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Stories and pastimesPadma Ekadasi

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Dasa
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Padma Ekadasi

Postby Dasa » Saturday 25 February 2017, 8:19

Yudhisthira Maharaja disse, “O Keshava,come si chiama quell’Ekadashi che cade nella luna crescente del mese di Asadha (giugno-luglio)? Qual è il metodo per osservarla e qual è la Divinità che si adora in questo giorno propizio?”
Shri Krishna rispose, “O protettore della Terra,con gioia ti racconterò una storia meravigliosa che un giorno Brahma narrò a suo figlio Naradaji.

Narada chiese a suo padre, “Qual è il nome della Ekadashi che cade nella luna crescente del mese di Asadha? Ti prego, dimmi in che modo devo osservare questa Ekadashi per soddisfare il Signore Supremo, Vishnu.” Brahma rispose, “O grande oratore, tu sei il migliore tra tutti i saggi, il più puro tra i devoti di Shri Vishnu, e la tua domanda è di prim’ordine. Non c’è nulla di più puro di questa Ekadashi, il giorno di Shri Hari, né in questo né in altri mondi. Se viene osservata adeguatamente, essa annulla persino i peccati più gravi. Per questa ragione ti parlerò di Asadha-shukla Ekadashi. Digiunando in questa Ekadashi ci si purifica da ogni peccato e si vedono realizzati tutti i propri desideri. Chi trascura di osservare questo sacro giorno di digiuno è destinato a precipitare all’inferno.

Asadha-shukla Ekadashi è famosa anche come Padma Ekadashi. E’ unicamente allo scopo di soddisfare Hrishikesha, il Signore dei sensi, che si deve digiunare in questo giorno. Ascolta attentamente, Narada, ora che ti racconterò una storia meravigliosa narrata nelle Scritture e che riguarda proprio questa Ekadashi. Semplicemente ascoltando questo racconto, i propri peccati vengono distrutti e viene dissolto qualsiasi ostacolo sulla via della perfezione spirituale.

Figlio mio, c’era una volta, nella dinastia del Sole, un re santo di nome Mandhata. Poiché era uno strenuo difensore della verità, fu proclamato imperatore. Egli si prendeva cura delle persone del suo regno come se fossero i suoi figli. Grazie alla sua virtù e religiosità, nel suo regno non si conoscevano né epidemie né siccità, e neppure la malattia. Tutti erano liberi da ogni tipo di disturbo ed erano anche molto ricchi. Nelle casseforti del re non c’era traccia di denaro guadagnato ingiustamente, perciò il sovrano poté regnare felicemente per molti anni.

Un giorno, però, a causa di un errore commesso nel suo regno, si verificò una siccità che durò tre anni e così le persone si trovarono a soffrire a causa della carestia. Per mancanza di cereali furono impossibilitati a celebrare i sacrifici vedici, ad offrire oblazioni agli antenati e ai deva, ad impegnarsi nell’adorazione rituale e persino a studiare le Scritture vediche. Un giorno le persone del regno si presentarono di fronte al loro amato sovrano in una grande assemblea e dissero: “Maestà, tu ti preoccupi sempre del nostro benessere, perciò ora ti supplichiamo umilmente di aiutarci. Tutto e tutti in questo mondo hanno bisogno di acqua. Senza acqua, tutto muore. I Veda chiamano l’acqua nara, e poiché Dio, la Persona Suprema, è disteso sulle acque, il Suo nome e Narayana. Dio fa dell’acqua la Sua dimora e si riposa su di essa . Sotto forma di nuvole, il Signore Supremo è presente nel cielo e dal cielo fa cadere la pioggia, grazie alla quale i cereali possono crescere e nutrire così tutti gli esseri.

O re, questa terribile siccità ha provocato una grave penuria di cereali che sono così preziosi per la vita di ogni creatura, per questo stiamo soffrendo molto e la nostra popolazione è decimata. Tu sei il migliore governante di questa Terra, perciò ti preghiamo, trova una soluzione a questo problema e restituiscici la pace e la prosperità. Il re rispose, “ Voi dite bene perché i cereali sono il Brahman, la Verità Assoluta, che vive nei cereali per dare sostegno a tutti gli esseri. In verità, è proprio grazie ai cereali che il mondo intero può vivere. Per quale motivo questa terribile siccità si è abbattuta sul nostro regno? Le sacre Scritture possono offrirci risposte esaurienti. Se il re è una persona empia, egli dovrà soffrire e con lui tutti coloro che da lui dipendono. Ho meditato a lungo sulla causa del nostro problema, ma dopo aver esaminato attentamente la mia vita passata e presente, posso dire onestamente che non vi ho trovato nessuna colpa. Eppure, per il bene di tutti, cercherò di porre rimedio a questa situazione.”

Così il re Mandhata riunì il suo esercito e il suo seguito, mi offrì i suoi rispettosi omaggi ed entrò nella foresta. Vagò a lungo cercando i grandi saggi nei loro ashrama per chiedere loro come risolvere la crisi che aveva colpito il suo regno. Giunse infine all’ashrama di un altro dei miei figli, Angira Muni, che con il suo splendore illuminava tutte le direzioni. Seduto nel suo eremitaggio, Angira sembrava un secondo Brahma. Il re Mandhata fu felice di vedere quel grande saggio che aveva completamente dominato i sensi.
Il re scese immediatamente da cavallo e offrì i suoi rispettosi omaggi ai piedi di loto di Angira Rishi, poi, a mani giunte, lo pregò di concedergli le sue benedizioni. Il santo ricambiò benedicendolo con sacri mantra, poi s’informò sul benessere delle sette membra del suo regno . Dopo aver risposto a queste domande, il re Mandhata a sua volta s’informo sul benessere di Angira. Quest’ultimo chiese poi al re come mai avesse intrapreso un viaggio così difficile nel mezzo della foresta e il re gli narrò delle sofferenze che avevano colpito il suo regno. Il sovrano disse: “O grande saggio, io governo e mantengo il mio regno seguendo le raccomandazioni del Veda, perciò non riesco a capire la ragione di questa siccità. Per risolvere questo mistero sono venuto a chiederti aiuto. Ti prego, permettimi di alleviare le sofferenze delle persone che da me dipendono.”
Angira Rishi rispose al re: “L’epoca in cui viviamo, il Satya-yuga, è la migliore tra tutte le ere, perché attualmente il Dharma è ben saldo sulle sue quattro zampe .

In quest’era tutti rispettano i brahmana come le persone più elevate nella società. Inoltre, tutti compiono il proprio dovere prescritto e soltanto ai brahmana qualificati nati due volte spetta il compito di celebrare i sacrifici raccomandati dai Veda. Nonostante ciò, o leone tra i re, nel tuo regno c’è uno shudra che compie senza autorizzazione e senza le necessarie qualifiche ascesi e penitenze. Questa è la ragione della mancanza di pioggia nel tuo regno. Dovresti dunque intervenire per ovviare a ciò, perché così facendo eliminerai la causa di contaminazione e tutti nel tuo regno ritroveranno pace e prosperità.”

Il re rispose: “Come potrei punire una persona indifesa, che si dedica alle ascesi? Per favore, suggeriscimi una soluzione spirituale.”
Il grande saggio Angira disse: “O re, dovresti osservare il digiuno nell’Ekadashi che cade nella luna crescente del mese di Asadha. Questo giorno propizio si chiama Padma Ekadashi e grazie al suo potere sicuramente ritorneranno abbondanti piogge nel tuo regno.
Questa Ekadashi conferisce la perfezione a tutti coloro che la osservano fedelmente, elimina ogni male e distrugge tutti gli ostacoli sulla via della perfezione. O re, osserva questo sacro giorno di Ekadashi insieme a tutti i tuoi parenti e a tutte le persone che vivono nel tuo regno, e senza alcun dubbio tutto tornerà come era prima.”

Dopo aver ascoltato queste parole, il monarca offrì gli omaggi al saggio e tornò al suo palazzo. Quando arrivò Padma Ekadashi, il re Mandhata riunì tutti i brahmana, kshatriya, vaishya e shudra del regno e raccomandò loro di osservare scrupolosamente questo importante giorno di digiuno. Dopo che ciò fu fatto, nuovamente cadde la pioggia, proprio come aveva predetto il saggio, e ci furono mesi con abbandonanti raccolte di cereali. Per la misericordia del Signore Supremo Hrishikesha, il Signore dei sensi, tutte le persone del regno ottennero la più grande gioia e prosperità.
Tutti dovrebbero perciò osservare scrupolosamente questa Ekadashi, caro Narada, perché essa conferisce ogni felicità e la liberazione finale al fedele devoto.”
Shri Krishna concluse: “Mio caro Yudhisthira, Padma Ekadashi è così potente che chiunque semplicemente legga o ascolti le sue glorie si libera completamente da ogni peccato. O Pandava, colui che desidera soddisfarmi deve osservare scrupolosamente questa Ekadashi conosciuta anche come Deva-sayani Ekadashi . O leone tra i re, chiunque desideri la liberazione dovrebbe osservare regolarmente il digiuno in questa Ekadashi, che è anche il giorno in cui inizia il digiuno di Caturmasya.”

Così termina la narrazione delle glorie di Asadha-shukla Ekadashi, conosciuta anche come Padma Ekadashi o Deva-sayani Ekadashi, dal Bhavisya-uttara Purana.

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