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Manonatha Dasa (ACBSP)Storicità del Maha Bharata

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Storicità del Maha Bharata

Postby Dasa » Thursday 2 March 2017, 8:21

Il Maha-bharata e’ un libro di storia e narra fatti realmente accaduti. Questo dice Vyasa stesso quando afferma che egli stava dettando a Ganesh quanto egli vedeva in meditazione. Infatti la compilazione del Maha-bharata avveniva piu’ o meno nel momento stesso in cui i fatti si svolgevano.

Da sempre tutte le Scritture religiose (e non solo le nostre) sono state infestate da atei di vario tipo che cercano di sottrarre loro valore storico in modo da scoraggiare chi vuole condurre vita spirituale.

E’ tuttavia la prima volta che sento dire che il Maha-bharata sia una poesia e non un libro di storia. Neanche i piu’ atei e speculatori fra gli studiosi indiani (e ce ne sono parecchi e parecchio accaniti) sono mai arrivati a tanto. Questo perche’ per loro i Pandava sono tanto veri e presenti nella loro storia quanto i nostrani Garibaldi e Mazzini.

Mi pare di capire che egli affermi che i Pandava non siano mai esistiti. Che neanche Krishna sia mai esistito. Tutti i personaggi del Maha-bharata sono oggetto di studio ovunque in India e nelle varie scuole di tutte le discipline Vediche da millenni e ora arriva qualcuno privo della minima autorita’ a dire che sono tutti creduloni. Mi pare grave davvero.

Da conquemila anni ad oggi saranno probabilmente miliardi le persone che non hanno mai dubitato della storicita’ del Maha-bharata. Da questo libro o dalle sue sezioni sono nate scuole e tradizioni di professori stimate ovunque.
I luoghi del Maha-bharata – come Hastinapur, Indraprastha, Kurukshetra e tutti gli altri – sono siti archeologici e turistici ove vanno milioni di persone. Chi dice queste cose vuole dire che sono stati messi su come un villaggio western holliwoodiano?

Giungiamo alla storia di Utanka, che costui dice che non e’ mai esistito. Prima di tutto deve portare le prove di cio’ che dice.
Fino a quel momento, diciamo che la storia di Utanka si trova nell’Adiparva, nella sezione chiamata Paushya Parva.
La moglie del Guru di Utanka, Veda (e non Vedha), gli chiede di procurarle gli orecchini della Regina come guru-dakshina, l’offerta al maestro che si da o al momento dell’iniziazione o alla fine del periodo scolastico.
La missione di Utanka viene ostruita dal serpente Takshaka e durante questa ordalia avvengono i fatti riportati nel messaggio che mi invii.

Utanka vedeva le personalificazioni di elementi o di esseri celesti ma da nessuna parte si dice che la storia sia allegorica. Se Srila Vyasadeva lo avesse detto lo avremmo accettato come tale e nulla sarebbe cambiato nella nostra vita spirituale.
Era un fenomeno tutto sommato comune per gli uomini qualificati dell’epoca avere visioni di esseri superiori.

Che sia tecnicamente possibile interpretare questi fatti non significa che sia giusto farlo. I Veda non sono un balocco per il nostro divertimento. Vanno presi alla lettera fino al punto in cui l’autore stesso o un Acarya del massimo grado dica diversamente. Dal profondo del cuore avverto questo tipo di persone che se hanno bisogno di gratificarsi i sensi giocando con l’intelligenza di andare altrove a baloccarsi perche’ con le Scritture sacre giocano col fuoco.

E’ vero che nei Veda ci sono racconti allegorici. Quello del Re Puranjana, che troviamo nello Srimad-Bhagavatam, e’ un caso. Ma li’ il lettore viene avvertirto che sta leggendo una storia istruttiva che non e’ mai avvenuta.
Tuttavia nessuno ha il diritto di stabilirlo per conto proprio perche’ ha a che fare con testi divini. Deve essere o il testo stesso o un Acarya del massimo grado a dirlo.

Al riguardo dei paragrafi sul respiro, l’unica cosa che posso dire leggendo cio’ che mi hai mandato e’ che si tratta di vere sciocchezze senza base da nessuna parte, ne’ in nessuna scrittura ne’ nella logica, e che sono partorite dalla mente di un singolo e valgono quel che valgono.
Si puo’ rispondere quando si discute sulla base delle scritture o almeno della logica comune e questi argomenti non sono ne’ l’uno ne’ l’altro.

Il terzo punto che mi poni, cioe’ che secondo Vyasa, la lettura si deve fare per intero e non di un solo paragrafo, dove Vyasa dice questo?
Per millenni santi e studiosi hanno studiato e insegnato singolarmente la Bhagavad-gita e altre importanti parti del Maha-bharata e dei Veda, come le Upanishad, senza che mai nessuno abbia avuto da ridire.

In conclusione, mi pare curioso che per sostenere un punto uno menzioni la storia di Utanka, che era discepolo di Veda, che era discepolo di Ayodha-dhaumya, e che costui non abbia nessun Guru.

Senza un Maestro spirituale autentico i Veda non possono essere capiti.

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