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Manonatha Dasa (ACBSP)La grazia del puro devoto

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Fabien
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Rwanda

La grazia del puro devoto

Postby Fabien » Friday 24 March 2017, 16:11

Hare Krishna Manonatha Dasa, per favore accetta i miei più rispettosi omaggi.

La mia domanda è: Da cosa è causata la grazia del puro devoto?

Nello Srimad-Bhagavatam sono narrate le storie di persone, anche apparentemente comuni, non devoti che per qualche ragione hanno avuto la fortuna di incontrare un puro devoto, ricevere da lui istruzioni riguardo la realtà trascendentale e che dopo aver seguito le orme di tale puro devoto si sono elevati fino a raggiungere la perfezione.

In particolare ricordo la storia del re Pracinabarhisat, che era un discendente di Dhruva Maharaja se ricordo bene, il quale impegnato in attività interessate non sapeva come liberarsi definitivamente dalla sofferenza di questo mondo.
Vedendolo, Narada Muni provò compassione verso di lui e gli chiese cosa volesse ottenere compiendo tali attività interessate.

Pracinabarhisat riconosce che la sua intelligenza è prigioniera delle attività interessate, di non conoscere il fine supremo della vita, quindi gli chiede di istruirlo nella conoscenza pura in modo tale da uscire dal groviglio delle attività interessate.

Un altro caso è quello del saggio Valmiki il quale prima di ricevere la misericordia di Narada Muni e diventare un grande saggio era un brigante dedito ai doveri famigliari.
Un giorno quando Narada Muni passò nella foresta dove si trovava Valmiki, fu aggredito da quest'ultimo.
Così Narada Muni gli chiese la ragione delle sue azioni malvagie, dunque Valmiki rispose che era per prendersi cura dei suoi cari che agiva in quel modo.
Allora Narada Muni replicò chiedendogli se i suoi cari sarebbero stati disposti a condividere con lui le reazioni dei suoi peccati e nonostante Valmiki ne fosse convinto andò a chiederlo ai suoi parenti dopo aver legato Narada Muni ad un albero.

I suoi parenti dissero che era suo dovere provvedere a loro e che non erano responsabili del modo che aveva scelto per farlo. Dunque si divincolavano da ogni responsabilità nei confronti di Valmiki.

Deluso, Valmiki tornò da Narada Muni il quale gli disse di pentirsi dei suoi peccati ed abbandonare la via che aveva scelto cantando i Santi nomi di Rama. In seguito egli meditò per così tanto tempo che su di lui si formò un formicaio e divenne un grande saggio: Maharshi Valmiki

In entrambi i casi coloro verso cui Narada Muni prova compassione sono impegnati in attività interessate, sono apparentemente persone comuni, non hanno conoscenza del fine della vita, entrambi sono attaccati agli obblighi sociali e si pentono dei loro atti peccaminosi o interessati.

Dopo ciò mi chiedo: sono forse gli atti passati di una persona, cioè il karma a determinare l'avvicinamento o no di un puro devoto ?

Probabilmente no perché i puri devoti non sono vincolati dal karma

Dunque la misericordia del puro devoto è senza causa?


Hare Krishna

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