{"id":33233,"date":"2020-01-15T07:44:17","date_gmt":"2020-01-15T12:44:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/?p=33233"},"modified":"2022-01-15T07:44:53","modified_gmt":"2022-01-15T12:44:53","slug":"la-filosofia-del-bhakti-yoga-bhakti-il-metodo-di-realizzazione-spirituale-parte-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/la-filosofia-del-bhakti-yoga-bhakti-il-metodo-di-realizzazione-spirituale-parte-3\/","title":{"rendered":"La Filosofia del Bhakti Yoga &#8211; Bhakti (il metodo di realizzazione spirituale) &#8211; parte 3"},"content":{"rendered":"<p>D:  Certamente non si deve accettare uno qualunque come guida. E&#8217; importante trovare il maestro degno di fede. Ma da cosa distinguiamo il vero dal falso?<\/p>\n<p>R:  La prima caratteristica che dobbiamo notare \u00e8 che appartenga a una &#8220;parampara&#8221;, una catena ininterrotta di maestro e discepolo.<\/p>\n<p>&#8220;Nessuno pu\u00f2 essere un maestro spirituale autentico se non segue il principio della successione disciplica. Il Signore \u00e8 il maestro spirituale originale&#8230;&#8221;<br \/>\nBhagavad-gita 4.34, commento<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che il maestro spirituale deve aver avuto un guru autentico, il quale a sua volta deve averne avuto un altro; questa \u00e8 la parampara, o catena disciplica. Ma non \u00e8 sufficiente appartenere a una parampara, perch\u00e9 ne esistono alcune che non sono riconosciute dai Veda. Ora solo quattro sono le sampradaya, o tradizioni spirituali, riconosciute e il maestro &#8220;bona fide&#8221; non pu\u00f2 che appartenere a una ramificazione di queste. In caso contrario non lo si pu\u00f2 accettare. Queste quattro sono: la Brahma-sampradaya, la Sri-sampradaya, la Rudra-sampradaya e la Kumara-sampradaya.<br \/>\nSrimad-Bhagavatam 1.18.21<\/p>\n<p>Ma naturalmente neanche questo \u00e8 indice di garanzia assoluta. Indispensabili sono determinate qualit\u00e0. Quali sono?<\/p>\n<p>Prima di tutto il devoto deve essere puro, cio\u00e8 mostrare completo distacco dalle attrazioni materiali. Deve avere piena conoscenza delle scritture e saperle presentare nella maniera appropriata. Deve inoltre aver raggiunto una realizzazione spirituale piena.<\/p>\n<p>&#8220;Ascoltando regolarmente il Bhagavatam e rendendo servizio al puro devoto, tutto ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 di indesiderabile nel cuore viene praticamente distrutto, e il servizio d&#8217;amore al glorioso Signore, che \u00e8 venerato con canzoni trascendentali, viene stabilito come un fatto irrevocabile.&#8221;<br \/>\nSrimad-Bhagavatam 1.2.18<\/p>\n<p>&#8220;&#8230; In quel momento il servizio d&#8217;amore si stabilisce nel cuore, i modi della passione (rajas) e dell&#8217;ignoranza (tamas), la lussuria e il desiderio (kama) scompaiono dal cuore. Dunque il devoto si stabilisce nella virt\u00f9 e diviene felice.&#8221;<br \/>\nSrimad-Bhagavatam 1.2.19<\/p>\n<p>&#8220;Stabilito nel modo della virt\u00f9, l&#8217;uomo ringiovanito dal servizio d&#8217;amore al Signore guadagna la liberazione (mukti) dall&#8217;associazione materiale e arriva alla conoscenza perfetta della Personalit\u00e0 di Dio.&#8221;<br \/>\nSrimad-Bhagavatam 1.2.20<\/p>\n<p>&#8220;Cos\u00ec i rancori del cuore e tutte le altre contaminazioni sono tagliati in pezzi. Quando uno vede il s\u00e9 come il proprio dominatore, la catena delle azioni fruttuose (karma) termina (per sempre).&#8221;<br \/>\nSrimad-Bhagavatam 1.2.21<\/p>\n<p>Il puro devoto ascolta costantemente la Srimad-Bhagavatam, che contiene informazioni sulle attivit\u00e0 e sulle caratteristiche personali di Krishna. Anche grazie a questa pratica, tutto ci\u00f2 che \u00e8 contrario alla spiritualit\u00e0 viene bruciato e la materia non ha pi\u00f9 spazio nel suo cuore. Egli, dunque, si libera completamente dalla prigionia della materia.<\/p>\n<p>E&#8217; necessario che il maestro spirituale sia un puro devoto; se egli stesso non \u00e8 libero, come pu\u00f2 liberare gli altri?<\/p>\n<p>Bhajana-kriya, l&#8217;iniziazione<br \/>\nD:  E dopo sadhu-sanga?<\/p>\n<p>R:  Dopo c&#8217;\u00e8 il momento importante di bhajana-kriya, l&#8217;iniziazione.<\/p>\n<p>&#8220;Nello stadio successivo si viene iniziati da un maestro spirituale avanzato, sotto la cui direzione i neofiti iniziano il processo del servizio devozionale.&#8221;<br \/>\nBhagavad-gita 4.10, commento<\/p>\n<p>Quando il novizio \u00e8 rimasto per un certo periodo di tempo in compagnia degli altri compagni di viaggio e ha osservato le istruzioni del guru, \u00e8 degno di essere iniziato. Naturalmente abbiamo gi\u00e0 chiarito che non solo il guru deve essere sicuro della genuinit\u00e0 del discepolo, ma anche viceversa. Allorch\u00e9 ogni cosa \u00e8 stata verificata, pu\u00f2 essere celebrata la cerimonia del riconoscimento ufficiale, durante la quale il maestro dichiara di assumersi la responsabilit\u00e0 di guidare il discepolo sulla difficile strada del servizio devozionale. A sua volta il discepolo promette di seguire le istruzioni che il maestro gli impartir\u00e0.<\/p>\n<p>Ma nella tradizione Vaisnava non sempre questo importante momento \u00e8 consistito in una cerimonia formale. Nel momento in cui il rapporto maestro-discepolo si stringe, l&#8217;iniziazione \u00e8 gi\u00e0 automaticamente avvenuta.<\/p>\n<p>D:  Quali sono le cose principali che il guru chiede al discepolo?<\/p>\n<p>R:  Variano a seconda delle diverse tradizioni filosofiche, ma fondamentalmente le richieste vertono su quelli che vengono chiamati i principi regolatori. Per esempio, Srila Prabhupada chiede ai suoi discepoli di seguirne quattro. Ma di questo abbiamo gi\u00e0 parlato. In pi\u00f9 chiede di recitare il mantra Hare Krishna sedici volte il giro completo della mala, di studiare le scritture con costanza e seriet\u00e0, e di aiutarlo nella missione di diffusione della coscienza di Krishna nel mondo.<br \/>\nNonostante i maestri che seguono altre linee discipliche (o anche quelli che fanno parte della stessa linea) chiedano cose diverse, tutti si ritrovano d&#8217;accordo sui principi che Prabhupada ha chiesto di rispettare.<\/p>\n<p>D:  Specifichiamo meglio le ragioni per cui mangiare carne, uova o pesce \u00e8 proibito.<\/p>\n<p>R:  Secondo la Sri Isopanisad tutto appartiene a Dio, per cui quando si utilizza qualcosa lo si deve sempre offrire prima a Lui, riconoscendo il Suo supremo diritto di propriet\u00e0. Si deve dunque prendere solo ci\u00f2 che \u00e8 permesso e non altro.<\/p>\n<p>&#8220;Qualsiasi cosa tu faccia, qualsiasi cosa tu mangi, qualsiasi cosa tu offra o abbandoni, e qualsiasi austerit\u00e0 tu compia &#8211; fai tutto come se la offrissi a Me.&#8221;<br \/>\nBhagavad-gita 9.27<\/p>\n<p>Il principio \u00e8 chiaro: si deve mangiare solo cibo offerto a Krishna, perch\u00e9 quel cibo \u00e8 Suo. E giacch\u00e9 Egli non accetta carne, pesce o uova, essendo tali cibi impuri e scaturiti da violenza, la loro consumazione \u00e8 proibita. I cibi leciti si trovano nelle classi delle foglie, dei fiori, dei frutti o dei liquidi:<br \/>\nBhagavad-gita 9.26<br \/>\ndunque vegetali, cereali, legumi, latticini e frutta. Nessun uomo veramente civile manger\u00e0 il sangue e le carni degli animali trucidati nei mattatoi.<\/p>\n<p>D:  Perch\u00e9 non si deve bere alcool o fumare?<\/p>\n<p>R:  Le droghe, le sigarette, il caff\u00e8, il the, e tutte le altre sostanze stimolanti o eccitanti sono proibite per la medesima ragione. In pi\u00f9 \u00e8 facile notare come queste confondano la mente e impediscano di essere lucidi e sereni nell&#8217;esecuzione delle pratiche devozionali.<\/p>\n<p>D:  Cosa s&#8217;intende per sesso illecito, e perch\u00e9 viene proibito?<\/p>\n<p>R:  Il sesso illecito indica i rapporti fisici concepiti al di fuori dell&#8217;istituzione del matrimonio e dell&#8217;intenzione di procreare. Il piacere sessuale condiziona e lega a questo mondo perch\u00e9 d\u00e0 l&#8217;idea falsa che, in fin dei conti, su questa Terra qualcosa di piacevole ci sia. L&#8217;attrazione sessuale \u00e8 probabilmente uno dei problemi maggiori da superare, specialmente negli anni della giovent\u00f9. E&#8217; possibile vincere questo nemico della serenit\u00e0 solo se si riesce a provare un gusto superiore di vita: altrimenti, come afferma la Bhagavad-gita, ogni tentativo risulter\u00e0 vano.<br \/>\nCap.2 versetto 59<\/p>\n<p>D:  E il gioco d&#8217;azzardo?<\/p>\n<p>R:  Il gioco d&#8217;azzardo risente dell&#8217;influenza della passione e dell&#8217;ignoranza; in tale ansia di competizione, ogni tranquillit\u00e0 svanisce e non \u00e8 pi\u00f9 possibile meditare. Il Vaisnava rifugge da tali stati mentali e cerca sempre situazioni in cui la serena riflessione gli viene facilitata.<\/p>\n<p>D:  E quali altre cose il guru chiede al discepolo?<\/p>\n<p>R:  Abbiamo gi\u00e0 parlato della japa. Generalmente il minimo richiesto dal maestro spirituale \u00e8 cantare sedici volte il giro della mala, che \u00e8 composta di 108 grani.<\/p>\n<p>Importante \u00e8 anche lo studio delle scritture, cosa che va fatta con cura e costanza. Inoltre c&#8217;\u00e8 la cosiddetta &#8220;predica&#8221;, che consiste nell&#8217;informare tutti dell&#8217;importanza di utilizzare la vita umana per coltivare la coscienza di Krishna. Di solito i maestri Vaisnava chiedono ai discepoli di aiutarli ad offrire agli altri lo stesso beneficio che loro stessi hanno appena ricevuto.<\/p>\n<p>D:  Spendiamo qualche altra parola sull&#8217;iniziazione. Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante?<\/p>\n<p>R:  Il nome stesso, iniziazione, si spiega da s\u00e9. Da quel momento il discepolo inizia una nuova vita: il guru lo ripulisce, lo purifica, &#8220;prendendo su di s\u00e9&#8221; il karma del discepolo, le reazioni dei suoi peccati che avrebbe dovuto pagare se non fosse stato cos\u00ec fortunato da trovare un autentico rappresentante di Dio. Cos\u00ec rinnovato si presenta di fronte alla vita.<\/p>\n<p>Durante la cerimonia gli viene cambiato anche il nome, un appellativo che generalmente appartiene a Krishna: pu\u00f2 essere uno dei Suoi nomi, delle Sue qualit\u00e0, delle Sue attivit\u00e0 trascendentali, o anche il nome di qualche grande devoto. Da quel momento per lui inizia davvero una nuova vita.<\/p>\n<p>D:  Abbiamo detto che al momento dell&#8217;iniziazione il discepolo promette di non contravvenire pi\u00f9 alle regole che governano il campo della spiritualit\u00e0; cosa succede se invece ricade nel peccato?<\/p>\n<p>R:  Situazioni del genere non rendono di certo felice il maestro spirituale, che ama i discepoli con lo stesso sentimento di un amorevole padre di famiglia.<\/p>\n<p>Sicuramente tenta ancora con saggi consigli e il buon esempio di recuperare il figlio disperso. Nel caso di una caduta occasionale, tutto si conclude nel giro di poco tempo con il ripristino del precedente standard spirituale. Altrimenti il guru attende con pazienza e misericordia anche oltre questa stessa vita.<\/p>\n<p>Per\u00f2 mai lo tratta con disprezzo, persino se questi dovesse diventare demoniaco. Ogni punizione, anche dura, che il guru pu\u00f2 impartire al discepolo alla fine si risolve solo in un suo ultimo beneficio, proprio come il padre che punisce il figlio allo scopo di insegnargli a evitare i pericoli della vita.<br \/>\nVedi la storia di Caitanya Mahaprabhu e Chota Haridas, Caitanya-Caritamrta, Antya-lila cap. 2<\/p>\n<p>D:  Pu\u00f2 accadere che invece del discepolo sia il guru a cadere? e in questo caso cosa succede?<\/p>\n<p>R:  In genere il puro devoto non cade mai, in quanto (per definizione) \u00e8 puro ed \u00e8 quindi sotto la protezione della daivi-prakrti, l&#8217;energia divina. Per\u00f2 \u00e8 accaduto che guru ufficialmente accettati da istituzioni spirituali autentiche abbiano avuto difficolt\u00e0 nella loro vita devozionale.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 da dire che nonostante sia chiaro che il maestro spirituale deve essere un puro devoto, pu\u00f2 talvolta succedere che persone non completamente qualificate vengano incaricate di assolvere questo delicato compito. Tale &#8220;elezione&#8221; impropria pu\u00f2 essere addebitata o a un errore umano (come ad esempio, i rappresentanti di una organizzazione religiosa, avendo perso il proprio maestro, eleggono dei successori indegni), oppure a qualche piano divino a noi sconosciuto. Dopo un certo periodo di tempo questo guru pu\u00f2 incontrare difficolt\u00e0 a continuare il suo compito.<\/p>\n<p>A questo punto come si devono comportare i suoi discepoli, che sono abituati a considerare la propria guida come un&#8217;anima liberata e si trovano invece di fronte a un&#8217;amara e poco fortunata realt\u00e0?<\/p>\n<p>Prima di tutto bisognerebbe vedere come e perch\u00e9 il guru \u00e8 &#8220;caduto&#8221; in azioni materialistiche. Ci possono essere tanti modi e ragioni. Uno dei motivi \u00e8 il peso eccessivo del karma dei discepoli. Prendere il karma degli altri su di s\u00e9 non \u00e8 un gioco. La cosa pu\u00f2 avere effetti negativi sia sulla vita spirituale che su quella fisica. Per questa ragione Caitanya Mahaprabhu consigliava di non accettare molti discepoli: \u00e8 meglio averne pochi e prendersene cura con scrupolosit\u00e0 che tanti sconosciuti di cui si ricordano appena i nomi.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra ragione di &#8220;caduta&#8221; pu\u00f2 essere individuata nel fatto che egli stesso, non essendo ancora puro, senta dentro di s\u00e9 il disturbo di desideri insoddisfatti che rovinano la felicit\u00e0 della sua vita spirituale. In questo caso Maya ha buon gioco a sopprimere la tenera pianticina della devozione.<\/p>\n<p>Le ragioni, comunque, possono essere tante. Ma qualsiasi esse siano, a meno che il maestro non diventi demoniaco e rinneghi tutto al punto da insultare il proprio guru e Dio, il discepolo non deve mostrarsi ingrato e capriccioso come un bambino, ma prendere l&#8217;accaduto come un&#8217;opportunit\u00e0 offertagli per ricambiare la misericordia ricevuta: per una volta sar\u00e0 lui a prestare aiuto. Il discepolo, dunque, deve attendere che il guru torni in s\u00e9. Naturalmente stiamo parlando di situazioni alquanto anomale e imbarazzanti. Infatti il guru deve necessariamente essere un puro devoto e mai cadere dal piano della trascendenza. Se il guru non \u00e8 tale, deve in tutti i modi cercare di evitare di accettare tale importante ministero. Se invece non pu\u00f2 farne a meno, deve svolgerlo con tutte le cautele possibili.<\/p>\n<p>D:  Nel caso che il maestro cada, la cerimonia di iniziazione (diksa) deve essere ripetuta e il discepolo accettare un nuovo guru?<\/p>\n<p>R:  E&#8217; una questione alquanto controversa e discussa. Ci sono due idee che si contrastano. Andiamo a vedere le differenti tesi.<\/p>\n<p>&#8220;Se il maestro non riesce a continuare la sua missione spirituale per un momento di debolezze, il discepolo fedele deve aspettare il suo ritorno. Ma quando egli diventa demoniaco e rinnega la parampara, offendendo e bestemmiando guru e Krishna, allora il discepolo lo ripudi e ricominci il cammino con un altro maestro spirituale che sappia mantenerlo sulla retta via. Ci\u00f2 \u00e8 importante anche per evitare quel senso di solitudine e anarchia che potrebbe sopraggiungere in uno studente privo di punti di riferimento. In questo senso la reiniziazione \u00e8 necessaria.&#8221;<\/p>\n<p>Altri invece affermano:<\/p>\n<p>&#8220;Se il guru cade o diventa persino demoniaco, diksa (la cerimonia ufficiale di entrata nella parampara) \u00e8 stata comunque celebrata, e in un momento in cui il maestro era in linea con gli insegnamenti di Krishna. Per questo lo studente non ha bisogno di una nuova cerimonia, ma di siksa, cio\u00e8 di uno o anche pi\u00f9 maestri spirituali istruttori che siano in grado di aiutarlo ad andare avanti nel difficile cammino della realizzazione spirituale.&#8221;<\/p>\n<p>Questi sono i due punti di vista. Ognuno valuti come crede. Certo che la ripetizione del diksa appare storicamente poco praticata. Infatti se l\u2019iniziazione era valida al momento della celebrazione, che necessit\u00e0 c\u2019\u00e8 di ripeterla? La storia di Srila Madhvacarya pu\u00f2 essere istruttiva a questo riguardo. Quando si accorge che il suo guru non accetta le conclusioni naturali dei Veda, che travisa i versi del Vedanta-sutra e giunge addirittura a conclusioni mayavadi, questi lo rigetta e in seguito accetta Vyasa come propria guida spirituale. Non \u00e8 detto da nessuna parte che Madhva avesse richiesto la ripetizione della cerimonia del fuoco (necessaria per l&#8217;iniziazione formale) o che Vyasa l&#8217;avesse celebrata. E&#8217; solo precisato che Madhva cominci\u00f2 a seguire le istruzioni di Vyasa.<br \/>\nVedi Caitanya Caritamrta, Madhya-lila 9.245, commento di Bhaktivedanta Svami Prabhupada<\/p>\n<p>Un chiaro caso di siksa; venendo a mancare la fiducia nel proprio maestro spirituale, Madhva accetta le istruzioni e la guida di un altro.<\/p>\n<p>Inoltre si deve anche aggiungere che l&#8217;aspetto siksa (le istruzioni) \u00e8 molto pi\u00f9 rilevante di quello diksa (l&#8217;iniziazione formale). Per questa ragione \u00e8 meglio concentrarsi nel capire la filosofia piuttosto che cercare qualcuno che celebri una cerimonia del fuoco. Con ci\u00f2 non si vuole dire che la cerimonia dell&#8217;iniziazione sia inutile, al contrario \u00e8 un momento di grande importanza, ma solo che la comprensione delle cose \u00e8 pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>Anartha-nivrtti, la liberazione dalle cose indesiderate<br \/>\nD:  Andiamo oltre bhajana-kriya; qual \u00e8 il momento successivo?<\/p>\n<p>R:  E&#8217; chiamato anartha-nivrtti, stadio di pulizia o d&#8217;eliminazione degli elementi materiali contenuti nel cuore. Al proposito di anartha-nivrtti, Srila Prabhupada dice nella Bhagavad-gita:<\/p>\n<p>&#8220;Eseguendo il servizio devozionale sotto la guida di un maestro spirituale, ci si libera da ogni attaccamento materiale&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>In altre parole, se si riesce a essere costanti, a non abbandonare mai la compagnia delle persone sante, a seguire il loro illuminante esempio, ne consegue la distruzione di ogni sorta di attrazioni alle situazioni del mondo. Ci\u00f2 accade perch\u00e9 si comincia a gustare, a provar piacere nello svolgimento delle attivit\u00e0 spirituali. All&#8217;inizio la pratica della bhakti pu\u00f2 sembrare semplice, ma ci\u00f2 \u00e8 solo causato dall&#8217;euforia del primo momento. Si presenteranno, al contrario, difficolt\u00e0 di diverso genere. Tuttavia quando si persevera a dispetto dei problemi e delle sensazioni di sfiducia e tristezza che potranno sopraggiungere, ci si accorge che la purificazione sta realmente prendendo piede e che le impurit\u00e0 caratteriali stanno via via scomparendo. Questo stadio si chiama appunto anartha-nivrtti.<\/p>\n<p>D:  Prima abbiamo parlato di piacere nello svolgimento del servizio devozionale a Krishna; ma ci\u00f2 non dovrebbe implicare uno stato di liberazione gi\u00e0 avvenuta?<\/p>\n<p>R:  Non c&#8217;\u00e8 solo il bianco e il nero: esistono delle gradualit\u00e0. Allo stadio di anartha-nivrtti la possibilit\u00e0 di cadere, cio\u00e8 di tornare a essere ancora sedotti dall&#8217;illusione materialistica esiste ancora, in quanto la realizzazione non \u00e8 completa. Ma i sintomi che il processo sta avendo il suo effetto sono visibili: allo stato di anartha-nivrtti il praticante comincia a sentirsi libero e distaccato dalle spire lusinghiere di Maya.<\/p>\n<p>D:  Ci sono diversi tipi di anartha, o cose che sarebbe meglio evitare?<\/p>\n<p>R:  Secondo Visvanatha Cakravarti Thakura ci sono quattro tipi di anartha, ma tutti possono essere purificati dal costante impegno nella bhakti, in special modo dal canto del mantra Hare Krishna.<\/p>\n<p>Nistha, la stabilit\u00e0<br \/>\nD:  Poi c&#8217;\u00e8 nistha; in cosa consiste?<\/p>\n<p>R:  Sempre nella Bhagavad-gita, Prabhupada dice che nistha \u00e8 il momento in cui &#8220;si raggiunge la stabilit\u00e0 nella realizzazione del s\u00e9&#8230;&#8221;. Che all&#8217;inizio il praticante possa non essere molto stabile e periodicamente corra il rischio di imbattersi in momenti di confusione o addirittura di caduta, rientra nella normalit\u00e0; ma quando queste debolezze scompaiono e il devoto diventa stabilmente felice, sopraggiunge l&#8217;auspicioso stato di coscienza chiamato nistha.<\/p>\n<p>&#8220;Il Signore Krishna, che \u00e8 presente nel cuore di tutti ed \u00e8 molto affezionato ai Suoi devoti, rimuove il desiderio per il godimento dei sensi indipendente dal cuore del bhakta, che gioisce dell&#8217;ascolto del Suo messaggio. Questo ascolto \u00e8 eccezionalmente benefico quando \u00e8 fatto nel modo giusto.&#8221;<br \/>\nSrimad-Bhagavatam 1.2.17<\/p>\n<p>Nistha si raggiunge proprio in virt\u00f9 di una pratica costante dell&#8217;ascolto e della ripetizione del nome, delle attivit\u00e0 e caratteristiche di Dio. A quel punto si cominciano a sentire le prime avvisaglie delle gioiose esperienze spirituali, in contemporanea con una graduale scomparsa delle aspirazioni illusorie. In questo stato \u00e8 naturale che si provi entusiasmo a continuare la pratica delle attivit\u00e0 devozionali.<\/p>\n<p>Ruci, il gusto<br \/>\nD:  Dopo nistha viene ruci; cosa s&#8217;intende con questo termine?<\/p>\n<p>R:  Visvanatha Cakravarti dice:<\/p>\n<p>&#8220;Quando una persona sviluppa piacere per le attivit\u00e0 della bhakti (come l&#8217;ascolto e il canto), che attrae pi\u00f9 di ogni altra cosa, questo stadio \u00e8 chiamato ruci.&#8221;<\/p>\n<p>Srila Prabhupada aggiunge:<\/p>\n<p>&#8220;&#8230; acquisisce gusto per l&#8217;ascolto della Personalit\u00e0 di Dio Assoluta, Sri Krishna.&#8221;<br \/>\nStiamo parlando del momento in cui si inizia a sentire il piacere di essere nuovamente in contatto con la natura spirituale, esperienza che ci riempie di ebbrezza. Questa sensazione non \u00e8 ancora completa e pura, ma \u00e8 piena e appagante. Tanta \u00e8 la bellezza di questa esperienza trascendentale, delle emozioni sconosciute prima di questo momento, che naturalmente vogliamo conoscerle e sperimentarle sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Nel suo Madhurya Kadambini, Visvanatha Cakravarti afferma che esistono due tipi di ruci. Il primo dipende dalla qualit\u00e0 del contatto con Krishna (un esempio pu\u00f2 essere la felicit\u00e0 provata mentre si ascoltano i discorsi abbelliti da esposizioni letterarie fatte con arte, ecc.), ma questo stadio di ruci risente ancora di tinte materialistiche. Il secondo invece \u00e8 costituito dal piacere provato senza riguardo alla qualit\u00e0, diciamo, esteriore del contatto. In altre parole, alla persona che sperimenta questo tipo di ruci non importa se il devoto che canta Hare Krishna sia stonato, o se suoni fuori tempo; a lui importa solo l&#8217;ascolto del nome del Signore. Ruci \u00e8 dunque lo stadio di gioia spirituale in cui la convinzione \u00e8 rafforzata dall&#8217;esperienza diretta.<\/p>\n<p>Asakti, l&#8217;attaccamento<br \/>\nD:  Parliamo di asakti.<\/p>\n<p>R:  Mentre ruci ha per proprio oggetto di adorazione la pratica dell&#8217;ascolto e della ripetizione, asakti ha come oggetto direttamente il Signore Supremo in persona.<\/p>\n<p>Asakti significa attaccamento. Quando si prova gusto, \u00e8 naturale che ci si aggrappi quasi spasmodicamente alla sorgente del piacere. In questo stadio il devoto si lega in modo quasi disperato a Krishna e non prova alcun interesse ad ascoltare o a parlare di qualsiasi altro argomento. L&#8217;attrazione per Maya si sta allontanando, il successo \u00e8 quasi raggiunto.<\/p>\n<p>Bhava, lo stadio preliminare di amore<br \/>\nD:  Cosa c&#8217;\u00e8 dopo asakti?<\/p>\n<p>R:  Bhava. Bhava viene definito come lo stadio preliminare dell&#8217;amore puro per Dio e si raggiunge quando il devoto gi\u00e0 stabilito nello stato di coscienza chiamato asakti, compie un ulteriore avanzamento e si ritrova ancor pi\u00f9 purificato.<\/p>\n<p>Ora l&#8217;attaccamento a Krishna e a tutto ci\u00f2 che lo riguarda si esibisce in due diversi aspetti, chiamati bhava e rati. Quest&#8217;ultimo \u00e8 il gradino che viene subito dopo bhava: oramai si \u00e8 giunti a un passo dall&#8217;amore supremo per Dio (prema). Tutto ci\u00f2 \u00e8 spiegato in modo eccezionalmente chiaro da Srila Prabhupada nel suo \u201cTeachings of Lord Caitanya\u201d.<\/p>\n<p>Ma torniamo a bhava. L&#8217;Acarya spiega:<\/p>\n<p>&#8220;Questo gusto produce un&#8217;attrazione sempre pi\u00f9 profonda nei confronti della coscienza di Krishna, che cos\u00ec matura e diventa bhava, o fase preliminare dell&#8217;amore per Dio.&#8221;<\/p>\n<p>Dunque, ricapitolando brevemente, dopo ruci (gusto per le attivit\u00e0 spirituali) c&#8217;\u00e8 asakti (attaccamento spirituale). Quando il gusto per la vita spirituale diviene profondo, sempre pi\u00f9 forte e puro, l&#8217;esperienza del servizio a Krishna diventa una cosa meravigliosa, di momento in momento pi\u00f9 bella, fino a sfociare in bhava, lo &#8220;stadio preliminare dell&#8217;amore puro per Dio&#8221;. In bhava si potrebbe gi\u00e0 parlare di successo praticamente ottenuto, tuttavia il sentimento non \u00e8 ancora giunto alla massima perfezione, non siamo ancora approdati alla meta ultima.<\/p>\n<p>Infatti persino chi ha ottenuto tale stato di grazia corre ancora il rischio di ricadere vittima delle attrazioni mondane. Questo pu\u00f2 farci capire quanto sia forte la natura materiale (mama maya duratyaya). La storia di Maharaja Bharata, che troviamo nella Srimad-Bhagavatam (Canto 5 Cap.7), \u00e8 sufficientemente istruttiva.<\/p>\n<p>Bharata era un devoto avanzato, cos\u00ec tanto che aveva raggiunto proprio lo stadio di bhava. Provava tali e tanti sentimenti estatici d&#8217;amore per Krishna che tutti lo credevano un&#8217;anima liberata. Eppure accadde che si affezion\u00f2 a un cerbiatto e per tale ragione manc\u00f2 di raggiungere la perfezione: si trov\u00f2 pertanto a rinascere egli stesso in quella forma di vita a cui si era sentito legato. Nella vita successiva divenne Jada Bharata e riprese il cammino dal punto in cui l&#8217;aveva interrotto e non ricadde pi\u00f9 nello stesso errore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>D: Certamente non si deve accettare uno qualunque come guida. E&#8217; importante trovare il maestro degno di fede. 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