la verit\u00e0 sull\u2019ignoranza e sul sapere trascendentale (mettendole a confronto) pu\u00f2 sconfiggere le nascite e le morti ripetute, e godere cos\u00ec della piena benedizione dell\u2019immortalit\u00e0.<\/p>\n<p>E chi adora gli esseri celesti (i deva) entra nelle regioni buie dell\u2019ignoranza, e ancora peggiore \u00e8 il destino di coloro che ambiscono fondersi nell\u2019Assoluto Impersonale. Risultati diversi ottengono coloro che adorano ci\u00f2 che \u00e8 Supremo e coloro che adorano ci\u00f2 che non lo \u00e8. Tutto ci\u00f2 \u00e8 stato spiegato con chiarezza da quelle autorit\u00e0 imperturbabili che hanno trasceso ogni illusione.<\/p>\n<p>E\u2019 necessario conoscere perfettamente la Suprema Personalit\u00e0 di Dio e il suo Nome Trascendentale, cos\u00ec come il meccanismo della creazione materiale. Chi conosce tutto ci\u00f2 vince la sua battaglia contro la morte e si trasferisce al di l\u00e0 della manifestazione cosmica effimera, entrando nel regno trascendentale di Dio, dove gode di una vita eterna fatta di felicit\u00e0 e di conoscenza.<\/p>\n<p>O mio Signore, sostenitore di tutto ci\u00f2 che vive, il Tuo vero viso \u00e8 coperta dalla Tua luce accecante: per favore, rimuovi quella copertura e mostrati al Tuo puro devoto. Mio Signore, filosofo primordiale, mantenitore dell\u2019universo; o principio regolatore, destinazione ultima dei Tuoi puri devoti, benefattore dei progenitori dell\u2019umanit\u00e0; per favore, sposta la luce abbagliante di quei raggi trascendentali, cos\u00ec che io possa ammirare la Tua forma fatta di felicit\u00e0. Tu sei l\u2019eterna Suprema Personalit\u00e0 di Dio, simile al sole, come lo sono io.<\/p>\n<p>Fa che questo corpo temporaneo sia ridotto in cenere, e fa che il mio soffio vitale si immerga nella totalit\u00e0 dell\u2019aria. Ora, o Signore, per favore, ricorda tutti i sacrifici che Ti ho dedicato; ricorda tutto ci\u00f2 che ho fatto per Te. O mio Signore, potente come il fuoco, o onnipotente, ora Ti offro tutti gli omaggi e cado ai Tuoi piedi. Guidami lungo il giusto sentiero che porta a Te. E siccome tu sai cosa ho fatto nel passato, liberami dalle reazioni dei peccati, cosicch\u00e9 il mio avanzamento non conosca ostacoli.<\/p>\n<p>16<\/p>\n<p>2c) temi dominanti delle Upanishad<\/p>\n<p>Certamente non possiamo sapere tutto delle Upanishad studiandone due sole, per\u00f2 a nostro parere questi riassunti illustrano in modo chiaro i temi dominanti che troveremo in tutte le scritture vedantiche.<\/p>\n<p>In primo luogo abbiamo visto quanto nettamente si operi una divisione tra il materiale e lo spirituale. L\u2019unica cosa che unisce queste due energie \u00e8 la sorgente comune, che \u00e8 Brahman, il Purusha, il Dio Supremo. Ma la loro \u00e8 una natura completamente diversa. La prima \u00e8 il mondo della verit\u00e0, il luogo dove si vive in eterno; noi stessi, eternamente individui, abbiamo un corpo fatto di spirito, sat, cit e ananda, eterna felicit\u00e0 e conoscenza. La materia, al contrario, \u00e8 la dimensione della falsit\u00e0, dell\u2019illusione, della temporaneit\u00e0. Perci\u00f2 il compito del saggio non potr\u00e0 mai essere quello di crogiolarsi nelle vane soddisfazioni mondane, ma di elevarsi rifiutando l\u2019illusione e abbracciando la verit\u00e0. Ma, in pratica, come \u00e8 possibile raggiungere questo stato di perfezione?<\/p>\n<p>Si deve venerare Dio, concentrare la mente sui suoni trascendentali come Aum (Om) o altri, come il mantra Hare Krishna, seguire le strette discipline che coinvolgano il corpo, la lingua e<\/p>\n<p>la mente, eliminare ogni desiderio di gioia indipendente. Tutto ci\u00f2 pu\u00f2 condurci alla discriminazione solida, cio\u00e8 alla conoscenza trascendentale, quella che non ci fa tornare a considerare il falso come la verit\u00e0.<\/p>\n<p>E chi \u00e8 questo Dio su cui dobbiamo meditare e a cui dobbiamo ricongiungerci?<\/p>\n<p>Egli \u00e8 l\u2019essere originale e unico, da cui tutto origina. Ma questi<\/p>\n<p>\u00e8 una persona o un\u2019energia? Qui dovremmo ora affrontare un argomento complesso; per secoli ognuno ha proclamato la propria interpretazione come quella giusta. C\u2019\u00e8 chi crede in un\u2019energia impersonale, ma questa teoria \u00e8 aperta a molte contraddizioni. Infatti la Upanishad parla di adorare Dio, ma se Lui non fosse una persona bens\u00ec una specie di \u201cfluido\u201d di sostanza spirituale nella quale dobbiamo tornare ad immergerci, realizzando che quello siamo noi, non si capisce chi e cosa dovremmo adorare.<\/p>\n<p>La Isha Upanishad, come la Chhandogya, la Shvetashvatara e<\/p>\n<p>17<\/p>\n<p>le altre, indicano chiaramente un Dio personale, distinto dalle Sue emanazioni, uguale a noi solo qualitativamente. A costui, Vishnu, (come dice la Katha) dobbiamo arrenderci.<\/p>\n<p>Per\u00f2 \u00e8 anche vero che non tutte le Upanishad sono cos\u00ec nette e chiare sull\u2019identit\u00e0 del Supremo Dio come invece lo sono altre scritture vedantiche, come la Bhagavad-gita e il Bhagavata Purana. Ma \u00e8 ovvio che i Veda propongono una conoscenza graduale, che possa innalzare in direzione delle vette pi\u00f9 alte ogni tipo di persona.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>8 I Darshana: Il Vedanta 1) introduzione La parola Vedanta significa \u201cci\u00f2 che sta alla fine dei Veda\u201d. 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