{"id":33206,"date":"2020-01-15T07:28:24","date_gmt":"2020-01-15T12:28:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/?p=33206"},"modified":"2022-01-15T07:28:55","modified_gmt":"2022-01-15T12:28:55","slug":"la-filosofia-del-bhakti-yoga-bhagavan-la-suprema-personalita-di-dio-parte-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/la-filosofia-del-bhakti-yoga-bhagavan-la-suprema-personalita-di-dio-parte-4\/","title":{"rendered":"La Filosofia del Bhakti Yoga &#8211; Bhagavan (la Suprema Personalit\u00e0 di Dio) &#8211; parte 4"},"content":{"rendered":"<p>D:  Cosa vi rende cos\u00ec sicuri che l&#8217;interpretazione personalistica sia quella giusta, e non quella di Sankara, invece?<\/p>\n<p>R:  Un&#8217;idea sbagliata pu\u00f2 essere combattuta solo con un&#8217;altra idea. Le teorie di Sankara sono state a pi\u00f9 riprese attaccate dai pi\u00f9 grandi filosofi Vaisnava, tra cui Madhva, Ramanuja, Nimbarka, Visnusvami, Caitanya e via dicendo, fino a Srila Prabhupada. Certamente questo argomento richiederebbe un libro intero; in questa sede ne analizzeremo brevemente solo alcuni punti salienti.<\/p>\n<p>Vediamo il Vedanta-sutra, da sempre il testo pi\u00f9 usato in connessione con questa problematica: <\/p>\n<p>&#8220;Brahman \u00e8 colui dal quale proviene la creazione, il mantenimento e la ricostruzione dell&#8217;universo.&#8221;<br \/>\nSutra 1.1.2<\/p>\n<p>Fin dal secondo sloka del Vedanta-sutra si comprende chiaramente che Brahman \u00e8 distinto dalla jiva. Infatti la jiva non \u00e8 in grado di creare, di mantenere e distruggere l&#8217;universo, cosa che richiede energie immense delle quali \u00e8 sprovvista.<\/p>\n<p>OS:  La jiva non ha queste energie allo stato condizionato, ma allo stato liberato possiede potenze illimitate.<\/p>\n<p>R:  Questa opposizione non regge. Un elemento dalle immense energie quale il Brahman non potrebbe mai cadere vittima di una energia che gli sia di molto inferiore, in quanto Egli stesso ne sarebbe il creatore e lei (Maya, l&#8217;illusione) l&#8217;effetto. Brahman significa &#8220;colui nel quale tutti gli attributi arrivano all&#8217;infinit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Possiamo dunque chiamare la jiva Brahman ora che ne conosciamo il significato?, questa jiva in continua lotta contro i mulini a vento delle sue cupidigie, dei suoi odi e dei suoi amori? Il sutra non si rivolge all&#8217;anima individuale, ma al Brahman supremo, il quale \u00e8 ben distinto da quest&#8217;ultima.<\/p>\n<p>Torniamo al primo sutra del Vedanta:<\/p>\n<p>&#8220;Questo \u00e8 il momento di porre domande sulla Verit\u00e0 Assoluta.&#8221;<br \/>\nSutra 1.1.1<\/p>\n<p>Se noi fossimo la Verit\u00e0 Assoluta (Brahman), che bisogno avremmo di domandare di noi? Chi potrebbe conoscerci meglio di noi stessi?<\/p>\n<p>Se uno ha bisogno di porre quesiti su qualcosa, l&#8217;ignoranza riguardo al soggetto inquisito \u00e8 implicita. Cos\u00ec, in accordo ai Vedanta-sutra, non possiamo essere noi la Verit\u00e0 Trascendentale, Brahman. Se lo fossimo stati, non saremmo mai giunti a occupare una posizione tanto miserevole.<\/p>\n<p>In una Upanisad \u00e8 detto:<\/p>\n<p>&#8220;Due amici inseparabile stanno sullo stesso ramo. Uno di loro mangia i frutti dolci, l&#8217;altro guarda senza mangiare&#8230;&#8221;<br \/>\nSve\u00actasvatara Upanisad 4.6.7<\/p>\n<p>E&#8217; un esempio chiaro. Ci sono due entit\u00e0 distinte e con caratteristiche separate: l&#8217;una (la jiva) gode dei piaceri della vita, l&#8217;altra no, guarda soltanto. Nel verso il sostantivo &#8220;uccello&#8221; risulta in numero duale: ci\u00f2 significa che sull&#8217;albero ci sono due uccelli, jiva e Parabrahman. Non si dice che vi \u00e8 uno soltanto, al contrario viene fatta un a distinzione e si afferma che uno dei due &#8220;mangia i frutti&#8221; dell&#8217;illusione materialistica, dimostrandosi con questa azione inferiore.<\/p>\n<p>Queste sono solo alcune delle numerosissime evidenze che sarebbe possibile citare in favore della tesi della dualit\u00e0 spirituale e per provare che il monismo di Sankara non \u00e8 confermato nelle Upanisad. Esiste un Dio e noi siamo i suoi figli caduti in disgrazia.<\/p>\n<p>Ancora la Svetasvatara Upanisad:<\/p>\n<p>&#8220;Quando ci si vede differenti dal Signore, da Lui giunge ogni benedizione e si ottiene l&#8217;immortalit\u00e0.&#8221;<br \/>\nVersetto 1.6<\/p>\n<p>Noi siamo differenti dal Signore, differenti nell&#8217;individualit\u00e0. Questo verso lo testimonia; se noi stessi fossimo Dio, di quali benedizioni avremmo bisogno?<\/p>\n<p>L&#8217;advaita-vada non regge alla pi\u00f9 semplice delle logiche.<\/p>\n<p>D:  Nei Veda si trova frequentemente la frase &#8220;sarvam khalv idam brahma&#8221;, &#8220;tutto \u00e8 Brahman&#8230;&#8221;. Sembra abbastanza chiaro: sono i Veda stessi che ci propongono questa verit\u00e0.<\/p>\n<p>R:  E&#8217; il solito problema delle interpretazioni sbagliate o quantomeno estranee al contesto generale. Scrivendo quella e altre frasi del genere, Vyasa non intendeva unificare le due identit\u00e0, poich\u00e9 avrebbe sortito l&#8217;effetto di distruggerle entrambi. Dicendo &#8220;tutto \u00e8 Brahman&#8221; intendeva dire che tutto \u00e8 partecipe della Sua QUALITA&#8217; (tutto cio\u00e8 era della Sua stessa qualit\u00e0 spirituale) e non di un&#8217;unica individualit\u00e0.<\/p>\n<p>Nella Kausitaki Upanisad c&#8217;\u00e8 una serie di complessi passaggi che si riferiscono a un dialogo fra Indra e il re Pratardana, in cui il deva parla di s\u00e9 stesso come se fosse l&#8217;Essere Supremo. Ma Vyasa \u00e8 cosciente della confusione che possono causare concetti del genere, per cui nel Vedanta-sutra, il commento filosofico di tutti i Veda, risponde cos\u00ec:<\/p>\n<p>&#8220;Se qualcuno obiettasse che nel testo non ci si riferisce a Brahman (ma a una jiva individuale), noi risponderemmo che non \u00e8 cos\u00ec. Infatti vediamo che i sutra (della Upanisad in questione) menzionano continuamente il S\u00e9 Supremo (cosa possibile solo nel caso che il parlatore si stia identificando con Brahman).&#8221;<br \/>\nVedanta-sutra 1.1.29<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;istruzione data da Indra riguardante se stesso deve essere vista come data in un momento di estasi, come nel caso di Vamadeva.&#8221;<br \/>\nVedanta-sutra 1.1.30<\/p>\n<p>Ora soprassediamo alla spiegazione dei due versi del Vedanta che aprirebbe un campo di discussioni troppo vasto e concentriamoci sul fatto in questione, analizzandolo con parole semplici.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 Brahman, \u00e8 vero, ma solo nel senso che siamo parte della stessa natura, e cio\u00e8 che siamo tutti esseri spirituali. Indra, in preda all&#8217;estasi durante la sua glorificazione a Krishna, si identifica in Lui e comincia a parlare come se con la sua bocca parlasse il Signore stesso. Ma ci\u00f2 che dice a Pratardana non pu\u00f2 riferirsi a Indra persona, il quale voleva chiaramente attestare la sua unificazione &#8220;qualitativa&#8221; con il Signore insieme alla differenziazione &#8220;quantitativa&#8221;. La prima parte del primo sloka della Srimad-Bhagavatam ci ribadisce il tutto in modo preciso.<\/p>\n<p>&#8220;Io offro i miei omaggi al figlio di Vasudeva (Krishna), che \u00e8 la Suprema Personalit\u00e0 di Dio, avendo in s\u00e9 il massimo grado di tutte le qualit\u00e0.&#8221;<\/p>\n<p>Occorre sottolineare quanto i Veda insistano sul fatto che Brahman (o Bhagavan, il significato \u00e8 lo stesso) non siamo noi perch\u00e8 sprovvisti di tutte le qualit\u00e0 al massimo grado. Dunque, tutto \u00e8 Brahman, s\u00ec, ma noi, (nella nostra individualit\u00e0) non siamo Brahman.<\/p>\n<p>A difesa di questo fondamentale principio vedico esistono innumerevoli evidenze sastriche.<\/p>\n<p>OS:  Per\u00f2 si deve ammettere che il concetto della non-forma calza meglio a quello dell&#8217;illimitatezza. Un essere personale deve avere un corpo, una mente, dei desideri&#8230; deve necessariamente essere limitato. Ma Dio non deve essere privo di questo difetto? non deve essere illimitato?<\/p>\n<p>R:  Invece \u00e8 il concetto della non-forma che lo limita. Se io vi domandassi ora se il Brahman illimitato pu\u00f2 avere una forma, voi rispondereste di no. Ma come pu\u00f2 un&#8217;entit\u00e0 illimitata essere priva di qualcosa? A maggior ragione di un aspetto della realt\u00e0 che esiste in modo cos\u00ec rilevante nella nostra esperienza?<\/p>\n<p>Quando voi dite che &#8220;Dio non pu\u00f2&#8230;&#8221; lo limitate in modo significativo e gli togliete una delle caratteristiche pi\u00f9 evidenti della realt\u00e0. Ditemi solo una cosa nella creazione che sia priva di forma. Persino l&#8217;aria acquista la forma dell&#8217;involucro che la racchiude&#8230;<\/p>\n<p>Ma mentre la non-forma deve necessariamente negare la forma, il concetto della forma non nega il suo opposto, al contrario lo include. Infatti una forma pu\u00f2 avere energie impersonali, come vediamo in noi stessi: noi siamo persone che hanno delle energie, quella della parola, ad esempio. Cos&#8217;altro \u00e8 il parlare se non un&#8217;energia impersonale? L&#8217;individuo pu\u00f2 avere un proprio aspetto impersonale, mentre altrettanto non pu\u00f2 essere detto per la non persona. Dunque avendo illimitate energie, il Signore \u00e8 contemporaneamente limitato e illimitato: non limitato nel senso che qualcosa gli \u00e8 precluso, ma perch\u00e9 pu\u00f2 avere una forma fisica come l&#8217;abbiamo noi.<\/p>\n<p>D:  In definitiva a cosa mirano i monisti?<\/p>\n<p>R:  A immergersi nel fulgore divino chiamato Brahmajyoti. L\u00ec ambiscono a distruggere la loro personalit\u00e0 e cos\u00ec credono di avere raggiunto la pi\u00f9 alta perfezione dell&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>Krishna \u00e8 il nome originale di Dio?<br \/>\nD:  Quali sono le evidenze che ci porterebbero ad accettare che il Krishna storico, nato a Mathura cinquemila anni fa, \u00e8 proprio il Dio Supremo?<\/p>\n<p>R:  Le provi scritturali sono numerose. Ne menzioniamo solo qualcuna.<\/p>\n<p>Nella Srimad-Bhagavatam c&#8217;\u00e8 una lista di incarnazioni divine, tra cui quella di Sri Krishna, che risulta essere la ventesima.<br \/>\nSrimad-Bhagavatam 1.3 dal verso 6 al 25<br \/>\nSe andiamo ad analizzare il verso 1.3.23, notiamo che alla parola Krishna \u00e8 accomunato il termine Bhagavan, che significa appunto la Suprema Personalit\u00e0 di Dio, la pi\u00f9 potente fra tutte. Per nessun&#8217;altra incarnazione tale termine \u00e8 stato usato.<\/p>\n<p>Una coincidenza? I testi vedici sono cos\u00ec scientifici e precisi che stentiamo a credere che qualcosa sia stato lasciato al caso, anche perch\u00e9 fino a questo punto una tale eventualit\u00e0 non si \u00e8 mai verificata. Ma non \u00e8 tutto. Nella Bhagavad-gita, Srila Prabhupada dice:<\/p>\n<p>&#8220;Krishna e la Suprema Personalit\u00e0 di Dio sono la stessa cosa. Questa \u00e8 la ragione per cui il Signore Krishna, in tutta la Bhagavad-gita, viene chiamato Bhagavan. Bhagavan \u00e8 l&#8217;ultimo stadio della Verit\u00e0 Assoluta.&#8221;<br \/>\nBhagavad-gita 2.2 commento<\/p>\n<p>OS:  Ma Bhagavan \u00e8 un termine generico che si pu\u00f2 riferire anche a personaggi molto potenti, a deva particolarmente importanti, come Siva, Brahma o Indra. Non necessariamente deve rapportarsi a un Dio supremo e assoluto.<\/p>\n<p>R:  Troviamo la risposta a questa osservazione nello stesso commento di Srila Prabhupada.<\/p>\n<p>&#8220;Ci sono molte persone ricche, potenti&#8230; ma nessuno pu\u00f2 dire di avere tutte le qualit\u00e0&#8230; solo Krishna le possiede al loro massimo grado&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Pi\u00f9 avanti Srila Prabhupada menziona il verso 5.1 della Brahma-samhita:<\/p>\n<p>&#8220;Ci sono molte personalit\u00e0 che possiedono le qualit\u00e0 di Bhagavan, per\u00f2 Krishna \u00e8 il supremo perch\u00e9 nessuno \u00e8 pi\u00f9 grande di Lui. Brahman significa anche il pi\u00f9 Grande. Krishna \u00e8 la Persona Suprema e il Suo corpo \u00e8 eterno, pieno di conoscenza e felicit\u00e0. E&#8217; il Signore primordiale Govinda ed \u00e8 la causa di tutte le cause.&#8221;<\/p>\n<p>Si prenda poi il Maha-bharata, la sezione dove Markandeya sostiene di aver visto Sri Krishna (che in quel momento gli stava davanti) durante l&#8217;ultima dissoluzione dell&#8217;universo materiale, che fluttuava nelle acque della distruzione. Solo in quel momento apprende che Egli non era una delle tante incarnazioni, ma proprio la Suprema Personalit\u00e0 di Dio.<\/p>\n<p>Cos\u00ec i Veda non manifestano alcun dubbio al riguardo: Krishna \u00e8 la Divinit\u00e0 Originale e Trascendentale, la Verit\u00e0 Assoluta, la sorgente di tutto ci\u00f2 che esiste.<\/p>\n<p>Le incarnazioni e le loro funzioni<br \/>\nD:  Ora vorremmo affrontare l&#8217;argomento degli avatara, le incarnazioni di Dio. I Veda ci informano che il Signore si incarna in questo mondo innumerevoli volte. Possiamo parlarne?<\/p>\n<p>R:  Le incarnazioni di Sri Krishna sono numerosissime, anzi infinite; proprio come le onde dell\u2019oceano, dice la Srimad-Bhagavatam. Ognuna di loro ha una missione diversa da compiere.<\/p>\n<p>La parola avatara significa &#8220;colui che discende&#8221; e, come vedremo tra poche righe, ci sono diversi tipi di incarnazione. Gli scopi che Dio si prefigge variano di volta in volta ma fondamentalmente, come \u00e8 spiegato nella Bhagavad-gita, vuole raggiungere tre obiettivi: proteggere i devoti, sconfiggere i malvagi e riproporre i principi della religione quando sono dimenticati o contaminati dalla speculazione umana.<\/p>\n<p>Dio non si dimentica di noi, non ci abbandona in questo mondo a soffrire per l&#8217;eternit\u00e0. Scende con esatta regolarit\u00e0, secondo ragioni e modalit\u00e0 ben specificate nelle scritture.<\/p>\n<p>D:  Perch\u00e9 fa precedere le Sue discese in questo mondo da una profezia?<\/p>\n<p>D:  Per evitare che i demoni confondano la gente, proclamando falsi avatara. Se uno dice di essere Dio sceso sulla Terra deve dimostrare che la sua venuta \u00e8 stata prevista nelle scritture, quelle autentiche. In questo modo si possono (anzi si sarebbe potuto, visto che gli impostori nel corso della storia sono stati tanti) evitare tanti problemi.<\/p>\n<p>D:  Prima \u00e8 stato detto che ci sono diversi tipi di avatara.<\/p>\n<p>R:  S\u00ec. Principalmente sono sei.<\/p>\n<p>1, Purusa-avatara, che si incaricano della creazione, come ad esempio i tre Visnu,<br \/>\n2, Lila-avatara, che svolgono divertimenti trascendentali (vedi Matsya, Kurma, Rama, Nrsimha, e altri),<br \/>\n3, Sakty-avesa-avatara, letteralmente &#8220;investiti di potere&#8221;. Sono provvisti di un certo tipo di energia che serve loro per assolvere compiti precisi. Si tratta di Brahma, Siva, Vyasa, Parasurama e altri,<br \/>\n4, Guna-avatara, che sono Brahma, Visnu e Siva, con i quali assolve altre specifiche funzioni,<br \/>\n5, Manvantara-avatara, che appaiono ogni periodo di Manu,<br \/>\n6, Yuga-avatara, le incarnazioni previste per ogni yuga, che scendono con scadenze fisse.<\/p>\n<p>Per chi volesse approfondire l&#8217;argomento sui sei tipi di avatara, trover\u00e0 maggiori informazioni nella Srimad-Bhagavatam,<br \/>\n1.3.5, commento<br \/>\noppure ne &#8220;Gli insegnamenti del Signore Caitanya\u201d.<br \/>\nCap.8<\/p>\n<p>Storia della vita di Krishna<br \/>\nD:  Vuoi parlarci brevemente della storia della vita di Krishna?<\/p>\n<p>R:  La storia della Sua vita, della Sua nascita e delle Sue attivit\u00e0 sono l&#8217;argomento principale del libro \u201cKrishna&#8221;, una delle opere scritte da Bhaktivedanta Svami Prabhupada, fondatore e maestro spirituale del Movimento per la Coscienza di Krishna. Questo volume \u00e8 il riassunto in prosa del decimo canto della Srimad-Bhagavatam. Chi desideri, quindi, sapere di pi\u00f9 circa la vita terrena di Krishna, \u00e8 invitato a consultarlo.<\/p>\n<p>Ma vediamo in breve la Sua storia.<\/p>\n<p>Circa cinquemila anni fa nasce a Mathura, nel nord dell&#8217;India, in quella che oggi \u00e8 una delle grandi citt\u00e0 dell&#8217;Uttara Pradesh. Devaki, la figlia del re di Mathura, Ugrasena, sposa il virtuoso Vasudeva. Devaki ha un fratello malvagio di nome Kamsa; tanto demoniaco \u00e8 quest&#8217;ultimo che arriva a far imprigionare suo padre ed i suoi fidati collaboratori pur di conquistare il potere senza dover attendere la vecchiaia del padre.<\/p>\n<p>Nel giorno del matrimonio della sorella Kamsa ha una premonizione: l&#8217;ottavo figlio di Devaki lo avrebbe ucciso. A causa di questo avvenimento in seguito ordiner\u00e0 di rinchiudere la sorella in prigione insieme al marito, in attesa che venga al mondo il bimbo da eliminare. Ma tale \u00e8 la paura che invece di aspettare l&#8217;ottava nascita, Kamsa fa uccidere tutti i neonati.<\/p>\n<p>Giunta l&#8217;ottava gravidanza, Vasudeva tenta di salvare almeno quel loro ultimo figlio e in qualche modo riesce a evadere e ad arrivare nel piccolo villaggio di Gokula, oltre il fiume Yamuna. L\u00ec sostituisce il neonato con la bambina che era appena nata a Yasoda, la moglie del capo dei pastori. Poi torna in carcere.<\/p>\n<p>E&#8217; per questa ragione che Krishna, sebbene per nascita appartenga a una casta reale, vive i suoi primi anni di vita insieme a dei pastori. Pochi conoscono la sua vera identit\u00e0; neanche Yasoda e suo marito Nanda, che lo credono il loro figlio naturale.<\/p>\n<p>Kamsa invece comprende che il nemico gli \u00e8 sfuggito, ma non sa dove si cela. Perci\u00f2 riunisce i suoi amici demoniaci, dotati tutti di poteri magici e affida loro il compito di uccidere ogni bambino partorito durante quel periodo.<\/p>\n<p>Ma Sri Krishna, nonostante fosse nato in questo mondo di limiti, aveva portato con s\u00e9 tutte le potenze divine; cos\u00ec, non solo riesce a scampare alla strage, ma uccide tutti i demoni uno dopo l&#8217;altro. I pastori, assistendo agli strani avvenimenti che accadono nei dintorni del loro villaggio e non riuscendo a capirne le ragioni, decidono che quel posto non \u00e8 pi\u00f9 sicuro per loro e per i loro figli. A quel punto si trasferiscono nella non lontana Vrndavana. Krishna trascorre la sua infanzia in quel luogo bellissimo.<\/p>\n<p>Nei pressi ci sono delle stupende foreste che costeggiano il fiume Yamuna, ove tutti i giorni i pastorelli portano le mandrie a pascolare: la pi\u00f9 bella si chiama proprio Vrndavana. E&#8217; un periodo di amori per il giovane Krishna, il quale ama ed \u00e8 amato dalle gopi, le affascinanti pastorelle del paese. Tra queste una \u00e8 la preferita, Radharani. Ancora oggi in India il rapporto tra Krishna e le gopi \u00e8 celebrato come il pi\u00f9 puro delle relazioni d&#8217;amore spirituale.<\/p>\n<p>Intanto Kamsa non ha dimenticato della minaccia che incombe su di lui: insospettito dal fatto che troppi dei suoi valorosi amici muoiono nei dintorni di Vrndavana, intuisce che il suo nemico mortale vive l\u00ec e che deve essere Krishna. Cos\u00ec, durante una festivit\u00e0 particolare, lo invita a Mathura col segreto proposito di attentare alla Sua vita. Kamsa non pu\u00f2 certo accettare che Sri Krishna \u00e8 Dio e che nessuno pu\u00f2 nulla contro di lui. Infatti \u00e8 proprio in quel giorno che Kamsa perde la vita per mano di Krishna, proprio come gli era stato profetizzato. Mathura \u00e8 liberata da un incubo. Ugrasena viene scarcerato e reistallato sul trono.<\/p>\n<p>A questo punto della storia Krishna si \u00e8 fatto molti amici ma anche molti nemici, i quali tentano di attaccare la citt\u00e0 per vendicare la morte di Kamsa. Non volendo arrecare ulteriore disturbo alla pacifica popolazione di Mathura, Egli parte e giunto nell&#8217;odierno stato del Gujarat, nell&#8217;estremo occidente dell&#8217;India, fonda la citt\u00e0 di Dvaraka.<\/p>\n<p>Dvaraka \u00e8 una citt\u00e0 ben fortificata e l\u00ec Krishna, con le Sue regine e i familiari, trascorre gli anni. Ma non dimentica le gopi, specialmente Radharani; nonostante il Suo grande amore per loro, non torna pi\u00f9 a Vrndavana: ha una missione importante da compiere in questo mondo e non pu\u00f2 trascurarla.<\/p>\n<p>In quegli anni, Krishna continua a scambiare dolci relazioni spirituali con i Suoi devoti e ad alleviare le sofferenze provocate dai demoni, fino a quando viene coinvolto in una serie di avvenimenti storici che saranno descritti nella grande epica chiamata Maha-bharata.<\/p>\n<p>I Pandava, figli del re defunto Pandu, truffati dal cugino Duryodhana e privati del regno che spetta loro di diritto, sono tra i pi\u00f9 grandi devoti di Krishna. Fra loro, uno Gli \u00e8 particolarmente caro, Arjuna; i due, infatti, sono legati da un profondo sentimento di amicizia. Nel corso dell&#8217;evoluzione della storia vediamo che Sri Krishna si schiera apertamente dalla loro parte e ne prende le difese, in quanto i Pandava sono tutti spiritualmente evoluti mentre i cugini, i Kaurava, rivelano una natura demoniaca. Non riuscendo a risolvere la disputa con il dialogo e gli accordi politici, la guerra diventa inevitabile. In questo drammatico frangente, Sri Krishna guida il carro di Arjuna sul campo di battaglia di Kuruksetra, luogo santo di pellegrinaggio.<\/p>\n<p>Prima dell&#8217;inizio delle ostilit\u00e0, Sri Krishna espone ad Arjuna la Bhagavad-gita, il testo principale della filosofia vedica. Ancora oggi quest&#8217;opera \u00e8 ritenuta, non solo dagli indiani ma anche dai maggiori studiosi di tutto il mondo, una straordinaria testimonianza di saggezza spirituale. Grazie ai consigli di Sri Krishna, i Pandava riescono a vincere la battaglia e a riconquistare il trono. Segue un lungo periodo di pace e di felicit\u00e0 per tutti gli abitanti della Terra.<\/p>\n<p>Nel corso della Sua esistenza su questo pianeta Krishna raggiunge gli scopi che si era prefissato: amare e proteggere i devoti, distruggere i malvagi e lasciare un inestimabile tesoro di filosofia trascendentale. Compiuta la missione, decide di tornare nel Suo mondo eterno portando con s\u00e9 i devoti pi\u00f9 intimi.<\/p>\n<p>Qualit\u00e0 trascendentale delle attivit\u00e0 del Signore<br \/>\nD:  Questa sembra la storia della vita di un comune principe, o di un personaggio dell&#8217;India antica. Come pu\u00f2 Dio fare cose cos\u00ec comuni e mondane?<\/p>\n<p>R:  Anche se possono sembrarlo, le attivit\u00e0 del Signore non sono mai mondane ma sempre spirituali, e contengono i pi\u00f9 alti valori trascendentali. Non si deve mai commettere l&#8217;errore di scambiarLo per una persona comune.<\/p>\n<p>&#8220;Gli sciocchi Mi deridono quando discendo nella forma umana. Non conoscono la Mia natura trascendentale di Signore Supremo di tutto ci\u00f2 che \u00e8.&#8221;<br \/>\nBhagavad-gita 9.11<\/p>\n<p>I materialisti, gli atei, i demoni sono sempre pronti a denigrare Dio in qualsiasi momento se ne presenti l&#8217;occasione. Anche nella tradizione vedica alcuni hanno tentato di dimostrare che Krishna era una persona come tutte le altre, forse in possesso di eccezionali poteri mistici ma nulla di pi\u00f9. In previsione di ci\u00f2, nella Bhagavad-gita Krishna chiama costoro mudha, sciocchi come asini. Essi non conoscono la Sua natura trascendentale (param bhavam). In altre parole, anche quando il Signore assume una forma che all&#8217;apparenza pu\u00f2 risultare comune, si tratta sempre di una delle manifestazioni delle Sue potenze infinite e mantiene sempre tutte le facolt\u00e0. Chi sa questo \u00e8 fortunato, sostiene la Bhagavad-gita.<\/p>\n<p>&#8220;Chi conosce la natura trascendentale della Mia apparizione e delle Mie attivit\u00e0, quando abbandona il corpo materiale non rinascer\u00e0 in questo mondo materiale, ma raggiunger\u00e0 la Mia dimora eterna&#8230;&#8221;<br \/>\nBhagavad-gita 4.9<\/p>\n<p>Capire questa verit\u00e0 \u00e8 di fondamentale importanza. Se si pensa che Dio possa cadere in questo mondo e sia costretto dalle leggi della natura ad agire come una persona normale, come noi, insomma, si corre il rischio di diventare materialisti, o peggio ancora mayavadi.<\/p>\n<p>La sventura di subire il fascino di Maya non pu\u00f2 mai succedere allo Spirito Supremo, in quanto mantiene sempre un predominio assoluto sulla natura materiale e non pu\u00f2 mai esserne vittima.<\/p>\n<p>Infine, per quanto riguarda le azioni di Sri Krishna, il suo modo di agire su questa Terra, \u00e8 sbagliato anche dire che somigliano ad azioni umane; al contrario sono queste ultime che hanno caratteristiche come quelle divine. Per questa ragione sembrano quasi uguali.<\/p>\n<p>Altre descrizioni<br \/>\nD:  Parlateci del Suo aspetto e delle Sue attivit\u00e0 pi\u00f9 intime.<\/p>\n<p>R:  Noi crediamo che la maniera migliore per descrivere Sri Krishna sia lasciar parlare direttamente le anime realizzate, che sicuramente lo sanno fare meglio di chiunque altro.<\/p>\n<p>Brahma dice nella Brahma-samhita:<\/p>\n<p>&#8220;Io adoro Govinda, il Signore primordiale, il primo progenitore, colui che si prende cura delle mucche e accontenta ogni desiderio. Egli vive in dimore costruite con gemme spirituali, circondato da milioni di alberi dei desideri, ed \u00e8 sempre servito con grande riverenza e affetto da centinaia di migliaia di Laksmi e Gopi.&#8221;<br \/>\nBrahma-samhita 5.29<\/p>\n<p>&#8220;Io adoro Govinda, il Signore primordiale, che suona magnificamente il flauto, con gli occhi dischiusi tanto simili ai petali del loto, con il capo ornato con una piuma di pavone, con la meravigliosa figura del corpo che ha lo stesso colore delle nuvole blu; la Sua avvenenza \u00e8 cos\u00ec straordinaria che fa innamorare milioni di Cupidi.&#8221;<br \/>\nBrahma-samhita 5.30<\/p>\n<p>&#8220;Io adoro Govinda, il Signore primordiale; attorno al Suo collo oscilla una ghirlanda di fiori adornata da un fermaglio a forma di luna. Le Sue mani sono rese ancora pi\u00f9 belle dal flauto e da altri gioielli; \u00e8 sempre impegnato in passatempi d&#8217;amore e la Sua forma a tre curve (chiamata Syamasundara) \u00e8 eternamente manifesta.&#8221;<br \/>\nBrahma-samhita 5.31<\/p>\n<p>&#8220;Io adoro Govinda, il Signore primordiale, la cui forma trascendentale \u00e8 piena di ogni felicit\u00e0, verit\u00e0, sostanzialit\u00e0 e pertanto \u00e8 ricolma del pi\u00f9 accecante splendore. Ciascuna parte della Sua figura trascendentale possiede in s\u00e9 le piene funzioni di tutti gli organi ed eternamente vede, mantiene e manifesta gli universi infiniti, sia spirituali che materiali.&#8221;<br \/>\nBrahma-samhita 5.32<\/p>\n<p>&#8220;Io adoro Govinda, il Signore primordiale, che \u00e8 inaccessibile (a chi segue soltanto i precetti dei) Veda ma raggiungibile (solo) mediante pura devozione dell&#8217;anima; che \u00e8 senza un secondo; che non \u00e8 soggetto al decadimento del corpo, ed \u00e8 senza inizio. La Sua forma \u00e8 senza fine; Egli \u00e8 l&#8217;inizio di tutto ed \u00e8 l&#8217;eterno Purusa; eppure, nonostante ci\u00f2, \u00e8 una persona e possiede la bellezza della piena giovinezza.&#8221;<br \/>\nBrahma-samhita 5.33<\/p>\n<p>In qualsiasi momento della sua esistenza, Krishna non mostra mai pi\u00f9 di sedici anni, anche quando \u00e8 sul carro di Arjuna a Kuruksetra; eppure allora aveva pi\u00f9 di cento anni. E dalla Brahma-samhita ci arriva la spiegazione teologica: nava yauvanam ca, Krishna non invecchia mai, mantiene sempre un aspetto fresco e giovane.<\/p>\n<p>Ha una predilezione particolare per i boschetti di Vrndavana, dove suona con abilit\u00e0 suprema il flauto. Le musiche che compone sono l&#8217;espressione della massima dolcezza. E&#8217; detto nella Srimad-Bhagavatam che niente e nessuno riuscirebbe a resistere al suono meraviglioso di questo flauto. Quando le gopi lo ascoltano, perdono ogni senso del dovere e per correre da Lui abbandonano tutto, anche le stesse famiglie.<\/p>\n<p>Il colore della Sua pelle \u00e8 blu scuro, descritto come \u201cil colore delle nubi di monsone cariche di pioggia&#8221;, e la pelle \u00e8 morbida e liscia. Gli occhi hanno la forma dei petali del loto e sono &#8220;la forma stessa della bellezza&#8221;. I capelli sono lunghi e neri, e indossa sempre una corona, da cui spunta una piuma di pavone. I suoi vestiti sono in seta spesso gialla e celeste, e sul petto ha il segno di Srivatsa. E&#8217; sempre adornato di una ghirlanda di fiori freschi, e in tutto il corpo sono visibili i segni del buon auspicio.<\/p>\n<p>Secondo le scritture depositarie di questa grande saggezza, la forma di Krishna, Syamasundara, \u00e8 la pi\u00f9 bella di tutta la creazione. Le sue fattezze fisiche sono stupefacenti. Mai nulla \u00e8 stato n\u00e9 sar\u00e0 mai tanto bello. Nessuno, neanche i Suoi puri devoti, tutti dotati di grande controllo delle proprie emozioni, riescono a resistere di fronte a tanta meraviglia.<\/p>\n<p>(Le gopi dissero): &#8220;O amiche, gli occhi che guardano il viso meraviglioso del figlio di Maharaja Nanda sono certamente fortunati. Quando i due figli di Nanda (Krishna e Balarama), accompagnati dai loro amici e dalle mucche, si addentrano nella foresta, tengono i flauti tra le loro labbra e guardano amorevolmente i residenti di Vrndavana. Per chiunque abbia occhi, non esiste migliore oggetto di visione.&#8221;<br \/>\nSrimad-Bhagavatam 10.21.7<\/p>\n<p>Le gopi, le amanti spirituali di Krishna, dal cuore puro e privo di qualsiasi contaminazione materiale, non sono attratte da altre manifestazioni del Signore se non da quella.<\/p>\n<p>(Le donne di Mathura dissero:) &#8220;Quali austerit\u00e0 devono aver compiuto le gopi? Con i loro occhi bevono sempre il nettare del viso di Sri Krishna, che \u00e8 l&#8217;essenza stessa dell&#8217;avvenenza, che non pu\u00f2 essere sorpassata o uguagliata. Solo in questa belt\u00e0 dimora tutto il fascino, tutta la fama e tutta l&#8217;opulenza. E&#8217; perfetta in s\u00e9, sempre fresca ed estremamente rara (da ottenere).&#8221;<br \/>\nSrimad-Bhagavatam 10.44.14<\/p>\n<p>&#8220;La dolcezza di Krishna \u00e8 senza precedenti&#8230; semplicemente ascoltando (parlare) di tale bellezza la mente diventa irrequieta.&#8221;<br \/>\nCaitanya-Caritamrta Adi-lila, 4.158<\/p>\n<p>&#8220;Krishna stesso \u00e8 attratto dalla propria bellezza&#8230;&#8221;<br \/>\nCaitanya-Caritamrta Adi-lila, 4.159<\/p>\n<p>Nella Sua giovent\u00f9, madre Yasoda lo trucca, rendendolo ancora pi\u00f9 affascinante. Il Suo corpo meraviglioso \u00e8 addolcito da una ghirlanda di fiori freschi, da collane e bracciali. I Suoi occhi sono la punta massima di ogni bellezza.<\/p>\n<p>Sri Krishna \u00e8 dunque la personalit\u00e0 di Dio che celebra la bellezza, la gioia, l&#8217;amore. Non \u00e8 un vecchio vendicativo con la barba che lancia fulmini a chi non si penta dei propri peccati. Al contrario il suo intero essere trabocca di gioia ed amore per chiunque.<\/p>\n<p>Con lui i bhakta &#8220;giocano&#8221; eternamente. Ma i devoti non sono tutti uguali, sono persone con propri gusti personali, per cui a ognuno piace vivere con Dio in forme e modi diversi. Magari c&#8217;\u00e8 chi pu\u00f2 desiderare di vederLo come un Suo figlio, e Krishna lo accontenta, presentandosi a lui come un bambino bisognoso di educazione e protezione; altri come un guerriero su un campo di battaglia e Krishna combatte contro di loro, affannandosi per ottenere la vittoria al pari di un comune mortale; altri ancora lo vorrebbero come marito, o come amante, o come amico, oppure vorrebbero vederLo nell&#8217;atto di creare gli universi&#8230; Comunque lo si desideri, Krishna \u00e8 sempre pronto a soddisfare i Suoi devoti.<\/p>\n<p>Per il loro piacere e per il Suo, il Signore si espande in infinite forme che esistono in diversi luoghi dell&#8217;altrettanto infinito cielo spirituale.<\/p>\n<p>Come capire e raggiungere Dio<br \/>\nD:  Come possiamo capire Dio? e come raggiungerlo?<\/p>\n<p>R:  Comprendere Dio con la nostra immaginazione sarebbe impossibile. Chi avrebbe mai concepito tutte queste cose se le scritture vediche non ce le avessero raccontate? Per conoscerLo in profondit\u00e0 nei Suoi vari aspetti, dobbiamo ricevere le informazioni da una sorgente giusta e autorevole.<\/p>\n<p>E nel momento in cui siamo cos\u00ec fortunati da ottenerle, inizia il processo di purificazione che ci porter\u00e0 a realizzare chi siamo e qual \u00e8 il rapporto eterno che ci unisce a Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>D: Cosa vi rende cos\u00ec sicuri che l&#8217;interpretazione personalistica sia quella giusta, e non quella di Sankara, invece? R: Un&#8217;idea sbagliata pu\u00f2 essere combattuta solo con un&#8217;altra idea. 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