{"id":33176,"date":"2020-01-15T07:08:16","date_gmt":"2020-01-15T12:08:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/?p=33176"},"modified":"2022-01-28T01:22:39","modified_gmt":"2022-01-28T06:22:39","slug":"la-filosofia-del-bhakti-yoga-brahma-jijnasa-lo-spirito-inquisitivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/la-filosofia-del-bhakti-yoga-brahma-jijnasa-lo-spirito-inquisitivo\/","title":{"rendered":"La Filosofia del Bhakti Yoga &#8211; Brahma-jijnasa (lo spirito inquisitivo)"},"content":{"rendered":"<div><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; color: #800000;\"><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">* 1 *<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Brahma-jijnasa (lo spirito inquisitivo)<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Come affrontare lo studio<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Domanda: Noi vorremmo avvicinarci allo studio dei Veda, ma temiamo di essere privi di preparazione, di una cultura di base. Credete che per noi sia possibile affrontarne ugualmente lo studio, oppure no?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Risposta: In India alcuni studiosi sostengono che i Veda dovrebbero essere studiati solo da chi possiede precise qualificazioni, come ad esempio la nascita in un determinato tipo di famiglia, ma ci\u00f2 non \u00e8 corretto. I Veda non sono affatto libri per una \u00e9lite di intellettuali e studiosi, ma sono testi che possono essere avvicinati da tutti. E&#8217; vero che alcuni sono particolarmente difficili, ma grazie ai grandi maestri che hanno commentato nei nostri linguaggi le principali opere queste sono alla portata di qualunque persona che abbia il sincero desiderio di capire. E grazie alle traduzioni non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 neanche bisogno di conoscere il sanscrito, linguaggio particolarmente difficile. Bisogna solo imparare qual \u00e8 la giusta maniera di accostarsi all&#8217;indagine.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">D: Spiegateci qual \u00e8 questa giusta maniera, in modo da non cercare nel modo sbagliato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">R: Non c&#8217;\u00e8 alcun segreto particolare. Come in ogni ricerca filosofica o scientifica si deve soltanto porre domande intelligenti e ascoltare le risposte; poi non \u00e8 neanche necessario accettare ciecamente ci\u00f2 che ci viene proposto per andare avanti. Il dissentire non \u00e8 un elemento negativo; al contrario una valutazione critica e la proposta di un dibattito costruttivo sono particolarmente produttivi. E&#8217; giusto e necessario avere opinioni proprie, confrontarle con una saggezza superiore e modificarle nel corso dello studio. L&#8217;opinione \u00e8 il grado intermedio tra l&#8217;ignoranza e la scienza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">L&#8217;accettazione cieca non \u00e8 raccomandata, come non lo \u00e8 il rifiuto preconcetto e immotivato, poich\u00e9 nessuno dei due conduce alla meta, che \u00e8 quella di comprendere. Fare domande \u00e8 l&#8217;inizio della vita spirituale, di cui la ricerca filosofica ne \u00e8 la base.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Non \u00e8 un caso se uno dei pi\u00f9 importanti testi vedici inizia dicendo:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">athato brahma-jijnasa<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">&#8220;Questo \u00e8 il momento di porre domande sulla Verit\u00e0 Ultima.&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; color: #ff0000;\">Vedanta-sutra 1.1.1<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">In questo caso brahma significa essenza spirituale, la verit\u00e0 oltre la quale nulla esiste. Nel Govinda-bhasya, Baladeva Vidyabhusana dice che porre domande sulla Verit\u00e0 Suprema \u00e8 il primo e indispensabile passo che occorre compiere se si vuole capire la realt\u00e0 delle cose. E continua sostenendo che il brahma-jijnasa non va sottovalutato, non si deve pensare che non \u00e8 tanto importante, ma che anzi \u00e8 la struttura fondamentale se si vuole perfezionare la vita umana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">I karmi,<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; color: #ff0000;\">Un termine per indicare una persona materialista<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">al contrario, sostengono che lo sforzo impiegato per ricercare verit\u00e0 trascendenti sarebbe meglio impiegato nella ricerca delle migliorie mondane personali, dello stare meglio, insomma. Cercare maniere sempre pi\u00f9 perfezionate di vivere la vita presente senza preoccuparsi dell&#8217;aldil\u00e0. Ma Baladeva non si trova affatto d&#8217;accordo con queste tesi e risponde che tutte le attivit\u00e0 interessate (kamya-karma), cio\u00e8 quelle che si attuano per un vantaggio finale personale, sono solo una perdita di tempo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; color: #ff0000;\">srama eva hi kevalam, dice lo Srimad-Bhagavatam, 1.2.8.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Sulla scia della critica al kamya-karma, Srila Prabhupada attacca energicamente coloro che sottovalutano l&#8217;importanza di accostarsi allo studio della filosofia. Certuni dicono che la vita \u00e8 fine a s\u00e9 stessa, che esiste solo ci\u00f2 che vediamo e di cui possiamo godere, e che un fine che trascenda questa esistenza \u00e8 creazione di filosofi idealisti che hanno perso il senso della realt\u00e0. Ribattendo a questa teoria, che affronteremo meglio in seguito, Prabhupada sostiene che la vita umana \u00e8 fatta per conoscere la verit\u00e0 e non per perire succubi dell&#8217;ignoranza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">&#8220;La gente impazzisce per la gratificazione dei sensi, e non sa che il suo corpo presente (che \u00e8 pieno di miserie), \u00e8 il risultato delle azioni interessate compiute nel passato. Oltre che essere temporaneo, questo corpo d\u00e0 problemi in continuazione. Dunque, agire per la gratificazione dei sensi non \u00e8 consigliato. La nostra vita \u00e8 un fallimento fintanto che non si comincia a porre domande sulla nostra vera identit\u00e0, e fintanto che non la si conosce si deve lavorare per ottenere dei benefici per la gratificazione dei sensi, e fintanto che si \u00e8 ingrossati nella coscienza della gratificazione dei sensi si deve trasmigrare da un corpo a un altro. Sebbene la mente possa essere ingrossata nelle attivit\u00e0 fruttifere e influenzata dall&#8217;ignoranza, dobbiamo sviluppare amore per il servizio devozionale a Vasudeva. Solo cos\u00ec si pu\u00f2 avere l&#8217;opportunit\u00e0 di uscire dalla prigionia dell&#8217;esistenza materiale.&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; color: #ff0000;\">Srimad-Bhagavatam 5.5.4, fino al verso 6<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">D: Poco fa hai detto che lo scopo dello studio \u00e8 di capire la Verit\u00e0; ma prima bisognerebbe dimostrare che esiste una verit\u00e0, diciamo, che vada al di l\u00e0 del semplice piacere fine a s\u00e9 stesso di discorrere. In altre parole, possiamo studiare tutte le filosofie del mondo solo per il gusto di sapere qualcosa di nuovo, senza per questo accettarle come verit\u00e0 suprema.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">R: Non esiste una formula grazie alla quale tu puoi capire all&#8217;inizio che una Verit\u00e0 Assoluta esiste o che essa sia contenuta nei libri che andiamo a studiare: ci\u00f2 va capito, se ci riusciremo, strada facendo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">In ogni analisi filosofica ci sono dei teoremi che devono essere capiti subito, come premessa a tutto il resto, altri invece che, pur essendo di importanza fondamentale, possono essere discussi e dimostrati in seguito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">In ogni caso questo \u00e8 un punto importante, che discuteremo nell&#8217;apposito capitolo, quando parleremo della Verit\u00e0 Trascendentale. Per ora limitiamoci ad entrare in questo orizzonte di pensiero, qualsiasi sia la ragione che ci spinga a farlo.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">L&#8217;importanza dello spirito inquisitivo<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">D: Forse sembrer\u00e0 una domanda inutile, ma vorrei sapere se brahma-jijnasa, il porre domande, \u00e8 utile solo a coloro che necessitano di risposte, cio\u00e8 agli ignoranti, oppure \u00e8 parte di una specie di rituale spirituale, un elemento sacro, assoluto, che va al di la della persona che affronta la problematica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">R: Questa non \u00e8 affatto una domanda superflua, anzi richiama un numero significativo di concetti filosofici. Il porre domande non \u00e8 solo un mezzo per ottenere delle risposte chiarificatrici e conseguentemente guadagnare la conoscenza ma \u00e8 un eterno atto sacro che ha un suo valore intrinseco. Nella tradizione vedica notiamo infatti che personalit\u00e0 ricche di conoscenza completa pongono domande senza averne necessit\u00e0 oggettiva.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">&#8220;Tutti i differenti tipi di atmarama (coloro che sono soddisfatti nel s\u00e9 poich\u00e9 realizzati) e specialmente coloro che gi\u00e0 percorrono in modo stabile il sentiero della realizzazione, sebbene siano gi\u00e0 liberi da ogni tipo di contaminazione materiale, desiderano servire la Suprema Personalit\u00e0 di Dio. Ci\u00f2 significa che il Signore possiede qualit\u00e0 trascendentali e che quindi pu\u00f2 attrarre chiunque, compreso le anime liberate.&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; color: #ff0000;\">Srimad-Bhagavatam 1.7.10<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">In riferimento all&#8217;argomento che stiamo trattando, in questo verso a noi interessa la parola sanscrita api, che significa &#8220;nonostante ci\u00f2&#8221;. Coloro che sono liberati sono gi\u00e0 completamente soddisfatti (in termini di felicit\u00e0 e anche di conoscenza) e non hanno necessit\u00e0 di null&#8217;altro; nonostante ci\u00f2 (api) non possono fare a meno di rendere servizio devozionale (bhakti) al Signore Krishna. Perch\u00e9 ci\u00f2? Perch\u00e9 Egli possiede attributi trascendentali, non materiali, e quindi riesce ad attrarre persino coloro che sono atmarama. Essendo l&#8217;ascolto uno dei nove processi necessari all&#8217;ottenimento della conoscenza, il brahma-jijnasa riveste un&#8217;importanza in s\u00e9, cosicch\u00e9 per dare frutti non deve necessariamente sbrogliare problematiche intellettuali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Vediamo la storia cosa c&#8217;insegna. Nel Maha-bharata, Arjuna rivolge domande a Krishna e nel dialogo traspare la sua (di Arjuna) ignoranza degli elementari valori della spiritualit\u00e0. Infatti Krishna gli dice:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">&#8220;&#8230; come hanno potuto queste impurit\u00e0 comparire in te? Non sono adatte a un uomo che conosce come progredire nella vita&#8230; esse conducono all&#8217;infamia&#8230; non soccombere a questa degradante impotenza, non \u00e8 da te. Abbandona questa debolezza di cuore e risollevati&#8230;&#8221;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Arjuna \u00e8 confuso: si trova in un campo di battaglia e deve combattere contro parenti e amici, tutta gente che ama e rispetta. Per questo non vuole, rifiuta l&#8217;idea di versare il sangue dei suoi cari. Sembrerebbe un atto encomiabile, ma come vedremo in seguito, Krishna non \u00e8 d&#8217;accordo e critica Arjuna. Sembrerebbe che Arjuna sia caduto vittima dell&#8217;ignoranza e della debolezza, ma nella stessa Bhagavad-gita apprendiamo che egli era un&#8217;anima liberata e che quindi mai sarebbe potuto cadere vittima dell&#8217;illusione. Lo ha fatto solo perch\u00e9 voleva spingere Krishna a parlare la Bhagavad-gita? Non solo. Desidera ascoltarla lui stesso. Vediamo altri casi di brahma-jijnasa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Krishna stesso, che \u00e8 Dio, pone domande a Maitreya Muni, altre volte a Narada, al suo guru Sandipani Muni. In Sua presenza, invece di parlare personalmente, permette a Bhisma di esporre lo Santi Parva ed Egli stesso ascolta con rapita attenzione, con evidente piacere. Lo fa solo per glorificare il suo devoto Bhisma? Anche; ma non solo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Ancora: Caitanya Mahaprabhu accetta Isvara Puri e ne ascolta le istruzioni; i saggi di Naimisa dalla conoscenza perfetta e completa si siedono per lungo tempo ad ascoltare il pi\u00f9 giovane Suta Gosvami mentre narra la Srimad-Bhagavatam e il Maha-bharata. Perch\u00e9 ci\u00f2?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">La risposta \u00e8 la seguente: brahma-jijnasa non \u00e8 solo il mezzo, lo strumento per ottenere la conoscenza e cos\u00ec abbandonare l&#8217;ignoranza, ma \u00e8 anche un modo in s\u00e9 di vivere la propria liberazione eterna nell&#8217;ascolto continuo della Verit\u00e0. E&#8217; un principio assoluto e spirituale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Tanto pi\u00f9, ovviamente, acquista valore per chi inizia il cammino della conoscenza.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Le sorgenti della conoscenza<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">D: Non siamo d&#8217;accordo. La conoscenza spirituale (proprio per la sua costituzione ultraterrena) non deve necessariamente provenire dalla lingua di un altro o dalle pagine di un libro, ma scaturisce dal cuore, dove, a detta degli stessi Veda, la Verit\u00e0 risiede eternamente. Basta dunque guardare dentro di noi per trovare le risposte: \u00e8 sufficiente un brahma-jijnasa interno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">R: E&#8217; proprio per evitare queste sottili ma terrificanti modelli di imbroglio (kaitava) che il Supremo Brahman, Dio, sceglie di rivelarsi solo attraverso &#8220;forme autorizzate&#8221;. Ci\u00f2 non vuole dire che le persone dal cuore puro non possono raccogliere la Verit\u00e0 dal proprio intimo dove, appunto, essa pu\u00f2 essere trovata, ma ci\u00f2 non si applica agli esseri condizionati, i quali devono riceverla attraverso altri canali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Vi immaginate cosa succederebbe se ognuno si svegliasse la mattina dicendo che Dio gli ha parlato dall&#8217;interno del proprio cuore e gli ha dettato nuove leggi? come mai faremmo a distinguere il vero dal falso? Conoscendo la natura furfantesca dell&#8217;uomo di questa era, la regola \u00e8 stata posta: la conoscenza scritta nei testi vedici deve essere tramandata da una catena ininterrotta di puri e santi maestri spirituali (parampara), e la filosofia che dice il contrario \u00e8 kaitava-vada, una forma di inganno.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Il modo corretto di fare domande<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">D: Prima avete detto che non c&#8217;\u00e8 un segreto, un modo particolare per porre le domande giuste; tuttavia ci saranno stati degli esempi che possiamo seguire.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">R: Se si vuole imparare si deve ricercare con mente aperta, senza pregiudizi, senza cercare di giustificare qualcosa di cui si \u00e8 convinti in partenza. Questo \u00e8 lo stato d&#8217;animo corretto che ci dar\u00e0 la serenit\u00e0 e la lucidit\u00e0 di organizzare un questionario rilevante.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Ma \u00e8 anche vero che \u00e8 difficile impostare la ricerca su un qualcosa del quale si \u00e8 ignoranti, per cui \u00e8 costruttivo studiare le domande che i saggi hanno posto ai loro maestri; infatti talvolta essi non insegnano solo dando risposte, ma danno anche l&#8217;esempio tramutandosi in discepoli e ponendo quesiti per il beneficio degli altri. Nella Srimad-Bhagavatam, uno dei principali testi vedici, ci sono numerosissimi esempi di discepoli che fanno domande e che ricevono risposte. E non solo la Srimad-Bhagavatam, ma anche la Bhagavad-gita, la Caitanya-Caritamrta e altre.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Col tempo e con l&#8217;esperienza anche la qualit\u00e0 delle nostre domande migliorer\u00e0.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">A chi porre domande<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">D: Ma a chi si debbono porre le domande? Sicuramente non a uno qualsiasi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">R: Certamente no. Le risposte di un imbroglione (ce ne sono fin troppi in giro) confondono le idee e creano una situazione di disagio intellettuale tale da causare persino la rovina di una ricerca sincera. La scelta della fonte \u00e8 di importanza primaria. Noi vi proponiamo i libri Veda come guida scritta e coloro che li rappresentano come maestri viventi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Di questi ultimi ci occuperemo nel capitolo dedicato ai maestri spirituali.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">D: Vediamo allora i testi che chiamate Veda: parliamone.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">R: Cinquemila anni fa il saggio Vyasa mise per iscritto tutta la conoscenza preesistente, sistemandola e organizzandola in modo da renderne lo studio pi\u00f9 agevole. La parola Vyasa significa infatti &#8220;colui che mette in ordine&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">&#8220;Una volta egli (Vyasa)&#8230; vide anomalie (nel periodo storico in cui viveva)&#8230; e grazie alla sua visione trascendentale, previde il deterioramento di ogni cosa&#8230; (questo fenomeno era) dovuto all&#8217;influenza dell&#8217;epoca (kali-yuga). Egli cap\u00ec che la gente avrebbe avuto una vita molto corta e, per mancanza di virt\u00f9, sarebbe stata tormentata dall&#8217;impazienza&#8230; egli pens\u00f2 che i sacrifici insegnati nel Veda avrebbero potuto purificare tutti, e allo scopo di semplificare l&#8217;avanzamento spirituale della gente lo divise (il Veda, la scrittura sacra) in quattro parti&#8230; I fatti storici raccontati nelle Purana sono considerati il quinto Veda.&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; color: #ff0000;\">Srimad-Bhagavatam 1.4, versi sparsi<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">In questa sezione della Srimad-Bhagavatam abbiamo visto come il veggente Vyasa avesse previsto la degradazione di Kali-yuga e volendo facilitare lo studio dei Veda, li avesse messi per iscritto e divisi in quattro parti. In seguito ne avrebbe affidata la diffusione a cinque dei suoi discepoli; a Paila avrebbe consegnato il Rig Veda, a Jaimini il Sama Veda, a Vaisampayana lo Yajus Veda, ad Angira l&#8217;Atharva Veda e a Romaharsana le Purana.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">D: Ci pare di aver capito, dunque, che la conoscenza vedica non \u00e8 qualcosa che Vyasa abbia architettato per conto suo, inventata di sana pianta, insomma, ma che esistesse gi\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">R: Esatto. Vyasa non invent\u00f2 nulla; egli non fece altro che mettere ordine nella conoscenza di millenni, tramandata oralmente da famiglie di saggi che per lo pi\u00f9 vivevano in foreste remote, darle una organizzazione logica; e soprattutto pens\u00f2 bene di mettere tutto per iscritto, in una forma adatta ad essere studiata dall&#8217;uomo di quest&#8217;era.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">D: Perch\u00e9 Vyasa dovette metterla per iscritto? come era stata preservata prima di allora?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">R: Precedentemente a cinquemila anni fa, data approssimativa dell&#8217;inizio di Kali-yuga,<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; color: #ff0000;\">La presente era, epoca di degradazione e di malvagit\u00e0<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">l&#8217;uomo era in possesso di una memoria formidabile, dote chiamata srutidhara, dalla memoria infallibile. Sia per insegnare che per imparare non avevano bisogno di scrivere o leggere. Assimilavano tutto ascoltando una volta sola. Il chiaroveggente Vyasa previde che l&#8217;uomo del futuro avrebbe perso, tra le altre, anche questa facolt\u00e0 e si assunse il gravoso compito di trascrivere i Veda.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">&#8220;&#8230;coloro che hanno perso la visione (di ci\u00f2 che \u00e8 giusto) a causa delle profonde tenebre dell&#8217;era di Kali ricaveranno luce da questa Purana.&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Srimad-Bhagavatam 1.3.43<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">&#8220;(Ancora:) L&#8217;intelligente Maharaja Yudhisthira denot\u00f2 la presenza dell&#8217;era di Kali osservando (aumentare) l&#8217;avarizia, la falsit\u00e0, l&#8217;imbroglio e la violenza.&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Srimad-Bhagavatam 1.15.37<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Sono molti i passaggi nei quali possiamo chiaramente vedere quanto l&#8217;avvento di Kali abbia modificato l&#8217;uomo. Un capitolo molto interessante \u00e8 il 16.mo del primo canto della Srimad-Bhagavatam, dove \u00e8 riportato il dialogo tra Pariksit e Bhumi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Sempre nello stesso testo, tra i difetti principali viene menzionato ancora, appunto, il drastico calo della memoria.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Srimad-Bhagavatam 1.1.22<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">La differenza fra i Veda e la corrente Vaisnava<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">D: Abbiamo parlato di testi vedici e di scritti Vaisnava; c&#8217;\u00e8 una differenza tra i due?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">R: Il Vaisnavismo \u00e8 la devozione a Visnu, che \u00e8 uno dei nomi di Dio; dunque possiamo dire che \u00e8 la corrente devozionale dei Veda, i quali sono la sua base tradizionale filosofica e storica.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Le scritture principali<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">D: Quali sono le principali scritture vediche?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">R: Abbiamo gi\u00e0 accennato al fatto che originalmente esisteva un Veda solo, lo Yajus Veda, il quale venne diviso in quattro parti; e cio\u00e8:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Yajus Veda<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Atharva Veda<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Rig Veda<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Sama Veda.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Questi quattro vasti volumi contengono lo scibile umano per quanto riguarda il mondo fenomenico in cui viviamo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Segu\u00ec una ricchissima raccolta di storie antiche, le Purana, che sono oltre che libri di storia anche un vero tesoro di teologia e filosofia, divise in 18 libri. Vediamo i titoli di queste opere: Siva Purana, Vayu Purana, Garuda Purana, Kurma Purana, Naradiya Purana, Linga Purana, Matsya Purana, Markandeya Purana, Visnu Purana, Vamana Purana, Brahma Purana, Brahmanda Purana, Brahma-vaivarta Purana, Agni Purana, Varaha Purana, Padma Purana, Skanda Purana, Bhavisya Purana; pi\u00f9 un diciannovesimo, la Bhagavata Purana (chiamata anche Srimad-Bhagavatam) che costituisce un Purana a parte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Poi le Upanisad. Si pu\u00f2 affermare che le Purana siano di stesura antecedente poich\u00e9 in diverse Upanisad (tra le quali la Chandogya) esse sono abbondantemente menzionate. Nelle Upanisad si inizia lo studio della realt\u00e0 spirituale, quella che esiste al di l\u00e0 del mondo in cui viviamo. Nella maggior parte di esse, per\u00f2, la realt\u00e0 spirituale viene analizzata principalmente nel suo aspetto impersonale. Tra quelle che fanno eccezione deve essere menzionata la Sri Isopanisad, detta anche Isa Upanisad. Per ragione di spazio non diamo la lista completa delle 108 Upanisad; comunque tra le pi\u00f9 importanti ricordiamo appunto la Sri Isopanisad, la Katha Upanisad, la Svetasvatara Upanisad e la Chandogya Upanisad. Upanisad si riferisce al &#8220;sedersi ai piedi del maestro&#8221; da parte del discepolo allo scopo di ascoltarne la conoscenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Seguente ai Veda, alle Purana e alle Upanisad, viene il Vedanta Sutra. La sua cronologia la deduciamo dai suoi stessi sutra, dove troviamo ampi riferimenti alle tre scritture precedenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Per onest\u00e0 dobbiamo dire, comunque, che l&#8217;ordine di stesura di questi libri non \u00e8 certo, in quanto essi preesistevano in forma orale e quindi Vyasa avrebbe potuto benissimo riferirsi a loro rifacendosi alla tradizione non scritta. Ma una cosa \u00e8 certa: che non sempre nelle sue opere Vyasa sembra dare importanza alla cronologia in genere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Con il Vedanta il saggio ha voluto dare una spiegazione filosofica dei principi vedici. Ma questo suo lavoro ha suscitato un enorme fermento e molte incertezze, poich\u00e9 i sutra (che sono forme espressive estremamente concise) danno adito a numerosissime interpretazioni, cosicch\u00e9 da millenni gli studiosi si sbizzarriscono a dare nuove e certe volte bizzarre interpretazioni agli aforismi, che rimangono comunque estremamente complessi e di difficile comprensione e assimilazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Il Vedanta Sutra \u00e8 diviso in 4 adhyaya (libri). Ognuno di questi \u00e8 diviso in altrettanti pada (capitoli), i quali sono ripartiti in vari adhikarana, o argomenti. L&#8217;opera in s\u00e9 non \u00e8 voluminosa, essendo composta di soli 559 sutra, ma il linguaggio \u00e8 di cos\u00ec difficile comprensione che un commento anche conciso la fa diventare un volume consistente. Non c&#8217;\u00e8 scuola filosofica in India che non abbia espresso una spiegazione sul Vedanta. Tra le migliori ricordiamo il Govinda-bhasya di Baladeva Vidyabhusana, il Sri-bhasya di Ramanuja e il Purna-prajna-bhasya di Madhvacarya. Pur profondamente discordando dalle conclusioni che i suoi discepoli ne avrebbero tratto, dobbiamo menzionare il Sariraka-bhasya, commento ad opera di Sankara il quale, a differenza degli altri, propone in modo molto vigoroso ed efficace la visione impersonale della Verit\u00e0, teoria aspramente criticata da tutti i maestri Vaisnava di scuola personalistica. Affronteremo in seguito l&#8217;analisi di questa secolare diatriba.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Sappiamo per certo che dopo il Vedanta Sutra Vyasa compil\u00f2 il Maha-bharata.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">&#8220;(dopo i Veda e le Purana)&#8230; compil\u00f2 la grande narrazione storica chiamata Maha-bharata.&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Srimad-Bhagavatam 1.4.25<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Dunque il Maha-bharata \u00e8 posteriore ai Veda, alle Purana e alle Upanisad. Azzardiamo allora la seguente successione cronologica:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">1) il Veda originale, lo Yajus Veda<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">2) poi la divisione dello Yajus in quattro parti<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">3) le 18 Purana<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">4) le 108 Upanisad.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Queste scritture sono chiamate sruti, le originali. Le altre, chiamate smrti, sono state scritte su ispirazione delle sruti:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">5) il Vedanta Sutra<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">6) il Maha-bharata<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">e le altre che seguirono.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">D: Tu sostieni che tutta questa letteratura sia stata scritta da Vyasa, ma ci\u00f2 non pu\u00f2 essere vero. I Veda sono cos\u00ec vasti che \u00e8 impossibile che siano provenuti dallo sforzo di una singola persona; \u00e8 invece assai pi\u00f9 probabile che diversi saggi si siano avvicendati a trascrivere i canoni vedici nei secoli. E questo ancor di pi\u00f9 vale per la Srimad-Bhagavatam, che \u00e8 notoriamente un&#8217;opera molto posteriore rispetto alle altre.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">R: Queste sono speculazioni senza fondamento di nessun tipo. Lasciamo parlare la Srimad-Bhagavatam stessa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">&#8220;&#8230;questo meraviglioso Purana, compilato dal saggio Vyasa, \u00e8 sufficiente (di per s\u00e9) ad ottenere la realizzazione di Dio.&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Srimad-Bhagavatam 1.1.2<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">&#8220;(E poi)&#8230; eman\u00f2 dalle labbra di Sukadeva Gosvami&#8230;&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Srimad-Bhagavatam 1.1.3<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; color: #ff0000;\">Sukadeva era il figlio di Vyasa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">&#8220;&#8230;dopodich\u00e9 nella 17.ma incarnazione Sri Vyasadeva apparve dal ventre di Satyavati, la moglie di Parasara Muni, ed egli divise l&#8217;unico Veda in diverse parti e sezioni, prevedendo che la gente sarebbe diventata meno intelligente&#8230;&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Srimad-Bhagavatam 1.3.21<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Tuttavia le evidenze di quanto asserito poc&#8217;anzi sono cos\u00ec numerose che sarebbe inutilmente gravoso elencarle tutte. E&#8217; comunque certo che Vyasa \u00e8 stato l&#8217;unico ordinatore dei Veda, delle Purana, delle Upanisad, ecc.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Se l&#8217;autore o gli autori fossero stati altri, non si capisce che interesse avrebbero avuto a dichiarare nella loro stessa opera che in realt\u00e0 a scriverla era stato un altro.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">D: Tornando proprio alla Srimad-Bhagavatam, in precedenza hai detto che viene considerata la 19.ma Purana, pur essendo una scrittura a parte. Puoi spiegare meglio questa affermazione?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">R: Dopo aver compilato questa voluminosissima enciclopedia del sapere, Vyasa contempl\u00f2 la sua opera e non se ne sent\u00ec completamente soddisfatto.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Vedi Srimad-Bhagavatam 1.4, versi sparsi<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Il tempestivo arrivo del suo maestro spirituale gli serv\u00ec a capirne le ragioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">(Disse Narada) &#8220;Ti senti soddisfatto nel considerare il corpo o la mente (come se fossero il tuo s\u00e9 e quindi) come oggetti di autorealizzazione? Non c&#8217;\u00e8 alcun dubbio che le tue ricerche hanno un valore notevole, in quanto hai compilato un grande e fantastico lavoro come il Maha-bharata che \u00e8 pieno di sequenze vediche spiegate nei minimi dettagli; hai poi chiarito i concetti che riguardano il Brahman impersonale e ci\u00f2 che ne deriva&#8230; (ma ci\u00f2 non \u00e8 stato sufficiente) la tua insoddisfazione \u00e8 causata dal non aver narrato le pure e sublimi glorie della Suprema Personalit\u00e0 di Dio&#8230;&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px; color: #ff0000;\">Srimad-Bhagavatam 1.5 versi sparsi<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Cos\u00ec esortato da Narada, Vyasa scrisse la Srimad-Bhagavatam, l&#8217;opera sicuramente pi\u00f9 eccelsa di tutte. In essa sono descritte solo le attivit\u00e0 spirituali del Signore e dei Suoi puri devoti. Leggendo questo lavoro si pu\u00f2 ottenere un notevole avanzamento spirituale. Divisa in 12 canti, la Srimad-Bhagavatam conta 18.000 sloka. L&#8217;intero 10.mo canto narra della vita e delle attivit\u00e0 di Krishna.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">D: Oltre a queste ci sono scritture altrettanto importanti o solo opere minori?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">R: Ce ne sono di altrettanto importanti. La Bhagavad-gita, per esempio, che \u00e8 parte del Bhisma Parva del Maha-bharata, \u00e8 un testo assolutamente fondamentale per il nostro studio. Senza leggere questo libro crediamo che sia molto difficile addentrarsi nei meandri della filosofia spiritualistica dell&#8217;India; anzi, sarebbe quasi sconsigliabile in quanto chi \u00e8 privo di una preparazione di base potrebbe arrivare a delle conclusioni totalmente errate.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">(Krishna disse:) &#8220;Questo sapere costituisce l&#8217;educazione pi\u00f9 alta e la conoscenza pi\u00f9 pura, e poich\u00e9 d\u00e0 una percezione diretta del s\u00e9 mediante realizzazione, \u00e8 la perfezione della religione. E&#8217; eterna e si applica con gioia.&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Bhagavad-gita 9.2<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">&#8220;Colui che ascolta con fede e senza invidia (la Bhagavad-gita), diventa libero dalle reazioni del peccato e ottiene i pianeti dove risiedono coloro che sono pii.&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Bhagavad-gita 18.71<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">(Sanjaya disse)&#8221;&#8230; e cos\u00ec meraviglioso \u00e8 quel messaggio che i capelli si rizzano sulla mia testa. Quando ricordo quel magnifico e santo dialogo tra Krishna e Arjuna, sento una grande piacermi pervadermi tutto.&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Bhagavad-gita 18. 74 e 75<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">La Bhagavad-gita \u00e8 dunque una delle scritture basilari. Noi consigliamo che venga studiata prima di ogni altra.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Secondi solo in ordine di studio e non di importanza, dobbiamo ricordare i numerosissimi scritti Vaisnava bengali. D&#8217;obbligo la Caitanya Caritamrta di Krishnadas Kaviraja, la Caitanya Bhagavata di Vrndavana das Thakur (che narrano la vita e gli insegnamenti di Caitanya Mahaprabhu) e i lavori di Rupa, Sanatana e Jiva Gosvami. Poi vanno ricordati gli antichissimi Brahma-samhita e Ramayana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Ma queste che abbiamo menzionato sono solo le scritture pi\u00f9 rilevanti. I libri che gli studiosi e i devoti ci hanno consegnato nel corso dei millenni sono cos\u00ec numerosi che difficilmente si potranno mai contare. Purtroppo molti di questi tesori di saggezza sono anche andati persi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Cos\u00ec, le tesi che presenteremo qui, non sono basate sulla nostra immaginazione o sulle nostri opinioni personali, bens\u00ec sull&#8217;autorit\u00e0 di questi testi e sugli insegnamenti dell&#8217;ultimo anello della Brahma-gaudiya-sampradaya, la catena autentica di maestri che si sono tramandati questa grande conoscenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 16px;\">Da lui, Srila Prabhupada, abbiamo appreso quanto abbiamo cominciato a discutere.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; * 1 * Brahma-jijnasa (lo spirito inquisitivo) &nbsp; Come affrontare lo studio Domanda: Noi vorremmo avvicinarci allo studio dei Veda, ma temiamo di essere privi di preparazione, di una cultura di base. 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