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Gli AcaryaPer capire Krishna, Dio, abbiamo bisogno di purificare i sensi

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bhaktaroberto66
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Per capire Krishna, Dio, abbiamo bisogno di purificare i sensi

Postby bhaktaroberto66 » Friday 25 August 2017, 13:30

Bhagavad-Gita. Lettura sul sistema dello yoga

È detto che un puro devoto vede Kṛṣṇa in ogni momento: “Santaḥ sadaiva (Bs 5.38)”. Sadaiva significa in ogni momento. Lui vede perché è divenuto una persona diversa. I suoi sensi sono purificati, elettrificati, santificati, perciò egli sta vedendo. Gli occhi, se non sono santificati, purificati, non possono vedere. Ci sono molti esempi. Pensate a una macchina. Un bambino la vede, ma non riesce a comprenderla bene. Egli vede un pezzo di metallo, mentre un ingegnere, quando la vede, comprende immediatamente che questa macchina è fatta per tale scopo, se è una buona macchina, se è cattiva, se è bella. Riesce a vedere in modo diverso perché ha avuto gli occhi per farlo. Similmente, per comprendere Kṛṣṇa, Dio, abbiamo bisogno di purificare i nostri sensi. Questo è definito dal “Narada Pancharatra, Sarvopādhi-vinirmuktaṁ (CC Madhya 19.170)”. Bisogna essere liberati da tutti i tipi di designazioni. In questo modo riconosciamo la coscienza di Kṛṣṇa accettandola. E nel caso di qualcun altro, di un uomo ordinario ? Supponiamo che qualcuno sia cristiano: egli vede la Coscienza di Kṛṣṇa come un movimento induista, ma in realtà non lo è. Per questo egli deve diventare libero dalla designazione di essere americano: “Sarvopādhi-vinirmuktaṁ”. Uno dovrebbe essere libero dalla designazione. Questo corpo è una designazione. In realtà non c’è differenza tra un corpo americano o un corpo indiano. E’ la stessa costruzione fisiologica. C’è sangue, c’è carne, ci sono ossa. Se si vede all’interno del corpo non c’è differenza, ma ancora abbiamo una designazione: “Io sono americano, tu sei indiano, tu sei nero, io sono bianco ” Queste sono tutte false designazioni. Uno deve diventarne libero. La liberazione dalla designazione è definita “Sarvopādhi-vinirmuktaṁ”. Essa non ha alcun valore, solo la persona è importante. Per vedere Kṛṣṇa il primo passo è quello di divenire libero dalle designazioni: ”Sarvopādhi-vinirmuktam tat-paratvena nirmalam (CC Madhya 19.170)”. E’ detto: “Mat-parah” e Narada dice “Tat-parah”. Tat-parah significa diventare “Kṛṣṇaizzato” e mat-parah significa intensamente assorto in Krsna. Questa è l’idea ma in realtà lo scopo è lo stesso. Una persona deve diventare libera dalla designazione e intensamente assorta in Kṛṣṇa: “Sarvopādhi-vinirmuktam, mat-paratvena”. Successivamente diverrà “nirmal”. Nirmal significa purificato, senza alcuna contaminazione materiale. Pensare nei termini del concetto della vita del corpo è materiale perché il corpo è materiale. Finché penso: ” Sono americano, sono indiano, sono bramino, sono uno kshatriya, io sono questo, io sono quello”, cado nelle designazioni. Questo non è nirmalam, non è una condizione purificata. La condizione purificata esiste quando si capisce di essere un’anima spirituale, che Kṛṣṇa è l’anima suprema e io sono parte integrante di Lui. Siamo uno in qualità, pur essendo diversi in quanto individui. Kṛṣṇa è un grande individuo e io sono un piccolo individuo. Anche in questo mondo materiale ci sono uomini molto potenti e altri meno potenti, ma tutti sono uomini, non sono animali. Similmente Kṛṣṇa, Dio, è qualitativamente “uno con me”. Quantitativamente Lui, però, è molto più potente.

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