{"id":33196,"date":"2020-01-15T07:22:29","date_gmt":"2020-01-15T12:22:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/?p=33196"},"modified":"2022-01-15T07:22:54","modified_gmt":"2022-01-15T12:22:54","slug":"la-filosofia-del-bhakti-yoga-jiva-sakti-lanima-spirituale-parte-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/la-filosofia-del-bhakti-yoga-jiva-sakti-lanima-spirituale-parte-3\/","title":{"rendered":"La Filosofia del Bhakti Yoga &#8211; Jiva-sakti (l&#8217;anima spirituale) &#8211; parte 3"},"content":{"rendered":"<p>D:  Perch\u00e9 nel mondo materiale? Non poteva farlo al sicuro della protezione della Sua natura superiore ottenendo gli stessi risultati ed evitandoci tante pene?<\/p>\n<p>R:  No. Sarebbe stato impossibile. Ovviamente non c&#8217;\u00e8 qualcosa che Dio non possa fare e se lo avesse voluto avrebbe potuto fare anche quello. Ma Egli sceglie di comportarsi in certi modi e non in altri per ragioni specifiche che ci vengono spiegate nelle Scritture.<\/p>\n<p>Nel mondo spirituale Egli pu\u00f2 essere visto in qualsiasi momento e per questo non potremmo avere nessuna illusione. Come potremmo tentare di essere Lui se lo vedessimo in continuazione? Invece nel mondo materiale la Sua presenza non \u00e8 cos\u00ec chiara e visibile. Per coloro che vogliono tentare la &#8220;scalata alla divinit\u00e0&#8221; \u00e8 molto meglio venire in un mondo dove ci sia l&#8217;influenza di un&#8217;energia (maya) che copre la coscienza vera, che non permette di vedere Dio e fa dimenticare persino la Sua esistenza. Solo in questo mondo per le jiva esistono piene facilitazioni per tentare il gioco.<\/p>\n<p>D:  Se la jiva fluttua nei raggi del Brahmajyoti e viene attratta da Maya, ci\u00f2 vuole dire che l&#8217;illusione pu\u00f2 arrivare anche negli universi spirituali.<\/p>\n<p>R:  No. Maya non pu\u00f2 entrare in nessuna parte di para-prakrti. Il Brahmajyoti \u00e8 un&#8217;energia spirituale che pervade tutto il creato; tuttavia esce anche dai mondi assoluti ed entra a contatto con la natura materiale. E&#8217; solo a quel punto che possiamo subire il fascino di Maya.<\/p>\n<p>D:  Perch\u00e9 Maya su Vaikuntha non esiste?<\/p>\n<p>R:  L&#8217;energia materiale e quella spirituale sono antitetiche, e non possono mai venire a contatto. E&#8217; impossibile che nello stesso luogo ci siano conoscenza e ignoranza, perch\u00e9 l&#8217;una scaccia l&#8217;altra, cos\u00ec come dove c&#8217;\u00e8 il sole non ci pu\u00f2 essere ombra. Quindi Maya a Vaikuntha non pu\u00f2 esistere.<\/p>\n<p>L&#8217;energia inferiore \u00e8 chiamata anche energia esterna proprio perch\u00e9 esiste all&#8217;esterno dei mondi trascendentali. A questo proposito si veda il capitolo dedicato a maya-sakti.<\/p>\n<p>D:  E allora come pu\u00f2 avvenire che la jiva cada?<\/p>\n<p>R:  Proprio a causa della sua natura marginale, la jiva \u00e8 per propria costituzione interna in grado di scegliere dove andare, se con Dio o da sola, a tentare di signoreggiare un&#8217;energia morta e inutile.<\/p>\n<p>D:  Ma per quale ragione dovrebbe fare una scelta cos\u00ec ovviamente sbagliata?<\/p>\n<p>R:  Perch\u00e9 vorrebbe essere libera, senza nessuno al di l\u00e0, al di sopra di essa. Anche la tatastha \u00e8 una sakti spirituale, in quanto proviene dal corpo del Signore, e come tale ha le sue stesse qualit\u00e0. Tuttavia, essendo solo una scintilla spirituale minuta, non ne ha la medesima grandezza. La stessa proporzione che c&#8217;\u00e8 fra la goccia e l&#8217;oceano: la goccia \u00e8 fatta degli stessi elementi dell&#8217;oceano, ma ovviamente \u00e8 infinitamente pi\u00f9 piccola.<\/p>\n<p>Dunque, Dio ha la facolt\u00e0 di decidere liberamente se fare una cosa oppure no, e cio\u00e8 ha capacit\u00e0 di libero arbitrio, e anche la jiva ha tale capacit\u00e0. Tuttavia essendo infinitesimale non sempre opta per la cosa giusta. Dio \u00e8 libero e anche la jiva vuole esserlo, ma a differenza del primo, questa corre il rischio di ingannarsi.<\/p>\n<p>Le anime liberate che vivono nei mondi spirituali non possono sbagliare, e non perch\u00e9 non ne abbiano la possibilit\u00e0 (altrimenti non sarebbe libert\u00e0), ma perch\u00e9, grazie alla loro purezza, riescono sempre a decidere liberamente per la cosa giusta.<\/p>\n<p>In uno dei commenti sui versi della Bhagavad-gita,<br \/>\nCap.15 verso 7<br \/>\nSrila Prabhupada dice:<\/p>\n<p>&#8220;Ogni entit\u00e0 vivente, come anima individuale, ha la sua personale individualit\u00e0 e una piccola quantit\u00e0 di indipendenza. Usando in modo sbagliato quella indipendenza si diventa anime condizionate, e usandola in modo appropriato si diventa liberati.&#8221;<\/p>\n<p>D:  Cosa vuol farne la jiva di questa libert\u00e0?<\/p>\n<p>R:  Ottenere ci\u00f2 che avrebbe comunque avuto se fosse rimasta nella propria dimora originale: tutti i vantaggi che normalmente si possono avere nella natura spirituale.<\/p>\n<p>Principalmente vuole &#8220;godere&#8221;, essere felice, provare sensazioni di piacere, funzione ed esigenza di fondamentale importanza nella psicologia spirituale della jiva. E questa ricerca di felicit\u00e0 si esplica in numerosi tipi di esperienza.<\/p>\n<p>Una delle ragioni per cui la jiva preferisce questo mondo \u00e8 che probabilmente la parvenza di felicit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 immediata, anche se poi si rivela ingannevole.<\/p>\n<p>Le ragioni dell&#8217;errore dei nitya-baddha<br \/>\nD:  Cosa fa sbagliare i nitya-baddha? e cosa invece impedisce ai nitya-siddha di essere soggetti allo stesso inganno?<\/p>\n<p>R:  Il contatto con maya. La jiva, nel suo stato seminale, riceve i dati generali per quanto concerne sia l&#8217;esistenza materiale sia quella spirituale. Ma sono solo accenni di informazioni, cio\u00e8 quelli che al loro stato possono utilizzare. A quel punto c&#8217;\u00e8 da operare una scelta: alcune decidono di salire, altre di scendere.<\/p>\n<p>La Suprema Personalit\u00e0 di Dio, Sri Krishna, sempre gioisce del suo stato perfetto nel mondo spirituale, e lo fa vivendo infinite attivit\u00e0 insieme ai Suoi compagni eterni. La jiva, spinta dalla propria &#8220;minuta deit\u00e0&#8221;, vuole fare lo stesso e viene in questo mondo materiale, certa del suo successo, di essere forte abbastanza da poter controllare le micidiali leggi di Maya.<\/p>\n<p>Invece i nitya-siddha non cadono mai in questo mondo materiale perch\u00e9 sono gi\u00e0 stabiliti nella piena relazione d&#8217;amore con Dio e non concepiscono di separarsi dalla loro vita naturale. Inoltre non giungono mai a contatto con l&#8217;energia materiale, ma se anche ci\u00f2 dovesse accadere non potrebbero rimanerne vittime.<\/p>\n<p>D:  E&#8217; pi\u00f9 che chiaro, a questo punto, che la jiva pu\u00f2 sbagliare.<\/p>\n<p>R:  Certamente.<\/p>\n<p>D:  Allora la possibilit\u00e0 di sbagliare le \u00e8 connaturata. E visto che la jiva \u00e8 una scintilla di spirito, ci\u00f2 significa che l&#8217;errore \u00e8 una qualit\u00e0 spirituale. E ci\u00f2 vorrebbe dire che anche Dio potrebbe sbagliare: allora se questo ragionamento fosse corretto, Dio perderebbe la Sua perfezione, e il Suo stesso appellativo scadrebbe di significato.<\/p>\n<p>R:  No, perch\u00e9 l&#8217;anima pu\u00f2 fallire, Dio no. Lui \u00e8 tutto, come potrebbe cadere in un errore? Non c&#8217;\u00e8 qualcosa all&#8217;infuori di Lui, quindi non pu\u00f2 mai ingannarsi.<\/p>\n<p>L&#8217;errore non \u00e8 altro che l&#8217;opposto del giusto, di ci\u00f2 che \u00e8 vero, di ci\u00f2 che esiste. E&#8217; qualcosa che non \u00e8. Se Egli \u00e8 tutto ci\u00f2 che esiste, come potrebbe andare al di l\u00e0? e al di l\u00e0 di cosa? Oltre Dio non esiste nulla.<\/p>\n<p>Un errore pu\u00f2 essere commesso da chi sia in possesso di un&#8217;intelligenza non perfetta e limitata. Dio ha un&#8217;intelligenza illimitata e dunque non pu\u00f2 sbagliare mentre la jiva, avendola limitata, pu\u00f2. Si deve aggiungere che allo stato nascente, non sviluppato, poco esperto, si \u00e8 sempre maggiormente passibili di errori. E&#8217; come un neonato: per lui sbagliare \u00e8 pi\u00f9 facile che per un adulto. Del resto \u00e8 proprio questa la differenza che intercorre fra noi e Dio.<\/p>\n<p>Come mai allora una scintilla di spirito pu\u00f2 commettere errori?<\/p>\n<p>Questo problema va messo in prospettiva. Da una prospettiva assoluta, in un certo senso, non vi \u00e8 sbaglio perch\u00e9 la jiva sceglie di scendere nel mondo materiale, che pure \u00e8 una energia divina. Dunque, per quanto la jiva sbagli, rimane sempre nella &#8220;propriet\u00e0&#8221; del suo Creatore. L&#8217;errore non va interpretato in senso assoluto, ma in senso relativo. Si deve dire che la jiva mai abbandona totalmente Dio; al contrario si rifugia in una delle sue energie per estrinsecare quella che \u00e8 una sua funzione, la libert\u00e0, la ricerca della soddisfazione dei suoi desideri. Dio ha dovuto creare un&#8217;energia che abbia la parvenza dell&#8217;errore per offrire la possibilit\u00e0 alla jiva di illudersi, in modo che poi, liberamente, decida quando vuole di tornare e di amarlo. Dunque l&#8217;errore \u00e8 sempre in relazione al Signore, che \u00e8 il punto centrale fermo di tutto. Per queste ragioni la jiva pu\u00f2 sbagliare, mentre Dio no.<\/p>\n<p>Ma dobbiamo dire che al riguardo di ci\u00f2 esistono altre teorie, tutte abbastanza convincenti, per le quali vi rimandiamo ad altri testi.<\/p>\n<p>Ancora: la caduta e il dopo<br \/>\nD:  Come scende la jiva?<\/p>\n<p>R:  Nel suo piano di esistenza chiamato tatastha, o confine, margine tra i due mondi, la jiva riceve le informazioni della illusoria libert\u00e0 di cui potrebbe gioire. E desidera venire a conoscere questo mondo. A quel punto il Signore, che sempre vuole soddisfare i desideri di tutti, glielo permette e la jiva giunge nei primi piani dell&#8217;esistenza materiale, in situazioni molto evolute, nelle quali prova intensi piaceri materiali. Ora crede di essere giunta alla meta prefissata. Intossicata dal senso di potere e dalla capacit\u00e0 creativa, si illude di essere oramai Dio, o almeno che le sia possibile diventarlo, oppure che come minimo esista una posizione, una situazione in cui Dio non \u00e8.<\/p>\n<p>E quali sono i meccanismi di questo mondo? Qui, a meno che non si posseggano sensi purificati, non \u00e8 possibile vedere Dio, siamo intrappolati da ogni parte, immessi in un corpo limitato in tutto. Pensiamo: Dio forse esiste. Ma non lo possiamo scorgere. Chi o cosa vela l&#8217;esistenza divina? L&#8217;energia illusoria, certamente, maya.<\/p>\n<p>A contatto con quest&#8217;ultima, la jiva si degrada sempre di pi\u00f9, certa che oramai sia riuscita a isolarsi dall&#8217;ingombrante presenza, con l&#8217;aspirazione di riuscire a trovare in questo mondo la perfetta situazione. Non si rende ancora conto di cosa l&#8217;aspetta.<\/p>\n<p>In accordo ai propri desideri, prigioniera delle leggi della natura, gradualmente si degrada e assume corpi materiali corrispondenti ai suoi desideri malsani.<\/p>\n<p>D:  Quanti e quali corpi la jiva deve assumere prima di tornare al luogo da cui proviene?<\/p>\n<p>R:  Il corpo che abbiamo al presente non \u00e8 stato, con tutta probabilit\u00e0, il primo corpo che abbiamo assunto, n\u00e9 per molti di noi sar\u00e0 l&#8217;ultimo. Come vedremo pi\u00f9 avanti, ci sono moltissime specie viventi in questo universo, e quella umana \u00e8 solo una delle tante. Nonostante ci\u00f2 riveste un&#8217;importanza particolare, in quanto \u00e8 in questa condizione che ci fabbrichiamo il karma, ovvero quelle azioni che producono reazioni che ci costringeranno a rimanere in questo mondo. A causa di ci\u00f2 vaghiamo in differenti corpi materiali, cercando una felicit\u00e0 che non esiste. Questa ruota, ininterrotta catena di reincarnazioni, si chiama samsara.<\/p>\n<p>D:  Cos&#8217;\u00e8 il karma? e cos&#8217;\u00e8 il samsara?<\/p>\n<p>R:  Questi due concetti sono spiegati meglio nel capitolo intitolato &#8220;Maya-sakti&#8221;. Possiamo anticipare che per karma s&#8217;intende tutte quelle azioni condotte con spirito egoistico (fatte cio\u00e8 non per servire Dio, bens\u00ec per ottenere un piacere personale) che, per tale ragione, provocano reazioni che ci costringono a prendere altri corpi materiali.<\/p>\n<p>Il samsara \u00e8 il ciclo di morti e rinascite necessarie per assumere determinati corpi, fino a che non ci libereremo.<\/p>\n<p>L&#8217;illusione di poter diventare Dio<br \/>\nD:  Approfondiamo la questione: \u00e8 dunque l&#8217;esistenza materiale una sorta di punizione per aver compiuto scelte sbagliate?<\/p>\n<p>R:  Non esattamente. Come abbiamo detto, la jiva, secondo il proprio sanatana-dharma (eterna posizione costituzionale), \u00e8 destinata a un rapporto d&#8217;amore e di devozione con Sri Krishna. Ma non si pu\u00f2 escludere che possa desiderare di provare qualche altra cosa.<\/p>\n<p>La natura materiale \u00e8 dunque quel campo in cui la jiva fa la sua esperienza, dove pu\u00f2 capire, realizzare profondamente ci\u00f2 che le \u00e8 naturale e ci\u00f2 che non lo \u00e8. Forte di questa esperienza, dopo aver sviluppato il suo potenziale corpo spirituale, prima o poi (\u00e8 solo questione di tempo) vuole tornare da Lui.<\/p>\n<p>La sofferenza che la jiva patisce non \u00e8 esattamente una punizione, ma un modo di imparare, un veicolo didattico: soffrendo, realizza come stanno veramente le cose. Krishna non \u00e8 un Dio di vendetta e punizioni, ma un Dio d&#8217;amore.<\/p>\n<p>Tutte le anime devono cadere nel mondo della sofferenza?<br \/>\nD:  Riprendiamo la questione del momento della caduta della jiva. Abbiamo detto che il proprio dharma spinge la jiva a desiderare di agire, e allora si manifesta all&#8217;esterno del corpo del Signore. A quel punto viene messa in una situazione in cui pu\u00f2 scegliere dove andare.<br \/>\nQui verrebbe da concludere che tutte le jiva &#8220;imperfette&#8221; devono cadere per poi scegliere la cosa giusta.<\/p>\n<p>R:  No, non \u00e8 necessario. Da quel piano la maggior parte sceglie il mondo spirituale. Solo qualcuna fa diversamente.<\/p>\n<p>D:  Ma le anime che vivono in questo universo, se contiamo gli esseri della specie umana, di quella animale, di quella vegetale, eccetera, possiamo dire che sono incalcolabili. Dire &#8220;solo qualcuna&#8221; mi sembra inesatto.<\/p>\n<p>R:  Per qualcuno s&#8217;intende una piccola percentuale. Se sono miliardi di miliardi le anime che vivono in questo universo, neanche possiamo cominciare ad immaginare quante ne esistano nell&#8217;altro mondo. In realt\u00e0 le jiva sono infinite di numero.<\/p>\n<p>Il libero arbitrio<br \/>\nD:  Cosa induce una jiva-tatastha a scegliere di cadere e a un&#8217;altra di andare su? Perch\u00e9 questa differenza tra l&#8217;una e l&#8217;altra?<\/p>\n<p>R:  La ragione sta sempre nel libero arbitrio, nelle caratteristiche individuali che eternamente ci contraddistinguono. Pure allo stato nascente, tutti noi siamo delle persone, proprio come ora, e ognuno ha differenti modi di pensare, di valutare le circostanze che possono essere preferibili rispetto ad altre. Perch\u00e9 a qualcuno di noi piace una cosa e ad altri no? Perch\u00e9 il gusto \u00e8 personale, eternamente individuale.<br \/>\nDunque c&#8217;\u00e8 chi sceglie Maya e chi sceglie Sri Krishna. Chi la falsit\u00e0 e chi la verit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;anima discende nelle forme di vita inferiori<br \/>\nD:  Torniamo al momento della caduta. Hai detto che la jiva inizia la sua disavventura ai massimi livelli possibili in questo universo. Cosa significa?<\/p>\n<p>R:  I massimi livelli sono i pianeti superiori, dove vivono esseri dotati di caratteristiche per noi inimmaginabili. Non \u00e8 vero che il nostro \u00e8 l&#8217;unico pianeta dell&#8217;universo occupato da esseri viventi. I Veda ci informano che tutti i pianeti sono abitati, anche quelli che conosciamo, la Luna compresa. Solo che non abbiamo la capacit\u00e0 di percepirne le entit\u00e0 che li popolano.<\/p>\n<p>Da questi pianeti inizia la storia della jiva in questo universo. D&#8217;altro canto sarebbe impensabile ritenere che una jiva, per quanto &#8220;allo stato di seme&#8221;, potente come un piccolo Dio, cadesse immediatamente a livelli inferiori di vita, per i quali ci vuole una particolare struttura di corpo sottile. La jiva scende a un livello consono &#8220;alla propria nobilt\u00e0&#8221;, in luoghi adatti al suo livello spirituale. Ma venendo a contatto con la materia, l&#8217;anima individuale comincia a intossicarsi del proprio potere, dell&#8217;insospettata capacit\u00e0 di godere anche senza la presenza di Dio. Ed \u00e8 a questo punto che inizia a ricoprirsi di caratteristiche materiali sempre pi\u00f9 grossolane, finch\u00e9 non giunge a avvolgersi di veri e propri elementi.<\/p>\n<p>Per vedere di quali &#8220;enti&#8221; materiali la jiva gradualmente si riveste, facciamoci aiutare dalla Bhagavad-gita.<\/p>\n<p>&#8220;Terra, acqua, aria, fuoco, etere, mente, intelligenza e falso ego &#8211; tutti insieme questi otto costituiscono la Mia energia materiale separata.&#8221;<br \/>\nBhagavad-gita 7.4<\/p>\n<p>Vedremo meglio la composizione della natura materiale quando la tratteremo nei capitoli specifici. Per ora \u00e8 sufficiente sapere che man mano che la jiva si degrada si copre sempre di pi\u00f9 di strati di materia, a cominciare dal pi\u00f9 sottile, il falso ego (ahamkara), per proseguire con i restanti sette. A causa dell&#8217;influenza di questi elementi materiali, la jiva dimentica gradualmente la sua vera identit\u00e0, e si identifica sempre pi\u00f9 in qualcosa che non \u00e8 (maya, ci\u00f2 che non \u00e8).<\/p>\n<p>I Veda chiamano questo stato di cose &#8220;condizione illusoria di vita&#8221;: vivere pensando di essere qualcosa che non si \u00e8, e agire di conseguenza. E&#8217; come lo stato di follia del pazzo che crede di essere un uccello e tenta di spiccare il volo. Allo stesso modo, quando la jiva si convince di essere parte della natura materiale si comporta di conseguenza, con risvolti disastrosi che puntualmente si risolvono in sofferenze e frustrazioni senza fine.<\/p>\n<p>Nell&#8217;universo materiale ci sono 8.400.000 specie viventi. Noi cominciamo a viaggiare e a soffermarci in tutte queste e, di conseguenza, a sottoporci a varie esperienze: ognuna in un corpo diverso, ognuna con una gamma di piaceri e di patimenti, ognuna con una differente identificazione.<\/p>\n<p>Certe volte crediamo di essere un deva, altre volte un uomo o una donna, un cane, un gatto, un insetto, un albero, un filo d&#8217;erba, un pesce o addirittura un minerale. E, sempre pi\u00f9 confusi e sconvolti dall&#8217;ignoranza, ogni volta, con piena e grottesca convinzione, pensiamo: questo sono io, e \u201cora vi far\u00f2 vedere come riuscir\u00f2 a godere della mia vita\u201d.<\/p>\n<p>Ma, velocissima e implacabile, la morte sopraggiunge e ci distoglie dalle nostre dolorose illusioni, ci strappa dai nostri sogni e veniamo trascinati brutalmente dalle leggi materiali in altri corpi. Dove puntualmente soffriamo.<\/p>\n<p>Tutto questo si ripete per miliardi di anni. Tanto evidentemente ci vuole per giungere alla comprensione dell&#8217;errore madornale che stiamo commettendo.<\/p>\n<p>D:  Prima hai detto che nella para-prakrti ci sono jiva che hanno scelto di non venire in questo mondo e secondo i Veda ci\u00f2 \u00e8 possibile in quanto rientra nella condizione di libert\u00e0 dell&#8217;individuo. Tecnicamente come avviene?<\/p>\n<p>R:  Dal piano tatastha, dove la jiva ha la possibilit\u00e0 di razionalizzare la sua visione della realt\u00e0 e di tradurla in libera scelta, decide di andare direttamente nei mondi spirituali, come Vaikuntha o Krishna-loka. Grazie alle leggi del Signore, questa \u00e8 promossa direttamente nei pianeti eterni del Signore.<\/p>\n<p>Nella forma umana<br \/>\nD:  Tra tutte le forme viventi, quale permette una maggiore e pi\u00f9 efficace riflessione sulle problematiche dell&#8217;esistenza e di porre rimedio al problema?<\/p>\n<p>R:  Sicuramente la forma umana. L&#8217;uomo che vive in questo sistema planetario mediano, \u00e8 nella situazione pi\u00f9 indicata per intraprendere il cammino che conduce a Dio. Nelle forme materialmente pi\u00f9 evolute, la realizzazione spirituale \u00e8 comprensibilmente pi\u00f9 difficile perch\u00e9 i diversi aspetti dell&#8217;illusione, dell&#8217;intossicazione del piacere e del potere sono pi\u00f9 forti. In quelle condizioni l&#8217;anima prova gioie molto intense. Ubriaca della propria potenza, non riesce a vedere una ragione valida per dedicarsi alla realizzazione del s\u00e9.<\/p>\n<p>Nelle forme inferiori la cosa funziona al contrario: l&#8217;ignoranza e la sofferenza impediscono qualsiasi riflessione. Con la mente ottenebrata dalla stupidit\u00e0 per quanto riguarda gli argomenti trascendentali, l&#8217;uomo prova grandi difficolt\u00e0 ad uscire dalla dimensione limitata in cui si trova a vivere.<\/p>\n<p>La forma umana \u00e8 uno stadio intermedio, e dunque \u00e8 quella pi\u00f9 indicata. A quel punto del viaggio, se ha la fortuna di ricevere la grazia di un autentico maestro spirituale (guru-krpa), intravede in modo chiaro la possibilit\u00e0 di tornare a rivalutare la scelta che aveva operato, alla luce delle esperienze compiute durante la sua esistenza in questo mondo: riprendere il cammino del ritorno al mondo d&#8217;origine, oppure continuare la propria disavventura.<\/p>\n<p>Quanto dura la contaminazione materiale?<br \/>\nD:  Da ci\u00f2 che si \u00e8 detto sembra che la jiva trascorra in questo mondo un periodo di tempo straordinariamente lungo. Perch\u00e9?<\/p>\n<p>R:  Perch\u00e9 la contaminazione materiale \u00e8 qualcosa che avvolge sempre pi\u00f9, in ogni parola, atto o pensiero; e di conseguenza anche la crosta di sporcizia attorno a noi aumenta. In proporzione alla quantit\u00e0 di materia con la quale ci accompagniamo, la nostra vera coscienza originale si allontana, e la dimenticanza ci invade e ci conquista. Krishna stesso ci d\u00e0 ricordo e oblio, in accordo a quanto noi li desideriamo. Nella Bhagavad-gita,<br \/>\nCap.15 verso 15<br \/>\nEgli stesso dice:<\/p>\n<p>&#8220;Io, seduto nel cuore di ogni entit\u00e0 vivente, sono la causa del ricordo, della conoscenza e della dimenticanza&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Vogliamo dimenticare per essere liberi di fare ci\u00f2 che pi\u00f9 ci aggrada? Bene, Sri Krishna in ogni modo provvede a ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno. E continuiamo a vagare di corpo in corpo, di pianeta in pianeta cercando la nostra soddisfazione, sperando di arrivare al coronamento del nostro desiderio, che \u00e8 quello di controllare e godere come Dio.<\/p>\n<p>La spinta per voler tornare a Vaikuntha<br \/>\nD:  Qual \u00e8 la molla che, a un certo punto, ci spinge a un cambio di rotta, e cio\u00e8 a voler tornare nel nostro mondo di appartenenza, a Vaikuntha? E&#8217; sufficiente volerlo o \u00e8 necessario l&#8217;intervento di qualche agente esterno?<\/p>\n<p>R:  A un certo punto del suo viaggio pazzo attraverso il samsara, la jiva sofferente comincia a intravedere una luce, a capire che tutta la sua storia in questo mondo, che tutti i suoi sogni di indipendenza e gloria, sono solo ed esclusivamente sciocche follie fondate su un qualcosa di illusorio. A quel punto comincia a desiderare fortemente un sollievo alle delusioni e all&#8217;ignoranza.<\/p>\n<p>Ma durante questo lungo periodo, il Signore non ha mai abbandonato i suoi figli: infatti nelle scritture \u00e8 detto che Krishna \u00e8 presente nel cuore di tutti e che questa forma divina \u00e8 chiamata Paramatma, Anima Suprema.<\/p>\n<p>&#8220;Lei (Kunti) sapeva perfettamente bene che Krishna \u00e8 il Signore primordiale che vive nel cuore di ognuno come Anima Suprema, Paramatma&#8230;&#8221;<br \/>\nSrimad-Bhagavatam 1.8.28, commento<\/p>\n<p>Nella Bhagavad-gita, Sri Krishna dice:<br \/>\nCap.6 verso 29<\/p>\n<p>&#8220;Un vero yogi riesce a vedermi in tutti gli esseri e vede anche ogni essere in Me. Anzi, la persona realizzata nel s\u00e9 vede Me, il Signore Supremo, ovunque.&#8221;<\/p>\n<p>E Prabhupada nel commento alla stesso versetto dice:<\/p>\n<p>&#8220;Uno yogi cosciente di Krishna \u00e8 un perfetto osservatore, perch\u00e9 vede Krishna, l&#8217;Assoluto, situato nel cuore di ognuno come Anima Suprema (Paramatma)&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>La funzione del Paramatma, come vedremo meglio in seguito, \u00e8 quella di tentare di risvegliare le coscienze, anche nelle specie pi\u00f9 degradate.<\/p>\n<p>Quando la qualit\u00e0 dei nostri desideri cambia, egli capisce che il momento \u00e8 propizio e ci pone nella giusta situazione per poterli coltivare. E attraverso la grazia di guru e di Krishna, osservando i principi del bhakti-yoga, l&#8217;anima si purifica, estirpa la crosta del materialismo e ogni traccia di desiderio materiale che circonda la sua coscienza originale svanisce. A quel punto, abbandonando il corpo mortale, torna a Vaikuntha. Questa \u00e8 la fine del pazzo viaggio nel mondo di Maya.<\/p>\n<p>Cosa succede a chi prova a liberarsi e non ci riesce?<br \/>\nD:  Ci sono certi che tentano la strada della realizzazione ma durante la via si perdono. Cosa succede a queste persone?<\/p>\n<p>R:  Questa stessa domanda fu inoltrata circa cinquemila anni fa a Sri Krishna da Arjuna.<\/p>\n<p>(Arjuna disse:) &#8220;O Krishna, qual \u00e8 la destinazione del trascendentalista che non ha successo, che inizia il processo della realizzazione del s\u00e9 con fede ma poi desiste a causa della mentalit\u00e0 mondana e cos\u00ec non raggiunge la perfezione?&#8230; Tale uomo, confuso, non ottenendo nessun successo n\u00e9 materiale n\u00e9 spirituale, perisce forse come una nuvola passeggera&#8230;?&#8221;<br \/>\nBhagavad-gita 6.37 e 38<\/p>\n<p>Sri Krishna risponde:<\/p>\n<p>&#8220;&#8230;un trascendentalista&#8230; non \u00e8 mai sconfitto n\u00e9 in questo mondo n\u00e9 in quello spirituale&#8230; (se cade dopo lunga pratica delle discipline yoga) prende nascita in una famiglia di spiritualisti avanzati nella conoscenza&#8230; e rivive la coscienza divina della sua vita precedente e si prova a progredire ulteriormente alla ricerca del successo completo&#8230; automaticamente (in questa vita) si sente attratto ai principi dello yoga, anche senza cercarli&#8230;&#8221;<br \/>\nBhagavad-gita 6. dal verso 40 al verso 44<\/p>\n<p>Il significato di questi versi \u00e8 che qualsiasi attivit\u00e0 spirituale compiuta con sincerit\u00e0 e impegno conferisce un vantaggio immenso, di natura eterna, come denaro depositato in un conto bancario che sempre incrementa gli interessi. Coloro che si impegnano nella via della realizzazione e che per varie ragioni sospendono le loro pratiche, nella vita successiva riprenderanno da dove hanno lasciato.<\/p>\n<p>Il corpo spirituale della jiva<br \/>\nD:  Che forma ha il corpo della jiva una volta ottenuta la perfezione?<\/p>\n<p>R:  Dipende dal rapporto che la lega a Bhagavan Sri Krishna. Si pu\u00f2 essere padri, figli, amanti, amici; il nostro aspetto corporeo varia a seconda di questi criteri. Nell&#8217;introduzione alla Bhagavad-gita, Srila Prabhupada dice:<\/p>\n<p>&#8220;Questo \u00e8 un argomento che richiederebbe vasta elaborazione, ma per brevit\u00e0 diremo che un devoto ha (o pu\u00f2 avere) una relazione con la Suprema Personalit\u00e0 di Dio in uno dei seguenti cinque modi:<br \/>\n1, santa, relazione passiva<br \/>\n2, dasya, relazione attiva<br \/>\n3, sakhya, relazione di amicizia<br \/>\n4, vatsalya, relazione di parentela<br \/>\n5, madhurya, relazione di amore coniugale&#8221;<\/p>\n<p>In accordo a queste differenti relazioni, l&#8217;anima assume una forma corporea adatta allo svolgimento del suo servizio.<\/p>\n<p>L&#8217;argomento delle relazioni della jiva con Bhagavan sar\u00e0 ripreso nel capitolo dedicato al bhakti-yoga.<\/p>\n<p>Come si svolge la vita nei mondi spirituali<br \/>\nD:  Vorremmo sapere come si svolge la vita perfetta su Vaikuntha o in uno qualsiasi dei pianeti spirituali.<\/p>\n<p>R:  La jiva su Vaikuntha rispecchia in pieno le caratteristiche fondamentali dell&#8217;energia superiore che, come abbiamo detto, sono sat-cit-ananda, natura eterna, piena di conoscenza e di felicit\u00e0.<\/p>\n<p>A Vaikuntha l&#8217;influenza del tempo distruttore (kala), che sconvolge ogni cosa in questo mondo, non pu\u00f2 essere avvertita. Non ci sono limitazioni, non esiste nessuno dei condizionamenti che invece sono una realt\u00e0 costante di questo mondo.<\/p>\n<p>La bhakti, l&#8217;amore spirituale, \u00e8 il principio fondamentale su cui si fonda tutto ci\u00f2 che esiste. Nella Srimad-Bhagavatam (7.5.14), il devoto Prahlada dice:<\/p>\n<p>&#8220;O brahmana, come il ferro attratto da una pietra magnetica si muove automaticamente verso il magnete, la mia coscienza, che per il Suo volere \u00e8 mutata, \u00e8 attratta al Signore Visnu che porta un disco nella mano&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Srila Prabhupada commenta:<br \/>\n&#8220;Per il ferro essere attirato a un magnete \u00e8 naturale. In modo analogo, per le entit\u00e0 viventi essere attratte a Krishna \u00e8 naturale, e per questo il vero nome del Signore \u00e8 Krishna, che sta a significare &#8220;Colui che attrae ogni cosa&#8221;. Un esempio di tale richiamo si pu\u00f2 notare a Vrndavana dove tutto e tutti avvertono e &#8220;subiscono&#8221; questo irresistibile fascino. Le persone anziane come Nanda Maharaja e Yasodadevi, gli amici come Sridhama, Sudama e gli altri pastori, le gopi come Srimati Radharani e le altre, e anche gli uccelli, le mucche e i vitelli, tutti sono attratti a Lui&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Dunque nei mondi spirituali vige questa grande legge d&#8217;amore, della quale noi, le jiva, siamo parte integrante. Solo in questa dimensione, nella pi\u00f9 alta perfezione della vita, \u00e8 possibile trovare la vera e pi\u00f9 appagante felicit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>D: Perch\u00e9 nel mondo materiale? Non poteva farlo al sicuro della protezione della Sua natura superiore ottenendo gli stessi risultati ed evitandoci tante pene? R: No. Sarebbe stato impossibile. 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