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Manonatha Dasa (ACBSP)Mi hanno trattata male - risposte di Manonatha Dasa

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Manonatha Dasa
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Mi hanno trattata male - risposte di Manonatha Dasa

Postby Manonatha Dasa » Sunday 1 January 2017, 16:33

DOMANDA

hare krsna manonatha dasa!
pamho, agtsp,
ho pensato di avere degli ostacoli
sul servizio di devozione. un giorno mentre
pulivo una persona è entrata e mi ha trattata male,
poi un'altra volta durante il servizio ho avuto un incidente
alla testa.
la mia domanda è: come superare gli ostacoli nel
servizio di devozione.

hare krsna
grazie
bhaktin aruni

***

RISPOSTA

Cara Bhaktin Aruni,
Accetta i miei rispettosi omaggi. Tutte le glorie a Srila Prabhupada.

La Bhakti, il metodo di realizzazione spirituale che si basa sulla devozione a Radha e Krishna, e' una scienza e come tale va studiata e praticata.

Leggiamo sui libri che e' cosi importante sviluppare alcune qualita' fondamentali per poter cantare puramente il mantra Hare Krishna, come una mentalita di umilta', tolleranza, non credersi di essere importanti e che meritiamo rispetto. Se ci si pensa sopra un po' si capisce bene perche e' cosi' importante.

Ora, visto che e' difficile realizzare principi di devozionale solo con lo studio, la pratica e' importante. Cosi' e' Krishna stesso, o il Guru, o i Vaisnava, che ci danno opportunita' di sviluppare quelle qualita'.
Ad esempio entra qualcuno, non ci tratta bene, e in quel momento abbiamo una opportunita' di ricordare le istruzioni delle scritture e sforzarsi di viverle, di farle nostre, di realizzarle in modo pieno. Se lo facciamo avanziamo spiritualmente. Se invece apriamo la porta al nostro ego, rimaniamo dove stiamo.

Tutti questi incidenti vanno visti come una misericordia, una opportunita' da non perdere.

Si superano attraverso lo studio, il ricordo di cio' che si e' studiato e lo sforzo di applicarle.

Tuo servitore
Manonatha Dasa (ACBSP)
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Fabien
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Re: Mi hanno trattata male

Postby Fabien » Monday 23 January 2017, 8:43

Hare Krishna Manonatha Dasa, il tema di Bhaktin Aruni ha fatto sorgere delle domande spontanee nella mia mente, cioè: Quando sorgono degli ostacoli lungo il nostro servizio devozionale non è forse sufficiente pregare Krishna di liberarcene? Tuttavia se gli stessi ostacoli sono opportunità per avanzare nel servizio devozionale perché pregare Krishna per chiedergli di liberarci da essi? Lo scopo degli ostacoli è quello di farci avanzare lungo il percorso del servizio devozionale, ma a volte sembra che questi ostacoli siano un impedimento. Ad esempio io vivo lontano da un tempio di Krishna e come hai detto tu è un grande ostacolo ma non insormontabile perché posso tenermi in contatto con i devoti grazie ad internet. Visto da una certa prospettiva il fatto che io abiti lontano da un tempio di Krishna ma che sia a conoscenza e stia cercando di progredire sul percorso del servizio devozionale può essere visto come una benedizione perché può risvegliarsi in me il sentimento della separazione (non trovo un termine migliore) da Krishna e dai suoi devoti. Dunque un probabile ostacolo si "trasforma" in una benedizione. Sfortunatamente o per grande misericordia di Krishna alcuni devoti sono messi in condizioni veramente difficili e pericolose per il corpo o la coscienza. Per quanto riguarda il livello fisico ci possono essere impedimenti come ad esempio parenti, amici o insegnanti che non permettono al devoto, avanzato o neofita che sia di servire Krishna col corpo e con la mente. Al livello della coscienza il più grande pericolo di cui parla Krishna è la filosofia mayavadi che spero nessuno ne venga mai in contatto, eppure certe volte accade che le persone ignare della natura di Krishna ne siano attratte come le falene dalla luce del fuoco. Così come le falene vengono bruciate anche il percorso verso la coscienza di Krishna lo è. Anche stando in un tempio le persone che hanno fissato la loro mente sulla filosofia mayavadi molto difficilmente ritornano sul percorso che porta alla coscienza di Krishna. La conclusione è che ci sono ostacoli e ostacoli (correggimi per favore se sbaglio Manonatha Dasa) che in fondo sono tutti un' opportunità per rafforzare la propria coscienza di Krishna. La mia domanda è: come facciamo ad essere sempre umili e tolleranti nonostante le varie sollecitazioni interne ed esterne? Anche se alla fine dei conti le sollecitazioni partono da dentro perché ad esempio (capita) a volte ci facciamo male, qualche taglietto, si sbatte la testa...ecc. Ma se non ce ne accorgiamo non abbiamo la stessa reazione di quando ce ne accorgiamo. Quindi in conclusione la reazione parte sempre da dentro( anche qui correggimi se sbaglio). Quindi se avessimo un certo controllo, impossibile per una persona comune, saremmo sempre in pace, talmente in pace che non sapremmo cos'è la pace e cos'è l'agitazione, ma a quel punto come potremmo raggiungere la coscienza di Krishna se non c'è alcuno stimolo? Ogni cosa in questo mondo funziona grazie a qualcosa, qualunque macchina e sono macchine anche il corpo, i sensi, la mente, l'intelligenza e l'ego. L'anima è ciò grazie a cui la macchina chiamata corpo funziona e l'anima dipende dall'Anima Suprema. La mia domanda è: come si fa in questo mondo a risvegliare in sé la propria coscienza di Krishna e mantenersi fissi in essa?

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Re: Mi hanno trattata male

Postby Manonatha Dasa » Wednesday 25 January 2017, 15:07

Caro Bhakta Fabien,
E' molto tempo che sei in contatto con me e vedo con piacere che sei maturato molto. A meno che non pensi alla filosofia e non la stia praticando, almeno un poco, non puoi porre domande cosi' intelligenti.

Passo a rispondere.

Quando sorgono degli ostacoli lungo il nostro servizio devozionale non è forse sufficiente pregare Krishna di liberarcene? Tuttavia se gli stessi ostacoli sono opportunità per avanzare nel servizio devozionale perché pregare Krishna per chiedergli di liberarci da essi? Lo scopo degli ostacoli è quello di farci avanzare lungo il percorso del servizio devozionale, ma a volte sembra che questi ostacoli siano un impedimento.

L'atteggiamento che un devoto ha di fronte alle difficolta' dipende da numerosi fattori.
Il devoto neofita ovviamente chiede a Krishna di liberarlo da queste limitazioni, come ad esempio la distanza da un tempio, dall'associazione di altri devoti, amici e parenti sfavorevoli e cosi' via.
Lo chiede perche' non e' ancora spiritualmente forte abbastanza da capitalizzare le circostanze negative e anzi le subisce. E percio' giustamente prega, "per favore, mio Signore, liberami da tutto cio' che mi impedisce di avanzare nel cammino della pura devozione".
Man mano che il devoto avanza, gradualmente, il servizio devozionale diviene un fatto solido e irrevocabile dentro di se' e capisce che non esistono circostanze esterne che possano impedirgli di fare servizio devozionale.
Per esempio la distanza. Chi impedisce a un devoto che vive nella tua citta di fare servizio? Che forse non puo' cantare Hare Krishna? Che forse non puo' offrire il cibo a Krishna sull'altare? Che forse non puo' predicare agli altri? Che forse Krishna pervade l'intero universo meno nella citta' dove vivi?
E cosi' il devoto avanzato e' libero dall'ansieta' perche' realizza che non puo' mancargli niente di cio' che e' piu' importante nella sua vita.
Ci sono stati nella storia devoti che addirittura davano il benvenuto alle difficolta', che le desideravano, perche' queste erano una spezia alla sua vita, gli davano un impulso per nuove emozioni spirituali. Come ad esempio la Regina Kunti. Troviamo questa storia nello Srimad-Bhagavatam.

In definita le limitazioni e le difficolta' sono relative al nostro stato di coscienza.
Dipendendo dal nostro nivello spirituale desideriamo che se ne vadano, o non ce ne importa nulla che ci siano, o addirittura senti che gli servono per nuovi e sempre variegati piaceri spirituali.


Al livello della coscienza il più grande pericolo di cui parla Krishna è la filosofia mayavadi che spero nessuno ne venga mai in contatto, eppure certe volte accade che le persone ignare della natura di Krishna ne siano attratte come le falene dalla luce del fuoco.
Così come le falene vengono bruciate anche il percorso verso la coscienza di Krishna lo è.
Anche stando in un tempio le persone che hanno fissato la loro mente sulla filosofia mayavadi molto difficilmente ritornano sul percorso che porta alla coscienza di Krishna.

La filosofia mayavada e' ben piu' presente nella vita di ogni giorno di quanto puoi pensare. Non e' necessario essere un intellettuale della India iniziato nella Sankara Sampradaya per essere mayavada.
Tanto per farti un esempio, chi chiede favori a Dio per se stesso e' un materialista ma inconsciamente anche un mayavadi perche' pensa che il proprio beneficio corrisponde al beneficio divino. E cioe', io e Dio siamo la stessa cosa. Se io sto bene anche Dio sta bene.


La mia domanda è: come facciamo ad essere sempre umili e tolleranti nonostante le varie sollecitazioni interne ed esterne?

Studio e pratica.
Come fare per avere muscoli? Vai in una palestra e sollevi i pesi giusti. C'e' bisogno di tutti e due. Teoria e pratica.
Non puoi trovare la forza di tollerare senza lo studio della filosofia, e non puoi realizzare la filosofia senza la pratica.


Quindi se avessimo un certo controllo, impossibile per una persona comune, saremmo sempre in pace, talmente in pace che non sapremmo cos'è la pace e cos'è l'agitazione, ma a quel punto come potremmo raggiungere la coscienza di Krishna se non c'è alcuno stimolo?

La pace spirituale non e' statica ma dinamica.
Per questo chi ha la pace spirituale trova sempre nuovi stimoli.
E' un argomento complesso, ci ritorneremo.


La mia domanda è: come si fa in questo mondo a risvegliare in sé la propria coscienza di Krishna e mantenersi fissi in essa?

Studio e pratica.
Studia la filosofia nei dettagli e pratica la coscienza di Krishna cantando il mantra Hare Krishna, facendo servizio, offrendo il cibo a Krishna eccetera.
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Re: Mi hanno trattata male - seconda risposta di Manonatha Dasa

Postby Fabien » Thursday 26 January 2017, 8:12

Hare Krishna Manonatha Dasa, stavo pensando: se il devoto neofita percependo degli ostacoli interiormente prega Dio, Krishna di liberarlo dalle avversità ed è un azione interessata, mayavada, perché allora pregare Ganesha o Nrisimha che sono considerati le divinità che tolgono gli ostacoli lungo il percorso del devoto di Krishna e oltre ciò anche dei non devoti (Ganesha) che chiedono alle divinità favori materiali? Poi: Sri Caitanya Mahaprabhu prega così: Oh Signore Onnipotente, non desidero accumulare ricchezze ne di godere di belle donne. Non voglio nemmeno numerosi seguaci. Quello che voglio nella mia vita è solo la misericordia senza causa del servizio di devozione, nascita dopo nascita. Questo significa che Sri Caitanya Mahaprabhu aveva un desiderio? No, perché il servizio di devozione è una qualità che hanno gli esseri viventi come l'acqua ha la qualità di essere liquida. Dunque ogni desiderio in relazione al servizio devozionale non è mayavada (o forse mi sbaglio?). Anche Prahlada Maharaja, quando apparve Nrisimha che gli concesse un desiderio, Prahlada gli chiese di poterLo ricordare sempre. Dipende dal desiderio e dall'intenzione, dal fine del desiderio. Se il fine è soddisfare Krishna allora non è mayavada. La domanda è: come far sbocciare e crescere in sé il desiderio di soddisfare Krishna ed evitare i pericoli che possono far crollare quel desiderio se c'è quel pericolo? Hare Krishna.

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Re: Mi hanno trattata male - seconda risposta di Manonatha Dasa

Postby Manonatha Dasa » Sunday 29 January 2017, 15:14

Volevo sapere se avevi letto la mia risposta a queste domande:
viewtopic.php?f=29&t=116&p=181#p181


se il devoto neofita percependo degli ostacoli interiormente prega Dio, Krishna di liberarlo dalle avversità ed è un azione interessata, mayavada, perché allora pregare Ganesha o Nrisimha che sono considerati le divinità che tolgono gli ostacoli lungo il percorso del devoto di Krishna e oltre ciò anche dei non devoti (Ganesha) che chiedono alle divinità favori materiali?

Come ti ho gia' spiegato, i devoti neofiti devono certamente pregare affinche' le loro difficolta' siano alleviate, mentre diverso e' il caso di devoti avanzati.
Inoltre anche i Vaisnava offrono preghiere e rispetti a divinita' di vario tipo, come Siva o Ganesh ma non per avere vantaggi materiali, come i materialisti, ma per offrire rispetti a Vaisnava piu' avanzati.
Non si puo' avanzare nella vita spirtuale senza rispettare i devoti piu' evoluti, che dire di personalita' come Siva e Ganesha, che sono Vaisnava del massimo grado. Vaisnavanam yatha Sambhu. Lord Siva is the greatest of all Vaisnavas (Srimad Bhagavatam 12.13.16)



Poi: Sri Caitanya Mahaprabhu prega così: Oh Signore Onnipotente, non desidero accumulare ricchezze ne di godere di belle donne. Non voglio nemmeno numerosi seguaci. Quello che voglio nella mia vita è solo la misericordia senza causa del servizio di devozione, nascita dopo nascita. Questo significa che Sri Caitanya Mahaprabhu aveva un desiderio?

Qui Sri Caitanya Mahaprabhu stava dando un esempio di come prega un devoto sincero. Quella e' la preghiera che dovremo fare noi e Lui ce lo sta insegnando.
Inoltre la vita spirituale non e' assenza di desideri ma assenza di desideri separati da quelli di Krishna.


La domanda è: come far sbocciare e crescere in sé il desiderio di soddisfare Krishna ed evitare i pericoli che possono far crollare quel desiderio se c'è quel pericolo?

Studia e pratica.
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Re: Mi hanno trattata male - risposte di Manonatha Dasa

Postby Fabien » Monday 30 January 2017, 14:34

Hare Krishna Manonatha Dasa, per favore accetta i miei più rispettosi omaggi. Ho letto la tua risposta e vorrei sapere una cosa: quando si riceve l'iniziazione? Io per poter arrivare a 16 giri di japa devo cominciare di mattina presto e mi ci vogliono più di due ore. Abitando con i miei parenti i quali apparentemente non desiderano sviluppare, risvegliare in se stessi la coscienza di Krishna, io devo praticare di nascosto i principi del Bhakti yoga a parte essere vegetariano per non subire sanzioni da parte loro e come mi ha detto una mia amica devota di Krishna, per non farli allontanare ancora di più dalla coscienza di Krishna. Perciò ho pensato di andare a praticare il Bhakti yoga in un bosco vicino casa mia, si dice: meglio soli che male accompagnati. Anche se non penso che i miei parenti siano una cattiva compagnia. Oppure andare al tempio di Catania e la scelta pensavo di farla fare ai miei parenti più stretti questa estate. Alla fine dei conti o praticherei il Bhakti yoga in un bosco oppure in un tempio. Nella Bhagavad-gita c'è scritto che per il saggio non c'è differenza e anche se non sono un saggio non vedo alternative oltre a praticare a casa sotto il controllo dei miei parenti, nel bosco o nel tempio di Catania. Aspetto una tua risposta e tue direttive se possibile.

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Re: Mi hanno trattata male - risposte di Manonatha Dasa

Postby Manonatha Dasa » Tuesday 31 January 2017, 16:48

Caro Bhakta Fabien,
Ricevi le mie benedizioni. Tutte le glorie a Srila Prabhupada.


Prima di rispondere alla tua domanda ti suggerirei di mettere una nota alle mie risposte sul forum, cosi' che posso essere certo che le hai lette. Me ne mandi molte, io impiego tempo per rispondere e quindi e' meglio essere certi che non hai dimenticato di andare a vedere se hai ricevuto risposta.

Poi sarebbe meglio per i lettori che mettessi un po' di spazio fra una sentenza e l'altra. Senza accapo o spazi diviene faticoso leggere.

Infine leggi o torna a leggere la pagina del link che ti ho mandato
http://www.vrindavana.net/academy/breve ... -italiano/

quando si riceve l'iniziazione?

Il giorno dell'iniziazione e' il piu' importante della vita umana.
In quel giorno il devoto diviene parte della catena di maestri e discepoli che porta direttamente a Krishna. E' come quando arriva la societa' elettrica e ti collega alla corrente. Infine hai la luce.

Tuttavia non e' sufficiente la sola iniziazione per ricevere il pieno beneficio di aver ricevuto l'iniziazione, bisogna anche essere buoni discepoli. Per questo i Guru non danno iniziazione a chiunque in qualsiasi momento ma attendono di vedere un minimo di qualificazione.

Oggigiorno sfortunatamente ci sono cosiddetti Guru che danno iniziazione a chiunque, alcuni senza neanche chiedere nessun voto. Queste non hanno nessun valore perche' vanno contro le ingiunzioni delle Sastra, o delle Scritture Sacre, che prevedono regolazioni serie sul processo delle iniziazioni.

Prima di tutto e' il discepolo che deve chiedere iniziazione e il Guru la da' quando e' certo che ci sono le qualifiche minime.
Per essere iniziati nella linea alla quale apparteniamo, si devono seguire le seguenti regoli:
cantare sedici giri di japamala al giorno e
seguire quattro principi regolatori, che sono: non mangiare carne, uova o pesce, non fare uso di nessuna sostanza intossicante, non indulgere in attivita' sessuali fuori dal matrimonio e non giocare d'azzardo.

Quando uno pratica queste regole da un po' di tempo e offre servizio al Maestro spirituale, quello e' il momento di chiedere iniziazione e di riceverla.


Perciò ho pensato di andare a praticare il Bhakti yoga in un bosco vicino casa mia, si dice: meglio soli che male accompagnati. Anche se non penso che i miei parenti siano una cattiva compagnia.
Oppure andare al tempio di Catania e la scelta pensavo di farla fare ai miei parenti più stretti questa estate.

Puoi praticare Bhakti-yoga ovunque, anche nel bosco vicino casa.
Ovviamente stare a stretto contatto con altri devoti e' meglio, pero' ti consiglio di andare in uno dei templi dell'Iskcon. Non lo so se a Catania c'e' un tempio o una nostra congregazione. Basta che chiami un tempio e lo chiedi.


Hare Krishna
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