{"id":33192,"date":"2020-01-15T07:20:40","date_gmt":"2020-01-15T12:20:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/?p=33192"},"modified":"2022-01-15T07:21:45","modified_gmt":"2022-01-15T12:21:45","slug":"la-filosofia-del-bhakti-yoga-jiva-sakti-lanima-spirituale-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/la-filosofia-del-bhakti-yoga-jiva-sakti-lanima-spirituale-parte-2\/","title":{"rendered":"La Filosofia del Bhakti Yoga &#8211; Jiva-sakti (l&#8217;anima spirituale) &#8211; parte 2"},"content":{"rendered":"<p>Le caratteristiche della jiva<br \/>\nD:  Per poter capire bene la natura di una cosa \u00e8 necessario conoscerne le caratteristiche di fondo. Parlateci dunque delle qualit\u00e0 dell&#8217;anima spirituale.<\/p>\n<p>R:  Le sue caratteristiche principali sono quattro:<br \/>\n1, eternit\u00e0 (sat), dall&#8217;energia sandhini<br \/>\n2, cognizione (cit), dall&#8217;energia samvit<br \/>\n3, felicit\u00e0 (ananda), dall&#8217;energia hladini, e<br \/>\n4, forma (vigraha).<\/p>\n<p>D:  Parliamo della prima, sat.<\/p>\n<p>R:  Uno degli appellativi pi\u00f9 comuni che vengono usati per designare l&#8217;anima \u00e8 jiva, &#8220;colui che vive&#8221;. In accordo alla logica pi\u00f9 elementare, una cosa che vive non pu\u00f2 mai morire, in quanto la sua struttura intrinseca \u00e8 priva dell&#8217;elemento della cessazione di ci\u00f2 che \u00e8, cio\u00e8 dell&#8217;essere stesso, dell&#8217;eternit\u00e0. Nel momento in cui la vita cessasse di essere, non sarebbe mai stata, e ci\u00f2 sarebbe una palese contraddizione. Vita ed eternit\u00e0 sono quasi due sinonimi; la vita deve necessariamente essere eterna.<\/p>\n<p>Come abbiamo gi\u00e0 visto prima,<br \/>\nNel verso 2.16<br \/>\ncoloro che sono in possesso di una conoscenza perfetta sanno bene che ci\u00f2 che esiste non cambia mai, il che significa che non \u00e8 soggetto al decadimento del tempo. Dunque la jiva, &#8220;la vivente&#8221;, come \u00e8 ripetutamente specificato in tutto il secondo capitolo della Bhagavad-gita, \u00e8 eterna e non muore mai.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 anche vero che \u00e8 detto che la jiva, durante la sua esistenza, passa attraverso diversi stadi. L&#8217;anima non liberata (e cio\u00e8 non nitya-siddha) scende in questo mondo materiale iniziando, cos\u00ec, un ciclo della sua esistenza. Questo \u00e8 uno dei tanti &#8220;inizi&#8221; a cui la jiva si sottopone nel corso della sua vita eterna.<\/p>\n<p>Qualcuno avr\u00e0 notato che ho assegnato allo stesso soggetto due attributi tra loro contraddittori: ho detto che la jiva affronta degli inizi, e poi ho anche affermato che l&#8217;anima \u00e8 eterna. Come tutti sappiamo il concetto di eternit\u00e0 non vuole nessun inizio e nessuna fine. Tuttavia se il concetto di sat, eternit\u00e0, non \u00e8 ben compreso, si corre il rischio tanto temuto dai filosofi Vaisnava di cadere nella sottile rete dei monisti e dei nichilisti. Infatti l&#8217;eternit\u00e0 secondo la filosofia vedica non \u00e8 qualcosa di fermo, di stagnante, di monolitico; non \u00e8 che l&#8217;anima non possa passare attraverso delle fasi, dei momenti diversi nel corso della sua esistenza, poich\u00e9 altrimenti sembrerebbe ferma e priva di azioni, di desideri, di evoluzioni interiori. Questa \u00e8 la tesi erronea che hanno sposato i mayavadi, dei quali parleremo in seguito. No; la jiva non \u00e8 un informe ammasso di elementi spirituali inerti.<\/p>\n<p>La jiva esiste s\u00ec eternamente sotto forma di energia spirituale, ma non sempre la sua esistenza \u00e8 manifestata all&#8217;esterno (a un qualche esterno). E&#8217; come un uomo che dorme: egli esiste, vive, ma non agisce nell&#8217;ambiente esterno.<\/p>\n<p>Qualcuno a questo concetto storce il naso. L&#8217;idea di una jiva eterna che in qualche momento della sua esistenza non \u00e8 stata manifestata non gli aggrada. Ma chiunque abbia letto anche una sola volta la Bhagavad-gita e la Srimad-Bhagavatam sa che persino ora stiamo correndo il rischio di tornare in uno stato non-manifestato: infatti al momento della distruzione degli universi materiali (pralaya), la jiva ancora una volta entra nel corpo del Signore e l\u00ec rimane dormiente (yoga-nidra) fino a che la manifestazione materiale non sar\u00e0 ripristinata. Per sapere di pi\u00f9 su questo fenomeno basti leggere la Bhagavad-gita,<br \/>\nIl verso 13.20, commento<br \/>\ni numerosissimi passi della Srimad-Bhagavatam e il &#8220;Libro di Krishna&#8221;, nel capitolo intitolato &#8220;Le preghiere dei Veda personificati&#8221;.<\/p>\n<p>A un certo punto, per ragioni che tratteremo meglio in seguito, l&#8217;anima si proietta nel campo d&#8217;azione della vita, e allora inizia un altro ciclo della sua esistenza. Dunque la jiva \u00e8 eterna nella sua essenza sat; allo stesso tempo c&#8217;\u00e8 stato un momento in cui tutte le sue caratteristiche non erano pienamente manifestate.<\/p>\n<p>Facciamo un esempio. Si pu\u00f2 dire che all&#8217;inizio la jiva fosse come il seme di un albero, il quale ha la sua forma futura non ancora manifestata ma gi\u00e0 esistente in potenza al suo interno. Con il tempo e quando collocato nell&#8217;ambiente adatto, il seme dar\u00e0 i suoi frutti, e la forma dell&#8217;albero diventer\u00e0 pienamente esplicata. Cos\u00ec era l&#8217;anima allo stato embrionale, e aveva in s\u00e9 tutte le sue caratteristiche: la propria forma, la propria personalit\u00e0, tutta s\u00e9 stessa, insomma, ma in una condizione non manifestata.<\/p>\n<p>Prendiamo ora qualche passo delle scritture che evidenziano l&#8217;aspetto sat della jiva.<\/p>\n<p>(Krishna disse) &#8220;Mai ci fu un tempo in cui io non esistetti, n\u00e9 tu n\u00e9 tutti questi re; e nel futuro mai nessuno tra noi cesser\u00e0 di esistere.&#8221;<br \/>\nBhagavad-gita 2.12<\/p>\n<p>Dunque non siamo mai nati. Ma sat non significa che non esista un certo tipo di scorrere del tempo; se cos\u00ec fosse nel mondo spirituale non ci sarebbe alcuna attivit\u00e0, nulla, insomma. N\u00e9 noi saremmo mai potuti cadere in questo mondo. Per inquadrare meglio questa intricata questione, in seguito parleremo delle caratteristiche del Tempo.<\/p>\n<p>D:  E la seconda delle caratteristiche principali?<\/p>\n<p>R:  La seconda qualit\u00e0 della jiva \u00e8 cit, la cognizione. Questa sta ad indicare che l&#8217;anima, a differenza della materia, \u00e8 capace di ricevere &#8220;conoscenza&#8221;, informazioni, cio\u00e8 di razionalizzare le cose della sua esistenza e di imparare. Oltre a ci\u00f2, cit significa anche &#8220;coscienza&#8221;, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di sentire le esperienze esteriori. Senza questa facolt\u00e0, noi saremmo entit\u00e0 brute, prive di sentimenti, sensazioni, piaceri e dolori, in quanto non in grado di percepire sintomi esterni. Va da s\u00e9 che questa \u00e8 una qualit\u00e0 di esclusivo possesso della jiva e non della materia, in quanto solo qualcosa che vive ha la capacit\u00e0 di conoscere o sentire.<\/p>\n<p>D:  E per quanto riguarda la terza?<\/p>\n<p>R:  La terza \u00e8 ananda, la felicit\u00e0, il senso del voler ricavare piacere da ci\u00f2 che si \u00e8 e da ci\u00f2 che si fa. Anche questa \u00e8 una caratteristica propria di colui che vive, perch\u00e9 un qualcosa di morto non ha desideri da soddisfare n\u00e9 d&#8217;altra parte gode o soffre. E&#8217; totalmente naturale: \u00e8 una caratteristica dell&#8217;energia vivente muoversi per ricavare piacere da ci\u00f2 che si fa, contrariamente alla materia che ha un movimento solo apparente.<\/p>\n<p>D:  La quarta \u00e8 la forma. Cosa s&#8217;intende?<\/p>\n<p>R:  La quarta qualit\u00e0 si chiama vigraha, che sta a significare che la jiva ha una forma, un corpo preciso, e non \u00e8 un&#8217;energia priva di forma e dimensione. Come vedremo tra poco, contrariamente a quanto asseriscono i mayavadi, la jiva ha una figura definita e anche una personalit\u00e0.<\/p>\n<p>&#8220;Il soffio vitale&#8221; \u00e8 parte personale dell&#8217;energia di Dio e viene anche chiamato prakrti o energia femminile. Questo perch\u00e9 l&#8217;Essere Supremo, a cui le scritture vediche attribuiscono il nome di Krishna, Bhagavan, Paramatma e tanti altri, \u00e8 Purusa, l&#8217;Essere Originale, il Creatore di tutto.<\/p>\n<p>D:  Spiega meglio la differenza tra Purusa e prakrti.<\/p>\n<p>R:  Purusa \u00e8 Krishna, Dio; prakrti \u00e8 tutto ci\u00f2 che Egli ha creato. Poich\u00e9 chi crea qualcosa lo fa basandosi sul proprio piacere, anche il Signore Supremo ha originato tutto con questa idea, con l&#8217;intenzione di provocare attorno a s\u00e9 un movimento di piacere spirituale.<\/p>\n<p>Nei Veda viene usato l&#8217;esempio del maschio (purusa) e della femmina (prakrti). Sappiamo che la vita viene immessa nel ventre della donna dallo sperma maschile; l&#8217;uomo conferisce la vita, mentre la donna la ospita e le offre le circostanze adatte affinch\u00e9 possa svilupparsi.<\/p>\n<p>Allo stesso modo Purusa \u00e8 il creatore di tutto, e quindi viene paragonato al maschio, mentre tutto il creato, la jiva compresa, viene chiamato prakrti, l&#8217;energia prodotta, la femmina, in cui quale la vita viene curata.<\/p>\n<p>D:  E\u2019 chiaro. Andiamo avanti a parlare delle caratteristiche della jiva.<\/p>\n<p>R:  Un&#8217;altra peculiarit\u00e0 \u00e8 quella designata dal termine tatastha-sakti, che significa energia marginale.<\/p>\n<p>Come vedremo a pi\u00f9 riprese nel corso di questo capitolo, l&#8217;anima \u00e8 chiamata cos\u00ec perch\u00e9 la sua natura \u00e8 marginale, sta cio\u00e8 sulla linea di demarcazione tra l&#8217;energia superiore e quella inferiore. Per questa ragione essa mostra qualit\u00e0 miste, attrazioni che possono variare di molto; talvolta pu\u00f2 essere affascinata dai mondi materiali, dalle sue dinamiche, dalle sue offerte, altre volte dalla natura spirituale, dal pensiero, dalla meditazione, dalla devozione. La jiva \u00e8 sicuramente spirituale, ma in certi momenti della sua esistenza pu\u00f2 cadere vittima degli inganni di Maya proprio per la sua natura marginale.<\/p>\n<p>D:  Dacci altri elementi per poter definire con precisione questa energia trascendentale.<\/p>\n<p>R:  L&#8217;anima siamo noi. Non aspettiamoci formule mistiche o definizioni fantastiche: l&#8217;anima siamo semplicemente noi, ci\u00f2 che in questo momento sta scrivendo e leggendo, mangiando e pensando, parlando e ascoltando, osservando e tirando somme e conclusioni sulle esperienze dei sensi, mente compresa. I nostri pensieri, i nostri sentimenti, la nostra coscienza, la nostra vita stessa; tutto questo siamo noi.<br \/>\nIn altre parole, \u00e8 la vita con tutte le caratteristiche che sono portate in questo mondo dallo spirito.<\/p>\n<p>D:  C&#8217;\u00e8 differenza tra anima e spirito, oppure si tratta della stessa cosa?<\/p>\n<p>R:  Tra questi due termini si fa frequentemente confusione. &#8220;Noi siamo spirito&#8221;, si dice. E&#8217; sbagliato. Si dovrebbe dire &#8220;noi siamo fatti di spirito&#8221;, nel senso che noi siamo l&#8217;anima e lo spirito \u00e8 l&#8217;elemento di cui essa \u00e8 composta. E&#8217; come dire: il tavolo di legno. Il tavolo \u00e8 il soggetto in questione, il legno il materiale di cui \u00e8 composto.<\/p>\n<p>D:  Riprendiamo la questione della vita e della differenza tra la materia e lo spirito. Abbiamo detto che solo l&#8217;anima agisce e che la materia non pu\u00f2 farlo. E&#8217; giusto?<\/p>\n<p>R:  S\u00ec.<\/p>\n<p>D:  Ma se cos\u00ec fosse, quale sarebbe la distinzione fra il materiale e lo spirituale? In realt\u00e0 non esiste &#8220;azione materiale&#8221;, in quanto la materia non pu\u00f2 agire affatto: \u00e8 sempre l&#8217;anima che agisce. Dunque, visto che l&#8217;azione e lo spirito sono due elementi inscindibili, l&#8217;agire non \u00e8 forse sempre spirituale?<br \/>\nA questo punto, allora, sarebbe corretto dire che qualsiasi cosa facciamo, anche in questo mondo, \u00e8 spirituale. E giacch\u00e9 viviamo qui, non sarebbe logico anche che cadesse la differenza fra materia e spirito e che tutto fosse considerato uno, la stessa unica energia originale? Di conseguenza anche questo mondo sarebbe una delle dimore di Dio e noi ne faremmo parte integrante, evitando cos\u00ec di commettere il solito errore di separare queste due realt\u00e0.<\/p>\n<p>R:  Ci\u00f2 non \u00e8 corretto. E&#8217; vero che \u00e8 sempre l&#8217;anima che agisce, essendo l&#8217;unica entit\u00e0 che ne abbia la possibilit\u00e0, ma ci sono due tipi di azione:<br \/>\n1. azione liberata,<br \/>\n2. azione condizionata.<\/p>\n<p>Quando la jiva agisce al primo stadio, sulla piattaforma di anima liberata, pu\u00f2 dare libero sfogo a tutte i suoi attributi veri e reali, essere veramente se stessa, esibirsi in tutto ci\u00f2 che \u00e8 senza problemi, senza limitazioni di alcun genere.<\/p>\n<p>Quando, invece, a causa dell&#8217;azione dell&#8217;energia illusoria (maya) viene in questo mondo, si ricopre di vari strati di energia materiale, quasi una crosta di elementi diversi da quelli che le sono propri.<\/p>\n<p>Il primo di questi elementi (\u00e8 stato gi\u00e0 menzionato) \u00e8 ahamkara, o falso senso dell&#8217;io. Tutti noi abbiamo un senso dell&#8217;io, una capacit\u00e0 di identificarci in qualcosa. In altre parole, tutti possiamo capire ci\u00f2 che siamo e affermare &#8220;io sono questo&#8221;. Allo stadio perfetto, quando non siamo pi\u00f9 prigionieri di Maya, siamo finalmente coscienti di ci\u00f2 che realmente siamo, con tutto ci\u00f2 che tale realt\u00e0 implica. Ma quando siamo condizionati, ricoperti di quella crosta che agisce come un filtro fra noi e la realt\u00e0 che ci circonda, la nostra facolt\u00e0 di identificarci \u00e8 falsata. Mentre prima pensavamo di essere ci\u00f2 che veramente siamo, ora cominciamo a pensare di essere qualcosa che non siamo; ci\u00f2 \u00e8 chiamato avidya, ignoranza. E&#8217; uno stato di follia esistenziale, proprio come nell&#8217;esempio del pazzo che crede di essere un uccello.<\/p>\n<p>Per l&#8217;azione dell&#8217;elemento ahamkara, anche la nostra intelligenza diviene falsata. Credendo di essere qualcos&#8217;altro, \u00e8 naturale che essa espleter\u00e0 le proprie funzioni in maniera diversa. L&#8217;intelligenza \u00e8 la facolt\u00e0 di discriminare. Quando pensa di essere parte di un&#8217;altra energia, comincia a discernere partendo da una base sbagliata. Cos\u00ec l&#8217;intelligenza spirituale diventa materiale. La nostra mente segue lo stesso destino e cos\u00ec via i sensi, e con loro tutte le altre caratteristiche fondamentali della vita.<\/p>\n<p>Ora, non dobbiamo pensare che la natura materiale ci fornisca di una nuova intelligenza, di una nuova mente, di nuovi sentimenti: no. Questa non fa altro che modificare, condizionare le nostre propriet\u00e0. Condizionata dal filtro dell&#8217;ahamkara, la nostra stessa intelligenza diventer\u00e0 materiale, e cos\u00ec le altre parti del nostro corpo sottile. Ci\u00f2 che ci verr\u00e0 dato di completamente nuovo sar\u00e0 solo &#8220;la macchina&#8221;, il corpo, e niente pi\u00f9.<\/p>\n<p>Questa premessa era necessaria per arrivare al punto della domanda: ci\u00f2 che facciamo in questo mondo non \u00e8 spirituale. L&#8217;impulso all&#8217;azione lo \u00e8, e non potrebbe essere diversamente in quanto la materia non ha impulsi di vita. Ma l&#8217;azione condizionata \u00e8 molto diversa, non corrisponde affatto a quelle che sono le normali propriet\u00e0 spirituali. Dovuto all&#8217;azione di ahamkara svolgiamo attivit\u00e0 del secondo tipo, dove tutto \u00e8 condizionato e contaminato.<\/p>\n<p>A questo riguardo dobbiamo analizzare la questione anche da un&#8217;altra prospettiva: in realt\u00e0, come sostiene Sankaracarya, tutto \u00e8 uno. L&#8217;azione pu\u00f2 essere solo spirituale, d&#8217;accordo, ma in questa unicit\u00e0 di stampo monistico bisogna operare una scissione tra lo stato liberato e quello condizionato. Dunque tutto \u00e8 uno, ma anche differenziato.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 anche dire che non c&#8217;\u00e8 differenza fra lo spirito e la materia, ma poi dobbiamo aggiungere che in realt\u00e0 ce n&#8217;\u00e8 molta, e tutt&#8217;e due le cose sono vere se dette insieme e con il giusto bagaglio di precisazioni.<\/p>\n<p>Comunque riprenderemo questo argomento nell&#8217;apposito capitolo.<\/p>\n<p>Da dove proveniamo?<br \/>\nD:  Una delle domande che ci si pone pi\u00f9 frequentemente quando si tratta dell&#8217;anima spirituale riguarda la sua origine. Se dovessimo usare solo i nostri poteri intellettivi sarebbe impossibile determinarla. Cosa dicono i Veda al riguardo? Da dove viene? qual \u00e8 il suo mondo di appartenenza? viene ad esistere nel momento in cui nasce il corpo o scaturisce da qualche altra parte?<\/p>\n<p>R:  Essendo di natura sat, l&#8217;anima \u00e8 sempre esistente, e non c&#8217;\u00e8 mai un momento in cui non sia esistita. Nel verso gi\u00e0 citato,<br \/>\nBhagavad-gita 2.12<br \/>\nSri Krishna dice che mai c&#8217;\u00e8 stato un momento di non- esistenza; e in quel verso non si riferiva solo a se stesso, ma a tutte le jiva. Afferma: &#8220;aham, tvam, ime janadhipah&#8221;, io, tu e tutti questi re. &#8220;Jatu nasam&#8221;: mai ci fu un tempo in cui non esistemmo.<\/p>\n<p>Le anime dunque non nascono e non muoiono.<br \/>\nNoi proveniamo da un mondo che ci \u00e8 del tutto simile in qualit\u00e0, non potendo logicamente discendere da uno di natura cos\u00ec diversa come quello materiale. Come potrebbe un&#8217;essenza spirituale eterna scaturire da una temporanea? Il mondo di origine di qualcosa non pu\u00f2 essere di tanto inferiore o comunque diverso dal soggetto generato.<\/p>\n<p>D:  In questo mondo vediamo che ogni cosa ha un inizio e una fine. Le jiva invece sono di natura eterna, una natura completamente diversa. Allora, da dove proveniamo?<\/p>\n<p>R:  Non da questo mondo. Noi veniamo da un luogo trascendentale: esso stesso \u00e8 un&#8217;entit\u00e0 personale (vigraha) fatto di eternit\u00e0, conoscenza e felicit\u00e0 (sat, cit e ananda). Stiamo parlando del mondo spirituale, del tutto simile alla sostanza propria della jiva, come vedremo nel capitolo interessato.<\/p>\n<p>In questi infiniti universi vivono coloro che si sono liberati e coloro che non sono mai scesi (n\u00e9 mai scenderanno) nel mondo dell&#8217;illusione.<\/p>\n<p>D:  Esistono diversi tipi di anime o sono tutte dello stesso genere? Se la seconda ipotesi fosse quella giusta, vorrebbe dire che tutte le anime possono o devono cadere.<\/p>\n<p>R:  Ci sono tre tipi di energie, che possono essere denominate in numerosi modi:<\/p>\n<p>La prima \u00e8 para-sakti, (o cit-sakti) energia para, superiore, o spirituale<br \/>\nLa seconda \u00e8 apara-sakti, (o maya-sakti) energia avidya, inferiore, o materiale,<br \/>\nLa terza \u00e8 tatastha-sakti, (o jiva-sakti) energia ksetrajna, o marginale.<\/p>\n<p>Noi siamo parte di quest&#8217;ultima energia divina, l&#8217;energia marginale. Come sappiamo, per marginale s&#8217;intende qualcosa &#8220;che sta ai margini&#8221;, che non pu\u00f2 essere definito superiore ma neanche inferiore. Sta &#8220;ai confini&#8221; proprio per questa sua caratteristica di poter essere risucchiato dalla materia, oppure &#8220;diventare&#8221; para-prakrti, stadio dal quale non dovr\u00e0 pi\u00f9 ricadere. Chiunque sia giunto a quello a dimensione di esistenza, non pu\u00f2 mai ritornare, in quanto nel mondo spirituale la possibilit\u00e0 di cadere vittima dell&#8217;illusione \u00e8 nulla.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i svariati tipi di anime, nell&#8217;energia interna del Signore, Sri Krishna Bhagavan, chiamata Brahman, ci sono tipi diversi di jiva. Ci sono le personalit\u00e0 delle energie interne, le jiva che non hanno mai voluto cadere, e molte altre. Come vedremo meglio in seguito, queste non possono mai essere venute in contatto con l&#8217;energia materiale, proprio per la loro natura superiore.<\/p>\n<p>In definitiva la jiva proviene dal corpo trascendentale di Krishna Bhagavan ed \u00e8 parte integrante della sua essenza.<\/p>\n<p>Differenti tipi di anime spirituali<br \/>\nD:  Prima abbiamo detto che esistono diversi tipi di jiva. Ce ne potete parlare?<\/p>\n<p>R:  Ci sono innumerevoli tipi di jiva, ma una classificazione comoda per il nostro studio potrebbe essere la seguente:<\/p>\n<p>1. le nitya-siddha<br \/>\n2. le mukta-siddha<br \/>\n3. le nitya-baddha<\/p>\n<p>Il termine nitya-siddha significa &#8220;eternamente liberato&#8221;. E sono eternamente liberate quelle anime generate direttamente dalla potenza interna del Signore, che vivono per sempre insieme a Lui a Krishna-loka, il pianeta supremo di Dio, e che mai possono conoscere l&#8217;illusione.<\/p>\n<p>Poi ci sono le mukta-siddha, e cio\u00e8 &#8220;le perfettamente liberate&#8221;, che vivono a Vaikuntha e sono originate da una delle espansioni di Krishna, Maha-sankarsana. Queste ultime servono il Signore Krishna, che in questo universo assume numerose forme a cui vengono attribuiti diversi nomi. Anche queste jiva non potranno mai cadere nel mondo materiale.<\/p>\n<p>Infine ci sono le nitya-baddha, le &#8220;eternamente condizionate&#8221;, manifestate da un&#8217;altra forma di Sri Krishna, Maha-Visnu. Solo questo tipo di jiva pu\u00f2 scendere nell&#8217;universo materiale e rimanere vittima dell&#8217;illusione. Tra le tatastha-jiva, quelle che si liberano vengono chiamate mukta-jiva, mentre le altre, che sono ancora prigioniere di Maya, sono le jiva nitya-baddha, che prima o poi otterranno la liberazione.<\/p>\n<p>D:  Se il periodo di confinamento delle nitya-baddha \u00e8 temporaneo, perch\u00e9 vengono chiamate &#8220;eternamente condizionate&#8221;? Il termine eterno indica che non esiste n\u00e9 un inizio n\u00e9 una fine.<\/p>\n<p>R:  In questo caso il termine nitya non deve essere preso nel senso letterale, ma solo simbolico, in quanto nessuna essenza spirituale pu\u00f2 rimanere per sempre nella materia. Queste jiva vengono chiamate in questo modo perch\u00e9 il tempo che rischiano di rimanere nel mondo di Maya \u00e8 cos\u00ec lungo da poter essere paragonato all&#8217;eternit\u00e0. Non solo, ma anche perch\u00e9, come Prabhupada afferma nella Bhagavad-gita,<br \/>\nCap.7 verso 14<br \/>\nnessuno pu\u00f2 sapere da quanto l&#8217;anima condizionata \u00e8 rimasta nel mondo dell&#8217;illusione, pertanto il termine nitya d\u00e0 l&#8217;idea della vastit\u00e0 del tempo.<\/p>\n<p>Se il termine nitya indicasse una reale eternit\u00e0, allora verrebbe a contraddire il concetto che la jiva \u00e8 una scintilla spirituale eternamente presente nel mondo trascendentale. Dunque il concetto nitya-baddha indica quelle anime che possono trascorrere un periodo estremamente lungo nel mondo di Maya.<\/p>\n<p>E&#8217; Dio che crea la jiva?<br \/>\nD:  E&#8217; inutile, a questo punto, chiedere se i Veda accettino l&#8217;esistenza di un qualche Dio. La domanda che invece interessa porre \u00e8 la seguente: \u00e8 Dio che crea la jiva?<\/p>\n<p>R:  S\u00ec.<\/p>\n<p>D:  Allora se \u00e8 stata creata non pu\u00f2 essere eterna. Come abbiamo gi\u00e0 detto, infatti, questo termine sta ad indicare qualcosa che non ha inizio n\u00e9 fine. Inoltre, se a un certo punto della sua storia la jiva cade, ci\u00f2 vuol dire che nel mondo a cui appartiene non c&#8217;\u00e8 uno svolgersi perfetto e unitario, ma che ci sono momenti in cui le cose cominciano ed altri in cui le stesse finiscono, momenti in cui le cose vanno nel verso giusto e altri in cui diventano imperfette.<br \/>\nAlla luce di questo ragionamento verrebbe da concludere che la jiva non pu\u00f2 essere eterna n\u00e9 il mondo spirituale perfetto.<br \/>\nMa poniamo che invece si accetti l&#8217;idea che la jiva sia eterna: dunque non \u00e8 mai stata creata. Come pu\u00f2 allora Dio esserne l&#8217;origine? Una cosa eterna non pu\u00f2 mai essere stata creata da nessuno.<\/p>\n<p>R:  La contraddizione sui termini &#8220;eterna&#8221; e &#8220;creata&#8221; \u00e8 solo apparente.<\/p>\n<p>La jiva \u00e8 energia di Dio, e quindi \u00e8 tanto eterna quanto Lui. Il fatto che ci sia stato un preciso momento in cui si \u00e8 &#8220;manifestata all&#8217;esterno&#8221; non vuol dire che sia venuta ad esistere proprio allora, bens\u00ec, in senso letterale, che c&#8217;\u00e8 stato un momento in cui ha cominciato a fare delle cose che prima non faceva e ad essere un&#8217;entit\u00e0 che prima non era. E&#8217; in quel momento che ha avuto inizio la sua storia, ma per quanto riguarda l&#8217;essere, l&#8217;esistere, essa \u00e8 eternamente reale all&#8217;interno del corpo del Signore.<\/p>\n<p>Si deve sempre tenere presente la differenza che c&#8217;\u00e8 fra il creare e il manifestare. Il termine creazione implica che una cosa sprigioni dal niente, mentre il manifestare significa esternare un qualcosa che esisteva ma che non era visibile.<\/p>\n<p>Un altro punto importante da sottolineare a questo riguardo \u00e8 che il creare implica una supremazia, mentre la cosa creata \u00e8 subordinata. L&#8217;anima spirituale \u00e8 eterna, ma la sua esistenza dipende dal Supremo. In questo senso \u00e8 creata da Dio.<\/p>\n<p>D:  Alla luce della natura e delle caratteristiche della jiva, ci chiediamo cosa mai possa averla spinta a una scelta cos\u00ec strana, cos\u00ec ovviamente in contrasto con se stessa, quella di allontanarsi da Dio. L&#8217;anima di natura \u00e8 spirituale, ama le cose spirituali, vive godendo delle cose eterne. Perch\u00e9 allora ha preferito venire in un mondo cos\u00ec diverso, ostile, in molti sensi addirittura opposto alla sua costituzione originale?<\/p>\n<p>R:  Per l&#8217;ambizione nascosta di &#8220;essere&#8221; Dio, di diventare Lui, di imitarlo, di voler gioire delle stesse cose di cui Egli gioisce. In ultima analisi per invidia, per il desiderio di avere ci\u00f2 che non possiede. E&#8217; qualcosa di molto profondo, una malattia non facile da riconoscere e per questo complicata da curare. Nel nostro intimo noi tutti non sopportiamo l&#8217;idea che esista una persona suprema che gode di tutto, noi compresi, e che non siamo noi al centro degli universi, ma questa scomoda presenza che si chiama Dio.<\/p>\n<p>D:  Se la jiva non fosse stata fatta per essere lei stessa un&#8217;entit\u00e0 suprema, come avrebbe potuto desiderarlo? E&#8217; come se a un certo punto un pesce desiderasse volare. Non sembra impossibile?<br \/>\nSe invece la jiva fosse stata fatta anche per essere suprema, in cosa consisterebbe la sua colpa, il suo errore? Sarebbe stato Dio stesso ad averla fatta in quel modo.<br \/>\nE se invece l&#8217;anima avesse realmente sbagliato, anche questo suo poter sbagliare non sarebbe forse stato ugualmente opera divina? Nessuno pu\u00f2 essere incolpato di qualcosa di cui non sia completamente responsabile. Sarebbe stato Dio a farla in quel modo.<br \/>\nPerch\u00e9 sarebbe stata creata in modo tale da poter cadere vittima di un errore cos\u00ec grave? Quante sofferenze avremmo evitato se fossimo stati fatti diversamente?<\/p>\n<p>R:  La natura dell&#8217;amore spirituale tra Krishna e le jiva non \u00e8 di servilismo. Se Egli avesse creato una specie di robot, perfetti in tutto, sarebbe rimasto solo nell&#8217;immensit\u00e0 del creato, e non avrebbe potuto scambiare del vero amore con nessuno. E una delle caratteristiche principali di questo sentimento sta senz&#8217;altro nel fatto che deve esercitarsi in modo libero, non pu\u00f2 mai essere forzato.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la ragione per cui ci ha creati liberi di poter sempre decidere, e la libera scelta, nel caso dell&#8217;anima infinitesimale, implica anche la possibilit\u00e0 di poter sbagliare.<\/p>\n<p>E qualcuna sbaglia. Invece di servirLo, vuole tentare di diventare il Supremo, scendendo nel mondo materiale e sforzandosi di imitarlo e di ricostruire qui le stesse situazioni esistenti nel cielo trascendentale.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la sua colpa. Il fatto che siamo parti dell&#8217;energia di Dio non significa che perdiamo la possibilit\u00e0 di scegliere, di fare ci\u00f2 che vogliamo, comprese le cose sbagliate. E l&#8217;errore colpevole consiste proprio in questo: di aver liberamente voluto intraprendere un tipo di strada che ci avrebbe portati a soffrire. Tuttavia Sri Krishna non ci condanna alle fiamme eterne di un inferno, bens\u00ec ci rieduca all&#8217;interno di una energia che, in fin dei conti, \u00e8 sempre Sua (mama maya duratyaya).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le caratteristiche della jiva D: Per poter capire bene la natura di una cosa \u00e8 necessario conoscerne le caratteristiche di fondo. Parlateci dunque delle qualit\u00e0 dell&#8217;anima spirituale. 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