{"id":21335,"date":"2020-10-09T09:20:23","date_gmt":"2020-10-09T13:20:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/?p=21335"},"modified":"2020-10-09T09:20:23","modified_gmt":"2020-10-09T13:20:23","slug":"lesistenza-di-dio-secondo-la-ragione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.isvara.org\/archive\/lesistenza-di-dio-secondo-la-ragione\/","title":{"rendered":"L&#8217;esistenza di Dio secondo la ragione"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D:\u00a0 Torniamo al punto originale. E&#8217; stato detto che i Veda sono libri teisti, affermano e testimoniano cio\u00e8 l&#8217;esistenza di Dio. Ma troppo spesso le scritture religiose hanno come unica fonte di prova i loro stessi dogmi, e sono prive di sostegni logici. E&#8217; il caso dei libri di cui abbiamo appena iniziato lo studio?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>R:\u00a0 Originalmente la parola &#8220;dogma&#8221; non aveva il significato che le attribuiamo noi ora. Dogma (o domma) significava opinione, ipotesi. Nel corso della storia la religione cattolica ha imposto in modo cos\u00ec violento le sue teorie che la gente, non comprendendole, cominciava a accomunarle a un senso di fede cieca. E cio\u00e8, che il dogma fosse una ipotesi non dimostrata e spesso non dimostrabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci rendiamo conto che \u00e8 sempre molto difficile provare l&#8217;esistenza di qualcosa che non pu\u00f2 essere percepito direttamente dai sensi. Siamo tutti dei San Tommaso e ci viene spontaneo accettare solo ci\u00f2 che tocchiamo con mano. Normalmente riteniamo vera una cosa solo quando questa pu\u00f2 essere vista o ascoltata o toccata, quando l&#8217;oggetto \u00e8 pertanto sensibile (che vuol dire passibile di percezione da parte dei sensi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nelle cose dello spirito, forse per un atavico senso di delusione nei confronti del contesto religioso in cui siamo nati e cresciuti, tendiamo ad accettare i principi della filosofia solo se riusciamo a capirli con la ragione. Coloro che invece dicono di credere senza aver bisogno di capire, generalmente sono persone troppo pigre o limitate per usare l&#8217;intelligenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Secondo alcuni filosofi esistono due tipi di mondi: il mondo sensibile e il mondo intelligibile. Il primo \u00e8 quello che possiamo vedere e toccare, quello che cade immediatamente e senza difficolt\u00e0 sotto l&#8217;azione dei sensi. Quello che vediamo e in cui esistiamo \u00e8 il mondo sensibile. Il secondo invece \u00e8 quello apparentemente contrapposto, cio\u00e8 un mondo che non pu\u00f2 essere percepito dai sensi grossolani (che sono la vista, l&#8217;udito, eccetera) ma solo dall&#8217;intelligenza. Quest&#8217;ultimo \u00e8 formato da idee e concetti, e di conseguenza pu\u00f2 essere percepito solo mediante un esercizio della ragione. Secondo alcuni, questi due costituiscono dei contrapposti. Coloro che affermano che esiste solo ci\u00f2 che pu\u00f2 essere percepito dai sensi, sono generalmente gli scienziati materialisti (anche se ultimamente molti si stanno ricredendo e ritornando sulle loro convinzioni), i quali accusano i filosofi di costruire con la propria immaginazione un qualcosa di illusorio, di infondato, che ha realt\u00e0 solo nelle loro fervide immaginazioni, ma non ha esistenza oggettiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per\u00f2 chi pu\u00f2 negare che esistano le emozioni, i sentimenti, le idee, i desideri? E non \u00e8 vero che questi possono essere captati solo dagli effetti? In altre parole, l&#8217;amore non pu\u00f2 essere visto, ma quando qualcuno ama, capisce che c&#8217;\u00e8 dell&#8217;amore. Dunque chi pu\u00f2 negare l&#8217;esistenza del mondo intelligibile?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Coloro che negano l&#8217;esistenza oggettiva della spiritualit\u00e0 e di conseguenza quella di Dio, affermano che finch\u00e9 Egli non potr\u00e0 essere percepito dai sensi, la Sua esistenza rimarr\u00e0 una chimera. E giacch\u00e9 nessuno \u00e8 mai stato in grado di dimostrare che la trascendenza esiste e che pu\u00f2 in qualche modo essere sperimentata, e che \u00e8 possibile solo credere in Dio, ci\u00f2 non ha nulla a che fare con la scienza. E quando qualcuno dice di aver visto Dio o comunque qualcosa di spirituale, essi tentano di affermare l&#8217;inattendibilit\u00e0 della persona o della sua tesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non possiamo negare che in questo campo \u00e8 sempre esistita una grande cialtroneria, per\u00f2 \u00e8 anche vero che ci sono cialtroni sia tra coloro che affermano l&#8217;esistenza di Dio che tra quelli che la negano. In realt\u00e0 nessuno pu\u00f2 produrre prove per affermare o negare: qualsiasi idea pu\u00f2 essere confutata da un intelletto pi\u00f9 fervido.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I sostenitori del metodo intellettivo accusano invece gli scienziati materialisti di voler restringere eccessivamente il campo delle ricerche e i suoi possibili sviluppi, in quanto la gamma degli oggetti e dei concetti sensibili \u00e8 molto ristretta, perch\u00e9 tali sono i nostri sensi. Dove non arrivano i sensi, dicono, pu\u00f2 arrivare la ragione, e in tal modo il campo si allarga a dismisura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fra i fautori del metodo intellettualistico ci sono sia coloro che si dichiarano convinti dell&#8217;esistenza di Dio, che anche i fautori della tesi opposta. In s\u00e9 tale sistema non \u00e8 in grado di dimostrare alcunch\u00e9 in favore o a sfavore n\u00e9 dell&#8217;una n\u00e9 dell&#8217;altra parte. Le nostre opinioni sono soggettive, cos\u00ec come lo sono le nostre esperienze interiori. Una persona pu\u00f2 dire di aver visto Dio, mentre un&#8217;altra pu\u00f2 dire di non averlo visto affatto, anzi di essere giunta alla conclusione che non pu\u00f2 esserci nessuna realt\u00e0 trascendentale. Dunque il metodo intellettivo preso di per s\u00e9 \u00e8 sicuramente pi\u00f9 vasto, ma anche soggetto a gravi errori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dobbiamo ammettere che \u00e8 praticamente impossibile giungere a un metodo di realizzazione delle pi\u00f9 alte verit\u00e0 che sia certo, scientifico, inoppugnabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E i Veda che dicono a questo proposito? come possiamo fare per convincerci dell&#8217;esistenza di Dio? Rimarr\u00e0 per sempre solo un atto di fede, una convinzione, appunto, magari sorretta da qualche meccanismo raziocinante, oppure \u00e8 possibile ottenere una qualche esperienza diretta e completa?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come abbiamo visto nel capitolo precedente, i Veda affermano che l&#8217;essere vivente \u00e8 di natura puramente ed esclusivamente spirituale, dimensione questa talmente sottile che i nostri sensi materiali non possono percepire. Ma noi che viviamo in questo mondo qual altro strumento potremmo usare? Siamo costretti ad usare i mezzi che abbiamo a disposizione, e cio\u00e8 proprio quei sensi e quella ragione condizionati dalla materia e pertanto imperfetti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Va da s\u00e9 che l&#8217;anima che non \u00e8 influenzata da Maya non ha alcun problema a stabilire l&#8217;esistenza di Dio, in quanto \u00e8 libera di vederlo in qualsiasi momento grazie ai propri sensi spirituali. Quindi per lei il problema non sussiste. Esiste per noi, che siamo privi della prova inoppugnabile dell&#8217;immediata esperienza sensoriale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Abbiamo detto che il nostro corpo materiale \u00e8 suddiviso in due parti: lo strato di materia sottile e lo strato di materia grossolana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I nostri sensi grossolani, come la vista o l&#8217;udito sono fatti in modo tale da poter percepire solo una certa gamma di oggetti. Per esempio, la nostra vista non pu\u00f2 vedere troppo lontano, non riesce a cogliere esperienze che pure esistono &#8211; prendiamo l&#8217;aria, che esiste ma che non vediamo con gli occhi. Lo stesso discorso vale per l&#8217;udito, il quale non riesce a concretizzare che una certa banda di suoni, sotto o sopra della quale il senso fallisce. E&#8217; per questo che i Veda ci dicono che i nostri sensi, in quanto non assoluti, sono imperfetti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vittime di queste limitazioni, noi percepiamo la natura spirituale con i sensi che abbiamo a disposizione in questo momento della nostra esistenza, i quali sono fatti per il mondo della materia e non per quello dello spirito. Per avere esperienza sensoriale del mondo di Dio dobbiamo trasformare la qualit\u00e0 dei sensi e renderli qualitativamente simili al mondo con il quale vogliamo entrare in contatto: in altre parole dobbiamo spiritualizzarli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo stesso deve dirsi per i sensi guida, quelli sottili: la mente e l&#8217;intelligenza: anch&#8217;essi subiscono pesanti limitazioni e il mondo trascendentale \u00e8 loro precluso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma tra i grossolani e i sottili una differenza c&#8217;\u00e8: l&#8217;intelligenza \u00e8 il senso pi\u00f9 prossimo all&#8217;anima, e per questa ragione ha la capacit\u00e0 di poter capire pi\u00f9 di quanto si possa vedere o udire. Dunque, mentre i sensi grossolani debbono purificarsi totalmente prima di poter percepire la natura spirituale, l&#8217;intelligenza pu\u00f2 andare pi\u00f9 avanti e cominciare ad addentrarsi nei primi spazi della filosofia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E cos&#8217;\u00e8 la filosofia? Una buona definizione potrebbe essere la teoria della scienza della realizzazione spirituale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora, siccome ogni giorno constatiamo che tutto in questo mondo accade grazie alla presenza e all&#8217;intervento dell&#8217;uomo, siamo naturalmente portati a concludere che dietro a ogni fenomeno debba esserci un Dio personale. Questa tendenza non mi sembra affatto semplicistica, in quanto rispecchia una realt\u00e0 inoppugnabile che osserviamo da sempre, e proprio con i sensi ai quali si da tanta importanza. Anche la ragione avvalora continuamente questa ipotesi: nulla nasce per caso, tutto segue una logica, una legge. E dove mai prima d&#8217;ora si \u00e8 vista una legge senza un legislatore? Dunque l&#8217;esistenza di Dio pu\u00f2 essere avvalorata da una certa logica non priva di concretezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D:\u00a0 Allora l&#8217;essenza divina che noi chiamiamo Dio \u00e8 conoscibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>R:\u00a0 E&#8217; sicuramente conoscibile, ma questa risposta va inserita nel quadro di una spiegazione pi\u00f9 complessa che affronteremo in seguito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; D:\u00a0 Torniamo al punto originale. E&#8217; stato detto che i Veda sono libri teisti, affermano e testimoniano cio\u00e8 l&#8217;esistenza di Dio. 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