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Manonatha Dasa (ACBSP)Krishna è Dio, il Benefattore, l'Amico... - correzione di errore

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Fabien
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Krishna è Dio, il Benefattore, l'Amico... - correzione di errore

Postby Fabien » Saturday 28 January 2017, 15:44

Hare Krishna Manonatha Dasa, vorrei porti una domanda che riguarda Krishna e le relazioni che abbiamo tra noi e Lui. Nella Bhagavad-gita così come nello Srimad-bhagavatam si legge che in realtà le relazioni di questo mondo come padre-figlio, zio-nipote ecc. sono ingannevoli tuttavia come si può dire che un bambino nato da una donna non sia figlio di quella donna? Noi siamo anime eterne legate per sempre a Krishna ed una nascita presso una famiglia non implica nulla, non cambia lo stato delle cose perché siamo l'anima e non il corpo il quale è soggetto a nascita, malattia e morte, perciò in realtà non siamo che figli di Krishna ma per qualche ragione, per seguire l'etica generale chiamiamo padre, madre, fratello, amico, sposo o benefattore un'altra anima condizionata. Cos'è che ci costringe ad agire così se non l'etica? Potremmo semplicemente non chiamare i nostri "parenti" e "amici"con gli appellativi madre, padre, amico ecc. ed agire di conseguenza, cioè riconoscere Solo Krishna come amico, padre, madre ecc., ma a quel punto la società non sarebbe più la stessa se fossimo tutti ad agire così. Ciò significa che la società attuale ha bisogno di questo sistema. Da dove nasce l'esigenza di dare degli appellativi, dei titoli ai nostri simili che appartengono a Krishna? Nel mondo materiale a meno che uno sia un eremita deve sottostare a queste designazioni e fare la parte che gli spetta come un attore sul palcoscenico. La risposta ( se non sbaglio) è: dalla nostra esigenza di amare ed essere amati che però potrà essere pienamente reciprocata solo se la dirigeremo verso Krishna. Le relazioni in questo mondo vengono e vanno con la comparsa del corpo materiale, a volte cambiano come quando un amico diventa un marito, quindi sono impermanenti perché un giorno ci sono ed un altro non ci sono. Questo significa che sono illusori, perciò ingannevoli. La domanda a questo punto è: c'è un alternativa a queste relazioni ingannevoli? Oltre ad avere relazioni spirituali con Krishna non credo che si possano avere altre tipi di relazioni in questo mondo e finché abbiamo il corpo materiale dobbiamo accettare le relazioni con parenti ed amici, ma non è forse vero che Maha-maya agisce sotto il controllo di Krishna? Sì, questo è vero, quindi penso così: se Maha-maya, l'energia che ci tiene nel mondo materiale è sotto il controllo di Krishna non è anche essa una servitrice di Krishna? Sì, lo è. Allora dov'è il problema di lasciare le nostre relazioni materiali per attribuirle soltanto a Krishna? Sono l'etica ed i principi religiosi impartiti da Krishna stesso. Per qualche ragione dobbiamo agire sottostando ai legami fittizi che sono la famiglia e le altre relazioni. A volte non sono un impedimento per la vita spirituale ma altre volte e specialmente in questa età ne riempono il percorso di ostacoli. Eppure per il devoto sincero, puro, anche con o legami famigliari e altri è davvero semplice innalzarsi al di là di questa illusione chiamata Maya. La domanda che ora mi pongo è: come facciamo a liberarci dell'illusione del corpo materiale e di conseguenza delle relazioni materiali, in modo tale da riscoprire che Krishna è veramente nostro Padre, Amico, Sposo, Benefattore e Madre?

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Re: Krishna è Dio, il Benefattore, l'Amico, lo Sposo, il Padre e la Madre di tutti

Postby Manonatha Dasa » Thursday 2 February 2017, 16:30

Questo e' un ennesimo esempio di apparente contraddizione.
Mi spiego meglio.

Il Mahabharata e' principalmente la storia della vita dei Pandava. In questa grande opera storica troviamo che il concetto di famiglia e' preponderante. Arjuna e' il fratello di Yudhisthira, il figlio di Kunti, il nipote di Bhisma, il cugino di Krishna, il marito di Draupadi. Troviamo anche relazioni di amicizia e inimicizia, tutte basate sulla nascita fisica.

Infatti Arjuna e' il fratello di Yudhisthira perche' sono nati dalla stessa madre, Kunti. Questa relazione e' illusoria perche' temporanea. Infatti nessuno dei fratelli Pandava e' tuttavia in vita, insieme agli altri personaggi del Maha-bharata, vissuti migliaia di anni fa.

Per gli esperti di storia e di filosofia che, a udire queste parole, balzeranno in piedi per obiettare, dico che sto solo utilizzando questi fatti da un punto di vista materiale per elucidare un concetto.

D'altra parte troviamo nello Srimad-Bhagavatam, cosi' come in tutta la Bhagavad-gita, chiaro il concetto della spiritualita' del se', che nulla ha a che vedere col corpo materiale. Noi non siamo quello che vediamo allo specchio la mattina ma qualcos'altro.

E dunque, Arjuna e Yudhisthira erano fratelli oppure no?

No dal punto di vista assoluto e si' sia dal vista assoluto che da quello strumentale.

Mi spiego meglio.

Non si puo' fare vita spirituale se uno non ha in se determinate qualita', come ad esempio quella del sattva guna, la caratteristica della virtu'. Coloro che hanno questa modalita' possono sedersi e studiare la filosofia, praticare bhakti-yoga e cosi' via. Altri non posso farlo oppure se lo fanno hanno maggiori difficolta'.

Per questo sono state create le leggi del dharma, che regolano, in sintonia virtuosa, il funzionamento della societa' umana.

Una volta che uno e' avanzato grazie all'osservanza di queste leggi, allora puo' pensare di fare un salto nella trascendenza. Magari lasciare tutto ed andare nella foresta come facevano gli uomini retti di altre epoche.

Se tu andassi ora da tua madre e le dicessi, "non sono questo corpo, non sono tuo figlio, non sei mia madre, non mi importa niente di te e di nessu altro, solo dei devoti di Krishna", questo non solo non ti aiuterebbe nella vita spirituale ma ti danneggerebbe.
Essere un devoto di Krishna migliora anche dal punto di vista materiale, non peggiora.

Diverso e' il caso di coloro che sono gia' in coscienza trascendentale. Sri Caitanya Mahaprabhu ha abbandonato una madre meravogliosa e una sposa bellissima senza pensarci due volte.
Per Lui va bene farlo. Per te puo' essere un azzardo pericoloso.
Molti devoti di Krishna, fra cui io, hanno abbandonato tutto in un momento. A qualcuno e' andata bene, per qualcun altro era prematuro e per questo sono caduti. Alcuni sono caduti rovinosamente diventando peggiori di quello che erano prima.

Tu devi essere un bravo figlio e allo stesso tempo un devoto di Krishna. Altre strade per fare di piu' ti si apriranno col tempo e la pratica.
* Manonatha Dasa (ACBSP)

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Re: Krishna è Dio, il Benefattore, l'Amico... - correzione di errore

Postby Manonatha Dasa » Friday 3 February 2017, 13:05

Correzione di errore:
No dal punto di vista assoluto e si' sia dal vista assoluto che da quello strumentale.

e' invece
No dal punto di vista assoluto e si' sia dal vista relativo che da quello strumentale.
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Re: Krishna è Dio, il Benefattore, l'Amico... - correzione di errore

Postby Fabien » Friday 31 March 2017, 11:05

Hare Krishna Manonatha Dasa, ti prego di accettare i miei più rispettosi omaggi.

Nella risposta hai detto che devo essere un bravo figlio e allo stesso tempo un devoto di Krishna, tuttavia data la posizione (geografica e famigliare) in cui mi trovo non mi è possibile. Persino Prahlada Maharaja ha avuto problemi per via della famiglia presso il quale era nato. Lui era un puro devoto di Krishna, perciò non ebbe molte difficoltà e quelle che ebbe riuscì a superarle con l'aiuto di Krishna. Io ho ancora molto da imparare, ma dopo diversi anni che seguo il movimento per la coscienza di Krishna credo di non poter più seguirlo da casa. I miei parenti non mi comprendono e neanche gli amici che ho nella città in cui abito.

Hare Krishna

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Re: Krishna è Dio, il Benefattore, l'Amico... - correzione di errore

Postby Manonatha Dasa » Monday 3 April 2017, 11:38

Sono certo che Krishna ti fara' sapere cio' che e' giusto che tu faccia, nella speranza che a quel tempo tu sia in grado di farlo.
E' comune che un devoto chiede la misericordia di Krishna, e quando questa arriva non la riconosce o non sa che farsene.
* Manonatha Dasa (ACBSP)


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